Tribunale di Perugia - Sez. Lavoro - sentenza n. 451 - 452/2016

Indennità di esclusività: l'Anaao vince a Perugia

Il Tribunale di Perugia, ha riconosciuto l'inapplicabilità delle disposizioni in materia di blocco della retribuzione dei pubblici dipendenti nel periodo 2011-2014 allo scatto di indennità di esclusività previsto al raggiungimento dei 5 anni di servizio.

Leggi la nota del Coordinamento dei servizi Anaao

Tribunale di Castrovillari - Sez. Lavoro - sentenza del 30.11.2016

Mancata rendicontazione dell'informatore scientifico: recesso dell'Azienda

Se si considera che la rendicontazione mensile delle attività svolte, tramite la redazione di uno specifico report delle attività poste in essere, sia la rappresentazione della esecuzione della prestazione che l'informatore fornisce al proprio datore di lavoro, appare di tutta evidenza l'importanza dalla stessa rivestita nell'assetto negoziale tra le parti, svolgendo la precipua funzione di rendere conoscibile l'attività di fatto svolta dal dipendente.

Tribunale di Bolzano - Sezione Lavoro - sentenza n. 251/2016

I contratti “d’opera” nell’Azienda Sanitaria della provincia autonoma di Bolzano come rimedio (illegittimo) all’inefficienza della proporzionale linguistica

Con sentenza n. 251 del 24.11.2016 il Tribunale di Bolzano ha riconosciuto la subordinazione nell’ambito di plurimi rapporti di lavoro nominalmente “autonomi” posti in essere tra un medico veterinario e l’Azienda Sanitaria della Provincia Autonoma di Bolzano, nonché ha dichiarato l’illegittimità delle clausole appositive del termine condannando l’ente pubblico al risarcimento del c.d. “danno comunitario” ed al pagamento di differenze retributive connesse al riconoscimento della subordinazione (in special modo del trattamento di fine rapporto).

Tribunale di Caltanissetta - sentenza del 21 novembre 2016

Risarciti i danni al paziente che non conosce i rischi dell’intervento

Il medico è tenuto a fornire al paziente tutte le informazioni prima dell'intervento. Se il paziente non ha chiare le conseguenze e i rischi dell'intervento chirurgico, il medico paga i danni, anche se l'operazione è andata bene e ha risolto i suoi problemi. Lo ha stabilito il Tribunale di Caltanissetta che afferma: "l'informazione deve essere adeguata al grado culturale e alle conoscenze del paziente e deve concernere lo scopo e la natura dell'intervento, nonché le sue conseguenze e i suoi rischi".

Tribunale di Roma – II sezione civile - sentenza n. 21225/2016

Specializzandi 83-91: la prescrizione è decennale

Il Tribunale di Roma ribadisce l’orientamento granitico della Cassazione in ordine alla prescrizione decennale delle cause per la corresponsione delle borse di studio dei medici specializzandi 83-91, il cui dies a quo è individuato ancora una volta nella data del 27.10.1999, ovvero della legge italiana che ha trasposto nell’ordinamento interno le direttive n. 75/362/CEEE e n. 82/76/CEEE. L’art. 11 della legge 370/1999 riconosceva infatti il diritto ad una borsa di studio soltanto in favore dei beneficiari delle sentenze irrevocabili emesse dal giudice amministrativo. Pertanto tutti gli aventi diritto ad analoga prestazione ed esclusi dalla stessa hanno avuto la ragionevole certezza che lo Stato non avrebbe più emanato altri atti di adempimento alla normativa europea a decorrere dall’entrata in vigore di tale disciplina e dunque a decorrere dal 27.10.1999. Questo orientamento è tra l’altro coerente alla giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea che individua il termine di prescrizione di un'azione di risarcimento nei confronti dello Stato, conseguente alla carente trasposizione di una direttiva a decorrere dalla data in cui i primi effetti lesivi di detta scorretta trasposizione si siano verificati e ne siano prevedibili altri.

Tribunale Reggio Calabria - Sez. Lavoro - sentenza n. 11/2016

Condotta antisindacale: l'Anaao vince a Reggio Calabria

Leggi la nota della Segreteria Regionale Anaao Assomed Calabria

Tribunale di Napoli - Sez. VIII - sentenza n. 10440/2016

Intervento chirurgico di osteosintesi e sepsi, responsabilità per osteomielite cronica

Se infezione dei mezzi di sintesi, rappresenta una complicanza ben descritta in letteratura dopo il loro posizionamento e dunque di per sé non risarcibile, nel caso de quo tale sepsi finisce per essere escomiata sostanzialmente dal novero delle complicanze. Infatti la sepsi riscontrata nel post-operatorio certamente è stata favorita sia dall'omissione della profilassi antibiotica perioperatoria, sia dal successivo errore di diagnosi e adeguatamente trattata, con ritardo nella diagnosi definitiva responsabile di un aggravamento del quadro settico che ha poi sostenuto "Insorgenza dell'osteomielite cronica".

Tribunale di Trento - sezione civile - sentenza n. 893/2016

Referto in ritardo, si al danno per perdita di chance

L'indagine sul nesso di causa deve essere condotta alla stregua del criterio del "più probabile che non"; mentre nel caso del danno tanatologico l'evento da porre in relazione alla condotta colposa è rappresentato dalla morte, nel caso del danno da perdita di chances esso si identifica con la perdita di un risultato utile, che, ove venga in discussione, come nella specie, l'integrità psico-fisica della persona, può consistere nella possibilità del paziente di veder rallentato il decorso della malattia, e quindi aumentata la durata della sopravvivenza, ovvero nella possibilità di fruire di migliori condizioni di vita nel corso della malattia, ovvero ancora nella possibilità di sopravvivenza.

Tribunale di Milano - Sez. I - sentenza del 23 agosto 2016

Responsabilità risarcitoria del medico va ricondotta a fatto illecito ex art. 2043

Ove l'attrice agisca anche nei confronti del medico, senza allegare l'esistenza di un contratto d'opera professionale con lo stesso concluso, deve ritenersi che il rapporto che si instaura con la struttura sanitaria sia contrattuale, mentre il rapporto il professionista (esercente la professione sanitaria) sia di natura extracontrattuale (qualificazione che rende irrilevante l'esame dell'eccezione di prescrizione e decadenza, ex art. 2222, formulata dalla difesa del convenuto).

Tribunale di Palermo - sentenza n. 4147/2016

Esclusione nesso causale dopo morte del paziente per trattamento chirurgico aneurisma

Per quanto infatti il CTU abbia rilevato significativi profili di imprudenza nella condotta della dott.ssa S. qualificata come "superficiale" considerato che gli stessi esordi clinici della paziente imponevano immediati accertamenti diagnostici strumentali (perfettamente disponibili nella struttura) che invece non sono stati prescritti, non appare provato il nesso causale tra la condotta colposa (negligente) della convenuta e l'evento.

Tribunale di Monza - Sezione II - sentenza n. 2310/2016

Poco diligente non chiedere i referti di precedenti mammografie

Un comportamento diligente del medico avrebbe reso necessaria la richiesta alla paziente circa eventuali precedenti esami diagnostici e, in presenza di una recente mammografia, avrebbe comportato la richiesta di portarne l'esito necessario per effettuare un esame con particolare attenzione al punto in questione. Perché l'esame, senza una mammografia, non può essere considerato dirimente sulla presenza o meno di una patologia.

Tribunale di Ferrara - sentenza del 18 agosto 2016

Condotta del sanitario che cagiona il danno va sempre correlata alle condizioni del paziente

Quanto al delicato profilo del nesso causale tra la condotta del medico e l'evento lesivo occorre ricordare che l'accertamento di siffatto indispensabile elemento dell'illecito in ambito civile è presidiato da regole differenti da quelle seguite nel processo penale, come sancite dalla nota sentenza Sezioni Unite Franzese n. 30328/2002.

Tribunale di Udine - Sez. lavoro - sentenza del 17 agosto 2016

In caso di malattia multifattoriale, chi agisce deve provare il nesso di causa

La patologia che ha causato il decesso del paziente (adenocarcinoma del colon destro) rientra tra quelle la cui origine lavorativa è ritenuta di elevata probabilità ma, trattandosi di malattia multifattoriale, la previsione tabellare tanto della patologia, quanto dell'agente patogeno ad essa ricollegabile, impedisce l'applicazione della presunzione legale di origine professionale, con conseguente onere per chi agisce di provare il nesso causale tra la nocività dell'ambiente lavorativo e l'insorgenza della malattia.

Tribunale di Monza - sentenza del 9 agosto 2016

Revoca incarico di struttura complessa per ristrutturazione aziendale: l'azienda deve risarcire

In merito allo specifico campo di applicazione dell'art. 9, co. 32, DL 78/2010 (da riferire ai soli incarichi in scadenza) in presenza di incarico dirigenziale non ancora scaduto e di valutazioni positive, deve ritenersi a tutt'oggi operante l'art. 40, comma 8, del CCNL 8.06.2000, a mente del quale "nel caso di attribuzione di un incarico diverso da quello precedentemente svolto, a seguito di ristrutturazione aziendale, in presenza di valutazioni positive riportate dal dirigente, allo stesso sarà conferito, ai sensi degli artt. 28 e 29,  CCNL 8.06.2000 I biennio economico, un altro incarico di pari valore economico".

Tribunale di Cassino - sentenza del 9 agosto 2016

Negligente modalità di prelievo ematico ed esito cicatriziale risarcibile

Sotto il profilo della causalità materiale la cicatrice riscontrata sul gomito destro dell'attrice è "diretta ed esclusiva conseguenza delle ripetute manovre di inserimento dell'ago canula". È del resto evidente, come osservato dallo stesso CTU, che il rischio di trauma cicatrizzante sia direttamente conseguenziale al numero dei tentativi per effettuare il prelievo, che non è peraltro precisato in cartella.

Tribunale di Taranto - Sezione III - sentenza del 1° agosto 2016

Esclusione di colpa per complicanza da esportazione di un lipoma

Il CTU ha accertato che l'intervento chirurgico radicale era sicuramente appropriato alla luce del quadro clinico e che nella sua esecuzione non sono ravvisabili violazioni delle regole tecnico-scientifiche né evidenti errori; il verificarsi di un danno neurologico rappresenta infatti una possibile complicanza, tenuto conto della natura e delle dimensioni della massa da asportare nonché della presenza di aderenze provocate dai precedenti interventi chirurgici, sicché i postumi invalidanti riscontrati devono considerarsi come "una complicanza nell'ambito di un intervento riuscito".

Tribunale di Treviso - sentenza del 22 luglio 2016

Medico non è tenuto a verificare che il paziente si sia sottoposto alla terapia

La possibilità di sottoporre all'attenzione del medico i referti delle analisi prescritte è un onere che ricade sul paziente, posto che è sempre quest'ultimo a poter decidere se sottoporsi o meno agli esami che il curante invita ad effettuare. Se così non fosse, ogni medico sarebbe tenuto non solo a visitare i pazienti ed a suggerire loro quali terapie, esami, interventi effettuare, ma anche a verificare che il paziente vi si sia effettivamente sottoposto e, in ipotesi affermativa, con quale esito.

Tribunale di Milano - Sezione I - sentenza del 21 luglio 2016

Riconoscimento a fini risarcitori dei "sentimenti negativi" allegati dal paziente

Il danno biologico (cioè la lesione della salute) e quello morale (cioè la sofferenza interiore) costituiscono pregiudizi non patrimoniali, tutti risarcibili, eccezionalmente non riassumibili all'interno dei valori espressi dalle note Tabelle; occorre pertanto "valutare caso per caso, nel rispetto del principio della "integralità" del risarcimento, se il danno non patrimoniale presenti o meno tutti i siffatti aspetti, a tal fine dovendo il giudice accertare l'effettiva consistenza del pregiudizio allegato ed individuare quali concrete ripercussioni negative si siano verificate sul valore-uomo", dovendo il danno non patrimoniale per lesione di interessi costituzionalmente protetti trovare ristoro nella tutela apprestata dall'art. 2059 cc..

Tribunale di Firenze - Sez. lavoro - sentenza del 19 luglio 2016

Illegittimità trattenute Irap operate dall'Azienda e dall'Università sui compensi per intramoenia

Il ricorrente sostiene di avere svolto attività libero professionale intramoenia, anche in regime di ricovero e per prestazioni ambulatoriali presso Case di Cura convenzionate e di avere riscontrato che l'Azienda Ospedaliera, tenuta al pagamento dell'IRAP per detta attività dalla stessa organizzata, invece di addebitarla ai cittadini richiedenti le prestazioni, come previsto dalla normativa regionale e dal conforme Regolamento Aziendale, provvedeva a scorporarla dai compensi dovuti ai medici, lui compreso, nella misura dell'8,5%, così che negli anni in esame gli era stato illegittimamente trattenuto l'importo oggetto della domanda di restituzione, comprovato nel quantum dalle attestazioni rilasciate dall'Azienda.

Tribunale di Bari - Sez. stralcio - sentenza del 6 luglio 2016

Casa di cura privata e ospedale pubblico, equivalenti quanto a responsabilità

In ordine alla responsabilità della struttura sanitaria nei confronti del paziente è irrilevante che si tratti di una casa di privata assistenza o di un ospedale pubblico in quanto sostanzialmente equivalenti sono, a livello normativo, gli obblighi dei due tipi di strutture verso il fruitore dei servizi, ed anche nella giurisprudenza si riscontra una equiparazione completa della struttura privata a quella pubblica quanto al regime della responsabilità civile anche in considerazione del fatto che si tratta di violazioni che incidono sul bene della salute, tutelato quale diritto fondamentale dalla Costituzione, senza possibilità di limitazioni di responsabilità o differenze risarcitorie a seconda della diversa natura, pubblica o privata, della struttura sanitaria.

Tribunale di Monza - Sezione II - sentenza n. 1892/2016

Persiste l'orientamento favorevole alla responsabilità contrattuale del medico

Il riferimento all'art. 2043 c.c., lungi dal costituire una svista del legislatore, è pienamente condivisibile perché riferibile ad una tipica responsabilità civile da reato, benché non punibile sul piano penale. Infatti, il giudice penale che proscioglie l'imputato applicando la nuova causa di non punibilità, sulla base dell'accertamento di tutti gli elementi costitutivi del reato di cui all'art. 589 (o 590) c.p., può accogliere la domanda di risarcimento del danno proposta dalla parte civile solo a norma dell'art. 2043 c.c., non certo a titolo di responsabilità contrattuale.

Tribunale di Roma – Sezione XIII - ordinanza del 27 giugno 2016

Infezioni Ospedaliere. I parametri generali. Sanificazione – ricerca di modelli procedimentali

Il Tribunale di Roma torna ad affrontare l’annoso ed irrisolto problema delle Infezioni Ospedaliere e, con ordinanza del 27 giugno 2016, non si limita ad inquadrare la fattispecie del caso concreto ma individua i parametri generali attraverso i quali l’Ospedale (su cui incombe l’onere della prova) deve soddisfare, e soprattutto appagare, il giudizio di accertamento che, anche attraverso lo strumento della CTU medicolegale, spinge il giudicante alla ricerca di quei modelli procedimentali previsti dai protocolli, anche ministeriali, in subjecta materia. L’indagine andrà rivolta al processo di “sanificazione” che deve realizzarsi quale attività “effettiva, adeguata ed utile”; il tribunale suggerisce altresì un sistema attraverso il quale le stesse organizzazioni sanitarie si possano rendere responsabili di un miglioramento continuo della qualità dei loro servizi.

Tribunale di Como - Sez. I civile - sentenza del 23 giugno 2016

Criteri risarcitori in ordine ad "apprezzabili chances di sopravvivenza"

Nel danno da perdita di chances di sopravvivenza, l’omissione della diagnosi di un processo morboso nega al paziente la possibilità non solo di scegliere una terapia adeguata, ma altresì di programmare la vita residua fino all’esito infausto.

Tribunale di Roma - Sez. XIII - sentenza n. 12776/2016

La compagnia assicuratrice ha posto in essere una condotta processuale ingiustificata e renitente non presentandosi in mediazione nonostante l'ordine del giudice

In caso di intervento chirurgico viziato da imperizia, come accertato dalla relazione del consulente tecnico d’ufficio, deve essere risarcito l’ulteriore danno consistente nel mancato godimento da parte del danneggiato dell’equivalente monetario del bene perduto per tutto il tempo decorrente fra il fatto e la sua liquidazione.

Tribunale di Livorno - sentenza n. 822/2016

Perdita della chance di guarigione e domanda di risarcimento del danno

La perdita del prossimo congiunto non ha trovato la propria causa diretta nella condotta colposa del personale sanitario della convenuta, ma nella patologia tumorale di cui il defunto era affetto. Nel caso in esame, un nesso di causalità certo, secondo la regola del più probabile che non, risulta esservi solo tra l'errore professionale compiuto dai sanitari della Asl e la perdita da parte dell'A. della chance che lo stesso aveva, al momento in cui si recò presso il nosocomio cittadino, di guarire, e non tra la morte del paziente ed gli errori in contestazione da parte del personale medico della convenuta.

Tribunale di Frosinone - Sez. I - sentenza del 21 giugno 2016

Crediti nei confronti delle Asl, costituzione in mora nelle obbligazioni di pagamento

Luogo dell'adempimento dell'obbligazione di pagamento dei crediti nei confronti delle ASL è sempre la sede dell'ufficio di tesoreria, sicché, venendo a mancare il presupposto per la configurabilità della mora ex re (obbligazione da eseguirsi nel domicilio del creditore), ed attesa la natura querable del debito, non è consentita la decorrenza degli interessi moratori, né del maggior danno ex art. 1224, comma 2, c.c. se non per effetto dell'atto di costituzione in mora.

Tribunale di Treviso - Sezione I - sentenza del 17 giugno 2016

Responsabilità diretta dell'infermiere nella somministrazione dei farmaci

Le riforme normative dell'ultimo ventennio hanno permesso di ricavare ambiti di autonomia e responsabilizzazione diretta dell'infermiere che conducono per converso a ritenere, in alcuni casi, insussistente una responsabilità del medico per omessa vigilanza. Rientrano certamente nell'ambito dell'esclusiva responsabilità e cura dell'infermiere le prestazioni consistenti nella somministrazione dei farmaci.

Tribunale di Avezzano - sentenza del 16 giugno 2016

Colpa del medico, classificazione evento indesiderato non la esclude

Il perito accerta che è rilevabile una dislocazione del cage in titanio obelich-urlich impiantato; precisa poi che in difetto di indagini post operatorie si dovrebbe ritenere tuttavia che tale dislocazione non fosse originaria, ma si sia verificata a cagione del quadro osteoporotico importante dell'attrice, che non poteva essere quantificato dall'operatore se non durante i tempi operatori. Il Giudice ritiene, contrariamente a quanto sostenuto dal CTU, che la semplice circostanza che il referto del controllo scopico non evidenzi la dislocazione poi rilevata in sede di TAC è irrilevante.

Tribunale di Frosinone - sentenza del 7 giugno 2016

I limiti dell'accertamento di una chance di guarigione

Il giusto parametro di valutazione per discernere tra mera aspettativa e possibilità concreta: tutte le volte che la possibilità si presenti meramente teorica (e che quindi non si avveri per l'imprecisione stessa della teoria ricostruttiva o per concomitanti fattori indipendenti dalla colpa altrui) non si potrà parlare di chance giuridicamente rilevante bensì, al più, di mera aspettativa.

Equipollenza delle discipline sanitarie: l’Anaao vince a Catania

Tribunale di Catania - Sezione Lavoro - sentenza n. 2016/2016

Il Tribunale di Catania ha dichiarato illegittima l’utilizzazione di dirigenti medici specialisti in medicina interna o gastroenterologia in sostituzione dei medici cardiologi, ovvero per l’espletamento di attività proprie del medico cardiologo, condannando di conseguenza l’ASP ad astenersi dall’assegnare i predetti medici a mansioni che non rientrano nelle propria branca specialistica.
La decisione del Tribunale si fonda sul concetto di equipollenza delle discipline sanitarie, la cui normativa è contenuta nel D.M. 30 gennaio 1998.
La sentenza in esame è di particolare interesse proprio perché conferma una tesi, da sempre sostenuta dall’Ufficio Legale dell’Associazione, secondo cui il criterio della disciplina di appartenenza unitamente al contenuto dell’incarico dirigenziale sono utili a qualificare le mansioni del dirigente medico e di conseguenza a circoscrivere il potere datoriale di modificare le stesse nel corso del rapporto di lavoro, rispondendo altresì all’esigenza di garantire il principio di appropriatezza delle cure sanitarie e, più in generale, di buon andamento ed efficienza della pubblica amministrazione.

Tribunale di Trento - sentenza del 3 maggio 2016

Medico costretto a rilasciare un certificato medico attestante una malattia non riscontrata

Con riferimento al contestato delitto di cui all'art. 336 c.p., si è osservato che ai fini della sua integrazione "non è necessaria una minaccia diretta o personale, essendo invece sufficiente l'uso di qualsiasi coazione, anche morale, ovvero una minaccia anche indiretta, purché sussista la idoneità a coartare la libertà di azione del pubblico ufficiale".

Trib. di Torre Annunziata - sez. Penale - sentenza n. 1611/2016

Omessa effettuazione di indagini strumentali e assoluzione perché il fatto non sussiste

Anche nel reato colposo, il risultato lesivo o evento deve rappresentare la conseguenza della condotta inosservante della regola cautelare. Il nesso di causalità deve essere accertato alla luce della teoria condizionalistica a sua volta orientata secondo il modello della sussunzione sotto leggi scientifiche.

Tribunale di Firenze - Sez. II civile - sentenza del 19 aprile 2016

Il Ministero della Salute è responsabile per i decessi dovuti a emotrasfusioni con sangue infetto, ma il diritto al risarcimento si prescrive in cinque anni

Il Tribunale di Firenze ha accertato la responsabilità del Ministero della Salute in ordine ai danni per lesione dell’integrità fisica, consistenti nella contrazione di patologie quali l’epatite B, l’AIDS e l’epatite C, a causa dell’assunzione di emotrasfusioni o di emoderivati con sangue infetto. Provata la riconducibilità eziologica dell’evento morte alle trasfusioni praticate e esistendo un obbligo ex lege in capo al Ministero della Salute di controllo e vigilanza sulle operazioni di trasfusione, il giudice di merito ha ritenuto sussistente, nel caso oggetto del suo giudizio, una presunzione di responsabilità del Ministero.

Tribunale di Taranto - Sezione Lavoro - sentenza n. 1286/2016

Il Tribunale di Taranto conferma l’indirizzo giurisprudenziale già segnato dalla Corte di Cassazione a sezione Unite, sull’utilizzo del “precariato” nella Pubblica amministrazione, ovvero “no ad una conversione del rapporto di lavoro, ma si al risarcimento del danno subito per abusiva reiterazione dello strumento del contratto a termine e si, al riconoscimento dell’anzianità di servizio maturata in forza dei contratti a termine.

Tribunale di Ascoli Piceno - sentenza n. 337/2016

La "complicanza" non consente di superare la presunzione di colpa

Al medico convenuto in un giudizio di responsabilità non basta, per superare la presunzione posta a suo carico dall'art. 1218 c.c., dimostrare che l'evento dannoso per il paziente rientri astrattamente nel novero di quelle che nel lessico clinico vengono chiamate "complicanze", rilevate dalla statistica sanitaria.
Col lemma "complicanza", la medicina clinica e la medicina legale designano solitamente un evento dannoso, insorto nel corso dell'iter terapeutico, che pur essendo astrattamente prevedibile, non sarebbe evitabile.

Tribunale di Firenze - Sezione Lavoro - decreto n. 1889/2016

Sciopero e condotta antisindacale

Configura condotta antisindacale omettere di comunicare ai sindacati entro il quinto giorno precedente la data di effettuazione dello sciopero i nominativi dei dirigenti inclusi nei contingenti tenuti alle prestazioni necessarie e perciò esonerati dallo sciopero. Il Tribunale di Firenze ha cosi condannato l’Azienda ad astenersi per il futuro da tale comportamento, ad affigere il decreto presso la sede in luogo accessibile ai dipendenti e a darne comunicazione ai dipendenti, e al pagamento delle spese di lite.

Il Tribunale di Reggio Emilia dopo la sentenza della Corte Costituzionale. "Danno" da contratti PA bloccati - IL SOLE 24 ORE

Riconosciuta l'illegittimità dei mancati rinnovi a partire dal 30 luglio scorso. Già aperti 80 ricorsi per ottenere gli indennizzi

Tribunale di Palermo - Sezione III - sentenza n. 1227/2016

Diagnosi errata, va risarcito il turbamento emotivo

Va accolta la domanda di risarcimento nei confronti della struttura sanitaria e del medico responsabili di una diagnosi di recidiva tumorale errata, giacché la stessa, anche se per un breve lasso di tempo, ha provocato un turbamento emotivo di natura ansiosa non indifferente, tanto più in considerazione della giovane età della paziente e del fatto che, avendo già subito un precedente intervento, tale recidiva avrebbe comportato l'elevata probabilità di ripresa del tumore con effetti più gravi e devastanti.

Tribunale di Ivrea - sentenza del 22 febbraio 2016

Obblighi e responsabilità originati dal contratto di assistenza sanitaria

Le prestazioni sanitarie da parte di una struttura ospedaliera deputata a fornire assistenza sanitaria avvengono sulla base di un contratto tra il paziente ed il soggetto che gestisce la struttura, avente ad oggetto una prestazione complessa, a favore dell'ammalato, definibile sinteticamente di "assistenza sanitaria", ove assumono primario rilievo le prestazioni di cura medica, ma nel quale si possono rinvenire anche prestazioni diverse quali la messa a disposizione di personale medico ausiliario e di personale paramedico, di medicinali, e di tutte le attrezzature tecniche necessarie, nonché obbligazioni accessorie cosiddette di sicurezza e/o protezione.

Tribunale di Campobasso - sentenza n. 36/2016

Tribunale di Campobasso equipara trattamento retributivo del facente funzione e del dirigente medico di II livello

Il giudice del lavoro ha riconosciuto ai medici che svolgono le funzioni di “primario”, senza conferimento dell’incarico con apposito provvedimento del Direttore Generale o di quello sanitario, non solo il diritto all’indennità di sostituzione ex art 18 c. 4 CCNL della Dirigenza medica, ma anche il diritto alle differenze retributive tra dirigente medico di II livello e dirigente medico di I livello, relativamente alla retribuzione di posizione.

Tribunale di Napoli - Sezione VIII - sentenza n. 455/2016

Intervento in pronto soccorso per lesione da vetro. Responsabilità
 

Intervento in pronto soccorso per lesione da vetro. ResponsabilitàL'attore deduceva di essere stato sottoposto ad intervento chirurgico, a seguito diagnosi di “ferita lacero-contusa mano destra con lesione tendine del flessore profondo del II dito" e che, inseguito all'intervento, oltre a non conseguire la guarigione, aveva visto peggiorare le proprie condizioni di salute.
La responsabilità delle lesioni esitate al paziente è da imputare al mancato rispetto di un adeguato protocollo diagnostico; laddove il sanitario preposto alla ricezione in P.S. si trovi in presenza di una lesione da vetro, ha l'obbligo di indagare sulla eventuale presenza di un corpo estraneo, facendo una attenta toelette della breccia. Detta procedura va messa in essere solo dopo che sulla sede della lesione sono state fatte indagini diagnostiche strumentali adeguate.

Tribunale di Roma - Sez. Lavoro - sentenza n. 214/2016

Mancata stabilizzazione: diritto al risarcimento del danno

L’utilizzazione del lavoratore in violazione delle norme concernenti l’assunzione a mezzo concorso dà luogo ad un risarcimento del danno derivante dalla prestazione effettuata in violazione delle norme imperative relative all’assunzione.

Tribunale di Bari - Sezione Lavoro - sentenza del 13 gennaio 2016

Mancato riposo compensativo non equivale a prestazione lavorativa

La pronta disponibilità, pur essendo una obbligazione che trova causa nel rapporto di lavoro, non può essere equiparata alla prestazione effettiva di attività di lavoro, poiché la mera disponibilità alla eventuale prestazione incide diversamente sulle energie psicofisiche del lavoratore rispetto al lavoro effettivo e riceve diversa tutela dall'ordinamento.

Tribunale di Napoli - Sezione XI - sentenza n. 275/2016

Evoluzione del danno biologico e criteri di risarcibilità

Anche il danno estetico e quello alla vita di relazione, alla vita sessuale, rientrano nella nozione di danno biologico. E tanto è a dirsi non perché tali aspetti e tali dimensioni della sfera personale non abbiano una propria autonomia e una propria dignità ontologica, o perché non rilevino in diritto, ma perché destinate ad una sintesi ex iure caratterizzata da una dimensione risarcitoria "funzionale" sostanzialmente unitaria. Nell'ampia categoria del danno non patrimoniale si deve comprendere anche il danno morale.

Tribunale di Teramo - sentenza n. 12/2016

Responsabilità medica e individuazione nesso di causa, garza dimenticata nell'addome della paziente

In punto di nesso causale, in tema di responsabilità medica, sono stati affermati in giurisprudenza cinque principi che descrivono i cardini che devono esistere affinché possa essere confermato il nesso di casualità tra omissione e danno alla paziente.

Tribunale di Taranto - Sez. III - sentenza del 4 gennaio 2016

Basta la probabilità per costringere l'Asl a pagare il danno

Nel giudizio civile, per accertare la responsabilità di un sanitario o di una struttura ospedaliera, non è necessaria la certezza, ma basta l’elevata probabilità.
Lo ribadisce il Tribunale di Taranto nella sentenza del 4 gennaio 2016 che ha condannato un’azienda sanitaria locale a risarcire il danno patito da un minore per la degenerazione di un’appendicite acuta non tempestivamente diagnosticata.

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