Tribunale de L'Aquila - sentenza del 24 novembre 2008
Assunzioni sbloccate dal tempo determinato

È da ritenersi valido il contratto a tempo determinato di conferimento dell'incarico di dirigente medico di una struttura complessa, nonostante il cosiddetto “blocco delle assunzioni”.
Premesso che il vizio di nullità può derivare solo da eventuali contrasti con il testo di legge, e non certo con provvedimenti meramente amministrativi della P.A. o atti di indirizzo politico, va evidenziato che nel caso specifico, l'ASL agiva in via di autotutela sostenendo di non poter provvedere all'assunzione del dirigente medico perché ciò era precluso dal blocco delle assunzioni disposto dalla l. n. 311/04.
Il testo di questa legge fa, però, riferimento alle sole assunzioni a tempo indeterminato nella P.A.
L'art. 1 comma 98 (relativo al Ssn) della legge n. 311/04 pone infatti in relazione le assunzioni alle procedure di mobilità (stabilendo i limiti ed i criteri per le assunzioni previa attivazione di queste procedure) quando per il conferimento degli incarichi a termini, soprattutto di tipo dirigenziali, non sussiste alcun istituto della mobilità.
La norma stabilisce inoltre che fino all'adozione decreti ivi previsti trovano applicazione le disposizioni di cui al primo periodo del comma 95.
A sua volta questo comma stabilisce in modo del tutto esplicito il divieto di "procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato": nel caso in oggetto, peraltro, non sussisteva alcuna assunzione a tempo indeterminato, bensì, proprio in base al d.lgs. n. 165/01 stipulazione di un contratto a termine quinquennale come tale sottratta al regime del divieto di cui sopra.

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Tribunale di Ferrara - sentenza del 17 ottobre 2008
Prova legale di responsabilità medica

Nel settore chirurgico-sanitario, se il risultato conseguito all'esito dell'intervento operatorio o delle cure fornite sia peggiorativo delle condizioni finali del paziente, quest'ultimo adempie l'onere probatorio a suo carico provando il risultato peggiorativo, dovendosi presumere l'inadeguata o non diligente esecuzione della prestazione professionale del personale sanitario;spetta, poi, alla struttura sanitaria e al medico fornire la prova contraria, cioè che la prestazione professionale è stata eseguita idoneamente e l'esito peggiorativo è stato causato dal sopravvenire di un evento imprevisto ed imprevedibile oppure dall'esistenza di una particolare condizione fisica del cliente, non accertabile con il criterio della ordinaria diligenza professionale.

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Tribunale di Benevento - sentenza del 29 settembre 2008
Trasferimento non punitivo

Ai fini delle legittimità del provvedimento di trasferimento per incompatibilità ambientale è necessaria, ma anche sufficiente, una congrua motivazione circa la sussistenza di un nesso di correlazione tra la situazione di incompatibilità e il comportamento o la situazione del dipendente interessato, situazione da poter essere risolta con l'allontanamento dello stesso.
Non rilevano le condizioni personali e familiari del dipendente, in quanto il trasferimento di cui si parla consegue ad una valutazione ampiamente discrezionale dei fatti che possono sconsigliare la permanenza in una determinata sede, senza per ciò assumere carattere sanzionatorio, sì che la sua adozione non presuppone né una valutazione comparativa della amministrazione in ordine alle esigenze organizzative dell'ufficio né la espressa menzione dei criteri in base ai quali vengono determinati i limiti geografici della incompatibilità ai fini della individuazione della sede più opportuna, né ancora può essere condizionata alle condizioni personali e familiari del dipendente.
In sostanza lo specifico provvedimento di trasferimento, trovando la sua ragione nello stato di disfunzione dell'unità operativa, va ricondotto alle esigenze tecniche, organizzative e produttive di cui all'art. 2103 codice civile, piuttosto che a ragioni punitive e disciplinari, con la conseguenza che la sua legittimità prescinde dalla colpa del lavoratore, come dall'osservanza di qualsiasi altra garanzia sostanziale o procedimentale che sia stabilita per le sanzioni disciplinari.

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Tribunale di Benevento - sentenza del 26 settembre 2008
ONAOSI condannata alla restituzione

Secondo il Tribunale di Benevento la Fondazione Onaosi sarebbe tenuta alle restituzione delle somme indebitamente versate a titolo di quota associativa per gli anni dal 2003 al 2006; oltre interessi legali. 
Ciò, nel caso concreto, non assumendo rilevanza il recente disposto in base al quale si prevedeva che nelle more della riforma della Fondazione il contributo obbligatorio dovuto da tutti i sanitari dipendenti pubblici, iscritti ai rispettivi ordini professionali italiani dei farmacisti, dei medici chirurghi e odontoiatri e dei veterinari sarebbe stato determinato dal consiglio di amministrazione della Fondazione in modo da assicurare l'equilibrio della gestione e la conformità alle finalità statutarie dell'ente rapportandone l'entità, per ciascun interessato, ad una percentuale della retribuzione di base e all'anzianità di servizio.

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Tribunale di Venezia - sentenza del 28 luglio 2008
Lavoro straordinario
Tribunale di Cassino - sentenza del 9 giugno 2008
Indennità di terapia intensiva

La sussistenza del diritto alla percezione dell'indennità di terapia intensiva e sub-intensiva è condizionata al mero svolgimento di un "servizio" infermieristico nelle terapie intensive o sub-intensive e non, invece, all'adibizione ad un reparto (Struttura Operativa) di terapia intensiva o sub-intensiva.
L'erogazione dell'indennità accessoria è collegata a particolari condizioni di lavoro, che prescindono, dalla destinazione del personale infermieristico ad uno specifico reparto di terapia intensiva, laddove viene valutato, invece, il rischio o il disagio oggettivamente connesso ad un certo servizio.
Pertanto, allorquando l'infermiere addetto al Pronto Soccorso del P.O., sia stato adibito in maniera continuativa ad un servizio qualificabile come di terapia intensiva e/o sub-intensiva dovrà vedersi riconosciuta la relativa indennità.

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Tribunale di Benevento - Sentenza del 22 aprile 2008
Criteri di scelta dei primari

Il giudizio di idoneità dei candidati alla direzione di struttura complessa, non costituisce una graduatoria di merito né viene espresso in punteggio ma solo ed unicamente con tale giudizio.La successiva scelta del candidato da parte del Direttore Generale gode di un'ampia discrezionalità che può essere censurata in giudizio solo ed unicamente sotto il profilo della violazione dei canoni di correttezza e buona fedeIn altri termini solo quando risultasse palese ed evidente l'irragionevolezza della scelta perché sia l'esito del colloquio sia la valutazione del curriculum sono a favore di un candidato e il D.G. sceglie un altro, il giudice potrebbe e dovrebbe intervenire con i poteri che la legge gli assegna e sulla base della domanda giudiziale del candidato escluso.

Tribunale di Sciacca - sentenza del 1° aprile 2008
Sospensione dirigente non lesiva della dignità

A norma dell'art. 19 comma 2 CCNL Area dirigenza medico-veterinaria, "il dirigente può essere sospeso dal servizio con privazione della retribuzione anche nel caso in cui venga sottoposto a procedimento penale che non comporti la restrizione della libertà personale quando sia stato rinviato a giudizio per fatti direttamente attinenti al rapporto di lavoro o comunque, per fatti estranei alla prestazione lavorativa, di tale gravità da comportare, se accertati, il recesso ai sensi dell'art. 36 del CCNL 5/12/96".
La valutazione che l'amministrazione deve fare, in sede di sospensione cautelare facoltativa dal servizio, attiene non già all'accertamento delle circostanze e dei fatti addebitati e della loro fondatezza, il cui esame si svolge invece nell'ambito dei pertinenti procedimenti disciplinari e/o penali, quanto all'incidenza che talune circostanze sono suscettibili di provocare in termini di turbamento dell'ordinato svolgersi della cosa pubblica e del prestigio che la stessa amministrazione ha il preciso dovere di salvaguardare, anche impedendo, sia pure temporaneamente, al dipendente che lo minaccia, per essergli contestati fatti la cui gravità coinvolge anche profili penali, il proseguimento del servizio.
È indubbia la lesione alla dignità personale e al prestigio professionale arrecata al dirigente da un provvedimento che, in quanto carente di motivazione e ingiustificato assume una connotazione certamente punitiva, (e non più solo cautelare), senza dar modo al lavoratore di difendersi adeguatamente come, invece, gli sarebbe consentito in un regolare procedimento disciplinare.

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Tribunale di Benevento - Sentenza del 10 marzo 2008
Il consenso informato è una scrittura privata

 

Non può ritenersi fondata la contestazione di non esaustività del consenso informato sottoscritto anche nel caso in cui la struttura sanitaria abbia successivamente sostituito il modulo con uno più dettagliato, ciò allorquando il paziente sia stato reso edotto oralmente di particolari evenienze che avrebbero potuto verificarsi a seguito dell'intervento. Risultava, comunque, dal modulo di consenso sottoscritto - inquadrabile come una scrittura privata che fa piena prova della provenienza e del contenuto - che poteva verificarsi l'evento che effettivamente si verificò.

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Tribunale di Cassino - Sentenza del 17 gennaio 2008
Il danno per "pronta disponibilità" oltre i limiti deve essere adeguatamente provato.

I dirigenti medici, nell'articolare le proprie richieste risarcitorie (al di là di un del tutto generico richiamo alla possibilità di "dedicare alla famiglia soltanto un fine settimana al mese" e di usufruire delle ferie) alcuna allegazione hanno svolto in ordine ai dati fattuali (e degli elementi costitutivi) dei pregiudizi (in tesi) conseguiti dalla pronta disponibilità "passiva" loro imposta (concrete modalità di compromissione del tempo libero, destinato al riposo ed allo svolgimento di tutte quelle attività che costituiscono esplicazione della persona umana nei diversi ambiti, sociali e familiari, di riferimento); è per converso evidente che alcuna presunzione di danno può correlarsi al mero inadempimento contrattuale (ovvero alla violazione di situazioni giuridiche soggettive, a contenuto pur non strettamente patrimoniale, coinvolte nell'esecuzione di un rapporto di lavoro) pena, altrimenti, l'elusione del complesso delle regole, e dei principi, che governano la responsabilità civile e la sua (ineludibile) funzione di riparazione del danno per i soli (e nei limiti dei) pregiudizi effettivamente subiti.

 

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