Tribunale di Roma - Sezione XIII - sentenza 27 settembre 2018

Infezioni ospedaliere. Nosocomio responsabile se non può dimostrare di aver fatto tutto il necessario per evitarle

Le infezioni ospedaliere non sono colpa di chi ha curato il paziente ma della struttura dove questo è stato curato e vanno condannate. Con questo principio il Tribunale di Roma ha condannato un’azienda ospedaliera a risarcire un paziente di quasi 10mila euro per aver contratto durante un ricovero e come conseguenza di questo un'infezione che lo aveva costretto a sottoporsi a ulteriori interventi chirurgici.

Tribunale di Roma - Sezione XIII - sentenza n. 16044/2018

Amniocentesi, risultati non escludono la verifica della diligenza del sanitario

I risultati di una amniocentesi – anche se ininfluenti sulla possibilità di abortire, per decorso dei termini di legge - certamente incidono sulla possibilità della madre di acquisire consapevolezza su ciò che accadrà, modificare gradualmente le proprie aspettative e prepararsi psicologicamente anche eventualmente ricorrendo ad adeguato supporto psicologico al fine di affrontare più saldamente l’attendibile percorso di accettazione e preparazione all’accoglimento del neonato e così calmierare l’eventuale impatto psicologico della notizia.

Tribunale di Udine - I sezione Civile - sentenza n. 954/2018

Se il paziente non prova in giudizio il nesso di causa, rischia il rigetto del ricorso

È noto che l'onere della prova incombente sull'attore e più agevole nell'ambito della responsabilità contrattuale, dovendo l'attore limitarsi ad allegare l'inadempimento della controparte, mentre spetta a quest'ultima dimostrare l'avvenuto adempimento, in conformità con il canone di diligenza ex art. 1176 c.c., ovvero che l'inadempimento e stato determinato da impossibilita della prestazione derivante da causa a lui non imputabile ai sensi dell'art. 1218 c.c..

Tribunale di Teramo - Sezione lavoro - sentenza n. 528/2018

Accordi integrativi regionali, no a modifiche unilaterali Asl

Fermo il potere autoritativo della P.A. di fissare il limite di spesa erogabile dall'ente pubblico in un determinato anno finanziario, prescindendo da qualsiasi contrattazione, le modifiche da apportare agli Accordi Integrativi Regionali, al fine di realizzare l'obiettivo del contenimento della spesa, debbono essere effettuate attraverso la 'riapertura dei tavoli di concertazione'.

Tribunale di Larino - sentenza del 25 giugno 2018

Criteri con le nuove tabelle per liquidazione del danno non patrimoniale

La liquidazione del danno non patrimoniale viene effettuata da questo Giudice in base ai criteri adottati dal Tribunale di Milano con le nuove tabelle secondo cui, da un lato, in sede di liquidazione del danno da invalidità per postumi permanenti, il valore da attribuirsi ai punti di invalidità viene rapportato all'entità percentuale della invalidità riscontrata, con un aumento progressivo del predetto valore, per punto di invalidità, a sua volta differenziato a seconda dell'età della persona, da un altro lato, per ciascun punto percentuale di menomazione dell'integrità psicofisica, viene indicato un importo che dia ristoro alle conseguenze della lesione in termini "medi".

Tribunale di Frosinone - sentenza n. 650/2018

Attività antisindacale: l’Anaao vince a Frosinone

E' antisindacale la condotta dell’Asl consistita nell’emanazione della delibera 2365 del 22 dicembre 2017 con cui, nonostante il Decreto del Tribunale del 13.04.2016 che aveva ordinato l’immediata convocazione del tavolo contrattuale per l’espletamento delle procedure previste dalla contrattazione collettiva di categoria, senza alcun accordo sindacale e in palese violazione della normativa aveva revocato le precedenti delibere e rideterminato unilateralmente il nuovo sistema di pesatura delle strutture dirigenziali e quindi il valore economico degli incarichi dirigenziali. Il giudice del lavoro condanna l'Azienda all'annullamento della delibera, alla rimozione dei suoi effetti e alle spese.

Tribunale di Milano - Sezione I - sentenza del 21 giugno 2018

Conseguenze risarcitorie della ritardata diagnosi di patologia tumorale

Ritiene il Tribunale che nel caso in esame debba trovare adeguato ed autonomo ristoro il danno morale, identificabile nella sofferenza psicologica derivante dalla consapevolezza non tanto di essere affetta da una patologia grave, ma del maggior rischio di recidiva correlato alla ritardata diagnosi

Tribunale di Torino - Sezione I - sentenza del 12 giugno 2018

Accertamento del carattere discriminatorio dell'avviso pubblico per reclutamento personale esterno

L'art. 43 c. 2 lett. e) d.lgs. 286/1998 definisce come atto di discriminazione del datore di lavoro qualsiasi atto o comportamento che produca un effetto pregiudizievole discriminando, anche indirettamente, i lavoratori in ragione della loro appartenenza ad una cittadinanza; va precisato che l'attrice chiede la modifica dell'avviso al fine di consentire la partecipazione a tutti i cittadini di paesi terzi in possesso di un titolo che consenta di lavorare.

Tribunale di Milano - I sezione civile - sentenza n. 2814/2018

Colpa medica: risarcimento agli eredi anche per la breve durata del fine vita

Rientra indubbiamente nel patrimonio della vittima il danno per lesioni della propria integrità psicofisica provocatogli dall'agonia protrattasi, fino alla morte, dopo un lasso di tempo pur minimamente apprezzabile dal fatto colposo di omessa diagnosi a fronte di una patologia già in corso.

Tribunale di Termini Imerese - sentenza n. 465/2018

Responsabilità medica: il sanitario non ha il diritto di curare

Per il Tribunale di Termini Imerese, al medico "non è attribuibile un generale diritto di curare a prescindere dalla volontà dell'ammalato": presupposto di liceità della sua attività è sempre e comunque il .consenso del paziente, che deve essere informato, ovverosia espresso a seguito di un'informazione completa. Così, la sentenza n. 465/2018 torna sulla questione del consenso informato del paziente, evidenziando che alla base di esso c'è la prevalenza del "valore sociale dell'individuo" che non può non emergere in una società ispirata al rispetto e alla tutela della persona umana.

Tribunale di Oristano - Sezione Lavoro - sentenza n. 1613/2018

Turni di guardia e carichi di lavoro

Rigettato il reclamo presentato da una ATS contro l’ordinanza pronunciata dal Giudice che aveva proibito al datore di lavoro di adibire ai servizi di guardia interdivisionale e doppia reperibilità il personale medico dell’unità operativa di medicina in riferimento alle emergenze dei pazienti ricoverati nell’unità operativa di neuroriabilitazione di nuova apertura. Il giudice infatti in prima istanza aveva ritenuto sussistenti i requisiti di fumus boni iuris, sia per la mancanza di idonea specializzazione sia per mancanza di specifica valutazione dei rischi , e del periculum in mora atteso lo stress derivante dall’eventualità di dover intervenire in situazioni di urgenza ed in assenza delle necessarie competenze con il rischio di somministrare cure inadeguate ai pazienti.

Tribunale di Alessandria - sentenza n. 96/2018

Se il bando richiede la idoneità fisica è legittima la esclusione nel caso di “idoneo solo parzialmente”

Anche l'accertamento del requisito dell'idoneità psicofisica dell'aspirante all'assunzione è suscettibile di riesame in sede giudiziale, con la conseguenza che, al fine di esaminare la correttezza del comportamento dell'imprenditore nell'ambito del rapporto obbligatorio attinente al concorso, i requisiti di idoneità fisica vanno verificati con riguardo alle mansioni previste nella definizione del profilo professionale cui si riferisce il bando, idoneità da riferirsi a tutte le mansioni previste nella qualifica di assunzione, non essendo sufficiente l'idoneità solo ad alcune di esse.

Tribunale di Crotone - Sezione I - sentenza n. 363/2018

Responsabilità medica: errato intervento per atteggiamento troppo attendista

L'atteggiamento imprudentemente attendista adottato dai sanitari del presidio ospedaliero fece sì che si verificassero quelle interazioni chimico-fisiche tra mucosa esofagea e elementi contenuti nella batteria a bottone che cagionarono ustioni, perforazioni e fistole, nonostante le linee guida, ampiamente note e di doverosa conoscenza da parte di personale medico/paramedico di un centro di emergenza/pronto soccorso, indicano come tempo massimo di rimozione di una batteria a bottone dall'esofago un lasso temporale di 2 ore, posto che dopo tale lasso temporale la probabilità di ustioni perforazioni è estremamente elevata.

Tribunale di Isernia - Sezione lavoro - sentenza del 16 marzo 2018

Trasformazione del contratto di lavoro da precario a tempo indeterminato

Il rapporto di lavoro di collaborazione coordinata e continuativa è stato posto in essere in forza del progetto e del raggiungimento di specifici obiettivi.
L'incarico, come emerge dai contratti di lavoro, è necessariamente temporaneo.

Tribunale di Mantova - Sezione lavoro - sentenza n. 54/2018

Specialisti ambulatoriali: le norme a tutela del lavoro anche per rapporti parasubordinati

La predisposizione di un ambiente salubre ed esente da rischi costituisce a carico dell'imprenditore un obbligo anche nei confronti del collaboratore coordinato che per l'esecuzione del contratto debba operare all'interno dell'impresa, da cui deriva una responsabilità di natura contrattuale, nonché una possibile responsabilità penale.

Tribunale di Salerno - Sezione Iavoro – sentenza n. 769/2018

Quando il sindacato dei medici è legittimato ad agire in giudizio

Il sindacato può agire in giudizio per far valere interessi suoi propri ed esclusivi, ma non degli associati, atteso che questi sono autonomi e responsabili soggetti di diritto, per cui la tutela giudiziale del loro interesse non può prescindere dall'autodeterminazione al giudizio dei singoli interessati, ed il fatto che una controversia, che riguarda singoli lavoratori, possa interessare indirettamente la generalità degli appartenenti alla categoria non la trasforma da individuale a collettiva".

Tribunale di Salerno - Sezione I - sentenza n. 771/2018

Restituzione somme alla Asl, buona fede del medico convenzionato non basta

In materia di impiego pubblico privatizzato, nel caso di domanda di ripetizione dell'indebito proposta da un'amministrazione nei confronti di un proprio dipendente, in relazione alle somme corrisposte a titolo di retribuzione, qualora risulti accertato che l'erogazione è avvenuta "sine titulo", la ripetibilità delle somme non può essere esclusa ex art. 2033 c.c. per la buona fede dell'"accipiens", in quanto questa norma riguarda, sotto il profilo soggettivo, soltanto la restituzione dei frutti e degli interessi.

Tribunale di Avellino - Sezione Lavoro - sentenza n. 224/2018

Indennità di esclusività: l'Anaao vince ad Avellino

Il Tribunale di Avellino, ha riconosciuto l'inapplicabilità delle disposizioni in materia di blocco della retribuzione dei pubblici dipendenti nel periodo 2011-2014 allo scatto di indennità di esclusività previsto al raggiungimento dei 5 anni di servizio

Tribunale di Milano - Sezione I - sentenza del 2 marzo 2018

Prova del danno da compromissione della relazione complessiva di coppia, tale da determinare un'alterazione della vita quotidiana

Spetta al giudice accertare, con onere della prova a carico del familiare della persona danneggiata, se, a seguito del fatto lesivo, si sia determinato uno sconvolgimento delle normali abitudini tale da imporre scelte di vita radicalmente diverse.

Tribunale di Trani - Sezione lavoro - sentenza 1° marzo 2018

Reiterazione di contratti a tempo determinato: no alla assunzione del dirigente biologo

Anche in caso di violazione di norme imperative relative all'assunzione o all'impiego di lavoratori da parte di una pubblica amministrazione non potrà mai disporsi la conversione del contratto a tempo de-terminato in contratto a tempo indeterminato, in quanto la conversione è espressamente vietata del comma 5 dell'art. 36 del d.lgs. n. 165/2001.

Tribunale di Roma - Sezione XIII civile - sentenza n. 4296/2018

La produzione dei soli referti senza le immagini non basta per ottenere la condanna del radiologo

Laddove la domanda attorea si fondi sulla erroneità della valutazione svolta dal medico specialista radiologo e contenuta nel referto in relazione alla situazione clinica come rilevabile dal documento iconografico è evidente che la mera produzione del referto che si assume erroneo non è idonea a far ritenere assolto l’onere probatorio gravante sul paziente danneggiato. Solo dal confronto tra immagine radiografica e referto è possibile, infatti, accertare la fondatezza delle allegazioni attoree in ordine all’errore o omissione diagnostica.

Tribunale di Lanusei - Sezione lavoro - sentenza n. 4/2018

Illegittima turnazione del sanitario non legittima il danno esistenziale

Il danno esistenziale essendo legato indissolubilmente alla persona, e quindi non essendo passibile di determinazione secondo il sistema tabellare - al quale si fa ricorso per determinare il danno biologico, stante la uniformità dei criteri medico legali applicabili in relazione alla lesione dell'indennità psicofisica - necessita imprescindibilmente di precise indicazioni che solo il soggetto danneggiato può fornire, indicando le circostanze comprovanti l'alterazione delle sue abitudini di vita.

Tribunale di Milano - Sezione I civile - sentenza n. 1654/2018

La responsabilità contrattuale del medico libero professionista. Il Tribunale di Milano condanna un sanitario in base alla legge 24/2017

Il giudice (sentenza 1654/2018) ha dato ragione a una paziente che aveva denunciato un dentista libero professionista, riconoscendo la responsabilità professionale, di natura contrattuale, del medico e lo ha condannato a risarcire i danni dovuti alla sua condotta imprudente nella predisposizione e nel montaggio di protesi e impianti.

Tribunale di Milano - Sezione I - sentenza del 16 febbraio 2018

Applicazione della legge Gelli-Bianco a fatti già verificatisi all'entrata in vigore

Nel caso in esame l'applicazione della c.d. legge Gelli-Bianco a fatti già verificatesi al momento della sua entrata in vigore non incide negativamente sul fatto generatore del diritto alla prestazione, ma si limita a fissare i criteri di liquidazione del danno non patrimoniale sulla base, appunto, delle tabelle di cui agli artt. 138 e 139 del Codice delle assicurazioni.

Tribunale di Rovigo - Sezione I - sentenza del 15 febbraio 2018

Suicidio del paziente in ospedale, i limiti della responsabilità dei sanitari

Accanto alle prestazioni sanitarie e di cura, rientra anche un dovere di vigilanza sui pazienti, che sarà maggiore nel caso di soggetti che hanno posto in essere condotte autolesionistiche o hanno manifestato intenti suicidari.

Tribunale di Chieti - Sezione Lavoro - sentenza n. 60/2018

Acn, quando è conferito incarico al medico specialista ambulatoriale ex art. 23

La formalizzazione dell'incarico, che dovrà avvenire entro il termine di trenta giorni dal ricevimento della dichiarazione di cui si parla nell'art. 23 dell'A.C.N. costituisce un adempimento amministrativo - ed evoca da un punto di vista letterale il conferimento di una mera forma amministrativa ad un incarico conferito - non apparendo necessaria ai fini di ritenere perfezionata la fattispecie del conferimento dell'incarico o idonea ad incidere sul diritto soggettivo al suo svolgimento.

Tribunale di Caltagirone - Sez. Unica - sentenza 9 febbraio 2018

Quando la complicanza esonera il medico da responsabilità

Secondo la prevalente giurisprudenza di merito e di legittimità, "la complicanza, quale evento avverso correlato all'atto medico e statisticamente noto, per esentare il sanitario da responsabilità, deve essere o imprevedibile o inevitabile (o entrambi), perché, altrimenti, ove cioè sia prevedibile ed evitabile, non ha rilievo giuridico, pur se, in linguaggio medico, resta comunque definibile quale complicanza.

Tribunale di Ancona - ordinanza dell'8 febbraio 2018

Aspettativa: diritto soggettivo in capo al medico

Si ritiene che sussista un vero e proprio diritto soggettivo in capo al medico ad ottenere l’aspettativa senza assegni dal proprio datore di lavoro ai sensi dell’articolo 10 comma 8 CCNL per il periodo di durata del contratto di lavoro a termine stipulato con la stessa o altra azienda o ente del comparto o presso pubbliche amministrazioni anche di altri comparti in organismi della comunità europea.

Tribunale Reggio Emilia - Sezione I - sentenza 8 febbraio 2018

Risarcimento del danno non patrimoniale per illecito cd. "endofamiliare"

L'illecito endofamiliare si prospetta quando dalla violazione di obblighi di natura familiare derivino danni alla personalità di un componente della famiglia.

Tribunale di Roma - Sezione XIII - sentenza del 1° febbraio 2018

Quando la difettosa tenuta della cartella pregiudica il medico

La difettosa tenuta della cartella clinica da parte dei sanitari non può pregiudicare sul piano probatorio il paziente cui anzi è dato ricorrere a presunzioni se sia impossibile la prova diretta a causa del comportamento della parte contro la quale doveva dimostrarsi il fatto invocato. Tali principi operano non solo ai fini dell'accertamento dell'eventuale colpa del medico, ma anche in relazione alla stessa individuazione del nesso eziologico fra la sua condotta e le conseguenze dannose subite dal paziente.

Tribunale di Roma - Sezione XIII - sentenza 1° febbraio 2018

Responsabilità medica: il Tribunale di Roma sulla portata dell'art. 2336 c.c.

Leggendo l'articolo 2336 del codice civile sotto la luce della legge Gelli, deve rilevarsi che non può ritenersi in colpa ("da intendersi grave e quindi giuridicamente significativa") il medico che, dinanzi a problemi tecnici di speciale difficoltà, si sia attenuto alle linee guida o, in loro mancanza, alle buone pratiche clinico-assistenziali, a prescindere da quali siano i risultati dell'intervento che abbia effettuato. Ciò in ragione degli artt. 5, 6 e 7 della legge 24/2017, che hanno parametrato la sussistenza o l'intensità della colpa al rispetto o meno di linee guida e buone pratiche cliniche.

Tribunale di Isernia - Sezione lavoro - sentenza 1° febbraio 2018

Abusivo ricorso alla contrattazione a termine e conversione del rapporto a tempo indeterminato

L'impossibilità della conversione permane anche alla luce della sentenza del 26 novembre 2014 della Corte di Giustizia, la quale, sul punto, se da un lato ha censurato la normativa di settore per non contemplare misure dirette a prevenire e sanzionare il ricorso abusivo ai contratti a termine, dall'altro ha ricordato che l'accordo quadro non enuncia un obbligo generale degli Stati membri di prevedere la trasformazione dei contratti di lavoro a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, all'uopo ricordando la sentenza del 3 luglio 2014, F. e a., in causa C-362/13.

Tribunale di Savona - sentenza del 22 gennaio 2018

I criteri per personalizzare la liquidazione del danno non patrimoniale

Il giudice di merito deve liquidare il danno alla salute applicando un criterio standard ed uguale per tutti, che consenta di garantire la parità di trattamento a parità di danno; variare adeguatamente, in più od in meno, il valore risultante dall'applicazione del criterio standard, al fine di adeguare il risarcimento alle specificità del caso concreto (c.d. "personalizzazione del risarcimento").

Tribunale di Modena - Sezione II civile - decreto 18 gennaio 2018

Se le volontà del paziente non sono chiare, in caso di terapie salvavita decide solo l'équipe medica

Il consenso informato è un elemento base del rapporto medico-paziente, ma in caso di necessità di un intervento salvavita a cui lo stesso paziente non può acconsentire, non lo è più. E questo, secondo il Tribunale di Modena (decreto 18 gennaio 2018), anche in base alle ultime modifiche che la legge sul biotestamento (219/2017) ha portato in materia di consenso informato.

Tribunale di Reggio Emilia - sentenza n. 40/2018

Visita sportiva deve essere accurata a prescindere dalla specializzazione del sanitario

Il paziente che richieda certificato di idoneità alla pratica sportiva ha titolo per pretendere la messa a disposizione, da parte della clinica, delle professionalità e degli strumenti necessari a rendere un approfondimento completo sulla propria idoneità o per lo meno a essere messo in guardia circa la valenza superficiale degli esami a cui è in procinto di essere sottoposto.

Tribunale Santa Maria Capua Vetere – sentenza n. 93/2018

Le cognizioni tecniche del CTU hanno una funzione integrativa delle conoscenze tecnico-giuridiche del giudice

Il sindacato del giudice sulla consulenza tecnica deve ritenersi limitato, non diversamente da quanto avviene per il sindacato della Cassazione sulle sentenze di merito, ai soli vizi di violazione di legge ovvero ai vizi della motivazione, non potendo il giudice sindacare il merito delle valutazioni mediche operate dal consulente. Le cognizioni tecniche del CTU hanno infatti una funzione integrativa delle conoscenze tecnico-giuridiche del giudice, senza che possa determinarsi alcuna sovrapposizione o interferenza tra le due sfere di competenza. 

Tribunale S. Maria Capua Vetere - Sez. lav. - sentenza 11.01.2018

Compensi, per valutare inadeguatezza mansioni superiori vanno provate

Per valutare la inadeguatezza del compenso diventa necessario conoscere l'effettiva entità dell'impegno richiesto e profuso non bastando il provvedimento di incarico, ma occorrendo invece l'allegazione e la prova - qui mancate - della pienezza delle mansioni assegnate, sotto il profilo qualitativo e quantitativo, in relazione alle concrete attività svolte e alle responsabilità attribuite.

Tribunale di Milano -  Sezione IX - ordinanza del 9 gennaio 2018

Responsabilità genitoriale e vaccini obbligatori, limiti di esclusione

Sono escluse quelle vaccinazioni atte a prevenire malattie in relazione alle quali sia accertata la loro immunizzazione a seguito di malattia naturale comprovata dagli esiti dell'analisi sierologica che dovrà essere tempestivamente effettuata presso un ospedale pubblico.

Tribunale di Napoli - Sezione lavoro - sentenza n. 8191/2018

Emergenza sanitaria territoriale, l'indennità di reperibilità è ricompresa nella paga oraria

La stessa parte ricorrente richiama l'AIR Campania della Medicina generale che all'art. 6 comma 9 così dispone: “L'Azienda organizza, presso ciascun presidio di EST medici in possesso del titolo specifico di idoneità, turni di reperibilità domiciliare di 12 ore al fine di fronteggiare assenze improvvise dei medici incaricati del turno di lavoro. Ciascun turno di reperibilità eccedente il numero di quattro sarà retribuito con un compenso forfetario di cui all'art. 7 punto 2 del presente Ca.. In caso di chiamata, l'attività prestata sarà compensata come servizio attivo”.

Tribunale di Roma - Sezione II - sentenza n. 105/2018

Corsi specializzazione e immatricolati prima del 2007: legittimata passiva è solo Università

Rispetto alla domanda formulata dai medici che hanno percepito la borsa di studio di cui all'art. 6 d.lgs. n. 257/1991, con la quale si fa valere il diritto ad ottenere il trattamento economico contributivo previsto dal d.lgs. n. 368/1999, come per le domande di pagamento delle somme corrispondenti all'indicizzazione annuale e alla rideterminazione triennale delle borse di studio percepite in applicazione della direttiva 93/16/CEE per la frequenza dei corsi di specializzazione avvenuta nel lasso di tempo antecedente all'a.a. 2006-2007, è passivamente legittimata solo l'Università dove conseguita la specializzazione, con la quale i medici intrattengono il rapporto giuridico dedotto in causa.

Anaao ti tutela
Pronto soccorso medico-legale e assicurativo
Medici in pensione
Informazioni parlamentari
Banca dati normativa in sanita
Anaao Card
Anaao ti assiste
Assistenza legale
Assistenza fiscale
Anaao ti assicura
Copertura tutela legale gratuita
Polizza responsabilità civile professionale "colpa grave"
Polizza unica
Copertura contagio ospedaliero
Servizio Doctor Help Desk
Anaao ti informa
Newsletter
Iniziativa Ospedaliera
Dirigenza medica
Editoria
Segreteria Nazionale sede di Roma
Via XX Settembre, 68 - 00187 ROMA
Telefono 064245741 - Fax 0648903523
segreteria.nazionale@anaao.it
segreteria.nazionale@anaao.postecert.it
Dipartimento Amministrativo
Via Scarlatti, 27 - 20124 MILANO
Telefono 026694767 - Fax 0266982507
segr.naz.milano@anaao.it
segr.naz.milano@anaao.postecert.it
Dipartimento Organizzativo
Via Sant'Aspreno, 13 - 80132 NAPOLI
Telefono 0817649624 - Fax 0817640715
segr.naz.napoli@anaao.it
segr.naz.napoli@anaao.postecert.it
Ufficio stampa
Via XX Settembre, 68 - 00187 ROMA
Telefono 064245741 - Fax 0648903523
ufficiostampa@anaao.it
Coordinamento servizi agli Associati
Via XX Settembre, 68 - 00187 ROMA
Telefono 064245741 - Fax 0648903523
servizi@anaao.it