Corte d'Appello di Brescia - sentenza del 23 dicembre 2008
Condotta antisindacale

La Corte d'Appello di Brescia conferma la sentenza del Tribunale di Bergamo del 24 maggio 2007: configura condotta antisindacale l'adozione unilaterale di una delibera sull'ALP senza consultazione dei sindacati.

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Corte d'Appello di Roma - sentenza del 17 novembre 2008
Medici e borse 83/91: il nodo della prescrizione

Ai medici specializzati iscritti per la prima volta nelle scuole di specializzazione negli anni accademici compresi tra gli anni 1983 e 1991 che, a causa della tardiva trasposizione nell'ordinamento interno delle direttive 75/363/Cee e 82/76/Cee, intervenuta solo con il d.lgs. 257 del 1991, non hanno potuto godere del diritto ad una adeguata remunerazione per il periodo di frequenza della scuola di specializzazione, quale beneficio previsto dalle disposizioni sovranazionali, va riconosciuto il diritto al risarcimento del danno.
Su tale diritto opera comunque la prescrizione quinquennale eccepita dall'Avvocatura dello Stato fin dalla costituzione in primo grado laddove ha affermato che "l'azione di responsabilità extracontrattuale è infatti soggetta al termine di prescrizione quinquennale e il dies a quo coincide con il momento in cui il fatto dannoso si è prodotto".

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Corte d'Appello di Campobasso - sentenza del 10 novembre 2008
Corti d'Appello divergenti sulle borse 83/91

L'affermata attribuzione di diritti ai medici specializzandi che hanno frequentato le scuole di specializzazione anteriormente all'entrata in vigore del d.lgs. 257/1991, aventi ad oggetto sia la percezione della retribuzione prevista per la frequentazione delle scuole di specializzazione (in presenza dei requisiti stabiliti dalla legge) sia il diritto al risarcimento del danno conseguente al mancato riconoscimento in ambito comunitario del diploma conseguito per gli iscritti negli anni accademici anteriori al 1991/l992 è sorta all'entrata in vigore del decreto legislativo richiamato per l'effetto del coordinamento di esso con le direttive del Consiglio Cee 362/75, 363/75 e 82/76 e, attraverso di esso, dall'emergere del colpevole ritardo dello Stato italiano nel recepimento delle suddette direttive.
Le pronunce della Corte di Giustizia dei Lussemburgo del 28.02.1999 e del 03.10.2000 con le quali è stata sanzionata la condotta dello Stato italiano per tardiva ed errata trasposizione delle direttive non fanno sorgere alcun autonomo e nuovo diritto in favore dei medici iscritti alle scuole di specializzazione anteriormente all'anno accademico 1991-1992, ma si limitano a sanzionare, nell'ambito giurisdizionale comunitario, una condotta dalla quale era comunque già sorto il diritto al risarcimento del danno per la mancata possibilità di riconoscimento dei diploma in ambito europeo per gli iscritti alle scuole di specializzazione anteriormente all'anno accademico 1991/1992 e in presenza della quale era comunque possibile, per l'organo giurisdizionale dello stato membro, conformare la norma statale al risultato perseguito dalla direttiva comunitaria con disapplicazione della legge di attuazione n. 257/1991 nella parte in cui limita la remunerazione agli specializzandi iscritti ai corsi a partire dall'anno accademico 1991/1992.
In applicazione dei principi esposti deve quindi ritenersi che la decorrenza della prescrizione, sia per il diritto (percezione della retribuzione) correlato all'azione contrattuale che per quello (risarcimento danni per mancalo riconoscimento di punteggio aggiuntivo del diploma ovvero di possibile utilizzazione dello stesso in ambito comunitario) correlato all'azione extracontrattuale, opera quindi dall'entrata in vigore del d.lgs. 257/1991.

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Corte d'Appello di Roma - sentenza del 5 giugno 2008
Risarcimento per perdita di chance

Al paziente che per effetto di un errato intervento medico ha subito uno stato di coma con taluni postumi invalidanti va riconosciuta equitativamente una ulteriore somma in quanto alcuni difetti in un soggetto che non ha acquisito alcun titolo di studio o specializzazione (riconoscendosi la mancata acquisizione di abilità lavorative in connessione con i dai danni psichici suddetti), ha sicuramente reso più problematico l'inserimento nel mondo del lavoro ritardandolo.
Tali disfunzioni, secondo la Corte d'Appello, hanno inciso quantomeno indirettamente sulla scelta del lavoro nonché sull'inserimento e sulla possibilità di carriera, determinato perdita di "chance", intesa come concreta ed effettiva occasione favorevole di conseguire ed accedere ad un determinato lavoro, o di aver inserimento ordinario con possibilità di carriera.
La chance, infatti, è anch'essa una entità patrimoniale giuridicamente ed economicamente valutabile, la cui perdita produce un danno attuale e risarcibile, se si accerti, anche utilizzando elementi presuntivi, la ragionevole probabilità di conseguire un determinato bene. Il difetto fisico in questione concretatosi in movimenti goffi, ha sicuramente inciso sulla realizzazione del risultato sperato (lavoro più congeniale) essendosi il danneggiato dovuto accontentare di lavori saltuari e non appetibili, e con possibilità di carriera assai scarsa.

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Corte d'Appello di Genova - sentenza del 4 giugno 2008
Borse di studio specializzandi anni 1982-1991: "l'illecito permanente".

La Corte di Appello di Genova ha accolto il ricorso di alcuni medici che, avendo frequentato le scuole di specializzazione nel periodo tra il 1982 e il 1991 presso l'Ateneo genovese, avevano chiesto di essere pagati per gli anni di formazione in base a quanto prescritto da alcune direttive comunitarie del 1975 e 1982, e che avevano visto respingere le loro richieste nella prima fase del giudizio  svoltosi davanti al Tribunale civile per intervenuta prescrizione del diritto.
Il Giudice di secondo grado per contro, ribaltando integralmente la decisione assunta in prime cure, ha stabilito che a carico degli appellanti “non può trovare applicazione alcuna ipotesi di prescrizione, giacché fino a quando nel diritto italiano non verrà introdotta una norma giuridica specifica che riconosca una remunerazione a coloro che hanno frequentato le scuole di specializzazione nel periodo tra il 1982 e il 1991, si dovrà fare riferimento al principio emergente a sua volta dalla giurisprudenza europea, secondo cui finché una direttiva non sia correttamente trasposta nell'ordinamento nazionale, i singoli non sono in grado di acquisire piena conoscenza dei loro diritti, onde lo Stato inadempiente non può eccepire la tardività dell'azione giudiziaria avviata nei confronti dello stesso” (tesi dell'illecito permanente).

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Corte d'Appello di Roma - Sentenza del 30 maggio 2008
Medici e Borse 83/91: riconosciuto il danno da ritardo anche se "annullato" dalla prescrizione

La Corte di Giustizia Europea ha riconosciuto l'obbligo degli Stati membri di risarcire i danni provocati dalla mancata o dalla scorretta attuazione delle direttive.Secondo la Corte il dovere di risarcimento, benché non sia espressamente previsto dal diritto comunitario, costituisce parte integrante inscindibile dell'ordinamento giuridico comunitario, in quanto quest'ultimo vedrebbe ostacolata la sua piena efficacia e ridotta la tutela dei diritti da essa creati se i cittadini comunitari non avessero la possibilità di ottenere un risarcimento qualora i loro diritti siano violati da un'azione degli Stati membri contraria al diritto comunitario.
Tuttavia la tardiva ricezione delle direttive comunitarie (con esclusione dell'appellante dalla attuazione delle stesse) se non si è tradotta in uno svantaggio sul piano della remunerazione per le ragioni sopra esposte ha comunque comportato un danno per l'appellante con riferimento: 1) al conseguimento da parte della stessa di un diploma escluso dall'automatico riconoscimento in ambito comunitario; 2) alla diversa e minore valutazione del diploma conseguito sul piano interno ai fini dei concorsi per l'accesso ai profili professionali.
La relativa azione risarcitoria conseguente al suddetto danno dalla stessa sofferto è inquadrabile nell'art. 2043 c.c. con termine di prescrizione quinquennale decorrente dal giorno in cui fatto dannoso si è verificato.

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