Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 9180/2018

Se manca il consenso per un intervento non indispensabile il medico è condannato e si conferma la responsabilità della struttura

Secondo la Cassazione la struttura sanitaria e i medici sono tenuti a rispondere del decesso di un paziente quando si effettua un intervento chirurgico senza che sia strettamente necessario e in assenza di consenso informato e i sanitari non avevano nemmeno preso in considerazione le indicazioni fornite loro dai parenti del deceduto circa le conseguenze dall'assunzione di certi farmaci.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 9057/2018

Responsabilità medica: cosa si intende per danno alla salute

Con la sentenza n. 9057/2018, la Corte di cassazione si è soffermata ad analizzare la portata del danno alla salute del paziente vittima di responsabilità medica, precisando i criteri che devono essere seguiti dal giudice nella sua valutazione. Per la Corte devono ricomprendersi all'interno del danno alla salute sia le conseguenze subite dal danneggiato nella sua sfera morale, sia le conseguenze incidenti sul piano dinamico relazionale della vita del danneggiato.

Corte di Cassazione - VI sezione Civile - ordinanza n. 7718/2018

Irap in condizioni di intramoenia: il medico deve chiedere il rimborso solo alla Asl

Se l'azienda opera una trattenuta fiscale sui compensi del medico a titolo di Irap, il Fisco riconosce come soggetto passivo dell'imposta solo l'azienda, quindi se il medico ritiene di avere subito un prelievo illegittimo, come prelievo fatto a titolo di Irap, è legittimato a richiederne il rimborso verso la ASL e non verso il Fisco.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 7513/2018

Come risarcire il danno alla salute in caso di sinistro

In una causa per un sinistro la Cassazione ha stabilito che il risarcimento corrispondente a un determinato grado di invalidità riconosciuta comprende già la menomazione degli aspetti 'dinamico relazionali', conseguenza 'normale' del danno alla salute e non di un danno diverso. Sempre che la particolarità del caso non abbia reso più gravi le conseguenze della menomazione, giustificando un aumento del risarcimento del danno biologico con l’aggiunta del 'danno morale'. E per questo ha stilato dieci regole per individuare e risarcire il danno alla salute.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 7516/2018

Assenza nesso di causa tra omessa informazione e danno al paziente

Non informare il paziente è una condotta colposa che intanto può produrre un danno giuridicamente rilevante, in quanto impedisca al paziente di autodeterminarsi in modo libero e consapevole.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 7250/2018

Cartella clinica. Per la Cassazione è essenziale per la determinazione di eventuali negligenze

Rinviata alla Corte d'Appello una causa (iniziata nel 2007) che vedeva coinvolta una paziente con problemi di masticazione che non aveva potuto disporre della documentazione clinica risalente ai primi interventi subiti sui quali c'era il sospetto di cure non adeguate. Per la Cassazione la struttura sanitaria ha l'onere di redigere una cartella in ordine e completa in modo da poter accertare eventuali negligenze o imperizie da parte dei sanitari oppure scagionarli per aver comunque seguito la best practice, ma senza risultati.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 7260/2018

La tardiva diagnosi viola il diritto del paziente alle alternative esistenziali

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 7260 del 23.03.2018, si è pronunciata in merito alla tutela risarcitoria del danno consistito nell'imposizione, a carico di un paziente, a cui era stata tardivamente diagnosticata una patologia neoplastica, di una condizione esistenziale di materiale impedimento a scegliere "cosa fare" nell'ambito di ciò che la scienza medica suggerisce per garantire la fruizione della salute residua fino all'esito infausto.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 7251/2018

Nessun risarcimento per responsabilità medica se i professionisti hanno avvisato i genitori dei rischi di malformazione e scarse chance di sopravvivenza del neonato

La Corte di Cassazione ha rigettato tutti i motivi di ricorso di una coppia che si era rivolta al Tribunale e quindi alla Corte d’Appello per ottenere il risarcimento dei danni a seguito della presunta "errata, negligente e imperita" assistenza al parto e alla nascita del figlio, venuto al mondo con una grave encefalopatia con idrocefalo e tetra paresi spastica. La madre era stata visitata da due medici che avevano rilevato un quadro di brachicardia fetale che avrebbe ridotto al minimo le possibilità di sopravvivenza del neonato o avrebbe dato la certezza che il feto sarebbe deceduto.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 7248/2018

Danni da "violazione" del dovere di corretto consenso informato

La Cassazione torna sul consenso informato e dopo aver stabilito di recente che le informazioni al paziente devono essere chiare e comprensibili, con la sentenza 7248/2018 ribadisce che il paziente ha il diritto di conoscere le conseguenze di un intervento medico con necessaria e ragionevole precisione per poterle affrontare con la maggiore e migliore consapevolezza.

Corte di Cassazione - VI sezione Civile - ordinanza n. 7044/2018

Responsabilità medica: il paziente deve provare il nesso causale

La Suprema Corte torna ad occuparsi del corretto riparto dell'onere della prova in tema di responsabilità contrattuale della struttura sanitaria, confermando il principio per cui il paziente, che agisce in giudizio per il risarcimento del danno da colpa medica, ha l'onere di provare il nesso di causalità tra la malattia, il suo aggravamento ovvero la nuova patologia e la condotta commissiva o omissiva dei medici.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 6688/2018

Il medico deve usare sempre un linguaggio che sia comprensibile al paziente

L’ospedale deve risarcire il danno da perdita di chance e quello morale ai familiari di un paziente deceduto se il medico ha rispettato l’obbligo informativo, ma lo ha fatto con un linguaggio tecnico sulla diagnosi della malattia senza farsi comprendere bene dal paziente.

Corte di Cassazione - VI sezione Civile - ordinanza n. 6355/2018

Specializzandi: no ad aumenti extra per chi ha frequentato le scuole nel 2006-2007

La Cassazione ha stabilito che la previsione di un trattamento economico più elevato per i medici specializzandi dal 2006/2007, in coincidenza con la riorganizzazione delle scuole di specializzazione prevista dal d.lgs. 368/1999, “non costituisce recepimento di obblighi comunitari e non comporta l'estensione del nuovo trattamento a coloro che hanno frequentato le scuole negli anni accademici anteriori”.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 3693/2018

Responsabilità medica: la condotta colposa non basta

Ai fini dell'affermazione della responsabilità del sanitario non è sufficiente la semplice individuazione di profili di colpa nella sua condotta ma, come ribadito dalla Corte di cassazione nell'ordinanza n. 3693/2018, è indispensabile anche l'accertamento del nesso di causalità tra tale condotta e il danno lamentato dal paziente.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 3403/2018

Spesa sanitaria, prova del superamento del tetto a carico della Asl

In tema di pretesa creditoria della struttura sanitaria accreditata per le prestazioni erogate in ambito di Ssn, il mancato superamento del tetto di spesa fissato secondo le norme di legge e nei modi da esse previsti non integra un fatto costitutivo da provarsi dalla struttura creditrice, ma rileva nel suo contrario positivo, cioè come fatto impeditivo, con la conseguenza che dev'essere dimostrato dalla parte debitrice.

Corte di Cassazione - VI sez.-1 Civile - ordinanza n. 3004/2018

Parto anonimo e diritto del figlio, dopo la morte della madre, di conoscere le proprie origini biologiche

Nel caso di parto anonimo, sussiste il diritto del figlio, dopo la morte della madre, di conoscere le proprie origini biologiche mediante accesso alle informazioni relative all’identità personale della stessa, non potendosi considerare operativo, oltre il limite della vita della madre che ha partorito in anonimo, il termine di cento anni dalla formazione del documento per il rilascio della copia integrale del certificato di assistenza al parto o della cartella clinica.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 2675/2018

Errore medico nell’aborto: per la nascita indesiderata vanno risarciti sia la madre che il padre

Secondo la Cassazione in tema di responsabilità del medico per erronea diagnosi, il risarcimento dei danni che "costituiscono conseguenza immediata e diretta dell'inadempimento della struttura sanitaria all'obbligazione di natura contrattuale" spetta non solo alla madre ma anche al padre, tra i soggetti ‘protetti’ e quindi con diritto al risarcimento dei danni, immediati e diretti.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 2367/2018

Visita medica di controllo domiciliare e rispetto della privacy

Senza mai prescindere dal dovere di salvaguardare il lavoratore dipendente in malattia, il medico fiscale valuta l’idoneità o l’incapacità del paziente alla ripresa dell’attività lavorativa, inoltre individua e segnala eventi morbosi non indennizzabili dall’INPS o su cui l’Ente Previdenziale può esercitare azione di rivalsa, con conseguente notevole risparmio erariale.

Corte di Cassazione - VI sezione Civile - ordinanza n. 2466/2018

Legge 104: niente decurtazione dalle ferie dei giorni di permesso

Non possono essere decurtati dalle ferie i giorni di permesso chiesti dal dipendente per prestare assistenza, ai sensi della legge n. 104/1992, al familiare affetto da handicap.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 2369/2018

Consenso informato poco chiaro? Il paziente non sempre ha diritto al risarcimento

Il risarcimento del danno da assenza di consenso non è riconosciuto se il paziente avrebbe comunque acconsentito all'intervento. Secondo la Cassazione in presenza di un atto terapeutico necessario e correttamente eseguito dal quale siano derivate conseguenze dannose, l'assenza di consenso informato può comportare il risarcimento del danno solo se il paziente dimostra che, se avesse ricevuto un'adeguata informazione, avrebbe verosimilmente rifiutato l'intervento.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 2060/2018

Responsabilità dell'équipe e della struttura

Secondo la Cassazione ciascun componente di una équipe chirurgica è tenuto, in base ai propri obblighi di diligenza, a controllare la cartella clinica del paziente prima dell'operazione e a valutare tutti di dati utili a verificare se la scelta di intervenire è corretta e compatibile con le condizioni di salute del paziente.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 2070/2018

Va risarcita la lesione dell'autodeterminazione dei genitori in caso di nascita indesiderata

Per la Cassazione il risarcimento del danno non è strettamente connesso con la salute della madre, ma riguarda le negativa ricadute esistenziali che si verificano nella vita dei genitori.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 1251/2018

Responsabilità medica: la struttura sanitaria deve proteggere il paziente

La struttura ospedaliera alla quale un paziente si rivolga per essere sottoposto ad analisi cliniche è tenuta, oltre che a uno specifico obbligo di prestazione, anche a un correlato dovere di protezione.
Di conseguenza, se dalle analisi emerge una evidente situazione di pericolo di vita, la struttura sanitaria deve attivarsi tempestivamente e immediatamente per proteggere la salute del paziente.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 1252/2018

La madre deve provare che una corretta informazione l'avrebbe determinata a interrompere la gravidanza

L'interruzione della gravidanza in conseguenza di una corretta e tempestiva informazione da parte del ginecologo circa le patologie gravi del feto non risponde a regolarità causale.

Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 901/2018

Danno morale e danno biologico entrambi risarcibili, non c'è duplicazione

La Suprema Corte ha esaminato il concetto di danno non patrimoniale, rilevando che esso presenta una natura unitaria ed onnicomprensiva, laddove il carattere "unitario" va inteso come unitarietà rispetto alla lesione di qualsiasi interesse costituzionalmente rilevante, non suscettibile di valutazione economica. Ciò comporta che non vi sia diversità nell'accertamento e nella liquidazione del danno causato dal vulnus di un diritto costituzionalmente protetto diverso da quello alla salute, sia esso rappresentato dalla lesione della reputazione, della libertà religiosa o sessuale, della riservatezza, del rapporto parentale.

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