Sentenze: le novità 8-12 ottobre 2018

Questa settimana:
- Responsabilità: valutazione aggravanti delitto di lesioni;
- Responsabilità: lo stato di urgenza prevale sulle linee guida;
- Responsabilità: la terapia salvavita;
- Valutazione dell’equivalenza terapeutica;
- Permessi legge 104;
- Legionella: insalubrità degli ambienti di lavoro

Cassazione Penale – Sezione V - sentenza n. 39436/2018. Sussistono le lesioni gravi se il successivo infarto della persona offesa era prevedibile. La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini della valutabilità delle aggravanti del delitto di lesioni, la necessaria previsione o prevedibilità dell’evento integrante una delle suddette circostanze sussiste quando la condotta dell’agente riveli l’intenzione di arrecare notevole danno alla vittima o, in mancanza di una simile condotta, quando concorrano particolari condizioni fisiche o di salute della persona offesa, sia apparenti che prevedibili in ragione dell’età, del sesso e quant’altro nel caso specifico possa ragionevolmente essere preso in considerazione ai suddetti fini.

Cassazione – Sezione Penale - sentenza n. 43794/2018. Urgenza e condizioni disperate del paziente valgono più di best practice e linee guida. La Cassazione ha confermato la sentenza della Corte d’appello che ha ritenuto non responsabile il medico di guardia medica di un’isola, anche se la sua condotta non è in linea con la buona pratica, per la morte da infarto di un paziente la cui situazione era già gravemente compromessa a livello cardiologico. Il principio di immediatezza agisce come fondamentale, ma non indispensabile, connotato del contraddittorio e non è affatto dotato di valenza costituzionale autonoma, subendo anzi svariate, e del tutto giustificate, deroghe nella disciplina processuale ordinaria.

Cassazione Penale – Sezione IV - sentenza n. 40923/2018. Condannato per omicidio colposo un medico che aveva sospeso una terapia salvavita. Conferma della condanna per omicidio colposo e al pagamento di una provvisionale in favore delle parti civili per un medico ritenuto responsabile della morte di un paziente, deceduto per embolia polmonare massiva, conseguente a trombosi venosa profonda dell'arto inferiore destro, causata dall'omessa profilassi antitrombotica, nonostante il rischio di sviluppare una trombosi da parte del paziente fosse alto-altissimo.

Consiglio di Stato – Sezione III - sentenza n. 2821/2018. La valutazione di "equivalenza terapeutica", ovvero di sovrapponibile funzionalità terapeutica, tra medicinali basati su differenti principi attivi non può essere effettuata dalle Regioni, ma, in quanto incidente sui livelli essenziali delle prestazioni sanitarie, ai sensi dell'art. 15, comma 11-ter del D.L. n. 95/2012, deve risultare da motivate e documentate valutazioni espresse dall'Agenzia italiana del farmaco.

Cassazione Civile – Sezioni Lavoro - ordinanza n. 23891/2018. La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 23891 del 2 ottobre 2018, precisa che i permessi per l’assistenza ai disabili garantiti dalla legge n. 104/1992 non sono utilizzabili solamente per l’assistenza “fisica” al disabile, svolta presso la sua abitazione, ma possono essere utilizzati dal lavoratore che ne fa richiesta anche per svolgere attività che il disabile non può compiere in autonomia, come ad esempio effettuare la spesa, fare prelievi e versamenti o altre commissioni. Il licenziamento intimato dall’azienda per la fruizione dei permessi per scopi personali e non per l’assistenza al disabile, pertanto, è da ritenersi illegittimo, in quanto le attività compiute dal lavoratore sono state effettuate nell’interesse del parente disabile, fatto che le rende coerenti con la finalità della norma di cui alla legge n. 104/92.

Cassazione Civile – Sezione III - sentenza n. 21470/2018. Il Ministero che non dimostra che esistano altre fonti possibili di contagio da legionella, a cui sarebbe stato esposto il dipendente deceduto per il batterio, resta civilmente responsabile se è accertata la vetustà degli impianti di condizionamento e il loro cattivo stato dovuto a una carente manutenzione. La Cassazione afferma l'illegittimità della sentenza che aveva negato il risarcimento del danno patito dagli eredi del dipendente pubblico del Tesoro, che dopo pochi giorni di permanenza in una nuova stanza degli uffici ministeriali aveva accusato malesseri che si erano repentinamente tradotti in causa di morte per legionella

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