Tribunale di Avellino - Sezione Lavoro - sentenza n. 224/2018

Indennità di esclusività: l'Anaao vince ad Avellino

Il Tribunale di Avellino, ha riconosciuto l'inapplicabilità delle disposizioni in materia di blocco della retribuzione dei pubblici dipendenti nel periodo 2011-2014 allo scatto di indennità di esclusività previsto al raggiungimento dei 5 anni di servizio

Tribunale di Milano - Sezione I - sentenza del 2 marzo 2018

Prova del danno da compromissione della relazione complessiva di coppia, tale da determinare un'alterazione della vita quotidiana

Spetta al giudice accertare, con onere della prova a carico del familiare della persona danneggiata, se, a seguito del fatto lesivo, si sia determinato uno sconvolgimento delle normali abitudini tale da imporre scelte di vita radicalmente diverse.

Tribunale di Milano - Sezione I civile - sentenza n. 1654/2018

La responsabilità contrattuale del medico libero professionista. Il Tribunale di Milano condanna un sanitario in base alla legge 24/2017

Il giudice (sentenza 1654/2018) ha dato ragione a una paziente che aveva denunciato un dentista libero professionista, riconoscendo la responsabilità professionale, di natura contrattuale, del medico e lo ha condannato a risarcire i danni dovuti alla sua condotta imprudente nella predisposizione e nel montaggio di protesi e impianti.

Tribunale di Milano - Sezione I - sentenza del 16 febbraio 2018

Applicazione della legge Gelli-Bianco a fatti già verificatisi all'entrata in vigore

Nel caso in esame l'applicazione della c.d. legge Gelli-Bianco a fatti già verificatesi al momento della sua entrata in vigore non incide negativamente sul fatto generatore del diritto alla prestazione, ma si limita a fissare i criteri di liquidazione del danno non patrimoniale sulla base, appunto, delle tabelle di cui agli artt. 138 e 139 del Codice delle assicurazioni.

Tribunale di Rovigo - Sezione I - sentenza del 15 febbraio 2018

Suicidio del paziente in ospedale, i limiti della responsabilità dei sanitari

Accanto alle prestazioni sanitarie e di cura, rientra anche un dovere di vigilanza sui pazienti, che sarà maggiore nel caso di soggetti che hanno posto in essere condotte autolesionistiche o hanno manifestato intenti suicidari.

Tribunale di Caltagirone - Sez. Unica - sentenza 9 febbraio 2018

Quando la complicanza esonera il medico da responsabilità

Secondo la prevalente giurisprudenza di merito e di legittimità, "la complicanza, quale evento avverso correlato all'atto medico e statisticamente noto, per esentare il sanitario da responsabilità, deve essere o imprevedibile o inevitabile (o entrambi), perché, altrimenti, ove cioè sia prevedibile ed evitabile, non ha rilievo giuridico, pur se, in linguaggio medico, resta comunque definibile quale complicanza.

Tribunale di Ancona - ordinanza dell'8 febbraio 2018

Aspettativa: diritto soggettivo in capo al medico

Si ritiene che sussista un vero e proprio diritto soggettivo in capo al medico ad ottenere l’aspettativa senza assegni dal proprio datore di lavoro ai sensi dell’articolo 10 comma 8 CCNL per il periodo di durata del contratto di lavoro a termine stipulato con la stessa o altra azienda o ente del comparto o presso pubbliche amministrazioni anche di altri comparti in organismi della comunità europea.

Tribunale Reggio Emilia - Sezione I - sentenza 8 febbraio 2018

Risarcimento del danno non patrimoniale per illecito cd. "endofamiliare"

L'illecito endofamiliare si prospetta quando dalla violazione di obblighi di natura familiare derivino danni alla personalità di un componente della famiglia.

Tribunale di Roma - Sezione XIII - sentenza del 1° febbraio 2018

Quando la difettosa tenuta della cartella pregiudica il medico

La difettosa tenuta della cartella clinica da parte dei sanitari non può pregiudicare sul piano probatorio il paziente cui anzi è dato ricorrere a presunzioni se sia impossibile la prova diretta a causa del comportamento della parte contro la quale doveva dimostrarsi il fatto invocato. Tali principi operano non solo ai fini dell'accertamento dell'eventuale colpa del medico, ma anche in relazione alla stessa individuazione del nesso eziologico fra la sua condotta e le conseguenze dannose subite dal paziente.

Tribunale di Roma - Sezione XIII - sentenza 1° febbraio 2018

Responsabilità medica: il Tribunale di Roma sulla portata dell'art. 2336 c.c.

Leggendo l'articolo 2336 del codice civile sotto la luce della legge Gelli, deve rilevarsi che non può ritenersi in colpa ("da intendersi grave e quindi giuridicamente significativa") il medico che, dinanzi a problemi tecnici di speciale difficoltà, si sia attenuto alle linee guida o, in loro mancanza, alle buone pratiche clinico-assistenziali, a prescindere da quali siano i risultati dell'intervento che abbia effettuato. Ciò in ragione degli artt. 5, 6 e 7 della legge 24/2017, che hanno parametrato la sussistenza o l'intensità della colpa al rispetto o meno di linee guida e buone pratiche cliniche.

Tribunale di Isernia - Sezione lavoro - sentenza 1° febbraio 2018

Abusivo ricorso alla contrattazione a termine e conversione del rapporto a tempo indeterminato

L'impossibilità della conversione permane anche alla luce della sentenza del 26 novembre 2014 della Corte di Giustizia, la quale, sul punto, se da un lato ha censurato la normativa di settore per non contemplare misure dirette a prevenire e sanzionare il ricorso abusivo ai contratti a termine, dall'altro ha ricordato che l'accordo quadro non enuncia un obbligo generale degli Stati membri di prevedere la trasformazione dei contratti di lavoro a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, all'uopo ricordando la sentenza del 3 luglio 2014, F. e a., in causa C-362/13.

Tribunale di Savona - sentenza del 22 gennaio 2018

I criteri per personalizzare la liquidazione del danno non patrimoniale

Il giudice di merito deve liquidare il danno alla salute applicando un criterio standard ed uguale per tutti, che consenta di garantire la parità di trattamento a parità di danno; variare adeguatamente, in più od in meno, il valore risultante dall'applicazione del criterio standard, al fine di adeguare il risarcimento alle specificità del caso concreto (c.d. "personalizzazione del risarcimento").

Tribunale di Modena - Sezione II civile - decreto 18 gennaio 2018

Se le volontà del paziente non sono chiare, in caso di terapie salvavita decide solo l'équipe medica

Il consenso informato è un elemento base del rapporto medico-paziente, ma in caso di necessità di un intervento salvavita a cui lo stesso paziente non può acconsentire, non lo è più. E questo, secondo il Tribunale di Modena (decreto 18 gennaio 2018), anche in base alle ultime modifiche che la legge sul biotestamento (219/2017) ha portato in materia di consenso informato.

Tribunale di Reggio Emilia - sentenza n. 40/2018

Visita sportiva deve essere accurata a prescindere dalla specializzazione del sanitario

Il paziente che richieda certificato di idoneità alla pratica sportiva ha titolo per pretendere la messa a disposizione, da parte della clinica, delle professionalità e degli strumenti necessari a rendere un approfondimento completo sulla propria idoneità o per lo meno a essere messo in guardia circa la valenza superficiale degli esami a cui è in procinto di essere sottoposto.

Tribunale S. Maria Capua Vetere - Sez. lav. - sentenza 11.01.2018

Compensi, per valutare inadeguatezza mansioni superiori vanno provate

Per valutare la inadeguatezza del compenso diventa necessario conoscere l'effettiva entità dell'impegno richiesto e profuso non bastando il provvedimento di incarico, ma occorrendo invece l'allegazione e la prova - qui mancate - della pienezza delle mansioni assegnate, sotto il profilo qualitativo e quantitativo, in relazione alle concrete attività svolte e alle responsabilità attribuite.

Tribunale di Milano -  Sezione IX - ordinanza del 9 gennaio 2018

Responsabilità genitoriale e vaccini obbligatori, limiti di esclusione

Sono escluse quelle vaccinazioni atte a prevenire malattie in relazione alle quali sia accertata la loro immunizzazione a seguito di malattia naturale comprovata dagli esiti dell'analisi sierologica che dovrà essere tempestivamente effettuata presso un ospedale pubblico.

Tribunale di Roma - Sezione II - sentenza n. 105/2018

Corsi specializzazione e immatricolati prima del 2007: legittimata passiva è solo Università

Rispetto alla domanda formulata dai medici che hanno percepito la borsa di studio di cui all'art. 6 d.lgs. n. 257/1991, con la quale si fa valere il diritto ad ottenere il trattamento economico contributivo previsto dal d.lgs. n. 368/1999, come per le domande di pagamento delle somme corrispondenti all'indicizzazione annuale e alla rideterminazione triennale delle borse di studio percepite in applicazione della direttiva 93/16/CEE per la frequenza dei corsi di specializzazione avvenuta nel lasso di tempo antecedente all'a.a. 2006-2007, è passivamente legittimata solo l'Università dove conseguita la specializzazione, con la quale i medici intrattengono il rapporto giuridico dedotto in causa.

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