Dicono di noi
24/03/2010

L'Economia censura il contratto dei medici. Il Sole 24 Ore Sanità

di Paolo Del Bufalo

Dall'indennità di esclusiva del rapporto di lavoro alla stabilizzazione dei precari, dall'aumento dei dirigenti in pronta disponibilità alle strutture per il rischio clinico. Arriva in piena campagna elettorale per i rinnovi dei governi regionali, in cui la sanità sta giocando una partita decisiva, un altolà dall'Economia al contratto dei 137mila medici e dirigenti del Servizio sanitario nazionale. Un contratto che per il 2008-2009 vale 179 euro di aumento medio mensile lordo procapite, di cui circa 20 dedicati alla rivalutazione dell'esclusiva, assoluta priorità per i sindacati.

Le prime reazioni dei medici sono durissime: «Senza un segnale positivo da Palazzo Chigi e se un contratto si può stracciare così, da qui in avanti sarà guerra », attacca Carlo Lusenti, segretario nazionale dell'Anaao Assomed, il maggior sindacato degli ospedalieri.

E l'iter del contratto ora si complica: Aran e Comitato di settore sanitario dovranno rispondere alle osservazioni dell'Economia prima che il testo possa approdare a Palazzo Chigi e all'esame della Corte dei conti. Tempi lunghi che, secondo i sindacati, tra elezioni e passaggi istituzionali potrebbero far arrivare gli aumenti in busta paga dopo l'estate.

Per l'esclusiva l'Economia critica la poca chiarezza sulla caratteristica di una tantum della rivalutazione.
Inoltre, la cancellazione della norma che escludeva la possibilità di aggiungere l'indennità (in tutto circa 3 miliardi) alla massa salariale presterebbe il fianco a «rivendicazioni da parte delle categorie nell'ambito delle future tornate contrattuali in ragione della conseguente automatica inclusione dell'emolumento nel monte salari ». A rischio di spesa è anche la possibilità per le Regioni di valutare la stabilizzazione eventuale dei precari: «La previsione esula dalla materia contrattuale», è il giudizio. E l'allarme dell'Economia è che i riconoscimenti possibili farebbero saltare le previsioni di spesa. Altolà anche sugli eventuali riflessi finanziari «con oneri aggiuntivi per le aziende» per la cancellazione delle limitazioni al numero di dirigenti in pronta disponibilità e il ritocco all'indennità dei capo dipartimento. Ai tecnici dell'Economia non piace nemmeno la possibilità di rivalutare i ticket-mensa se non si precisa che è possibile farlo solo con fondi aziendali. E infine spese extra sarebbero all'orizzonte per realizzare le strutture di gestione del rischio clinico e reintegrare in servizio «anche in soprannumero» i dirigenti «illegittimamente licenziati»: va chiarito il loro successivo riassorbimento in organico, senza aumenti di personale.

«Sono osservazioni formali, non su aumenti di spesa immediati, preoccupazioni per il futuro », commenta Lusenti. «Il sospetto - aggiunge - è di una volontà di affondare il contratto nazionale dimostrandone la presunta inaffidabilità. Nessuno - conclude - può ipotecare il presente con una trattativa futura e non accetteremo mai che una mano dia (la Funzione pubblica sollecitando la chiusura dei contratti), e l'altra (l'Economia) tolga: se così è da qui in avanti lo scontro sarà sempre più duro».

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leggi l'articolo pubblicato su Il Sole 24 ore sanità del 30 marzo, che contiene anche il testo del parere della Ragioneria generale dello Stato

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