Tribunale di Milano - Sezione I - sentenza del 22 novembre 2017

Consenso informato, se manca principio di allegazione non spetta

Con riferimento al danno da autodeterminazione è necessario che chi invoca la lesione del diritto all'autodeterminazione (da violazione del diritto ad esprimere un valido consenso su un intervento chirurgico poi subito), alleghi in modo specifico che, a causa dell'omessa o incompleta informazione, ha perso  la possibilità di autodeterminarsi.

Tribunale di Modena - sentenza del 10 novembre 2017

Trasferimento di dirigente sindacale senza il nulla-osta del sindacato

La disciplina non è idonea a far venir meno il diritto del dirigente sindacale a non essere trasferito senza il nulla-osta del sindacato che non per forza deve essere negato; è vero che in caso di diniego generalizzato il sindacato può di fatto paralizzare la rotazione dei propri dirigenti sindacali, ma è anche vero che ciò non è detto che si verifichi, risultando il nulla-osta volto proprio a consentire al sindacato di verificare se vi siano ragioni che in qualche modo ledono o rendono più difficoltoso l'esercizio dell'attività sindacale.

Tribunale di Cuneo - sentenza del 20 ottobre 2017

Errata costituzione dei fondi: Anaao vince a Cuneo

Con la sentenza del tribunale del lavoro di Cuneo sul ricorso promosso da Anaao ed altre sigle sindacali sull'errata costituzione dei fondi nel 2015, Il giudice condanna l’azienda a ricostituire i fondi contrattuali di posizione e di risultato del 2015 considerando la situazione e gli incrementi determinati per gli anni 2011-2014 e condanna la parte convenuta a ricalcolare gli importi spettanti a ciascun ricorrente e a corrispondere loro le somme dovute.

Tribunale di Milano - Sezione I - sentenza n. 9670/2017

Responsabilità medica: il doppio binario trova conferma nelle aule di giustizia

Il Tribunale di Milano, con la sentenza numero 9670/2017, ha confermato il doppio binario introdotto dalla Legge Gelli in materia di responsabilità medica, sancendo la diversa natura della responsabilità del medico e della struttura sanitaria.

Tribunale di Milano - Sezione I - sentenza del 4 settembre 2017

La tardiva diagnosi di una recidiva oncologica legittima il risarcimento del danno

La tardiva diagnosi di una recidiva oncologica dà luogo ad un danno da perdita di chance autonomamente risarcibile. In particolare, la chance è intesa sia come possibilità di una vita migliore, che come possibilità di sopravvivere più a lungo rispetto a quanto effettivamente vissuto. Le possibilità di sopravvivenza, calcolate secondo criteri statistici e in misura percentuale, assumono rilievo ai fini della liquidazione in via equitativa del danno.

Tribunale di Larino - Sezione Unica - sentenza del 10 agosto 2017

Liquidazione del danno non patrimoniale ispirata a concetto di punto pesante

Come stabilito dalla Suprema Corte di Cassazione i valori di riferimento assunti a parametro delle cosiddette "Tabelle milanesi" "costituiranno il valore da ritenersi equo e cioè quello in grado di garantire la parità di trattamento e da applicare in tutti i casi in cui la fattispecie concreta non presenti circostanze idonee a aumentarne o ridurne l'entità".

Tribunale di Palermo - III sezione Civile - sentenza n. 3612/2017

Responsabilità medica e omessi controlli, Asl condannata a risarcire

Il Tribunale di Palermo, sentenza 5 luglio 2017 n. 3612, rilevata la responsabilità dell'Azienda sanitaria provinciale per i danni permanenti del 100% riportati da un minore alla nascita, a causa di asfissia intrapartum, l'ha condannata ad una rendita vitalizia di 1.344 euro al mese, oltre al risarcimento una tantum di 1 milione 900mila euro, e 300mila euro, iure proprio, a ciascun genitore.

Tribunale di Roma - Sezione XIII - sentenza n. 13561/2017

Liquidazione del danno non patrimoniale e parametri di valutazione da utilizzare

Il Tribunale di Roma reputa opportuno, nell'attesa del consolidarsi della giurisprudenza di legittimità sul punto, liquidare il danno con riferimento alle tabelle elaborate dallo stesso Tribunale di Roma che appaiono allo stato adeguate a perseguire lo scopo indicato, in considerazione dei parametri adottati che sono stati desunti dalla media delle pronunce emesse dai giudici del Tribunale con il maggior carico di affari.

Tribunale di Perugia - Sezione II - sentenza n. 1094/2017

Contagio da emotrasfusione infetta, indennizzo va scomputato dal risarcimento

Tale orientamento, prende spunto dall'istituto, non codificato, della c.d. compensatio lucri cum damno, in forza del quale se dal fatto dannoso derivino (anche) conseguenza economiche favorevoli, di queste deve tenersi conto nella liquidazione del danno, sottraendole dal risarcimento, finalizzato a ristabilire la situazione in cui il danneggiato si sarebbe venuto a trovare ove il fatto dannoso non si fosse verificato.

Tribunale di Alessandria - Sez. lavoro - sentenza 20 giugno 2017

Equiparazione del dirigente di struttura complessa alla figura del vecchio primario

La disciplina normativa della dirigenza medica non presenta alcun aspetto che possa consentire di attribuire al direttore di struttura complessa lo statuto professionale già delineato per il primario dell'art. 7 DPR 128/1969, ma al contrario prevede che tutti i dirigenti medici siano dotati di autonomia e responsabilità legate al ruolo e all'esperienza professionale, e distingue il dirigente di struttura complessa dalla restante dirigenza medica principalmente per le funzioni di direzione ed organizzazione della struttura.

Tribunale di Milano - Sezione I - sentenza n. 4690/2017

Lesione del diritto all'autodeterminazione ed esistenza di conseguenze pregiudizievoli per il paziente

La risarcibilità del danno da lesione della salute che si verifichi per le non imprevedibili conseguenze dell'atto terapeutico necessario e correttamente eseguito, ma tuttavia effettuato senza la preventiva informazione del paziente, necessariamente presuppone l'accertamento che il paziente quel determinato intervento avrebbe rifiutato se fosse stato adeguatamente informato.

Tribunale di Ferrara - sentenza n. 600/2017

La presunta incompletezza delle cure, se determinata dal paziente, impone comunque il pagamento della parcella

L'accertamento tecnico ha escluso «un operato imprudente od imperito del dottore, il quale ha proceduto con cautela, per studiare il caso che presentava indubbia difficoltà, e quindi predisporre il migliore trattamento in base all'evolversi della condizione della paziente». La paziente, invece, «non ha collaborato alle cure, non presentandosi agli appuntamenti senza alcuna giustificazione». Se quindi l'incompletezza del trattamento fu una concausa dell'asserita «slatentizzazione di un disordine cranio mandibolare» precedentemente assente, la paziente «deve imputare a se stessa questa conseguenza negativa dell'incompletezza delle protesi».

Tribunale di Roma - Sezione I - sentenza n. 11426/2017

Diritto all'anonimato della madre per tutelare la gestante

Il diritto all’anonimato della madre deriva dall’esigenza di tutelare la gestante che versi in situazioni particolarmente difficili dal punto di vista personale, economico o sociale ed abbia deciso di non tenere con sé il bambino, offrendole la possibilità di partorire in una struttura sanitaria appropriata ed in condizioni ottimali e di mantenere al contempo l’anonimato nella conseguente dichiarazione di nascita.

Tribunale di Roma - Sezione II - sentenza n. 11130/2017

Richiesta di remunerazione oltre il tetto: nessun arricchimento per la Asl

La remunerazione delle prestazioni sanitarie non può mai comportare il superamento del tetto massimo di spesa, definito per la singola struttura accreditata in ragione di atti di programmazione preventiva. E che tale impossibilità si riflette, quanto all'azione residuale, nella non configurabilità di un "arricchimento" della PA, rettamente inteso.

Tribunale di Roma - Sezione II - sentenza n. 11117/2017

Medici specializzandi iscritti negli anni accademici 1992-2006: no alle differenze retributive

I medici specializzandi iscritti negli anni accademici 1992-2006 non hanno diritto alle differenze retributive tra l'importo della borsa di studio percepito e quello che gli stessi avrebbero goduto in applicazione dei citati DPCM (compresa l'indicizzazione triennale della remunerazione), trovando ancora applicazione le disposizioni di cui al d.lgs. 8.08.1991 n. 257.

Tribunale di Roma - Sezione Lavoro - sentenza n. 5159/2017

Corretto inquadramento per dipendente a seguito di mobilità

La presente controversia concerne il corretto inquadramento a seguito del transito del dipendente dai ruoli dell'Asl a quelli dell'Avvocatura Generale dello Stato per effetto della procedura di mobilità.

Tribunale di Taranto - Sezione II penale - sentenza n. 378/2017

Responsabilità medica: non si eseguono interventi chirurgici se la diagnosi non è certa

Risponde penalmente il medico che non esegue i necessari accertamenti pre-operatori e nel caso specifico il Tribunale di Taranto (sentenza 378/2017) ha condannato due ortopedici per imprudenza, imperizia e negligenza proprio per aver omesso le indagini diagnostiche su un paziente ricoverato in ospedale per un infortunio durante una partita di calcetto.

Tribunale di Massa - sentenza n. 359/2017

Domanda per perdita di chance di sopravvivenza va correttamente formulata

La domanda per perdita di chances è ontologicamente diversa dal risarcimento del danno da mancato raggiungimento del risultato sperato, poiché in tale seconda ipotesi l'accertamento è incentrato sul nesso causale, mentre nel primo caso oggetto dell'indagine è un particolare tipo di danno, segnatamente una distinta ed autonoma ipotesi di danno emergente, incidente su di un diverso bene giuridico, quale la mera possibilità del risultato finale.

Tribunale di Milano - Sezione Lavoro - Sentenza n. 2468/2017

Condotta antisindacale e regolamentazione tariffe attività LPI

Su azione promossa dall’Anaao Assomed Regione Lombardia, l’Azienda è stata condannata per azione antisindacale consistita nel non aver dato alcun tipo di risposta all’istanza del sindacato che chiedeva un tavolo negoziale per il rinnovo delle tariffe per le prestazioni libero professionale dei medici. “Risulta sussistente l’interesse dell’Anaao Assomed all’accertamento dell’antisindacalità della condotta dell’Azienda convenuta, potendo il rifiuto della trattativa, senza risposte al sindacato che la chiedeva e senza giustificazioni di sorta aver pregiudicato l’immagine e la credibilità del sindacato stesso”. Così il tribunale di Milano che prosegue: “Il comportamento della convenuta che non ha risposto alla richiesta di trattative, deve ritenersi lesivo della credibilità e dell’immagine del sindacato e, dunque, antisindacale, con interesse all’accertamento dello stesso e alla domanda di porre in essere quanto necessario per la rimozione del pregiudizio subito".

Tribunale di Taranto - Sezione III - sentenza del 3 maggio 2017

L'evento lesivo deve essere collegato all'atto medico da un nesso di rilevante probabilità

Nell'ambito della responsabilità medica, in sede civile la causalità va valutata secondo la regola della preponderanza dell'evidenza ovvero "del più probabile che non". Per ricollegare, quindi, un evento lesivo ad un atto medico colposo occorre che sussista tra i due elementi un nesso causale non in termini di certezza, né di mera possibilità, ma di rilevante probabilità.

Tribunale di Firenze - Sezione Lavoro - sentenza n. 3385/2017

Condotta antisindacale: il Meyer condannato dal Tribunale di Firenza per lo sciopero del 16 dicembre

Con la sentenza n. 3385/2017 il Giudice del Lavoro di Firenze ha dichiarato l’antisindacalità della condotta dell’Azienda ospedaliera universitaria Meyer di Firenze per violazione dell’art. 3, comma 3 dell’Accordo collettivo del 26 settembre 2001, ad oggi vigente. La Sentenza ha quindi accolto integralmente il ricorso nei confronti del Mayer per non aver comunicato all’organizzazione sindacale e a tutti gli interessati – entro il quinto giorno precedente la data di effettuazione dello sciopero – i nominativi dei dirigenti inclusi nei contingenti minimi.

Tribunale di Napoli - Sezione VIII - sentenza n. 4071/2017

Sottoscrizione dei moduli di consenso informato non esclude la responsabilità

Non possono assumere rilevanza alcuna i profili attinenti all'avvenuta sottoscrizione dei moduli di cd. "consenso informato"; come emerso dalla relazione di Consulenza Tecnica d'Ufficio, si è trattato non già di mere complicanze scaturite da un intervento chirurgico correttamente realizzato, ma piuttosto di esiti lesivi derivati da un'ipotesi di negligenza e, dunque, di prestazione medico-chirurgica inadeguatamente eseguita.

Tribunale di Trieste - sentenza del 18 marzo 2017

La complicanza è un concetto inutile nel mondo del diritto

Al medico convenuto in un giudizio di responsabilità non basta, per superare la presunzione posta a suo carico dall'art. 1218 c.c., dimostrare che l'evento dannoso per il paziente rientri astrattamente nel novero di quelle che nel lessico clinico vengono chiamate "complicanze", rilevate dalla statistica sanitaria. Col lemma "complicanza", la medicina clinica e la medicina legale designano solitamente un evento dannoso, insorto nel corso dell'iter terapeutico che, pur essendo astrattamente prevedibile, non sarebbe evitabile. Tale concetto è inutile nel campo giuridico.

Tribunale di Pordenone - sentenza del 17 marzo 2017

Non risarcibilità del danno biologico permanente senza valutazione clinico-strumentale obiettiva

Solo in ipotesi di assoluta mancanza di riscontro clinico i diritti inviolabili della persona, consacrati a livello costituzionale, possono essere bilanciati con altri principi quali il valore dell'iniziativa economica privata connesso all'attività del vettore ed il dovere di solidarietà sociale, secondo cui non è risarcibile il danno per lesioni di quei diritti che non superi il livello di tollerabilità che ogni persona inserita nel contesto sociale deve accettare in virtù del dovere di tolleranza che la convivenza impone.

Tribunale di Lecce - sentenza n. 1021/2017

Responsabilità medica: la prova del nesso causale

La responsabilità di un sanitario (nel caso si pensi ad un suo sbaglio mentre svolge l'opera medica), va provata nel corso del giudizio per il risarcimento del danno. Di particolare importanza, in questo tipo di cause, è la prova del nesso causale tra fatto ed evento.

Tribunale di Bari - Sezione lavoro - sentenza n. 1274/2017

Indennizo una tantum per il periodo compreso tra danno e ammissione al beneficio

La previsione contenuta nell'art. 2, comma 2, della legge n. 210 del 1992, di un indennizzo aggiuntivo, per il periodo antecedente l'entrata in vigore della legge medesima, sotto forma di assegno una tantum, non è applicabile ai soggetti danneggiati da epatite post-trasfusionale o da infezione HIV.

Tribunale di Roma - Sezione XIII - sentenza n. 4176/2017

Come si individua il nesso causale tra l'omessa prestazione chirurgica e il decesso

Il nesso causale, verificato nei rapporti tra la condotta omissiva ed evento, deve tener conto del fatto che la omissione è, in natura, un elemento inesistente nel decorso eziologico reale empiricamente verificabile e produttivo dell'evento lesivo. Il ragionamento probatorio deve strutturarsi, perciò, intorno a proposizioni controfattuali di tipo ipotetico e deve verificarsi se l'evento si sarebbe o meno verificato laddove fosse stata posta in essere la condotta in tesi omessa.

Tribunale di Trapani - sentenza del 13 febbraio 2017

Medico dirigente: l'aspettativa per motivi di lavoro non spetta su semplice richiesta

L'aspettativa prevista e regolata dal comma 8, lett. b) dell'art.10 CCNL Dirigenza Medica deve essere inquadrata, per quanto riguarda i presupposti per la sua concessione, nella previsione generale contenuta nel comma 1 e, conseguentemente, il periodo di aspettativa richiesto dal dirigente medico può essere concesso compatibilmente con le esigenze di servizio e l'azienda può motivatamente negarlo per preminenti esigenze organizzative.

Tribunale di Napoli - Sezione VIII - sentenza n. 1498/2017

Il danno alla salute per la sindrome depressiva va provato

Nulla può essere liquidato a titolo di danno alla salute per la sindrome depressiva asseritamente contratta a seguito della morte del proprio coniuge, trattandosi di elemento circostanziale che risulta essere rimasto circoscritto e confinato al piano delle mere allegazioni e che, dunque, non ha trovato riscontro in alcun documento prodotto in giudizio.

Tribunale di Vicenza - I Sezione Civile - Sentenza n. 71/2017

Diritto all'automatica assegnazione di incarico ed alla indennità di esclusività: l'Anaao vince a Vicenza

Dopo gli esiti positivi in Umbria ed in Campania, l'Anaao torna a vincere in tribunale. Il Tribunale di Vicenza ha riconosciuto l'attribuzione dell'indennità di esclusività che non costituisce un adeguamento automatico collegato alla sola anzianità di servizio, ma è connessa al conseguimento di funzioni diverse ed in particolare ad uno specifico incarico aggiuntivo che l'Amministrazione è tenuta a conferire al dirigente che, superato il quinto anno di servizio, abbia anche conseguito positiva valutazione da parte della Commissione di valutazione.

Leggi la nota del consulente Anaao

Leggi il commento del Segretario Regionale Anaao Veneto dott. Adriano Benazzato

Tribunale di Roma - Sezione XIII - sentenza n. 802/2017

Il consenso informato non si limita a elencazione di complicanze

Il consenso informato non deve limitarsi ad una elencazione di possibili complicanze, ma da un lato deve spiegarne il significato e dall'altro deve indicare se le stesse siano più o meno probabili in relazione alle concrete condizioni fisiche della paziente.

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