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05/10/2011 |
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 | INPDAP - nota operativa n. 22/2011 |
| | Applicazione art. 9, co. 2 e 21, DL 78/2010, convertito, con modificazioni nella L. 122/2010 recante: "Misure urgenti di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica". Riflessi contributivi. |
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Il taglio degli stipendi pubblici non tocca le pensioni. Infatti, sulla quota ridotta delle retribuzioni (in misura del 5-10%), operati ai dipendenti pubblici con stipendi sopra i 90 mila euro per il triennio 2011/2013, devono comunque essere pagati i contributi previdenziali. A precisarlo è l'Inpdap, nella nota operativa n. 22/2011 del 5 ottobre, illustrando i riflessi contributivi sulle misure di contenimento della spesa in materia di impiego pubblico introdotte dalla manovra estiva dello scorso anno. L'istituto precisa, inoltre, che lo stop triennale degli adeguamenti retributivi e delle progressioni di carriera, invece, determina automaticamente un ridotto versamento contributivo e, quindi, una minore copertura pensionistica. Le misure analizzate dall'Inpdap sono tre, e tutte previste dall'articolo 9, commi 21 e 2, del dl n. 78/2010, convertito dalla legge n. 122/2010.
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