Corte d'Appello di Venezia - sentenza del 20 novembre 2007
Corresponsione retribuzione per lavoro straordinario
Corte d'Appello di Roma - sentenza del 14 novembre 2007
L'indennità di esclusività e l'esperienza professionale del SSN

L'art. 5 comma 3 del ccnl 2000 - 2001 attribuisce la fascia economica superiore dell'indennità di esclusività ai dirigenti sanitari che al 31.12.1999 avessero maturato 15 anni di "esperienza professionale continuativa con rapporto di lavoro a tempo determinato o indeterminato nel Servizio Sanitario Nazionale".
L'assunto secondo cui l'esperienza professionale, ai fini del riconoscimento dell'indennità di esclusività, sarebbe concetto del tutto sovrapponibile con quello di anzianità complessiva, posto a base della pronuncia di accoglimento non è condivisibile.Secondo il tenore testuale della norma collettiva l'incremento può essere riconosciuto solo e soltanto ove tra le parti sia intercorso un rapporto di lavoro a tempo determinato o indeterminato protrattosi per oltre 15 anni. Il riferimento al rapporto di lavoro a tempo determinato o indeterminato non può concernere, secondo l'intenzione delle parti, una collaborazione di tipo autonomo qual è quella dei rapporti in convenzione intrattenuti dagli odierni appellati. Il fatto che il C.C.N.L. colleghi la proposizione definitoria dell'esperienza professionale di cui all'art. 11 C.C.N.L., alla disposizione specifica (art. 5, comma 2, C.C.N.L.) che regola appunto l'indennità di esclusività e la sua misura annua anche in funzione della esperienza professionale nel SSN e non richieda espressamente l'ulteriore requisito o condizione che il rapporto col SSN sia stato di lavoro dipendente non appare risolutivo della questione circa il valore semantico dell'espressione a tempo determinato ed indeterminato. Infatti tale circostanza non è decisiva per negare che tale espressione non possa che riferirsi ad altro che al lavoro "dipendente" includendo nella nozione di esperienza professionale anche i rapporti a tempo determinato che, ad esempio la stessa disciplina collettiva esclude ai fini della progressione in carriera.

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Corte d'Appello di Milano - sentenza del 7 giugno 2007
Medico assolto in sede penale anche in presenza di un suo errore tecnico

Benché la lesione del paziente sia dipesa da un errore tecnico del professionista, imputabile a sua imperizia, trattandosi di operazione tecnica di particolare difficoltà, la imperizia del medico rileva penalmente nel quadro della colpa grave, secondo gli stessi parametri adottati in sede civilistica dall'art. 2236 c.c. e avendo come modello di riferimento un livello di professionalità medio nell'ambito della particolare competenza esigibile per la esecuzione dell'intervento di cui si discute. Ne segue che, essendo l'errore addebitato riconducibile alla colpa lieve, il medico va assolto perché il fatto non costituisce reato.

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Corte d'Appello di Napoli - sentenza del 6 aprile 2007
Borse di studio 83-91: la prescrizione decorre dalla fine di ciascun anno accademico

Alla luce dell'ordinamento nazionale - art. 2935 c.c. - secondo il quale la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere - deve ritenersi che il termine prescrizionale, nel caso in esame, sia decorso dalla fine di ciascun anno accademico, essendo già scaduto al 31/12/1982, il termine ultimo per il recepimento della direttiva comunitaria.

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Corte d'Appello di Genova - sentenza del 3 aprile 2007
Responsabilità del medico per cure su insistenza del paziente

Il medico non può esimersi dalla responsabilità di cure non adeguate adducendo le insistenze del paziente. Rientra nei doveri professionali del sanitario il rifiuto degli interventi lesivi della salute anche se richiesti dal paziente medesimo.

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Corte d'Appello di Milano - sentenza del 22 febbraio 2007
Reato di ingiuria: risarcita l'ausiliria socio sanitaria per averne offeso l'onore.

Il reato di ingiuria è punibile a titolo di dolo generico, inteso come volontà di usare espressioni offensive con la consapevolezza della attitudine offensiva delle parole usate. Pertanto è stato condannato un medico al risarcimento del danno morale per pronunciato alla presenza anche di altre persone, parole offensive nei confronti di una ausiliaria socio sanitaria.

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Corte d'Appello di Roma - sentenza del 12 febbraio 2007
Specializzandi 1983-1991: nessuna remunerazione

Il principio dell'adeguata remunerazione è stato introdotto solo dall' anno accademico 1991-1992 e si giustificava in relazione al maggiore impegno richiesto agli specializzandi (tempo pieno ed incompatibilità). Ne consegue che gli appellanti non potevano vantare nessun diritto rispetto alla remunerazione, atteso il minore impegno loro richiesto ed il carattere formativo delle scuole che si traduceva in un arricchimento professionale da parte di coloro che tali scuole frequentavano. Il decorso dei termini di prescrizione non viene interrotto da atti indirizzati a soggetti, quali le Università, ai quali non era attribuibile l'omessa attuazione delle direttive CEE nei confronti degli appellanti. Tale omissione, infatti, è attribuibile esclusivamente allo Stato Italiano, e non alle Università, che, oltre a non avere alcun potere di rappresentanza della Repubblica Italiana, non erano titolari di alcun potere di attuazione autonoma delle suddette direttive non essendo queste ultime, come più volte ribadito, "self executing".

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