Corte di Cassazione - Sez. unite Civile - sentenza n. 20348/2018

Dal 1983 in poi tutti gli specializzandi vanno pagati, con o senza recepimento delle direttive Ue

Secondo la Cassazione la “remunerazione adeguata” è dovuta a tutti i medici che si formarono come specialisti scaduti i termini di trasposizione della direttiva 82/676 dal 31 dicembre 1982 fino al 1990. E i giudici hanno così respinto la richiesta della Presidenza del Consiglio di non riconoscere risarcimenti per la violazione dell’obbligo di assegnazione di una retribuzione adeguata durante i corsi per gli iscritti all’anno accademico 1982/83, perché “in contrasto insanabile con l’interpretazione delle direttive europee espressa dalla Corte di giustizia”, appunto del 24 gennaio scorso.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 19151/2018

Responsabilità medica per rifiuto di eseguire test sul feto

Il medico che sconsiglia alla futura madre di eseguire i test clinici sul nascituro è chiamato a rispondere del suo operato nei confronti della donna se poi il bambino nasce affetto dalla sindrome di down. Con la sentenza n. 19151/2018 la Corte di cassazione ha confermato la responsabilità solidale di un medico e della struttura sanitaria in cui questi esercitava la professione di ginecologo per il danno causato a una paziente dalla nascita di una bimba affetta dalla predetta patologia.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 19204/2018

Responsabilità medica: la prova del paziente

La Cassazione (ordinanza 19204/2018) ha respinto una richiesta di risarcimento per il decesso di una paziente per meningite batterica perché nei giudizi di responsabilità medica che rientrano nell'ambito della responsabilità contrattuale è il paziente che deve dimostrare il nesso di causalità tra la condotta del medico e il danno del quale chiede il risarcimento e in questo caso il nesso non risulta provato e la causa del danno rimane quindi incerta.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 18567/2018

La mancata conservazione della cartella clinica da parte della struttura toglie parte di responsabilità ai medici

Prima della consegna all’archivio centrale dell’ospedale la responsabilità sia di compilare che di conservare la cartella clinica è del medico. Al momento della consegna all’archivio centrale, la responsabilità per omessa conservazione della cartella è della struttura sanitaria. A chiarirlo è la sentenza 18567/2018 della terza sezione civile della Cassazione.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 16919/2018

Risarcibile la perdita di chance di sopravvivere anche per pochi mesi

Determina l'esistenza di un danno risarcibile alla persona l'omissione della diagnosi di un processo morboso terminale, ove risulti che, per effetto dell'omissione, sia andata perduta dal paziente la possibilità di sopravvivenza per alcune settimane od alcuni mesi, o comunque per un periodo limitato, in più rispetto al periodo temporale effettivamente vissuto. Il principio più volte espresso dalla Cassazione, viene ora ribadito con sentenza n. 16919 del 27 giugno 2018.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 16828/2018

Responsabilità medica: l'onere della prova nei giudizi contro la struttura

Con l'ordinanza n. 16828/2018 la Corte di cassazione è tornata sul tema della ripartizione dell'onere della prova nel campo della responsabilità medica, in particolare soffermandosi sull'ipotesi in cui sia dedotta una responsabilità contrattuale della struttura sanitaria per l'inesatto adempimento della prestazione medica.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 15745/2018

Responsabilità medica: il ruolo della CTU

In tema di responsabilità medico-chirurgica, l'accertamento giudiziale dei fatti non può prescindere dalle conoscenze tecniche specialistiche, che sono necessarie sia per comprendere gli eventi per i quali è causa, sia per la loro stessa rilevabilità.Tale circostanza conferisce alla CTU il ruolo di fonte oggettiva di prova posto che "il giudice può affidare al consulente non solo l'incarico di valutare i fatti accertati, ma anche quello di accertare i fatti medesimi".

Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 15749/2018

Responsabilità medica: le conseguenze dell'omessa informazione

Anche l'esecuzione a opera d'arte di un intervento medico-chirurgico che non abbia prodotto i risultati sperati può essere fonte di responsabilità per il sanitario. Infatti se il paziente non ha ricevuto un'adeguata informazione circa i possibili effetti pregiudizievoli non imprevedibili dell'intervento e riesce a dimostrare che, se fosse stato informato, avrebbe rifiutato di sottoporvisi, il medico deve risarcire il danno alla salute.

Corte di Cassazione - VI sezione Civile - ordinanza n. 13445/2018

Specializzandi anni accademici successivi al 1998 ed anteriori al 2006/2007

Nessuna estensione del trattamento economico per gli iscritti ai corsi di specializzazione negli anni accademici successivi al 1998 ed anteriori al 2006/2007.

Corte di Cassazione - VI sezione Civile - sentenza n. 12572/2018

Risarcimento del danno patrimoniale da lesione della capacità lavorativa generica per lesione macropermanente in occasione della nascita.

In tema di risarcimento del danno alla persona, sussiste la risarcibilità del danno patrimoniale soltanto qualora sia riscontrabile la eliminazione o la riduzione della capacità del danneggiato di produrre reddito, mentre il danno da lesione della cenestesi lavorativa, che consiste nella maggiore usura, fatica e difficoltà incontrate nello svolgimento dell'attività lavorativa, non incidente neanche sotto il profilo delle opportunità sul reddito della persona offesa (c.d. perdita di chance), risolvendosi in una compromissione biologica dell'essenza dell'individuo, va liquidato in modo onnicomprensivo come danno alla salute.

Corte di Cassazione - Sez. unite Civile - sentenza n. 12567/2018

Danno da nascita malformata

Danno da nascita malformata. le Sezioni Unite compongono il contrasto. Dall'ammontare del danno subito da un nonato in fattispecie di colpa medica, e consistente nelle spese da sostenere vita natural durante per l'assistenza personale, deve sottrarsi il valore capitalizzato della indennità di accompagnamento che la vittima abbia comunque ottenuto dall'Inps in conseguenza di quel fatto. questo è il principio di diritto contenuto nella sentenza n. 12567 della Corte di Cassazione, sezione Unite, depositata il 22 maggio che, con ampia ed articolata motivazione ha risolto il conflitto.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 11749/2018

Consenso informato e capacità di autodeterminazione

Se un intervento chirurgico non ha esito positivo e il paziente lamenta un mancato consenso informato, è lui a dover dimostrare che se lo avesse avuto in modo corretto non si sarebbe fatto operare. Tuttavia a Lui spetta il danno non patrimoniale da mancata richiesta e, quindi, l'impossibilità di autodeterminarsi.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 11272/2018

Fumare è una scelta consapevole. Cassazione nega risarcimento a fumatore morto di cancro

La Cassazione  ha respinto il ricorso di un fumatore, deceduto per tumore prima della chiusura del processo, contro l'azienda produttrice delle sigarette e il ministero della Salute. Per i giudici che il fumo sia dannoso è un fatto notorio dagli anni 70 e non vale neppure l'accusa alla casa produttrice di aver inserito nelle sigarette delle sostanze che danno assuefazione, perché secondo i giudici non annullano la volontà.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 10608/2018

Il risarcimento del danno da lesione del diritto di autodetrminazione del paziente

La violazione, da parte del medico, del dovere di informare il paziente, può causare due diversi tipi di danni: un danno alla salute, sussistente quando sia ragionevole ritenere che il paziente, se correttamente informato, avrebbe evitato di sottoporsi all’intervento e di subirne le conseguenze invalidanti; un danno da lesione del diritto all’autodeterminazione, predicabile se, a causa del deficit informativo, il paziente abbia subito un pregiudizio, patrimoniale oppure non patrimoniale (e, in tale ultimo caso, di apprezzabile gravità), diverso dalla lesione del diritto alla salute.

Corte di Cassazione – III sezione Civile  – sentenza n. 9806/2018

Consenso informato: sufficiente anche un disegno

Il paziente deve essere messo al corrente sulle condizioni e sui rischi ipotizzabili in relazione ad un intervento chirurgico ovvero ad un trattamento sanitario al quale deve sottoporsi, per esprimere il proprio consenso. Quest’ultimo risulta essere elemento indispensabile per la validità del contratto sanitario e “tende ad aumentare le garanzie a favore dei consumatori del bene della salute”. Ciò posto, il dovere di informare il paziente risulta assolto qualora il medico fornisca le indicazioni sull’intervento chirurgico da eseguire attraverso un disegno – prima accennato con il dito e poi realizzato con un pennarello – sul punto da operare. Tanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 9806.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 9180/2018

Se manca il consenso per un intervento non indispensabile il medico è condannato e si conferma la responsabilità della struttura

Secondo la Cassazione la struttura sanitaria e i medici sono tenuti a rispondere del decesso di un paziente quando si effettua un intervento chirurgico senza che sia strettamente necessario e in assenza di consenso informato e i sanitari non avevano nemmeno preso in considerazione le indicazioni fornite loro dai parenti del deceduto circa le conseguenze dall'assunzione di certi farmaci.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 9057/2018

Responsabilità medica: cosa si intende per danno alla salute

Con la sentenza n. 9057/2018, la Corte di cassazione si è soffermata ad analizzare la portata del danno alla salute del paziente vittima di responsabilità medica, precisando i criteri che devono essere seguiti dal giudice nella sua valutazione. Per la Corte devono ricomprendersi all'interno del danno alla salute sia le conseguenze subite dal danneggiato nella sua sfera morale, sia le conseguenze incidenti sul piano dinamico relazionale della vita del danneggiato.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 9048/2018

Nesso di causa tra condotta del sanitario e ricadute sui familiari

Non è possibile ravvisare un valido nesso di causa tra la condotta del sanitario che provochi lesioni ad un neonato, e il disagio dei fratelli venuti al mondo, rispettivamente, uno e sei anni dopo.

Corte di Cassazione - VI sezione Civile - ordinanza n. 7718/2018

Irap in condizioni di intramoenia: il medico deve chiedere il rimborso solo alla Asl

Se l'azienda opera una trattenuta fiscale sui compensi del medico a titolo di Irap, il Fisco riconosce come soggetto passivo dell'imposta solo l'azienda, quindi se il medico ritiene di avere subito un prelievo illegittimo, come prelievo fatto a titolo di Irap, è legittimato a richiederne il rimborso verso la ASL e non verso il Fisco.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 7513/2018

Come risarcire il danno alla salute in caso di sinistro

In una causa per un sinistro la Cassazione ha stabilito che il risarcimento corrispondente a un determinato grado di invalidità riconosciuta comprende già la menomazione degli aspetti 'dinamico relazionali', conseguenza 'normale' del danno alla salute e non di un danno diverso. Sempre che la particolarità del caso non abbia reso più gravi le conseguenze della menomazione, giustificando un aumento del risarcimento del danno biologico con l’aggiunta del 'danno morale'. E per questo ha stilato dieci regole per individuare e risarcire il danno alla salute.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 7516/2018

Assenza nesso di causa tra omessa informazione e danno al paziente

Non informare il paziente è una condotta colposa che intanto può produrre un danno giuridicamente rilevante, in quanto impedisca al paziente di autodeterminarsi in modo libero e consapevole.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 7250/2018

Cartella clinica. Per la Cassazione è essenziale per la determinazione di eventuali negligenze

Rinviata alla Corte d'Appello una causa (iniziata nel 2007) che vedeva coinvolta una paziente con problemi di masticazione che non aveva potuto disporre della documentazione clinica risalente ai primi interventi subiti sui quali c'era il sospetto di cure non adeguate. Per la Cassazione la struttura sanitaria ha l'onere di redigere una cartella in ordine e completa in modo da poter accertare eventuali negligenze o imperizie da parte dei sanitari oppure scagionarli per aver comunque seguito la best practice, ma senza risultati.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 7260/2018

La tardiva diagnosi viola il diritto del paziente alle alternative esistenziali

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 7260 del 23.03.2018, si è pronunciata in merito alla tutela risarcitoria del danno consistito nell'imposizione, a carico di un paziente, a cui era stata tardivamente diagnosticata una patologia neoplastica, di una condizione esistenziale di materiale impedimento a scegliere "cosa fare" nell'ambito di ciò che la scienza medica suggerisce per garantire la fruizione della salute residua fino all'esito infausto.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 7251/2018

Nessun risarcimento per responsabilità medica se i professionisti hanno avvisato i genitori dei rischi di malformazione e scarse chance di sopravvivenza del neonato

La Corte di Cassazione ha rigettato tutti i motivi di ricorso di una coppia che si era rivolta al Tribunale e quindi alla Corte d’Appello per ottenere il risarcimento dei danni a seguito della presunta "errata, negligente e imperita" assistenza al parto e alla nascita del figlio, venuto al mondo con una grave encefalopatia con idrocefalo e tetra paresi spastica. La madre era stata visitata da due medici che avevano rilevato un quadro di brachicardia fetale che avrebbe ridotto al minimo le possibilità di sopravvivenza del neonato o avrebbe dato la certezza che il feto sarebbe deceduto.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 7248/2018

Danni da "violazione" del dovere di corretto consenso informato

La Cassazione torna sul consenso informato e dopo aver stabilito di recente che le informazioni al paziente devono essere chiare e comprensibili, con la sentenza 7248/2018 ribadisce che il paziente ha il diritto di conoscere le conseguenze di un intervento medico con necessaria e ragionevole precisione per poterle affrontare con la maggiore e migliore consapevolezza.

Corte di Cassazione - VI sezione Civile - ordinanza n. 7044/2018

Responsabilità medica: il paziente deve provare il nesso causale

La Suprema Corte torna ad occuparsi del corretto riparto dell'onere della prova in tema di responsabilità contrattuale della struttura sanitaria, confermando il principio per cui il paziente, che agisce in giudizio per il risarcimento del danno da colpa medica, ha l'onere di provare il nesso di causalità tra la malattia, il suo aggravamento ovvero la nuova patologia e la condotta commissiva o omissiva dei medici.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 6688/2018

Il medico deve usare sempre un linguaggio che sia comprensibile al paziente

L’ospedale deve risarcire il danno da perdita di chance e quello morale ai familiari di un paziente deceduto se il medico ha rispettato l’obbligo informativo, ma lo ha fatto con un linguaggio tecnico sulla diagnosi della malattia senza farsi comprendere bene dal paziente.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 6689/2018

La responsabilità dell'ospedale prescinde dall'accertamento di una condotta negligente dei singoli operatori

È stato ormai da tempo chiarito che il rapporto paziente-struttura va considerato in termini autonomi dal rapporto paziente-medico, e qualificato come un autonomo e atipico contratto a prestazioni corrispettive (da taluni definito contratto di spedalità, da altri contratto di assistenza sanitaria) al quale si applicano le regole ordinarie sull’inadempimento fissate dall’art. 1218 c.c..

Corte di Cassazione - VI sezione Civile - ordinanza n. 6355/2018

Specializzandi: no ad aumenti extra per chi ha frequentato le scuole nel 2006-2007

La Cassazione ha stabilito che la previsione di un trattamento economico più elevato per i medici specializzandi dal 2006/2007, in coincidenza con la riorganizzazione delle scuole di specializzazione prevista dal d.lgs. 368/1999, “non costituisce recepimento di obblighi comunitari e non comporta l'estensione del nuovo trattamento a coloro che hanno frequentato le scuole negli anni accademici anteriori”.

Cassazione Civile – III Sezione - ordinanza n. 10158/2018

Il radiologo non è responsabile per una diagnosi tardiva che spetta ad altri specialisti

Il radiologo che effettua una mammografia non è responsabile di una diagnosi tardiva di carcinoma al seno. Il medico infatti deve eseguire l’esame e darne l’interpretazione corretta, ma non è lui a dover consigliare altri esami o chiedere il consulto di altri specialisti ai quali, invece, si sarebbe dovuta affidare la paziente per una valutazione clinica completa. Queste le conclusioni a cui è giunta la terza sezione civile della Corte di Cassazione con l’ordinanza 10158/2018.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 3693/2018

Responsabilità medica: la condotta colposa non basta

Ai fini dell'affermazione della responsabilità del sanitario non è sufficiente la semplice individuazione di profili di colpa nella sua condotta ma, come ribadito dalla Corte di cassazione nell'ordinanza n. 3693/2018, è indispensabile anche l'accertamento del nesso di causalità tra tale condotta e il danno lamentato dal paziente.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 3403/2018

Spesa sanitaria, prova del superamento del tetto a carico della Asl

In tema di pretesa creditoria della struttura sanitaria accreditata per le prestazioni erogate in ambito di Ssn, il mancato superamento del tetto di spesa fissato secondo le norme di legge e nei modi da esse previsti non integra un fatto costitutivo da provarsi dalla struttura creditrice, ma rileva nel suo contrario positivo, cioè come fatto impeditivo, con la conseguenza che dev'essere dimostrato dalla parte debitrice.

Corte di Cassazione - VI sezione Civile - ordinanza n. 3004/2018

Parto anonimo e diritto del figlio, dopo la morte della madre, di conoscere le proprie origini biologiche

Nel caso di parto anonimo, sussiste il diritto del figlio, dopo la morte della madre, di conoscere le proprie origini biologiche mediante accesso alle informazioni relative all’identità personale della stessa, non potendosi considerare operativo, oltre il limite della vita della madre che ha partorito in anonimo, il termine di cento anni dalla formazione del documento per il rilascio della copia integrale del certificato di assistenza al parto o della cartella clinica.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 2675/2018

Errore medico nell’aborto: per la nascita indesiderata vanno risarciti sia la madre che il padre

Secondo la Cassazione in tema di responsabilità del medico per erronea diagnosi, il risarcimento dei danni che "costituiscono conseguenza immediata e diretta dell'inadempimento della struttura sanitaria all'obbligazione di natura contrattuale" spetta non solo alla madre ma anche al padre, tra i soggetti ‘protetti’ e quindi con diritto al risarcimento dei danni, immediati e diretti.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 2367/2018

Visita medica di controllo domiciliare e rispetto della privacy

Senza mai prescindere dal dovere di salvaguardare il lavoratore dipendente in malattia, il medico fiscale valuta l’idoneità o l’incapacità del paziente alla ripresa dell’attività lavorativa, inoltre individua e segnala eventi morbosi non indennizzabili dall’INPS o su cui l’Ente Previdenziale può esercitare azione di rivalsa, con conseguente notevole risparmio erariale.

Corte di Cassazione - VI sezione Civile - ordinanza n. 2466/2018

Legge 104: niente decurtazione dalle ferie dei giorni di permesso

Non possono essere decurtati dalle ferie i giorni di permesso chiesti dal dipendente per prestare assistenza, ai sensi della legge n. 104/1992, al familiare affetto da handicap.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 2369/2018

Consenso informato poco chiaro? Il paziente non sempre ha diritto al risarcimento

Il risarcimento del danno da assenza di consenso non è riconosciuto se il paziente avrebbe comunque acconsentito all'intervento. Secondo la Cassazione in presenza di un atto terapeutico necessario e correttamente eseguito dal quale siano derivate conseguenze dannose, l'assenza di consenso informato può comportare il risarcimento del danno solo se il paziente dimostra che, se avesse ricevuto un'adeguata informazione, avrebbe verosimilmente rifiutato l'intervento.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 2060/2018

Responsabilità dell'équipe e della struttura

Secondo la Cassazione ciascun componente di una équipe chirurgica è tenuto, in base ai propri obblighi di diligenza, a controllare la cartella clinica del paziente prima dell'operazione e a valutare tutti di dati utili a verificare se la scelta di intervenire è corretta e compatibile con le condizioni di salute del paziente.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 2070/2018

Va risarcita la lesione dell'autodeterminazione dei genitori in caso di nascita indesiderata

Per la Cassazione il risarcimento del danno non è strettamente connesso con la salute della madre, ma riguarda le negativa ricadute esistenziali che si verificano nella vita dei genitori.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 1251/2018

Responsabilità medica: la struttura sanitaria deve proteggere il paziente

La struttura ospedaliera alla quale un paziente si rivolga per essere sottoposto ad analisi cliniche è tenuta, oltre che a uno specifico obbligo di prestazione, anche a un correlato dovere di protezione.
Di conseguenza, se dalle analisi emerge una evidente situazione di pericolo di vita, la struttura sanitaria deve attivarsi tempestivamente e immediatamente per proteggere la salute del paziente.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 1252/2018

La madre deve provare che una corretta informazione l'avrebbe determinata a interrompere la gravidanza

L'interruzione della gravidanza in conseguenza di una corretta e tempestiva informazione da parte del ginecologo circa le patologie gravi del feto non risponde a regolarità causale.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 901/2018

Danno morale e danno biologico entrambi risarcibili, non c'è duplicazione

La Suprema Corte ha esaminato il concetto di danno non patrimoniale, rilevando che esso presenta una natura unitaria ed onnicomprensiva, laddove il carattere "unitario" va inteso come unitarietà rispetto alla lesione di qualsiasi interesse costituzionalmente rilevante, non suscettibile di valutazione economica. Ciò comporta che non vi sia diversità nell'accertamento e nella liquidazione del danno causato dal vulnus di un diritto costituzionalmente protetto diverso da quello alla salute, sia esso rappresentato dalla lesione della reputazione, della libertà religiosa o sessuale, della riservatezza, del rapporto parentale.

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