Un dirigente medico operante in anatomia patologica ha subito il recupero di oltre 113.000 euro erogati per attività di screening del carcinoma uterino. Tali somme, inizialmente corrisposte come attività progettuali finanziate dal Fondo Sanitario Nazionale, sono state qualificate come indebite. Il sanitario ha eccepito, senza successo, che si trattasse di prestazioni aggiuntive (ALPI) o lavoro straordinario reso necessario da gravi carenze di organico. La decisione finale ha confermato l'obbligo di restituzione, stabilendo che la prevenzione oncologica rientra pienamente nei doveri istituzionali della dirigenza medica.