Cassazione Penale - sentenza n. 34535/2019
Guardia medica non va all'albergo: è rifiuto di atti d'ufficio

Integra il delitto di rifiuto di atti d'ufficio la condotta del sanitario in servizio di guardia medica che non aderisca alla richiesta di intervento domiciliare urgente, nella persuasione a priori della “enfatizzazione” dei sintomi denunciati dal paziente, posto che l'esercizio del potere-dovere di valutare la necessità della visita sulla base della sintomatologia esposta è comunque sindacabile da parte del giudice al fine di accertare se esso non trasmodi nell'assunzione di deliberazioni ingiustificate ed arbitrarie.

Cassazione Penale - sentenza n. 35414/2019
Truffa aggravata se il medico fa timbrare il cartellino da altri

Truffa aggravata per il medico che fa timbrare da altri il cartellino in ospedale per gestire lo studio privato. E condanna anche per la moglie che dichiara di essere titolare dell’attività per aggirare la norma sull’esercizio della libera professione.

Cassazione Penale - sentenza n. 32477/2019
Case di cura: la responsabilità del direttore sanitario quando l’organizzazione è carente

Secondo la Cassazione il medico-manager risponde di "colpa di organizzazione" per il reato non ascrivibile ai soli operatori: è lui il garante ultimo dell’assistenza ai malati e del coordinamento del personale.

Cassazione penale - sentenza n. 30627/2019
Anche diagnosi superficiale porta a condanna per omicidio colposo

Se la legge prevede che il medico risponda penalmente del decesso del paziente quando agisce con negligenza, imprudenza e imperizia e conduce in maniera superficiale l'iter diagnostico, la stessa responsabilità penale per omicidio colposo va dichiarata anche quando omette di accertare preventivamente la presenza di focolai endometriosici a livello del douglas e, per questo sottopone una paziente a una terapia operatoria laparoscopica invece che laparotomica.

Cassazione Penale - sentenza n. 30626/2019

I criteri per la valutazione della colpa professionale della equipe medica

In tema di colpa professionale, in caso di intervento chirurgico in 'equipe', il principio per cui ogni sanitario è tenuto a vigilare sulla correttezza dell’attività altrui non opera in relazione alle fasi dell’intervento in cui i ruoli e i compiti di ciascun operatore sono distinti, dovendo trovare applicazione il principio dell’affidamento per cui può rispondere dell’errore o dell’omissione solo colui che abbia in quel momento la direzione dell’intervento o che abbia commesso un errore riferibile alla sua specifica competenza medica.

Cassazione Penale - sentenza n. 28102/2019
Un medico non è condannabile senza la perizia (non di parte)

La Cassazione (quarta sezione penale, sentenza 28102/2019) ha stabilito che il medico non è condannabile senza una perizia che non può essere solo quella di parte. E che per quanto riguarda le linee guida, le legge Balduzzi e Gelli-Bianco sono equivalenti nell’attuazione.

Cassazione Penale - sentenza n. 28086/2019
Confine tra imperizia, imprudenza e negligenza

La non punibilità prevista dalla Gelli-Bianco. L'articolo con l’introduzione dell’articolo 590-sexies del codice penale, vale se il medico agisce con imperizia, ma non con imprudenza e negligenza. Imperizia vuol dire che lo sbaglio è stato fatto pur osservando linee guida e buone pratiche.

Cassazione Penale - sentenza 27539/2019
Omicidio e non aborto colposo

È omicidio e non aborto colposo se l'ostetrica causa la morte del feto durante il travaglio del parto

A stabilirlo la Cassazione che ha confermato la condanna di un’ostetrica del Tribunale prima e della Corte di Appello poi per responsabilità perché l'omesso monitoraggio fetale non aveva consentito di rilevare la sofferenza in atto e provocava la morte del feto per asfissia perinatale. Condanna sospesa poi con la condizionale.

Cassazione Penale - sentenza n. 26568/2019
La responsabilità medica si decide in base a 4 leggi scientifiche

Il nesso di casualità tra la condotta di un medico e il danno lamentato dal paziente si identifica in base a “leggi scientifiche” che per la Cassazione hanno quattro requisiti per essere tali: la generalità, la controllabilità, il grado di conferma, l'accettazione da parte della comunità scientifica internazionale. Sulla base di questi principi la Cassazione ha confermato l'assoluzione in primo e secondo grado di alcuni medici accusati di aver provocato la morte di una paziente.

Cassazione Penale - sentenza n. 26271/2019
Omessa formazione post infortunio, il reato permane

L'obbligo di formazione del resto non è limitato solo al momento dell'assunzione, ma perdura nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro; la cessazione della permanenza, conseguentemente, si verifica o alla concreta formazione o all'interruzione del rapporto di lavoro (eliminazione concreta del rischio).

Cassazione Penale - sentenza n. 25137/2019
Ginecologo omette un esame ma non c’è terapia

Assolto il medico che non cura il citomegalovirus in gravidanza. All'epoca dei fatti nel 2006 non esisteva una valida terapia, approvata e certificata, da praticare in caso di citomegalovirus in gravidanza.

Corte di Cassazione - IV sezione Penale - sentenza n. 24922/2019

Senza certezza del nesso causale tra evento avverso e condotta del medico nessuna condanna

Annullata la condanna di due medici per omicidio colposo perché per poter affermare che un evento lesivo è stato provocato dalla condotta omissiva del medico è indispensabile un "alto grado di credibilità razionale". Se c’è il ragionevole dubbio, il medico non può essere condannato.

Cassazione Penale - sentenza n. 24791/2019
Distinzione tra attività qualificata di primo soccorso e quella di pronto soccorso

È errata in diritto l’affermazione secondo cui il primo soccorso sarebbe svolto da operatori non professionali e da personale non medico. Il DPR 41/1991, art. 22, prevede che nell'ambito delle attività delle Asl i medici possano essere destinati allo svolgimento di "interventi di assistenza e primo soccorso esterni al presidio ospedaliero, per trasferimenti assistiti a bordo di ambulanze attrezzate e/o per attività di coordinamento organizzativo dell'emergenza presso apposite centrali operative".

Corte di Cassazione - IV sezione Penale - sentenza n. 23252/2019

Diagnosi tardiva di tumore: la Cassazione conferma la condanna di due medici

Secondo i giudici (sentenza 23252/2019) la scienza medica sostiene la necessità di diagnosticare tempestivamente le patologie tumorali, posto che da ciò dipende la loro prognosi. Tuttavia essendo il reato prescritto la pena si è limitata alla rifusione delle spese sostenute dalle parti civili (eredi) della paziente.

Corte di Cassazione - IV sezione Penale - sentenza n. 20270/2019

Infermieri e medici correi se la somministrazione del farmaco è sbagliata

L’infermiere che somministra un farmaco e si rende conto che il dosaggio è sbagliato non può eseguire pedissequamente ciò che è scritto sulla ricetta, ma deve interpellare il medico. Quest'ultimo tuttavia non può essere uno specializzando non in possesso di tutte le informazioni necessarie a comprendere e in caso correggere l’errore, ma deve essere un medico strutturato del reparto interessato. A indicarlo è la Corte di Cassazione che ha annullato la sentenza della Corte di Appello a cui l’ha rinviata in altra composizione per rivedere alla luce di una serie di principi giurisprudenziali  le pene inflitte agli imputati.

Corte di Cassazione - IV sezione Penale - sentenza n. 19387/2019

Colpa medica: la Cassazione sulla distinzione tra imperizia e imprudenza

Negligenza e imperizia sono due cose diverse e i giudici devono verificare se la condotta colposa del sanitario rientri nella disciplina più favorevole introdotta dal decreto Balduzzi, proprio in riferimento ai casi di colpa lieve per negligenza o imprudenza, secondo le indicazioni offerte dalle Sezioni Unite o nell’ambito della legge 24/2017 (legge Gelli-Bianco). Lo ha stabilito la Cassazione, quarta sezione penale, con la sentenza 19387/2019 pronunciandosi sul ricorso di un medico condannato per lesioni colpose.

Corte di Cassazione - III sezione Penale - sentenza n. 18864/2019

Cassazione cancella assoluzione di ginecologo che aveva stimolato sessualmente le pazienti senza consenso informato

Assoluzione (della Corte di Appello) annullata dalla Corte di Cassazione (sentenza 18864/2019 della terza sezione penale) per un ginecologo accusato di violenza sessuale nei confronti di tre pazienti per atti compiuti senza consenso informato che hanno portato alla stimolazione sessuale delle donne.

Corte di Cassazione - IV sezione Penale - sentenza n. 11674/2019

Nei giudizi di responsabilità medica la probabilità statistica non è sufficiente ma serve un giudizio di elevata probabilità logica

Non basta la statistica a dimostrare il nesso tra omissione ed evento per condannare un medico, serve un giudizio di “elevata probabilità logica” fondato sia su un ragionamento deduttivo basato sulle generalizzazioni scientifiche, sia su un giudizio induttivo sul ruolo salvifico della condotta omessa. Giudizio che deve tenere conto della caratterizzazione del fatto storico e delle particolarità del caso concreto.

Corte di Cassazione - V sezione Penale - sentenza n. 14681/2019

Medico in quiescienza che opera in sostituzione siglando le ricette. È falso ideologico

Secondo gli arresti della giurisprudenza di legittimità tale condotta integra il reato di falso ideologico in atto pubblico commesso da privato ex artt. 479 - 482 c.p., poiché in tal modo si ingenera la falsa rappresentazione della riconducibilità al medico convenzionato delle visite e delle conseguenti prescrizioni.

Corte di Cassazione - IV sezione Penale - sentenza n. 8086/2019

Colpa medica per chi prescrive farmaci vietati dalla legge

Omicidio colposo per il medico che prescrive una sostanza altamente tossica a una propria paziente che invece di farla dimagrire ne provoca il decesso.

Corte di Cassazione - IV sezione Penale - sentenza n. 8115/2019

“Non punibilità” secondo la legge 24/2017: quando il medico può beneficiarne

La Corte di Cassazione chiarisce nella sentenza 8115/2019 quando il medico può beneficiare della causa di non punibilità ex art. 590-sexies c.p. e quando invece questa non si applica. E boccia la decisione più sfavorevole adottata da una Corte di Appello.

Corte di Cassazione - VI sezione Penale - sentenza n. 8060/2019

Medici, la corruzione sbarra la strada anche alla professione privata

La Cassazione, con la sentenza 8060, ha confermato il divieto di esercitare l'attività professionale privata per l’ex responsabile del Centro di Chirurgia Ricostruttiva dell'Ospedale IRCSS Galeazzi di Milano. Il medico era già stato sospeso dagli incarichi pubblici perché coinvolto, insieme ad altri professionisti, in un processo per corruzione nella sanità lombarda. Il sistema era volto a promuovere e favorire l'acquisto di prodotti sanitari ortopedici da parte di strutture pubbliche, avvalendosi dei diversi incarichi rivestiti dall'imputato.

Corte di Cassazione - IV sezione Penale - sentenza n. 5829/2019

Responsabilità sanitaria: se c’è l’assoluzione per colpa lieve scatta anche quella sugli effetti civili

Per la Cassazione (sentenza 5829/2019), se la sentenza assolve gli imputati indicando solo il lieve grado di colpa accertato in giudizio, deve ritenersi applicata ultrattivamente e in bonam partem la legge Balduzzi e anche gli effetti civili decadono.

Corte di Cassazione - IV sezione Penale - sentenza n. 3206/2019

Esclusa la colpa lieve prevista dalla Balduzzi per il pediatra ingiustamente “attendista”

Il pediatra non può rinviare la visita domiciliare e una volta effettuata non riconoscere la presenza di una violenta infezione in atto, omettendo di indirizzare la famiglia del bambino a un controllo presso il pronto soccorso per esami strumentali e di laboratorio.

Corte di Cassazione - IV sezione Penale - sentenza n. 412/2019

Errore medico: va sempre considerata la distinzione tra colpa lieve e colpa grave

L'accertamento del grado di colpa del sanitario e la conformità del suo comportamento alle linee guida costituiscono aspetti di primo piano nell'ambito dei giudizi di responsabilità medica.
La sentenza 412/2019 ha ricordato che, secondo il diritto vivente, è ancora attuale e valida la distinzione tra colpa lieve e colpa grave per imperizia nell'ambito della fase esecutiva delle raccomandazioni contenute nelle linee guida adeguate al caso di specie.
 

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