21 dicembre 2007
Finanziaria 2008: una legge deludente
21 dicembre 2007

 

La legge finanziaria approvata oggi dal Parlamento – commenta il segretario nazionale Anaao Assomed, Carlo Lusenti - rappresenta l'ennesima occasione perduta dal Governo e dal Ministro della salute per tenere fede agli impegni assunti nei confronti dei medici ospedalieri del servizio sanitario nazionale.

Malgrado l'apprezzabile incremento del Fondo sanitario nazionale, non è stato trovato il finanziamento per la rivalutazione dell'indennità di esclusività di rapporto ferma al 1999.

Né è stata avviata a soluzione la questione del precariato medico malgrado le ripercussioni negative sulla qualità e sulla sicurezza delle cure, come la cronaca recente dimostra.

Il Presidente del Consiglio e il Ministro della salute avevano da tempo pubblicamente riconosciuto il diritto dei medici ad un incremento contrattuale che interessi l'intera massa salariale. Ciò nonostante nulla è stato fatto.

I medici ospedalieri – conclude Lusenti - esprimono la loro forte insoddisfazione nei confronti del Governo e del Ministro della salute fino ad oggi inadempienti verso una categoria professionale cui i cittadini affidano la tutela di un bene costituzionalmente protetto.

13 dicembre 2007
Sottoscrizione Anaao per i familiari delle vittime ThyssenKrupp
13 dicembre 2007

 

L'Anaao Assomed, nell'esprimere piena solidarietà alle vittime del tragico incidente sul lavoro della ThyssenKrupp di Torino, vuole segnalare l'iniziativa della sede Regionale del Piemonte che ha aperto una sottoscrizione tra i propri iscritti a favore dei familiari delle vittime.

L'Associazione manterrà, nei prossimi mesi, la massima attenzione su questa vicenda e su tutte le tematiche inerenti la sicurezza sul lavoro, mettendo a disposizione dei familiari delle vittime e di eventuali parti civili le migliori competenze professionali e le capacità peritali dei propri iscritti in materia di medicina del lavoro e di medicina legale affinché venga fatta piena luce nonché preciso e tempestivo accertamento delle responsabilità del tragico avvenimento.

Ci auguriamo che le Istituzioni tengano alta l'attenzione su questo tema e che, trascorsa l'indignazione del momento, la vicenda non venga dimenticata o rimossa.

I contributi potranno comunque essere versati da tutti i colleghi interessati sul c/c bancario

 

 

 

ABI: 01030

CAB: 01004

N. CONTO: 000000414871

IBAN: IT 77 I 01030 01004 000000414871

intestato: ANAAO ASSOMED

CAUSALE: FAMILIARI VITTIME THYSSENKRUPP

 

MONTE PASCHI DI SIENA

11 dicembre 2007
Il caso di Vibo Valentia: le responsabilità di ognuno
11 dicembre 2007

 

Due adolescenti morte nello stesso ospedale in meno di un anno sollecitano qualche riflessione che elimini innanzitutto il sospetto che i medici e le loro Organizzazioni sindacali vogliano sfuggire al principio di responsabilità.

L'errore medico è certo un errore umano, ma esso rappresenta, nella stragrande maggioranza dei casi, il risultato di una catena di eventi l'ultimo dei quali è imputabile mentre molti sono latenti all'interno della organizzazione. E‘ probabile che l'ospedale di Vibo Valentia rappresenti sotto questo aspetto un ideale terreno di coltura nutrito da “mancanza di pulizia, omissioni nella manutenzione delle attrezzature, impianti elettrici non a norma” oltre che da personale medico precario esposto a lunghi turni di lavoro, senza diritti, compreso quello ad una formazione professionale continua. A rischio di sbagliare anche per paura di sbagliare. Malgrado le organizzazioni sindacali mediche abbiano denunciato con due scioperi nazionali negli ultimi 6 mesi, nella indifferenza delle istituzioni, che il livello raggiunto dal precariato medico sia divenuto ormai incompatibile con la qualità della assistenza da erogare!

Ma quello che è successo nell'ultimo anno, specialmente al Sud, rimanda a problemi strutturali non imputabili agli errori medici. A partire dal mancato rispetto di normative fino alla assenza di governo del sistema che riorganizzi la rete ospedaliera, come invano chiediamo da anni, per assicurare non un ospedale per campanile, ma strutture organizzate a rete per garantirne la qualità dei servizi e la equità di accesso, riqualifichi la spesa al riparo dalle invadenze della politica, assuma la qualità professionale e la gestione del rischio clinico come obiettivi di politica aziendale.

Singolare il richiamo del Ministro della Salute agli ordini professionali a vigilare perché la qualità della assistenza sia uguale dalla Lombardia alla Sicilia. Per parte nostra continuiamo a denunciare  una deriva federalistica che, incurante della lezione del referendum, sta modulando in maniera inaccettabile i diritti di cittadinanza trasformandoli in beni a valenza locale affidati ad un eccesso di casualità. Le differenze tra le Regioni vanno accentuandosi, estendendosi dai modelli organizzativi ai meccanismi di prevenzione e tutela della salute, e lo stesso livello di sicurezza delle cure rischia di dipendere non marginalmente dal codice postale, con forti rischi per l' integrazione sociale e la unità nazionale.

I medici, pur esasperati da un sistema che nasconde le proprie carenze dietro la loro faccia messa davanti ai bisogni ed alle domande dei cittadini, continueranno ad operare nel rispetto del codice etico e deontologico, aspettandosi che questa volta le istituzioni non si limitino alle grida manzoniane, come molte volte è accaduto.

Se il Ministro della Salute è dell'idea che “la valorizzazione del personale del Ssn, a partire dalla dirigenza, è condizione imprescindibile per salvaguardare la sanità pubblica” questo è il momento  di dimostrarlo.

29 novembre 2007
Contratto: bene approvazione atto di indirizzo. Ora si apra la trattativa
29 novembre 2007

 

“Siamo molto soddisfatti per l'approvazione dell'atto di indirizzo per il rinnovo del contratto della dirigenza del Ssn da parte del Governo. Questo dimostra che la protesta del 26 novembre scorso non è stata inutile, ma anzi inizia a dare i suoi frutti”.

Questo il commento del Segretario Nazionale Anaao Assomed, Carlo Lusenti, che afferma:

“Ora aspettiamo la convocazione dal parte dell'Aran per l'apertura ufficiale della trattativa anche se dovremo attendere l'approvazione della legge finanziaria per sperare di vedere riconosciute due rivendicazioni, fondamentali per poter rinnovare il contratto di lavoro scaduto da due anni: il finanziamento per il biennio 2008/2009 e la rivalutazione dell'indennità di esclusività di rapporto”.

L'Anaao Assomed proseguirà la sua azione sindacale affinché l'iter della legge di bilancio tenga conto delle richieste della categoria, chiamando, se necessario, i medici ad ulteriori forme di protesta.

26 novembre 2007
Sciopero medici: adesioni al 70-75%
26 novembre 2007

 

“Lo sciopero nazionale di oggi è pienamente riuscito, facendo registrare il 70-75% di adesione, con punte dell'80% in alcune aziende del Veneto, dell'Emilia Romagna, del Piemonte, della Toscana, del Lazio e della Campania”. Sono soddisfatti i toni con cui il Segretario nazionale dell'Anaao Assomed, Carlo Lusenti, commenta i dati che iniziano ad arrivare dalle oltre 300 aziende sanitarie sullo sciopero in corso fino alle 24.00 di oggi.

“Voglio ringraziare tutti i medici ed i dirigenti che hanno dimostrato, con questa alta adesione, di aver compreso e condiviso le ragioni della protesta. Ci dispiace – prosegue Lusenti – di aver creato disagi ai cittadini che si sono visti rifiutare alcune prestazioni, ma siamo fermamente convinti che difendendo le condizioni di lavoro dei professionisti si difende anche il diritto dei cittadini ad un servizio sanitario migliore”.

Ancora una volta siamo stati costretti a questa forma di protesta perché ci siamo trovati di fronte ad interlocutori, Governo e Parlamento, tanto prodighi di dichiarazioni quanto poveri nell'assumere soluzioni concrete e operative rispetto alle richieste della categoria:

§  il rinnovo del contratto di lavoro e il finanziamento del biennio economico 2008/2009;

§  la rivalutazione dell'indennità di esclusività di rapporto ferma al 1999;

§  la soluzione al problema del precariato dei medici ospedalieri del Ssn e dei medici e veterinari del ministero della salute;

§  la riduzione della pressione fiscale.

La nostra azione sindacale proseguirà affinchè la Camera, nell'approvazione della legge di bilancio dia risposte concrete alle richieste della categoria. In caso contrario chiameremo i nostri colleghi a forme di protesta forse ancora più “pesanti” dello sciopero: se i medici svolgessero il loro lavoro osservando strettamente l'orario contrattuale e non eseguissero migliaia di prestazioni nelle corsie degli ospedali e negli ambulatori trattenendosi in servizio oltre all'orario dovuto, la sanità italiana verrebbe paralizzata davvero e non solo per un giorno.

23 novembre 2007
Scuole di specializzazione: non basta cambiare i calendari
23 novembre 2007

 

Diamo atto al ministro Mussi di aver operato con tempismo e buon senso per dare soluzione ai problemi che, suo malgrado, si è trovato sul tavolo.

Ma non è con la riforma dei calendari che si realizza un vero processo di rinnovamento del sistema formativo dei medici in Italia che, di fatto, esclude le competenze e le prerogative del SSN, costituendo un'anomalia in una Europa dove in nessun caso la formazione post-laurea è di esclusiva pertinenza dell'Università.

Prendendo spunto proprio da alcune osservazioni del ministro, l'Anaao Assomed ripropone l'urgenza e la necessità di iniziare a ragionare su un modello che non può più essere quello tradizionale delle facoltà, insufficiente per logiche e dimensioni a far fronte alla continua espansione di una domanda a carattere eminentemente pratico. Una discussione sui futuri luoghi della didattica medica che prenda in considerazione nuovi contenitori, al di fuori dalle logiche accademiche, ove la preparazione teorica sia immediatamente embricata nell'attività pratica, dovrebbe stare a cuore di tutti gli attori del sistema, facoltà, SSN e medici in formazione.

C'è solo da ricordare al Ministro che questi ultimi vengono sì retribuiti dal SSN ma non “lavorano negli ospedali”, essendo considerati, contro logica e legge, proprietà privata delle Facoltà di Medicina, forza lavoro a basso costo, in grado di assicurare i volumi produttivi che giustificano l'esistenza della marea montante di Unità Operative a direzione universitaria.

Altrimenti Egregio Ministro come si reggerebbero 41 Facoltà con una diffusione a livello quasi provinciale?

21 novembre 2007
Scuole di specializzazione: cambiare il sistema formativo
21 novembre 2007

 

Diamo atto al ministro Mussi di aver operato con tempismo e buon senso per dare soluzione ai problemi che, suo malgrado, si è trovato sul tavolo.

Ma non è con la riforma dei calendari che si realizza un vero processo di rinnovamento del sistema formativo dei medici in Italia che, di fatto, esclude le competenze e le prerogative del SSN, costituendo un'anomalia in una Europa dove in nessun caso la formazione post-laurea è di esclusiva pertinenza dell'Università.

Prendendo spunto proprio da alcune osservazioni del ministro, l'Anaao Assomed ripropone l'urgenza e la necessità di iniziare a ragionare su un modello che non può più essere quello tradizionale delle facoltà, insufficiente per logiche e dimensioni a far fronte alla continua espansione di una domanda a carattere eminentemente pratico. Una discussione sui futuri luoghi della didattica medica che prenda in considerazione nuovi contenitori, al di fuori dalle logiche accademiche, ove la preparazione teorica sia immediatamente embricata nell'attività pratica, dovrebbe stare a cuore di tutti gli attori del sistema, facoltà, SSN e medici in formazione.

C'è solo da ricordare al Ministro che questi ultimi vengono sì retribuiti dal SSN ma non “lavorano negli ospedali”, essendo considerati, contro logica e legge, proprietà privata delle Facoltà di Medicina, forza lavoro a basso costo, in grado di assicurare i volumi produttivi che giustificano l'esistenza della marea montante di Unità Operative a direzione universitaria.

Altrimenti Egregio Ministro come si reggerebbero 41 Facoltà con una diffusione a livello quasi provinciale?

16 novembre 2007
Nessuna risposta dalla Finanziaria. I medici confermano lo sciopero del 26 novembre
16 novembre 2007

 

Il testo della Legge Finanziaria 2008 approvato in prima lettura al Senato – commenta il Segretario Nazionale dell'Anaao Assomed, Carlo Lusenti - non dà risposte a nessuno dei problemi sollevati dalla Dirigenza Medica, Sanitaria, Tecnica e Amministrativa del SSN nella partecipata manifestazione del 13 novembre scorso a Roma.

Rimangono, pertanto, confermate tutte le ragioni dello sciopero nazionale proclamato per l'intera giornata del 26 novembre contro la Finanziaria per chiedere:

-  il rinnovo del contratto di lavoro e finanziamento del biennio economico 2008/2009;

-  la rivalutazione dell'indennità di esclusività di rapporto

-  la soluzione al problema del precariato della dirigenza del Ssn e del ministero della salute;

-  la riduzione della pressione fiscale.

L'Anaao Assomed fa appello ai Parlamentari di tutte le forze politiche affinché introducano alla Camera i provvedimenti normativi necessari per riconoscere il ruolo ed il valore dei professionisti del SSN ed evitare una lunga stagione di lotta che finirebbe per penalizzare i cittadini ed il sistema sanitario nel suo complesso.

Oggi il Governo ha approvato anche il disegno di legge collegato alla Finanziaria 2008 che intende introdurre criteri di ammodernamento del Servizio sanitario nazionale. Una iniziale analisi del provvedimento ci consente di esprimere preoccupazione per il minimalismo rispetto alle premesse ed alle promesse che ne costituisce la nota dominante insieme con la riconferma di poteri vecchi e nuovi che hanno ridotto la parola d'ordine del governo clinico, tanto sbandierata, a vuoto slogan. In attesa di esaminare il testo nel dettaglio, l'Anaao Assomed pur apprezzando la volontà politica di intervenire nella materia, considera contraddittorio collegare il provvedimento ad una legge di bilancio che non riconosce le esigenze delle risorse umane professionali che del Sistema Sanitario costituiscono l'elemento più importante.

Inoltre l'aver inserito nel ddl la norma sull'esclusività di rapporto degli apicali, rende ancora più urgente e indispensabile che la legge di bilancio venga emendata alla Camera prevedendo la rivalutazione dell'indennità di esclusività.

31 ottobre 2007
No all'accorpamento ministeri salute, lavoro, politiche sociali
31 ottobre 2007

 

L'Anaao Assomed è contraria all'accorpamento dei Ministeri della Salute, del Lavoro e delle Politiche Sociali previsto dall'emendamento alla Finanziaria approvato ieri al Senato che ripristina la legge Bassanini del 1999.

Oggi, come dieci anni fa di fronte alla riforma della pubblica amministrazione, in vigore ma mai applicata, sostenuti dall'incalzare di nuovi e più urgenti problemi, siamo fermamente convinti che la sopravvivenza del Ministero della salute sia l'unico modo per garantire al Servizio sanitario nazionale il suo carattere di unitarietà che abbiamo strenuamente difeso nelle nostre battaglie contro la devoluzione. In un Paese dove vige il federalismo sanitario è indispensabile mantenere un organismo che funga da baricentro per assicurare il coordinamento programmatorio e di salvaguardia dei criteri di uniformità assistenziali ed evitare pericolose derive che negano il riconoscimento del diritto alla salute su tutto il territorio nazionale.

Inoltre, nel caso in cui l'emendamento fosse confermato nella legge, l'Italia diventerebbe l'unico Paese del mondo a non avere il Ministero della salute.

Pur convinti della necessità di ridurre il numero dei dicasteri, chiediamo di agire secondo criteri di razionalizzazione del sistema e di rinnovamento che abbiano come obiettivo la difesa del Servizio sanitario nazionale, proponendo il potenziamento dell'area della tutela socio-sanitaria che preveda il ministero della salute e solidarietà sociale.

26 ottobre 2007
Sciopero nazionale della dirigenza del Ssn
26 ottobre 2007 - Comunicato intersindacale

 

Le Organizzazioni Sindacali della Dirigenza medica, veterinaria, sanitaria, tecnica, professionale e amministrativa del Ssn hanno preso atto del fallimento delle procedure di conciliazione esperite il 26 ottobre a seguito della proclamazione dello stato di agitazione.

In mancanza di fatti nuovi da parte del Governo le organizzazioni sindacali PROCLAMERANNO UNA GIORNATA DI SCIOPERO NAZIONALE DA TENERSI NELL'ULTIMA DECADE DI NOVEMBRE per denunciare:

- mancato finanziamento del contratto per il biennio economico 2008/2009;

- nessuna rivalutazione dell' indennità di esclusività di rapporto congelata ai valori del 1999;

- insufficiente risposta al problema del precariato della dirigenza del Servizio Sanitario Nazionale e del Ministero della salute;

- assenza di qualsiasi riduzione della pressione fiscale per una categoria che è stata privata, con l'incremento delle tasse della Finanziaria 2007, degli aumenti del biennio contrattuale 2004/2005.

La data dello sciopero verrà ufficializzata in occasione della manifestazione del 13 novembre al Teatro Capranica di Roma.

 

ANAAO ASSOMED

ANPO

ASSOMED-SIVEMP

AUPI

CIMO-ASMD (UGL Medici – SNAMI Dirigenza Medica - Unione Medica)

CIVEMP (SIVEMP-SIMET)

FEDERAZIONE CISL MEDICI

FEDERAZIONE MEDICI aderente UIL FPL

FEDIR SANITA'

FP CGIL

FP CGIL MEDICI

SDS SNABI

SIDIRSS

SINAFO

UIL FPL

UMSPED (AAROI-AIPAC-SNR)

09 ottobre 2007
Finanziaria 2008: sciopero e manifestazione dei medici e veterinari del Ssn
9 ottobre 2007 - Comunicato stampa intersindacale

 

I Medici e i Veterinari del SSN scioperano contro una Finanziaria che li penalizza e non consente il rinnovo del contratto scaduto da due anni.Le Organizzazioni sindacali della dirigenza medica e veterinaria del Servizio Sanitario Nazionale giudicano negativamente la Finanziaria 2008 relativamente a:

- mancato finanziamento del contratto per il biennio economico 2008/2009;

- nessuna rivalutazione dell' indennità di esclusività di rapporto congelata ai valori del 1999;

- insufficiente risposta al problema del precariato della dirigenza del Servizio Sanitario Nazionale e del Ministero della salute;

- assenza di qualsiasi riduzione della pressione fiscale per una categoria che è stata privata, con l'incremento delle tasse della Finanziaria 2007, degli aumenti del biennio contrattuale 2004/2005.

Per questi motivi viene indetta una manifestazione nazionale di protesta per il 13 novembre 2007 presso il Teatro Capranica di Roma e verrà proclamata una giornata di sciopero da tenersi nell'ultima decade di novembre.

04 ottobre 2007
Finanziaria 2008: un provvedimento deludente e punitivo
4 ottobre 2007

 

L'Anaao Assomed giudica fortemente deludente e punitivo il disegno di legge finanziaria per il 2008 presentata dal Governo Prodi per almeno tre ragioni:

1) non è previsto un adeguato finanziamento per il rinnovo contrattuale 2008/2009;

2) non vengono date risposte a questioni di carattere generale quali la riduzione del carico fiscale del lavoro dipendente che ancora una volta esclude i medici da ogni beneficio;

3) viene eluso l'impegno del Ministro della salute finalizzato alla rivalutazione dell'indennità di esclusività di rapporto che dalla sua istituzione ha perso circa il 20% del potere d'acquisto, a fronte di maggiori restrizioni sulla libera professione previste nella legge 120 del 3 agosto scorso.

L'Anaao Assomed si farà promotrice con le organizzazioni sindacali di categoria di forti azioni di protesta senza escludere la proclamazione di una giornata di sciopero nazionale che rimarchi il disagio dell'intera categoria professionale per provvedimenti che non tengono conto del ruolo dei dirigenti medici nella tutela del bene salute.

02 ottobre 2007
Sentenza di Empoli: il tribunale di Firenze ha riconosciuto l'illegittimità del licenziamento dei due medici
2 ottobre 2007 - Comunicato intersindacale

 

Il Tribunale ordinario di Firenze – Sezione Lavoro – in composizione collegiale, con la sentenza del 28/9/2007 ha riconosciuto definitivamente l'illegittimità del licenziamento dei due medici ginecologi respingendo il ricorso presentato dall'Azienda USL 11 di Empoli.

Nel dispositivo viene ancora una volta ribadita la piena validità giuridica del contratto di lavoro, dove si stabilisce che il parere del Comitato dei Garanti è obbligatorio e vincolante per le Aziende sanitarie e deve essere espresso in tutti i casi di recesso. In particolare, viene rigettata la tesi, alquanto dogmatica, di una separazione tra recesso per responsabilità dirigenziale, che prevedrebbe il parere di un organo terzo ed imparziale, e recesso per responsabilità disciplinare in cui verrebbero a mancare gli istituti di garanzia e sarebbe fatto salvo il potere datoriale dell'Azienda sanitaria. In realtà questo aspetto, afferma il Collegio giudicante richiamando il D.Lgs 165/2001, non trova una diversa disciplina nel dato contrattuale ed aggiunge, in linea con recenti sentenze della Corte Costituzionale, che il controllo da parte di un organo terzo può servire proprio al buon andamento della Pubblica Amministrazione.

Le Organizzazioni sindacali regionali e nazionali hanno più volte nei mesi passati sollecitato l'Assessore alla Salute, Enrico Rossi, a prendere una posizione inequivocabile sul rispetto dei patti contrattuali e ad intervenire presso il direttore generale dell'Azienda USL 11 di Empoli per il ripristino della legalità.

A questo punto, dopo il giudizio di ben cinque magistrati del Tribunale di Firenze, non è più possibile minimizzare. E' necessario riaffermare la centralità e l'intangibilità del contratto nazionale, che non può e non deve essere calpestato, magari nell'imbarazzante silenzio delle istituzioni regionali, proprio quando si colpisce in modo arbitrario il diritto al lavoro.

La stessa valutazione di fine mandato del direttore generale dell'Azienda USL 11 di Empoli non potrà prescindere dall'esito giudiziario della vicenda, come del resto lo stesso Assessore ha più volte pubblicamente promesso.

Una latitanza su questi aspetti sarebbe inaccettabile e porrebbe un problema politico più generale perchè l'Assessore Rossi fa parte del Comitato di settore con cui le OO.SS. della Dirigenza Medica e Veterinaria si dovranno confrontare per il prossimo contratto: come queste potranno prendere accordi con un Assessore che nella sua Regione non è in grado o non vuole che l'attuale CCNL venga applicato integralmente?

28 settembre 2007
Contratto medici: bene la direttiva, ma il rinnovo è ancora lontano
28 settembre 2007

 

“L'approvazione dell'atto di indirizzo per il rinnovo del contratto della dirigenza medica – commenta il Segretario Nazionale dell'Anaao Assomed Carlo Lusenti - rappresenta certo un passaggio positivo, ma siamo consapevoli che l'apertura delle trattative è ancora lontana”. 

Nel testo della direttiva, infatti, - sottolinea Lusenti – sono stati individuati alcuni elementi, sia nella parte economica che in quella normativa, che è necessario approfondire e chiarire:

-       il finanziamento complessivo messo a disposizione per il rinnovo del contratto;

-       le risorse che saranno stabilite nella legge finanziaria per rivalutare l'indennità di esclusività di rapporto;

-       le norme che rischiano di accentuare il divario tra differenti Regioni e le Aziende sanitarie e di minare l'unitarietà del sistema nell'applicazione del contratto di lavoro.

Siamo in attesa, quindi, di conoscere i contenuti della legge di bilancio che seguiremo per l'intero iter parlamentare affinché siano poste in essere tutte le condizioni per poter avviare la fase di trattativa e vedere finalmente rinnovato un contratto scaduto da quasi due anni.

26 settembre 2007
Donne medico: il vero problema è l'organizzazione del lavoro
26 settembre 2007

 

“Occorre che la società civile ed il mondo del lavoro si attrezzino a gestire tutte le diversità tra uomini e donne, giovani e anziani, tra persone con problemi e condizioni diverse”.

Questo il commento del Segretario Nazionale Anaao Assomed, Carlo Lusenti, che, intervenendo sul dibattito delle donne medico, suggerisce di ampliare l'attenzione a quello che considera il vero problema da analizzare e risolvere per garantire a tutti i professionisti, uomini o donne che siano, un ambiente professionale adeguato e cioè l'organizzazione del lavoro che purtroppo oggi non tiene conto delle differenze di genere ed è troppo spesso conformato alle esigenze maschili.

“Gli unici criteri con cui si organizza il sistema – sostiene Lusenti - sono quelli della produzione e non già quelli delle caratteristiche dei professionisti che in esso operano. Questo significa che si possono subire discriminazioni non solo per via del sesso, ma anche per l'età perché viviamo in un sistema che seleziona professionisti soprattutto in base alle caratteristiche che garantiscono un determinato livello di produzione.

Le rigidità dell'orario di lavoro non favoriscono soggetti con familiari a carico e  in particolare le donne: pertanto è necessario rivedere la normativa sui congedi parentali e di maternità, favorire l'istituzione degli asili nido che consentano la piena compatibilità tra lavoro ed obblighi familiari, prevedere che il lavoro notturno a turni tenga conto dell'età e delle condizioni fisiche e familiari degli interessati. In definitiva superare una visione rigida e burocratica e la mancanza di flessibilità e elasticità sui luoghi di lavoro.

Dobbiamo riconoscere che alcuni passi sono stati comunque fatti. E' stata ampliata con la recente legge del 3 agosto la possibilità di accesso al part time che è stata elevata al 10% dei dirigenti in servizio, questa possibilità è stata conquistata a fatica dalla dirigenza medica negli anni passati ed è un diritto che va reso esigibile su tutto il territorio nazionale.

Per risolvere questi problemi però – conclude Lusenti - occorre restituire ai contratti di lavoro e alla contrattazione decentrata la facoltà di intervenire in materia di organizzazione del lavoro oggi pressoché esclusiva prerogativa delle amministrazioni e delle parti datoriali.

25 settembre 2007
Finanziaria 2008: incontro sindacati-ministro della salute
25 settembre 2007

Nell'incontro tra il Ministro della salute e le organizzazioni sindacali della dirigenza medica e sanitaria, il Sottosegretario Serafino Zucchelli ha svolto un'approfondita analisi delle tematiche che fin dallo sciopero del 4 maggio scorso sono state poste all'ordine del giorno dai Sindacati della Dirigenza del SSN ed ha esposto le modalità operative che il Ministero intende perseguire per una loro soddisfacente risoluzione.

Per la rivalutazione della esclusività di rapporto c'è l'impegno da parte del Ministro di prevedere nella legge Finanziaria un adeguato finanziamento affinchè essa sia calcolata per la determinazione del monte salari per il rinnovo contrattuale. Tale affermazione ha sollevato le forti crtiche delle Confederazioni sindacali presenti - Cgil e Cisl in particolar modo - che temono una ulteriore progressiva divaricazione delle retribuzioni tra la dirigenza medica e il comparto. L'Anaao Assomed ha ribadito come la rivalutazione della esclusività di rapporto non costituisca una semplice rivendicazione salariale, ma sia una giusta e doverosa valorizzazione di un istituto che deve rafforzare l'appartenenza al SSN e rappresentare un rilancio di quel rapporto esclusivo con il SSN che il 95% dei medici ha scelto di avere. Non è solo un semplice adeguamento economico, ma deve avere un significato di una scelta più complessiva che un finanziamento risibile non giustificherebbe.

PRECARIATO. La stabilizzazione del rapporto di lavoro precario, ha affermato Il sottosegretario Zucchelli, sarà perseguita con una estensione prevista dalla  legge finanziaria anche alle figure dirigenziali precedentemente escluse. L'Anaao Assomed ha ricordato che il problema è gia stato affrontato da molte Regioni, ma la sua soluzione non può essere definitivamente archiviata con le sole ricette regionali. E' necessaria, al contrario, una risoluzione del problema alle radici, sistemica, complessiva, solida e definitiva che non permetta in futuro il riprodursi di contratti atipici nella Dirigenza medica e sanitaria.

LEGGE DI AMMODERNAMENTO DEL SSN. Il sottosegretario Zucchelli ha illustrato come la stesura definitiva del Ddl contenga alcune novità che raccolgono le osservazioni che le organizzazioni sindacali avevano presentato e che interessano in particolare la definizione del Collegio di direzione e la nomina dei direttori generali ed ha dichiarato che è intenzione del Ministro ricorrere al collegato alla legge Finanziaria per una sua rapida approvazione.

L'Annao Assomed ha ricordato che se il ddl si pone come obbiettivo un'opera di manutenzione del SSN, esso richiede incisività e coraggio nell'affrontare a fondo i temi che maggiormente ostacolano un effettivo ammodernamento del sistema. Ed ha ricordato come la presenza di alcune insopportabili sperequazioni, come la rappresentatività nella composizione dei collegi di direzione delle aziende miste, costituiscano le premesse per un giudizio ancora sostanzialmente negativo del nostro sindacato.

PREVIDENZA INTEGRATIVA. Il sottosegretario Zucchelli ha confermato che oggi esistono le premesse per dare vita ad un fondo di categoria che tuteli le pensioni dei più giovani e che costituisca una forte potenzialità in tema previdenziale senza limitare la libertà di ognuno di aderire in futuro a qualunque altro fondo. Su questo tema l'Anaao Assomed ha in più occasioni espresso la necessità e l'urgenza di rendere disponibile questo strumento ed i relativi finanziamenti già previsti nell'atto di indirizzo, e per il quale ha sollecitato la urgente e non più rinviabile approvazione del Consiglio dei ministri.

ONAOSI. Il Ministro ha confermato il suo interessamento per una sua rapida soluzione normativa attraverso lo strumento della legge finanziaria. L'Anaao Assomed ha riaffermato la volontà della categoria a conservare questa istituzione il cui patrimonio è stato interamente costituito dalle contribuzioni della Dirigenza sanitaria in oltre un secolo di storia.

In conclusione il Segretario Nazionale dell'Anaao Assomed ha chiesto di arrivare ad un protocollo di intesa come già siglato tra il Ministro della salute e le maggiori confederazioni sindacali il 13 luglio 2007 nel quale al primo punto sia ribadita la intangibilità del contratto collettivo nazionale di lavoro  e che costituisca una condivisa condanna alle interpretazioni di stampo federalista di norme contrattuali che devono avere identico valore su tutto il territorio nazionale. Ha inoltre affermato come il tavolo di confronto tra il Ministro e le organizzazioni sindacali debba avvenire in futuro esclusivamente con i sindacati della Dirigenza medica e sanitaria onde evitare quelle interferenze, che come oggi si sono verificate con le Confederazioni presenti, che altre istanze ed altri obbiettivi perseguono.
 

CONTRATTO. L'atto di indirizzo del Comitato di settore sarà presentato alle organizzazioni sindacali nei prossimi giorni, ma l'Anaao Assomed ha ricordato come non sia questo l'unico passaggio sufficiente alla apertura del tavolo  contrattuale. E' infatti indispensabile che esso sia approvato dal Consiglio dei Ministri ed è quindi necessario un forte impegno del Ministro della salute per evitare che accada quello che si è verificato con l'atto di indirizzo della Previdenza Integrativa che attende ormai da due mesi di essere approvato dal Governo.

19 settembre 2007
Incontro MInistro della Funzione Pubblica: i medici e i problemi del pubblico impiego
19 settembre 2007

 

Attivazione dei tavoli contrattuali, il problema del turn over e delle assunzioni nel pubblico impiego, il precariato, i limiti dell'età pensionabile. Questi i temi che sono stati affrontati nell'incontro di oggi alla Funzione pubblica tra il Ministro Luigi Nicolais e le Confederazioni.

La COSMED (la Confederazione che rappresenta i medici del Servizio sanitario nazionale) ha messo in relazione le tematiche all'ordine del giorno con la sanità ed in particolare con i professionisti che in essa operano, sottolineando l'importanza e l'unicità di un settore che tutela la salute dei cittadini.

In particolare il Coordinatore della Cosmed Carlo Lusenti, ha indicato al Ministro le priorità della categoria:

-          pervenire rapidamente alla soluzione del precariato considerato che già alcune Regioni stanno risolvendo il problema indipendentemente dall'emanazione di norme centrali;

-          attivare celermente l'apertura del tavolo negoziale per il rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da quasi due anni;

-          eliminare il fenomeno delle esternalizzazioni nel settore della Sanità, dove, è dimostrato che non solo hanno costi maggiori del servizio interno, ma offrono, addirittura, prestazioni peggiori;

-          individuare un limite di età pensionabile omogeneo eliminando le sacche di privilegio, rappresentate ad esempio dal personale universitario, che oggi vede la quiescenza al 72° anno di età;

-          apportare consequenziali modifiche al sistema previdenziale laddove il limite dell'età pensionabile venga ridotto a 65 anni, considerato che un medico giunge tardi, in termini di età, all'occupazione stabile e pensionabile e, pertanto, rischia fortemente sotto il profilo previdenziale.

14 settembre 2007
Finanziaria 2008: il ministro Turco convoca i sindacati
14 settembre 2007

 

Grazie anche alla recente sollecitazione dell'Anaao Assomed, il Ministro della salute ha convocato i sindacati della dirigenza del Ssn martedi 25 settembre alle ore 14.00.

“Porremo all'ordine del giorno – afferma Carlo Lusenti, Segretario Nazionale Anaao Assomed - i contenuti della prossima legge finanziaria: vogliamo certezze rispetto alle risorse per la rivalutazione dell'indennità di esclusività e per il rinnovo contrattuale 2006-2009 e soluzioni concrete al problema del precariato in sanità”.

12 settembre 2007
Finanziaria 2008: l'Anaao sollecita incontro a Ministro Turco
12 settembre 2007

 

L'Anaao Assomed sollecita Livia Turco ad accordare l'incontro richiesto dall'intersindacale della dirigenza del Servizio sanitario nazionale sui contenuti della prossima legge finanziaria.

“Gli argomenti da discutere col Ministro della salute – spiega Carlo Lusenti, Segretario Nazionale dell'Associazione – sono fondamentali per la categoria, gli stessi che hanno portato 130 mila professionisti allo sciopero nazionale del 4 maggio scorso.

In particolare ribadiremo al Ministro la necessità che la legge di bilancio preveda investimenti adeguati per la rivalutazione economica dell'indennità di esclusività di rapporto, argomento su cui il Ministro si è più volte espressa dichiarando il suo convinto impegno. Così come altrettanto certe devono essere le risorse da stanziare per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da quasi due anni. Tra le priorità della categoria rientra anche la soluzione al problema del precariato per il quale chiediamo una norma legislativa nazionale che impedisca il dilagare di un fenomeno che nuoce anche alla qualità del servizio reso ai cittadini”.

11 settembre 2007
Accesso facoltà di medicina: cambiare radicalmente il sistema
11 settembre 2007

 

L'ennesimo scandalo che ha investito la Facoltà di Medicina  testimonia lo stato caotico in cui versa la formazione del medico in Italia assurta, ormai, al ruolo di emergenza nazionale.

Dopo i concorsi truccati e la scoperta di dinastie familiari radicate in alcune Facoltà, la tangentopoli per l'iscrizione al corso di laurea in Medicina ed in Odontoiatria rappresenta un ulteriore segnale che sarebbe miope ignorare.

Quando la graduatoria di accesso al “mestiere del medico” viene decisa dalla magistratura e dalla guardia di finanza vuol dire che sono saltate le regole e vengono messi in discussione gli stessi presupposti del numero programmato. Ciò che colpisce è l'irresponsabilità dei protagonisti nessuno dei quali paga pegno in un sistema autoreferenziale occupato di fatto in forma monopolistica da una istituzione che si ritiene e si comporta come priva di limiti e di obblighi sociali.

La Segreteria Nazionale Anaao Assomed ritiene necessari rimedi radicali per cambiare un sistema divenuto fonte di inefficienza e corruzione.

07 settembre 2007
Libro verde: contro gli sprechi riorganizzare la rete ospedaliera
7 settembre 2007

 

L'Anaao Assomed rileva che i dati riportati nel libro verde dell'Economia presentato dal Ministro Padoa Schioppa, nei quali si evidenziano le inefficienze e gli sprechi degli Ospedali, sono superficiali e contrastano con quanto recentemente riferito dal rapporto del Ministero della salute e dall'Analisi dell'Agenzia dei servizi sanitari regionali.

La realtà è diversa da quanto affermato nel Libro Verde e a fronte di una spesa sanitaria contenuta a livelli inferiori rispetto alla spesa dei restanti paesi Ocse (8,9% dell'Italia contro il 10,7% della Germania e l'11,1% della Francia), si registra un progressivo incremento di efficienza e qualità del sistema.Infatti non si può essere un giorno il secondo Ssn migliore al mondo e il giorno dopo la maggiore fonte di spesa e di inefficienza, secondo le convenienze politiche del momento.

Gli indicatori di performance che riguardano l'assistenza ospedaliera dimostrano un incremento di numero ed una maggiore appropriatezza delle prestazioni ospedaliere e che parte dei maggiori costi sono legati a condizioni strutturali della spesa quali il maggiore ricorso alla tecnologia e il progressivo invecchiamento della popolazione.

Le forti differenze di spesa e le sacche di inefficienza a macchia di leopardo sono dovute ai mali storici del nostro Paese quali differenze tra Regioni del nord e del sud che un federalismo aggressivo ed una politica sanitaria incapace hanno ulteriormente aggravato fino a minacciare l'esigibilità stessa del diritto alla salute.

E' ormai chiaro che provvedimenti generalizzati quali l'indiscriminato taglio dei posti letto o i radicali tagli su alcune voci di spesa corrente se non accompagnati da una profonda revisione organizzativa e da una riqualificazione della rete ospedaliera, non sono in grado di produrre un reale contenimento della spesa.

L'Anaao Assomed condanna il facile ricorso ai soliti luoghi comuni tra buoni (territorio) e cattivi (ospedale) e rivendica per gli ospedali la loro insostituibile funzione di pilastro del Servizio sanitario nazionale.

06 settembre 2007
Finanziaria 2008: i medici chiedono risorse per Ssn e contratto
6 settembre 2007

 

Finanziamenti adeguati per il Servizio sanitario nazionale; risorse per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da due anni; rivalutazione economica dell'indennità di esclusività di rapporto; soluzione al problema del precariato.

Sono quattro le richieste che l'Anaao Assomed, insieme a tutte le organizzazioni sindacali della Dirigenza medica, veterinaria, sanitaria e amministrativa ha elencato nella lettera inviata al Ministro della salute come promemoria per la prossima legge finanziaria, in attesa che la Turco accordi ai sindacati l'incontro richiesto la scorsa settimana.

“I medici italiani attendono da quasi due anni il rinnovo del contratto di lavoro”, dichiara Carlo Lusenti Segretario Nazionale Anaao Assomed. Ma i sindacati non siederanno al tavolo della trattativa se prima la legge finanziaria non avrà previsto un preciso e congruo stanziamento di risorse per rivalutare l'indennità di esclusività di rapporto il cui valore è congelato al 1999, anno della sua istituzione. Così come vogliamo che la legge preveda adeguati stanziamenti per finanziare il biennio contrattuale 2008-2009”.

Nelle richieste sindacali trovano spazio altri due problemi: quello legato al finanziamento del Ssn per cui si chiedono risorse per il suo ammodernamento e per rispettare gli impegni assunti con il Patto per la salute, e quello del precariato che si chiede venga risolto attraverso l'emanazione di una normativa nazionale che consenta la stabilizzazione del fenomeno, ponendo fine anche ai processi di esternalizzazione nella sanità pubblica.

“Ora ci attendiamo – conclude Lusenti – che il Ministro della Salute convochi i sindacati e che comunque si faccia portavoce presso il Governo delle istanze dei medici italiani che non esiteranno a proclamare azioni sindacali senza la chiara volontà di trovare soluzione ai problemi posti”.

03 agosto 2007
Giusto il riconoscimento ai medici del Ministero della salute
3 agosto 2007

L'approvazione dell'art. 2 del Disegno di Legge “Disposizioni in materia di attività libero-professionale e altre norme in materia sanitaria” dando seguito a norme da anni vigenti (D.Lgs. 502/92, DPCM 13 dicembre 1995) e nel rispetto di contratti mai completamente applicati, ha finalmente fatto giustizia stabilendo definitivamente l'appartenenza dei dirigenti delle professionalità sanitarie alla II fascia della dirigenza dello Stato.

Il predetto art. 2 ribadisce, infatti, che gli stessi sono dirigenti di II fascia, inseriti in una apposita sezione, e precisa che dall'attuazione della norma non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Il Ministro Turco ha assunto l'impegno di emanare un decreto che non determini alcuna dilatazione del numero globale dei dirigenti del Ministero e stabilisca per i dirigenti delle professionalità sanitarie le modalità per l'accesso agli  incarichi che saranno graduati e modulati sulla base di specifici requisiti.

Il ddl ha il merito di dare il giusto riconoscimento ai dirigenti delle professionalità sanitarie del Ministero da sempre responsabili di settori di estrema rilevanza e impegnati in prima linea, silenziosamente e con profondo senso del dovere, nella difesa della salute dei cittadini, come ad esempio nella prevenzione delle patologie infettive e gestione delle emergenze sanitarie nazionali (diossine, bioterrorismo, BSE, SARS, Peste, Colera, Influenza aviaria, Antrace, Ebola, solo per citare quelle che hanno avuto un maggiore impatto sull'opinione pubblica negli ultimi anni); nei controlli igienico-sanitari sugli alimenti, nonché nella partecipazione in rappresentanza dell'Italia presso Istituzioni europee e internazionali, senza entrare nel dettaglio di tutte le altre importanti attività in cui sono direttamente coinvolti.

Grazie al Ministro della salute Livia Turco e a chi nel nostro Parlamento ha riconosciuto l'impegno e la dedizione di una categoria fino ad ora trascurata il cui ruolo è di notevole significato per il Paese.

03 agosto 2007
Intersindacale su sentenza Empoli
3 agosto 2007 - Comunicato stampa intersindacale

L'Intersindacale della dirigenza del Ssn prende atto con grande soddisfazione della sentenza del Giudice del Lavoro di Firenze che ha ordinato la riammissione in servizio dei due medici ginecologi licenziati dall' Azienda USL 11 di Empoli.

Nel dispositivo si afferma in modo netto ed inequivocabile che:

-       il parere del Comitato dei Garanti è obbligatorio e vincolante per le Aziende sanitarie in tutte  le tipologie di recesso;

-       tale clausola contrattuale è legittima;

-       ogni provvedimento di recesso adottato in violazione della procedura prevista dal Ccnl è  da considerarsi nullo.

Pertanto, l'Intersindacale stigmatizza il comportamento assunto nella vicenda dal Coordinatore degli Assessori alla Sanità, Enrico Rossi, il quale ha tollerato che un direttore generale, legato da rapporto fiduciario con la Giunta regionale della Toscana, disattendesse in modo sprezzante il Ccnl ed oltraggiasse pubblicamente il Comitato dei Garanti definendolo “organo corporativo, di stampo medievale, che tutela gli appartenenti ad una casta” .

02 agosto 2007
Assomed Sivemp: su medici del Ministero della salute
2 agosto 2007

Il Direttivo Assomed-Sivemp del Ministero della salute dichiara che con la trasformazione in legge del ddl sulla libera professione, si è conclusa anche l'annosa vicenda riguardante i dirigenti delle professionalità sanitarie del ministero della salute che la Federazione ha seguito da sempre e con convinzione.

L'articolo 2 della legge prevede, infatti, che tali dirigenti siano inquadrati nel ruolo della dirigenza dello Stato in distinta sezione.

Vengono così sconfitti tutti i tentativi messi in atto da più parti, politiche e sindacali, di dequalificare la professionalità dei colleghi che, grazie alla tenacia e all'appoggio della Segreteria Nazionale dell'Anaao Assomed ed alla sensibilità istituzionale del Ministro della salute, Livia Turco, vedono riconosciuti i loro pieni diritti, sì da potere svolgere serenamente la loro opera a tutela della collettività.

02 agosto 2007
Legge Lpi: bene l'approvazione, vigileremo su applicazione
2 agosto 2007

L'Anaao Assomed esprime grande soddisfazione per l'approvazione da parte del Parlamento della legge sulla libera professione intramoenia che consente di dare continuità ad un fondamentale diritto dei medici e ad una possibilità di scelta per i pazienti. 

Prendiamo atto – ha commentato il Segretario Nazionale Carlo Lusenti – che l'importanza di questo aspetto della vita professionale dei medici è stata compresa anche dalle forze politiche e dal Parlamento che sia al Senato, all'unanimità, che alla Camera, con pochissimi voti contrari,  hanno approvato il provvedimento.

Sappiamo che quella contenuta nella legge è l'ultima delle proroghe che si sono succedute negli ultimi dieci anni e che dal 1 febbraio 2009 l'attività libero professionale sarà esercitata a regime, dopo che le Regioni avranno provveduto ad adempiere ai compiti loro affidati dalla legge, cioè l'organizzazione di tale attività all'interno delle strutture sanitarie. Su questi aspetti intendiamo aprire un confronto immediato con le Regioni per garantire un assetto organizzativo di tale attività funzionale sia ai medici sia ai cittadini.

Vigileremo, però, molto attentamente sulla applicazione della legge sia nella fase transitoria dei prossimi 18 mesi, sia nella gestione definitiva delle norme – ha concluso Lusenti - dal momento che non abbiamo mai nascosto le nostre perplessità su alcuni contenuti poco chiari e difficilmente applicabili della norma oggi approvata.

01 agosto 2007
Lpi: intersindacale chiede calendarizzazione in Aula
1 agosto 2007 - Comunicato stampa intersindacale

L'Intersindacale della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria ha chiesto al Presidente Fausto Bertinotti che la Conferenza dei Capigruppo della Camera in programma oggi alle 15.00 decida l'inserimento del testo del disegno di legge n. 2937 sull'attività libero professionale intramoenia nel calendario dei lavori dell'Assemblea prima della chiusura per la pausa estiva.

Ieri, infatti, è scaduto il termine previsto dalla legge Bersani per lo svolgimento di tale attività e l'incertezza dell'esito parlamentare del ddl non fa che accrescere la preoccupazione di migliaia di medici e cittadini.

L'Intersindacale, favorevole ad una libera professione nel rispetto delle regole stabilite da leggi e contratti, auspica l'approvazione del provvedimento con il concorso di tutte le forze politiche, come accaduto al Senato, al fine di evitare danni irreparabili ai cittadini e ai professionisti e l'instaurarsi di un diffuso e crescente contenzioso sindacale e giudiziario.

L'Intersindacale si augura che prevalga il senso di responsabilità di tutte le forze politiche e la consapevolezza che senza questa legge verrà negato un diritto sia ai professionisti della sanità sia ai cittadini che ad essi si rivolgono.

31 luglio 2007
Lpi: la Camera conceda la legsilativa al ddl 2937
31 luglio 2007 - Comunicato stampa intersindacale

On. Fausto BERTINOTTI
PRESIDENTE CAMERA DEI DEPUTATI

Ai Capigruppo
CAMERA DEI DEPUTATI

Al Presidente
COMMISSIONE AFFARI SOCIALI
CAMERA DEI DEPUTATI

Ai Componenti la Commissione Affari Sociali
CAMERA DEI DEPUTATI


LORO FAX/E-MAIL

 

Prot n. 469/2007/Snrm/sp

Roma, 31 luglio 2007

LIBERA PROFESSIONE INTRAMOENIA:LA CAMERA CONCEDA LA LEGISLATIVA AL DDL 2937


Il Governo e il Parlamento in queste ore stanno cancellando il diritto della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria a poter svolgere la libera professione intramoenia allargata, dimostrando la più assoluta indifferenza rispetto alle possibili e rapide soluzioni.

Il disegno di legge che, tra le altre norme, proroga di diciotto mesi le disposizioni vigenti sull'Alpi, rappresenta l'unica via d'uscita, ma il suo iter parlamentare è bloccato alla Commissione Affari Sociali della Camera.

Di fronte a questa situazione l'Intersindacale rappresentativa di 135mila dirigenti medici, veterinari, sanitari del Ssn chiede che l'Aula della Camera riunita in queste ore conceda la sede legislativa al disegno di legge n. 2937, per garantire ai professionisti della sanità la certezza di un diritto.

Senza questo atto, l'Intersindacale che si riunirà domani 1 agosto, deciderà tutte le azioni sindacali e giudiziarie necessarie per tutelare la categoria e i cittadini che ad essa si rivolgono.


Carlo Lusenti                              ANAAO ASSOMED

Erasmo Rondanelli                      ANPO

Mario Sellini                                AUPI

Stefano Biasioli                          CIMO-ASMD (UGL Medici – SNAMI Dirigenza Medica - Unione Medica)

Aldo Grasselli                             CIVEMP (SIVEMP-SIMET)

Gianpaolo Fiorio                         FEDIR SANITA'       

Giuseppe Garraffo                     FEDERAZIONE CISL MEDICI

Armando Masucci                     FEDERAZIONE MEDICI aderente UIL FPL    

Carmine Gigli                             FESMED (ACOI-ANMCO-AOGOI-SUMI-SEDI-FEMEPA-ANMDO)

Massimo Cozza                         FP CGIL MEDICI

Paolo Levoni                              SDS SNABI

Giangiuseppe Console               SINAFO

Vincenzo Carpino                      UMSPED (AAROI-AIPAC-SNR)

31 luglio 2007
Lpi: una legge per evitare danni a medici e cittadini
31 luglio 2007

L'Anaao Assomed sollecita i deputati riuniti in Aula a dare il via libera alla legge sulla libera professione intramoenia garantendo l'esercizio di un diritto senza il quale sia i medici che i loro pazienti verrebbero seriamente danneggiati. Da domani infatti potrebbero chiudersi i battenti di centinaia di studi professionali dove risultano prenotate visite e prestazioni. Cosa diremo ai cittadini?

Se lo chiede il Segretario Nazionale Anaao Assomed, Carlo Lusenti che richiama ancora una volta i politici alle loro responsabilità di fronte non solo ad una categoria, ma verso gli assistiti.

I tempi per trasformare in legge il ddl per le vie ordinarie ci sono ancora, commenta Lusenti, anche perché l'ipotesi di un decreto legge riproporrebbe la medesima situazione tra due mesi. Ci auguriamo che non venga a mancare la volontà politica per garantire in maniera definitiva questo diritto.

27 luglio 2007
Lpi: senza legge si aprirà una stagione di azioni sindacali
27 luglio 2007

La notizia che è stata negata la sede legislativa al provvedimento sull'attività libero professionale intramoenia dalla Commissione Affari sociali della Camera rivela la scarsa sensibilità della politica rispetto ai reali problemi del Paese, commenta il Segretario Nazionale Anaao Assomed Carlo Lusenti.

Mentre migliaia di medici si vedono ad un passo dalla definitiva negazione di un diritto sancito dalle leggi e reso inesigibile dalle incapacità di Regioni e Aziende sanitarie a provvedere alla realizzazione delle strutture per l'alpi, la Camera rimpalla il provvedimento tra Commissione Cultura, Bilancio e Affari sociali dimostrando di ignorare del tutto la drammaticità del momento.

La sensazione è che nessuno guidi più una macchina che ormai è fuori controllo.

L'Anaao Assomed ha fatto ogni passo e ogni tentativo perché fosse scongiurato questo momento e si arrivasse a un passo dal danno irreparabile per la professione dei medici ospedalieri. Ora non ci resta che rispondere alla sordità della politica con le forme sindacali e giudiziarie più opportune.

26 luglio 2007
Medici licenziati a Empoli: i sindacati richiamano le Regioni al rispetto del contratto di lavoro
26 luglio 2007 - Comunicato stampa intersindacale

 

Le organizzazioni sindacali della dirigenza sanitaria esprimono grande soddisfazione per la sentenza del Giudice del lavoro di Firenze che ha riconosciuto la violazione del Ccnl nel caso di licenziamento di due medici, avvenuto da parte dell'Azienda USL 11 di Empoli nonostante il parere contrario del Comitato dei garanti.

Nel dispositivo viene, infatti, ribadita in modo netto ed inequivocabile la piena validità del contratto di lavoro, dove si stabilisce che il parere del Comitato dei Garanti è obbligatorio e vincolante per le Aziende sanitarie e deve essere espresso in tutti i casi di recesso.

Le organizzazioni sindacali regionali hanno più volte sollecitato l'Assessore alla salute Enrico Rossi, a prendere posizione sul rispetto dei patti contrattuali e ad intervenire presso il direttore generale dell'Azienda USL 11 di Empoli per il ripristino della legalità. Non per effettuare atti “giuridicamente inesistenti”, ma per richiamare ufficialmente un dirigente legato da rapporto fiduciario con la Giunta  regionale della Toscana al rispetto di norme che egli stesso, in qualità di Assessore, ha autorizzato ad inserire nel CCNL, ritenendole evidentemente legittime.

L'Assessore alla Salute della Toscana si è rifiutato di intervenire, anzi è sembrato addirittura appoggiare l'iniziativa del direttore generale, poichè ha dichiarato alla stampa che “di fatto la sentenza riconosce in casi di estrema gravità la possibilità di licenziare un dipendente nella pubblica amministrazione”, disconoscendo così il parere del Comitato dei Garanti, che non aveva ravvisato gli estremi della giusta causa, e travisando volutamente la sentenza del Tribunale di Firenze.

Le organizzazioni sindacali stigmatizzano un simile atteggiamento, in quanto la correttezza istituzionale dei comportamenti dell'Autorità politica di governo si dimostra, in modo chiaro e credibile, proprio quando rispetta i pareri di Comitati di Garanzia che, nell'esercizio della loro funzione di organo imparziale di tutela dei diritti dei singoli, ma anche dell'efficienza amministrativa, assumono decisioni che nel merito possono  risultare non gradite.

Le organizzazioni sindacali chiedono, quindi, al Ministro per la funzione pubblica, al Coordinatore della Conferenza dei Presidenti delle Regioni ed al Presidente del Comitato di Settore per il CCNL della Dirigenza del SSN un impegno esplicito affinché le Regioni attivino tutti i poteri loro attribuiti per far sì che le Aziende del territorio rispettino gli accordi contrattuali sottoscritti, in particolare quelli contenenti norme di garanzia, la cui inosservanza comporta danni irreversibili non solo ai Dirigenti, ma anche al Sistema Sanitario Nazionale stesso.

26 luglio 2007
Lpi: la Camera approvi la legge entro 31 luglio
26 luglio 2007 - Comunicato stampa intersindacale

L'Intersindacale della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria del S.S.N. pur avendo già manifestato il proprio giudizio negativo sui contenuti del  DDL C. 2937 attualmente in discussione alla Commissione Affari Sociali della Camera e in considerazione della scadenza ravvicinata (31/07/2007) per l'esercizio dell'attività  libero professionale intramoenia allargata

CHIEDE

ALLA COMMISSIONE AFFARI SOCIALI DELLA CAMERA DI VOLER APPROVARE IN SEDE LEGISLATIVA, ENTRO IL 31 LUGLIO 2007, IL DDL STESSO, al fine di evitare i disagi che il vuoto legislativo causerebbe ai cittadini ed ai professionisti e l'apertura di un enorme contenzioso sindacale e giudiziario.

25 luglio 2007
Tra sette giorni scade la Lpi allargata: i medici chiedono subito la legge
25 luglio 2007

I medici devono essere messi in condizione di poter svolgere la libera professione intramoenia allargata in condizioni di legalità anche dopo la scadenza del 31 luglio e cioè tra 7 giorni. Pertanto chiediamo che il disegno di legge venga approvato in tempi utili garantendo la proroga di 18 mesi delle norme attualmente in vigore.

Questa la posizione che la delegazione dell'Anaao Assomed ha ribadito oggi all'audizione presso la Commissione Affari Sociali della Camera ove è in discussione il disegno di legge sulla libera professione intramoenia approvato la scorsa settimana dal Senato.

Confidiamo – ha dichiarato il Presidente dell'Associazione Domenico Iscaro, presente all'audizione - che anche alla Camera come è avvenuto al Senato, sia la maggioranza che l'opposizione dimostrino quel senso di responsabilità che potrà consentire l'approvazione del provvedimento prima della scadenza per non creare vuoti normativi dannosi sia per i medici che per i cittadini, pur mantenendo molte riserve e perplessità sui contenuti del provvedimento approvato dal Senato, che a nostro avviso avrebbe avuto bisogno di sostanziali modifiche per superare quei rigidi paletti che limitano l'esercizio dell'attività a prescindere dai contesti organizzativi in cui si trova ad operare.

19 luglio 2007
Soddisfa l'approvazione del ddl libera professione
19 luglio 2007

L'Anaao Assomed esprime soddisfazione per il voto del Senato che conclude, sia pure in maniera non definitiva, l'iter normativo del provvedimento sulla libera professione intramoenia.

Non si può non constatare, però, che il testo approvato dal Consiglio dei ministri nel maggio scorso è stato stravolto. Il Governo è stato costretto a cedere non solo alle richieste dell'opposizione, ma anche a quelle poste dalla sua maggioranza che ha voluto inserire rigidi paletti che limitano l'esercizio dell'attività a prescindere dai contesti organizzativi in ci si trova ad operare.

Ci sarà tempo per una valutazione complessiva su questa tormentata vicenda. A questo punto non resta che augurarci che la Camera riesca ad approvare il disegno di legge nei tempi utili o che un decreto legge consenta almeno di superare l'estate, evitando vuoti normativi.

10 luglio 2007
Delude il ddl sull'ammodernamento del Ssn
10 luglio 2007

Un provvedimento deludente. Questo il commento dell'Anaao Assomed al termine dell'incontro al Ministero della salute dove oggi è stata presentata la bozza del disegno di legge sull'ammodernamento del servizio sanitario nazionale.

Pur riservandoci un più attento esame del testo – ha affermato il Segretario Nazionale Carlo Lusenti – possiamo sin d'ora dichiarare la nostra delusione per un provvedimento legislativo al quale si chiedeva una maggiore incisività sul tema del governo clinico, sul conferimento degli incarichi di direzione di struttura complessa e sulla formazione dei medici specializzandi.

Al momento riteniamo, però, che il problema dell'ammodernamento, pur fondamentale per gli assetti del Ssn, sia secondario rispetto ad alcune questioni più urgenti. Non è stato ancora emanato l'atto di indirizzo necessario all'avvio del tavolo contrattuale per il rinnovo del CCNL della dirigenza medica e non è stato ancora avviato alcun atto formale per l'istituzione della previdenza integrativa dei medici. Il lavoro precario ed i contratti atipici continuano a moltiplicarsi senza che sia stata predisposta alcuna iniziativa risolutiva del problema.

Ancora più urgente appare la situazione del DDL della libera professione dei medici del SSN che a pochi giorni dal 31 luglio non ha ancora completato il suo iter legislativo.

L'Anaao Assomed chiede ancora una volta che questi temi siano affrontati con decisione ed assoluta urgenza anche per evitare che il ddl sull'ammodernamento oggi presentato possa essere interpretato come un diversivo rispetto a problemi più urgenti.

L'Anaao Assomed si è riservata di inviare nei prossimi giorni le sue osservazioni dopo un lavoro comune con le altre organizzazioni sindacali della dirigenza medica al fine di avere una più ampia condivisione nella ricerca di un miglioramento del DDL che rischia di essere un ennesimo atto di buona volontà, ma scarsamente efficace a risolvere i maggior problemi organizzativi e gestionali della dirigenza medica.

10 luglio 2007
Lavori usuranti: chiesto incontro al Ministro del lavoro
10 luglio 2007

I medici e il personale del SSN non possono essere esclusi a priori dalla normativa sui lavori usuranti e i relativi benefici previdenziali.
Il D.lgs del 1993 riconosceva al personale addetto ai reparti di pronto soccorso, rianimazione e chirurgia d'urgenza la qualifica di lavoratori impegnati in attività particolarmente usuranti.
Successivamente nel decreto ministeriale del maggio 1999 queste attività venivano estromesse dall'elenco delle mansioni usuranti.
Il lavoro notturno e a turni, il frequente impegno lavorativo nelle giornate festive, le attività di emergenza e urgenza che implicano impegni orari spesso non programmabili, l'esposizione a radiazioni e a fattori di rischio biologici, l'alto livello di stress, rendono le professioni sanitarie tra le più logoranti non solo nell'ambito del pubblico impiego.
Il ritardato accesso al lavoro legato a lungo iter formativo, correlato alle normative comunitarie, rendono ragionevole e necessaria una puntuale valorizzazione del disagio lavorativo di medici e sanitari.
Per questo l'ANAAO ASSOMED ha chiesto al Ministero del Lavoro sia un incontro per significare la specificità del settore, sia la convocazione dei rappresentanti dei medici e dei sanitari del SSN alle consultazioni per la definizione dei lavori usuranti.

09 luglio 2007
Dopo otto anni anche gli specializzandi italiani hanno un contratto
9 luglio 2007

ANAAO ASSOMED dichiara la propria soddisfazione per la firma del DPCM contenente lo schema-tipo del contratto dei medici specializzandi. Dal 1999 i medici in formazione specialistica attendevano la regolarizzazione della loro posizione, che li vedeva relegati al rango di studenti-laureati.

La formazione medica specialistica vedeva l'Italia fanalino di coda in Europa per quanto riguardava le tutele, lo stipendio e la qualità stessa della formazione. Ora questa conquista storica riavvicina gli specializzandi italiani ai loro colleghi, nell'ottica di una vera libertà di movimento dei professionisti nella casa comune europea.

Ma la guerra è solo all'inizio: ora occorre vedere attivati tutti gli osservatori regionali, che devono far rispettare gli standard delle strutture formative e l'effettiva adeguatezza dei curricula dei medici. ANAAO ASSOMED non nasconde comunque il proprio scetticismo sui risultati, dal momento che l'Università rimane l'unica istituzione ad avere un ruolo in merito. L'Italia è l'unico paese nella UE che delega al mondo universitario la formazione specialistica dei medici. Il vero committente, il SSN, è stato sempre completamente tagliato fuori e nemmeno ora riveste alcun ruolo effettivo, al di là delle dichiarazioni di intenti. La soluzione paradossalmente potrebbe essere quella di tornare indietro, togliendo la specializzazione come requisito per l'accesso ai ruoli del SSN.

ANAAO ASSOMED terrà alta l'attenzione sull'attività dell'Osservatorio Nazionale e degli Osservatori Regionali, svolgendo un ruolo di sorveglianza nel merito e di denuncia laddove non venissero rispettate le regole. L'obiettivo è quello di vedere gli specializzandi svolgere la loro formazione in strutture adeguate per volume di prestazioni, per la presenza di professionisti capaci e per la chiarezza dei percorsi formativi. Tutto ciò non potrà che giovare al SSN che ambisce giustamente a dotarsi di medici motivati.

03 luglio 2007
Vertenza sanità: la dirigenza del Ssn minaccia nuove agitazioni
3 luglio 2007 - Comunicato intersindacale

A due mesi di distanza dallo sciopero del 4 maggio dei dirigenti del Servizio sanitario nazionale, nessuna delle criticità lamentate appare avviata a soluzione.

Le violazioni del contratto di lavoro e lo scippo dei fondi contrattuali operato da alcune Regioni, il silenzio sul tema del precariato medico e sanitario, il mancato avvio del rinnovo del contratto di lavoro, l'assenza di riferimenti nel Dpef alla necessità riconosciuta dallo stesso Ministro della salute di rivalutare l'indennità di esclusività di rapporto, rendono insostenibile la situazione dei dirigenti all'interno del Servizio sanitario nazionale.

Per di più se il Governo, il Parlamento e il Ministro della salute non riusciranno a garantire il diritto di esercitare la libera professione dopo il termine del 31 luglio stabilito dalla legge Bersani, i dirigenti medici, veterinari e sanitari del Ssn si vedranno costretti a proclamare nuove iniziative sindacali.

A poco meno di un mese dalla scadenza, l'Intersindacale - che riunisce trenta sigle in rappresentanza dei 130 mila dirigenti del Ssn – esprime profondo sconcerto e irritazione per la lentezza dell'iter legislativo del disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri che regolamenta la libera professione, all'esame della Commissione Igiene e Sanità del Senato.

A questo punto è necessaria una piena assunzione di responsabilità delle Istituzioni per approvare nei tempi utili un provvedimento legislativo che eviti vuoti normativi forieri di gravi danni materiali e professionali per la dirigenza del Ssn e garantisca l'esigibilità di un diritto degli operatori e dei cittadini. Su questo tema è in gioco la credibilità del Ministro della salute, chiamato a difendere con maggiore impegno un suo provvedimento e l'affidabilità della maggioranza di Governo.

Le organizzazioni sindacali della dirigenza del Ssn, consapevoli dello stato di insoddisfazione della categoria, affidano agli organismi direttivi l'individuazione di un piano di iniziative da adottare anche in deroga all'accordo sui servizi pubblici essenziali, preannunciando sin da ora il ricorso ad un contenzioso di massa in difesa delle condizioni di lavoro e di diritti normativi e contrattuali.

25 giugno 2007
Dpef 2008-2012. Le proposte dei dirigenti medici del Ssn
25 giugno 2007

Rivalutazione dell'indennità di esclusività di rapporto, nuovi assetti per la previdenza dei medici, trattamento fiscale delle prestazioni lavorative, superamento del lavoro precario. 

Su questi temi si concentrano le proposte dell'Anaao Assomed che oggi ha inviato al Governo e alle Istituzioni un documento con il quale intende partecipare costruttivamente al dibattito in atto nel Paese suggerendo un'azione programmatica che auspica possa essere presa in considerazione in occasione della stesura del DPEF per gli anni
2008-2012, di prossima emanazione.

INDENNITA' DI ESCLUSIVITA' DI RAPPORTO -
Il Decreto legislativo 229 del 1999, fra i diversi cambiamenti apportati al precedente decreto 502 del
1992, ha introdotto il principio legislativo dell'esclusività di rapporto dei dirigenti medici e veterinari dipendenti del SSN ed una nuova visione dell'istituto della libera professione, considerata non solamente un diritto per i medici ospedalieri, ma anche un'opportunità importante per i cittadini ed una risorsa aggiuntiva per la medicina pubblica. Per tali motivi la legge ha ritenuto necessario garantire ai medici ospedalieri la possibilità di esercitare la libera professione in condizioni idonee all'interno delle aziende sanitarie, sottoponendola a precise norme regolamentari.
Contestualmente è stato introdotto un sistema premiante per il rapporto di lavoro esclusivo (indennità di esclusività di rapporto), a parziale indennizzo della rinuncia al diritto individuale di esercitare la libera professione senza sottostare a regole definite poste dall'azienda. Gli importi e le modalità distributive di tale indennità sono stati individuati dal CCNL
1998–2001 dell'area della Dirigenza Medica e Veterinaria.
Da allora ben poco è stato fatto dalle Regioni e dalle Aziende sanitarie per rendere fruibile a tutti i medici e veterinari tale diritto in regime intramoenia. Le stesse aziende frequentemente hanno preferito spingere i loro dirigenti medici e veterinari verso la ricerca di soluzioni “temporanee” al di fuori della struttura pubblica (libera professione intramoenia allargata).
Contemporaneamente i valori economici dell'esclusività sono rimasti fermi a quelli individuati inizialmente nel 1999, malgrado negli anni l'inflazione abbia eroso una parte rilevante del loro reale potere d'acquisto e malgrado gli altri istituti contrattuali siano stati nel frattempo rivalutati più volte con i Contratti collettivi nazionali.

Recentemente il Governo, con il disegno di legge n. 1558 attualmente all'esame della Commissione Igiene e Sanità del Senato, ha inteso rafforzare ulteriormente il principio ed i vincoli derivanti dall'esclusività per i medici ospedalieri, ponendo fine in questo modo alla possibilità di esercitare la libera professione intramoenia cosiddetta “allargata” e negando l'opzione del rapporto non esclusivo per i direttori di struttura complessa e per i responsabili di struttura semplice a cui è affidato un budget.

L'ANAAO ASSOMED ritiene pertanto necessario ed urgente correggere tale distorsione.

Le risorse necessarie per la rivalutazione dell'indennità sono state calcolate in circa 170 milioni€/anno, ad invarianza di numero di dirigenti esclusivi, da reperire attraverso un finanziamento extra-contrattuale, riproponendo il meccanismo utilizzato in fase di prima applicazione dell'esclusività di rapporto.

 

ASSETTI PREVIDENZIALI - Per quanto riguarda gli assetti previdenziali non può sfuggire al Governo la grave penalizzazione dei giovani dirigenti medici il cui ritardato ingresso nel mondo del lavoro è dettato solo dal prolungamento dei corsi di specialità previsto dalle normative CEE.

Tale condizione, comune a tutti i giovani laureati, è più evidente per la Dirigenza medica il cui accesso ai concorsi è possibile solo dopo il completamento di un lungo iter di studi (corso di laurea della durata di 6 anni e successivo corso di specializzazione obbligatorio della durata di ulteriori 4 o 6 anni). E' evidente che l'accesso alla professione ad un'età media di oltre 35 anni e comunque superiore al 30° anno non consente un congruo trattamento pensionistico.

Una iniziale risposta al problema è stata data dal varo dei primi atti normativi della previdenza complementare, il cui iter peraltro, nel Pubblico Impiego, risulta essere complesso e difficoltoso nonostante una chiara e favorevole volontà politica.

Tuttavia occorre anche agire sulla previdenza obbligatoria favorendo il riscatto dei corsi di laurea e di specializzazione con incentivi e prevedendo il riconoscimento degli anni di studio non solo ai fini economici ma anche per i giovani neoassunti a regime contributivo puro.

Con favore ed attenzione abbiamo appreso che sono allo studio provvedimenti in tal senso, indispensabili per non penalizzare le professioni intellettuali specialistiche.

L'ANAAO ASSOMED si dichiara inoltre favorevole all'abolizione del divieto di cumulo di altri redditi alla pensione perché non solo non incrementerebbe i costi, ma potrebbe costituire una risorsa sia favorendo un auspicabile turn over nella pubblica amministrazione e sia favorendo le attività e le contribuzioni da parte dei pensionati.

Infine ci auguriamo che i dipendenti del SSN e delle autonomie possano essere equiparati alla restante dirigenza statale per quanto attiene tutte le prestazioni previdenziali.

 

DETASSAZIONE E DECONTRIBUZIONE DEGLI STRAORDINARI E/O DEGLI AUMENTI CONTRATTUALI E RIASSORBIMENTO DEL LAVORO PRECARIO - L'ANAAO ASSOMED si dichiara inoltre favorevole nei riguardi di alcune innovazioni ipotizzate sul trattamento fiscale delle prestazioni lavorative, quali in particolare la detassazione e la decontribuzione degli straordinari o degli aumenti contrattuali.

Tali innovazioni dovranno essere previste anche per il Pubblico Impiego ed in particolare per il Settore della Sanità, solo in questo modo potrà essere rilanciata la produttività della Pubblica Amministrazione.

L'incentivazione al lavoro straordinario tuttavia non può però prescindere dal superamento del lavoro precario. Tale processo è recentemente iniziato nell'Amministrazione dello Stato, grazie allo stimolo indotto dall'ultima Legge Finanziaria con dei finanziamenti aggiuntivi che però sono stati negati al SSN, nonostante l'ampiezza e la gravità di tale fenomeno in un servizio fondamentale per lo sviluppo del Paese.

L'ANAAO ASSOMED chiede che il processo di riassorbimento del lavoro precario sia tempestivamente esteso al SSN ed a tal proposito il DPEF lo preveda come suo obiettivo a cui destinare specifiche risorse.

19 giugno 2007
Ddl libera professione: vogliamo i fatti
16 giugno 2007

Poco più di un mese. E' questo il tempo a disposizione del Parlamento per trasformare in legge il provvedimento sulla libera professione e sull'esclusività di rapporto prima che venga vanificato dalla scadenza stabilita dalla legge Bersani nel 31 luglio prossimo. “Ma sarà possibile che le Camere rispettino questi tempi - si chiede preoccupato il Segretario Nazionale Anaao Assomed, Carlo Lusenti - dal momento che l'iter è appena iniziato?”. 

Per questo – afferma Lusenti - l'Anaao Assomed chiede al Governo, ed in particolare al Ministro della Salute, di tenere fede agli impegni assunti nei confronti delle categorie interessate  trasformando il testo in discussione in un Decreto Legge e garantendone la conversione prima della pausa estiva.

In caso contrario i medici e gli altri dirigenti del Ssn, e le loro organizzazioni sindacali, non assisteranno passivamente al venir meno della effettiva esigibilità di un loro diritto, a fronte di Regioni ed Aziende Sanitarie ancora impunemente inadempienti nei confronti degli obblighi normativi sanciti dalle leggi. Peraltro, ciò aprirebbe la strada ad un contenzioso di massa teso a bloccare improvvisate iniziative delle Aziende nonchè un problema di credibilità politica del Governo e del Ministro della salute. 

E' giunto il momento di capire se la sanità è governata dal ministero della salute o se essa è affidata a temporanee soluzioni lasciate al caso.

13 giugno 2007
Empoli: Anaao solidale con i colleghi licenziati
13 giugno 2007

La Segreteria Nazionale dell'Anaao Assomed esprime la propria solidarietà ai due colleghi dell'Azienda USL 11 di Empoli licenziati dal Direttore Generale nonostante il parere contrario del Comitato dei Garanti e approva e sostiene le iniziative adottate congiuntamente dalle rappresentanze sindacali regionali.

E' inaccettabile che un Direttore Generale adotti un provvedimento così pesante per la vita umana e professionale delle persone coinvolte, senza preavviso e per “giusta causa”, nel totale disprezzo delle conclusioni del Comitato dei Garanti regionale che sulla richiesta di recesso esprime, in base al CCNL, un parere vincolante per l'Azienda sanitaria.

E' segno di profonda arroganza che il Direttore Generale definisca, nel tentativo evidente di delegittimarlo,  “corporativo, di stampo medievale, che tutela gli appartenenti a una casta” oltre che causa di malasanità (??!!),  un organo nominato dalla Giunta regionale, espressione a maggioranza della Regione e degli stessi Direttori Generali, a garanzia, per la sua terzietà, non solo del dipendente, ma anche della correttezza amministrativa, come sostenuto anche dalla Corte Costituzionale.

In tale contesto, desta meraviglia e stupore la posizione “pilatesca” assunta dall'Assessore per il diritto alla Salute della Toscana che ha dichiarato alla stampa di non volere intervenire sul problema sollevato dalle OO.SS. della dirigenza medica se non dopo la pronuncia dei giudici.

Il puntuale rispetto dei patti contrattuali sottoscritti liberamente dal Governo nazionale, dalle Regioni attraverso il Comitato di Settore e dalle OO.SS. dell'area medica e veterinaria, rappresenta il terreno comune di condivisione dei principi e delle regole su cui si fondano corrette relazioni istituzionali. Il non riconoscimento di questo terreno da parte del Coordinatore degli Assessori regionali alla Sanità, che permette che nelle Aziende sanitarie della sua Regione gli accordi sottoscritti vengano disattesi, non può che aprire un problema generale, in vista delle trattative per il nuovo contratto nazionale.

Siamo di fronte ad una vicenda paradigmatica dei guasti apportati alla sanità da un aziendalismo tanto arrogante ed invadente quanto inefficiente, anche nel garantire gli obiettivi per cui è nato, come il disastro dei conti sta a dimostrare. E da un regionalismo miope che ormai mira al cuore della contrattazione nazionale. Unica stella polare tagliare tutto quello che costa, compresi i diritti delle persone, ed il rispetto dei contratti di lavoro.

05 giugno 2007
Medici favorevoli alla legge sul testamento biologico
5 giugno 2007

L'Anaao Assomed esprime il proprio sostegno all'iniziativa di Ignazio Marino e della Commissione Igiene e Sanità del Senato, che oggi avviano la trattazione dei disegni di legge in materia di dichiarazione anticipata di volontà sui trattamenti sanitari ed auspica che presto si arrivi alla introduzione nel nostro ordinamento legislativo del testamento biologico.         

“Il tema del testamento biologico – sostiene il Segretario Nazionale, Carlo Lusenti - non può lasciare indifferenti i medici che nella loro pratica quotidiana spesso assistono pazienti in stato vegetativo, per i quali la prosecuzione della vita è affidata alle macchine. Il medico è solo di fronte a questi pazienti ed ai familiari perché oggi non esiste nessun mezzo per desumere le ultime volontà di chi in nessun modo può esprimerle. In questa solitudine a nulla vale la competenza professionale del medico che di fronte a scelte terribili e definitive non può ricorrere a solide e condivise evidenze scientifiche, ma solo al suo bagaglio etico e alle sue convinzioni religiose. Al di fuori di pochi eventi che richiamano l'attenzione mediatica e che catalizzano le contrapposizioni ideologiche, ogni giorno il medico è chiamato a decisioni più grandi di lui che non vorrebbe prendere, ma che pesano sulle sue spalle, così come dimostrano recenti studi e sondaggi condotti e pubblicati sul tema.

L'istituto della dichiarazione anticipata di volontà in merito ai trattamenti sanitari, previsto dal codice deontologico e dalla convenzione di Oviedo, richiede un urgente riconoscimento legislativo che lo distingua dall'eutanasia, ponendolo al riparo da pregiudizi ideologici e da confusioni terminologiche.

Per tali motivi – conclude Lusenti - l'Anaao Assomed auspica che il Parlamento risponda positivamente ed in tempi brevi ad una battaglia di civiltà volta a riconoscere il diritto di ogni persona alla scelta della prosecuzione della vita in presenza di uno stato vegetativo, e quello dei medici ad operare con professionalità ed umanità, nel rispetto di  leggi dello stato che fissino i confini del loro operato e legittimino le loro scelte”.

11 maggio 2007
Ddl libera professione: Anaao soddisfatta ma servono alcune modifiche
11 maggio 2007

Il testo del disegno di legge approvato oggi dal Consiglio dei Ministri contiene, a parere dell'Anaao Assomed, luci ed ombre.

I provvedimenti relativi alla libera professione intramoenia recepiscono alcuni elementi posti dall'Associazione all'attenzione del Ministro a cominciare dal ruolo riconosciuto alle organizzazioni sindacali e al Collegio di Direzione nel passaggio ad un sistema finalmente stabile e certo che metta fine al periodo delle proroghe. In un tale sistema si fa carico alle Aziende sanitarie di mettere a disposizione dei professionisti spazi idonei, in strutture proprie o acquisendo altri spazi ambulatoriali esterni, per garantire l'effettiva esigibilità di un diritto riconosciuto da più parti.

Valutiamo positivamente l'aver previsto per il raggiungimento di tale obiettivo, tenendo conto del parere della Commissione di indagine del Senato, un arco temporale, che pure avremmo preferito più lungo, durante il quale vengono evitati vuoti normativi che avrebbero potuto far pagare ai medici il costo dell'inerzia burocratica. Ma decorsa invano tale scadenza chi risponderà della mancata attuazione?

Rimangono perplessità sulla decisione di abolire una data certa per esercitare l'opzione per il rapporto non esclusivo per legarla, invece, alla durata dei contratti individuali. Se tale scelta ha una logica nel caso degli incarichi di direzione di struttura, appare foriera di contenziosi nel caso degli incarichi professionali ove i contratti individuali continuano a rappresentare una chimera nella maggior parte delle Aziende malgrado siano previsti dal CCNL da otto anni rendendo incerte le scadenze future. Per di più non appare condivisibile la mancata previsione, in prima applicazione, di una opzione “straordinaria” con l'entrata in vigore della legge per consentire ai professionisti una libera scelta.

Per quanto riguarda l'obbligatorietà del rapporto esclusivo per i direttori di struttura, che interessa qualche centinaia di casi, il nostro giudizio è condizionato non solo dalla possibilità effettiva di esercitare l'attività libero professionale intramoenia, ma anche dal reperimento di risorse contrattuali finalizzate alla rivalutazione della relativa indennità ferma ai valori fissati nel 2000. Registriamo con disappunto e preoccupazione che di ciò non compare traccia, malgrado le richieste di tutte le organizzazioni sindacali e gli impegni del Ministro della Salute.

Sulla sicurezza delle cure l'Anaao Assomed ritiene da tempo necessario ed urgente uscire dal piccolo cabotaggio della ricerca del colpevole di turno per avviare una rivoluzione culturale ed una politica di sistema che metta la sicurezza dei pazienti, degli operatori e delle strutture al primo posto. Facciamo notare, però, che una disposizione contrattuale anticipatrice della previsione legislativa è, ancora una volta, rimasta lettera morta in quasi tutte le aziende.

L'Anaao Assomed vigilerà sulla corretta e tempestiva applicazione delle norme in modo da non far ricadere sui medici il peso dell'inefficienza burocratica e della mancanza di volontà politica. Auspichiamo che a questo punto le Regioni facciano seguire alle parole i fatti ed il Parlamento voglia approvare il ddl con le correzioni che cercheremo di apportare nei tempi utili.

07 maggio 2007
Dottor truffa: l'Anaao querela L'Espresso
7 maggio 2007

L'Anaao Assomed ha querelato per diffamazione a mezzo stampa il settimanale L'Espresso per la copertina pubblicata nel numero 16 del 26 aprile scorso dal titolo “DOTTOR TRUFFA”.

“Ritengo che si possa, e si debba, indignarsi – è il commento del Segretario Nazionale dell'Associazione, Carlo Lusenti – e reagire di fronte ad una accusa, tanto generica quanto infamante, quale quella gridata dalla copertina dell'Espresso che equivale a dire: i medici sono tutti truffatori.

Io non sono un truffatore, e non lo sono le decine di migliaia di medici ospedalieri che ogni giorno, con dedizione e competenza, svolgono tra mille difficoltà la loro opera a favore dei cittadini italiani.

Non voglio con questo affermare che non ci possano essere in una categoria così vasta ed eterogenea comportamenti scorretti e censurabili, né voglio attribuire una patente di legalità e fedeltà fiscale a ciascun medico ospedaliero. Non è questo il mio compito ed il mio intento.

La responsabilità penale riguarda il definitivo accertamento di fatti fraudolenti compiuti da singoli individui, alla cui difesa nessuno si vuol dedicare, riconoscendo per di più a tali provati comportamenti la grave responsabilità di danneggiare la reputazione di tutti i medici onesti.

Cosa ben diversa è sbattere in prima pagina una mostruosa categoria di professionisti, esporla al generale ludibrio sulla base di pochi dati riportati non senza inesattezze, ingenerare la convinzione che la libera professione sia esercitata in modo illegale e truffaldino, danneggiare in un colpo solo la credibilità di migliaia di professionisti e la fiducia che ripongono in loro milioni di cittadini.

Siamo i primi a rivendicare e pretendere il rispetto delle leggi e dei contratti, che prevedono in modo analitico i diritti ed i doveri (deontologici, amministrativi, penali, civili, fiscali) dei medici ospedalieri, anche riguardo alla libera professione.

Siamo i primi a chiedere che siano fatti tutti i controlli necessari ad individuare i comportamenti scorretti e illegali.

Ma siamo anche i primi ed i più intransigenti difensori del buon nome di decine di migliaia di medici onesti e capaci che non possono sopportare silenziosamente la calunnia e la diffamazione”.          

04 maggio 2007
Sciopero medici: adesioni al 70-75%
4 maggio 2007

Lo sciopero nazionale di oggi è pienamente riuscito, facendo registrare il 70-75% di adesione, con punte in alcune regioni dell'80%”. Sono soddisfatti i toni con cui il Segretario nazionale dell'Anaao Assomed, Carlo Lusenti, commenta i dati che iniziano ad arrivare dalle periferie del Paese sullo sciopero in corso fino alle 24.00 di oggi.

“Voglio ringraziare tutti i medici ed i dirigenti che hanno dimostrato, con questa alta adesione, di aver compreso e condiviso le ragioni della protesta. Certo, sappiamo – prosegue Lusenti – di aver creato disagi ai cittadini che si sono visti rifiutare alcune prestazioni, ma siamo assolutamente convinti che da queste dimostrazioni si possano porre le basi per creare migliori servizi proprio per quanti usufruiscono del servizio pubblico”.

“Avremmo preferito trovarci di fronte ad interlocutori più attenti e sensibili alle nostre proposte e non dover bloccare le attività negli ospedali. Ed invece siamo stati costretti, ancora una volta, a ricorrere a questa estrema soluzione per vedere riconosciuti diritti sacrosanti di ogni medico italiano: 1. il contratto vigente è scaduto il 31 dicembre 2005 e dopo quasi 18 mesi non sono ancora disponibili gli atti preliminari necessari all'avvio della trattativa. Senza accelerazioni rinnoveremo il contratto non prima di tre anni dalla scadenza naturale; 2. l'indennità di esclusività, definita nel 1999 quale retribuzione dell'impegno a svolgere la professione solo all'interno dell'ospedale, è ferma al valore di 7 anni fa, ha perso ben il 16% del suo potere d'acquisto con un conseguente rilevante disequilibrio tra retribuzione e impegno professionale; 3. negli ospedali italiani lavorano 12.000 medici precari in condizioni da un lato di vero sfruttamento e dall'altro di instabilità e frustrazione che certo non sostengono i migliori livelli di qualità dei servizi; 4. i medici ospedalieri sono l'unica categoria di lavoratori per la quale non è ancora disponibile la possibilità di sottoscrivere una previdenza integrativa, unico possibile paracadute per quelle migliaia di giovani colleghi altrimenti condannati ad un futuro di sicura indigenza, dopo una vita professionale iniziata tardi e con lavori precari; 5. il diritto, sancito da leggi e contratti, all'esercizio della libera professione nelle strutture delle aziende sanitarie non è riconosciuto per le colpevoli inadempienze delle Regioni e delle aziende sanitarie. La scadenza al 31 luglio, di una serie di proroghe che si susseguono da ormai 8 anni, deve vedere una soluzione stabile e concordata delle modalità organizzative che rendono esigibile un diritto dei professionisti e dei cittadini.

Ci auguriamo – conclude Lusenti – che l'entusiasmo di oggi per l'esito dello sciopero non venga spento dal Governo che ci ha costretto a scioperare proprio per l'indifferenza dimostrata nei confronti dei problemi posti dalla categoria. Chiediamo di entrare nell'agenda sociale e politica del Paese con proposte innovative e soluzioni condivise, sollecitando una riscrittura delle priorità che riconosca ai problemi della nostra categoria il diritto di avere soluzioni chiare e positive. A questo serve uno sciopero dichiarato da tutti i sindacati della dirigenza medica e sanitaria del SSN in nome di 135.000 professionisti, innanzitutto a dare la sveglia, a pretendere attenzione e soluzioni a problemi da troppo tempo trascurati.

In caso contrario non esiteremo a programmare ulteriori forme di protesta”.

24 aprile 2007
Dopo l'incontro interministeriale confermato lo sciopero del 4 maggio
24 aprile 2007

L'Anaao Assomed riconosce l'apprezzabile impegno dei rappresentanti del Governo presenti all'incontro di oggi presso il Ministero della salute insieme alle organizzazioni sindacali della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria e amministrativa a voler affrontare le tematiche della protesta proclamata per il prossimo 4 maggio, ma ritiene che non siano riconoscibili nelle proposte avanzate elementi così forti e qualificanti tali da giustificare la sospensione dello sciopero.

L'Anaao Assomed considera l'odierno incontro l'avvio di un percorso che dalle affermazioni di principio e dalle semplici proposte deve passare alla fase delle assunzioni di impegni precisi che costituiscono una reale risposta alle esigenze della categoria: rinnovo del Contratto di lavoro, scadenza del 31 luglio 2007 della possibilità di ricorrere alla libera professione intramoenia allargata, necessità di risolvere in modo sostanziale il fenomeno del precariato medico,  avvio della previdenza integrativa per la dirigenza medica.

20 aprile 2007
"Dottor truffa": come diffamare la professione medica
20 aprile 2007

“L'articolo pubblicato da L'Espresso oggi in edicola e soprattutto la sua oculata costruzione a partire da una copertina di sapore diffamatorio fino a sbagliate attribuzioni di tabelle ed affermazioni non veritiere, merita alcune considerazioni.

La tendenza all'evasione fiscale in Italia è diffusa in tutte le attività autonome ed evidentemente i medici non ne sono immuni. Eppure in un Paese di diritto dovrebbe esistere ancora una qualche differenza tra “l'accusa” e la colpa e la vicenda di Palermo, citata dalla stessa giornalista autrice del servizio, in cui la metà dei medici “accusati” è stata assolta dalla stessa Agenzia delle Entrate, dovrebbe indurre a cautela nel procedere a licenziamento senza tener conto della presunzione di innocenza che riguarda (o no?) anche i medici.

Per di più  la responsabilità di attivare i previsti strumenti di controllo rimane in capo ad aziende e Regioni, né spetta ai medici “sollecitare” la creazione delle strutture necessarie all'interno degli spazi aziendali.

Nessuno intende escludere l'esistenza di comportamenti opportunistici o giustificare reati fiscali che, laddove dimostrati, appaiono particolarmente odiosi da parte di chi è chiamato a tutelare un bene prezioso come la salute.

Per ciò che riguarda la libera professione e le liste di attesa, vogliamo ribadire che, come evidenziato dalla stessa Commissione del Senato, queste ultime riconoscono cause e dinamiche proprie e non possono essere considerate figlie della libera professione, neppure della versione truffaldina di componenti isolate di una categoria che conta più di 100 mila professionisti. Il corto circuito tra liste di attesa e libera professione intramoenia è operazione sbagliata oltre che di dubbia onestà intellettuale.

Ricordiamo, ancora una volta, che i medici ospedalieri mettono a disposizione delle Aziende oltre 10 milioni di ore di lavoro l'anno, oltre quelle dovute, insieme con specifici meccanismi organizzativi per ridurre i tempi di attesa. L'impressione, però, è che le Aziende vogliano gestire il fenomeno a costo zero, interessate più ad utilizzarlo come clava contro i medici e nelle dispute tra le forze politiche durante le campagne elettorali.

L'Anaao Assomed, citando il Prof. Marino, è  favorevole ad “una libera professione nel rispetto delle regole stabilite a vantaggio dei cittadini” respingendo campagne mediatiche tese ad accusare una intera categoria di violazione degli obblighi deontologici e sociali.

19 aprile 2007
Libera professione intramoenia: no a campagne mediatiche accusatorie
19 aprile 2007

L'Anaao Assomed conferma l'apprezzamento già espresso per le conclusioni della  indagine sulla libera professione intramoenia allargata approvate dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato, pur riservandosi di analizzare in dettaglio le proposte avanzate.

In modo particolare condividiamo il giudizio di  “poco realistico” espresso nei confronti del termine del 31 luglio prossimo posto dal Decreto Bersani per l'utilizzo degli studi privati  apprezzando la volontà,  ribadita anche dalle recenti posizioni del ministero della salute, di porre  fine al regime delle proroghe che si susseguono da 8 anni attraverso un percorso condiviso che traguardi la fine del  2008.

L'inserimento della attività intramoenia, ancorché allargata, in un sistema organizzato di controllo e gestione aziendale che utilizzi, se necessario, anche spazi esterni alla azienda potrebbe dare l'avvio ad  un sistema stabile e trasparente che garantisca il diritto dei medici e quello dei cittadini.

Ovviamente fatte le necessarie verifiche tecniche e con la collaborazione di organismi professionali.

Quanto al riscontro di episodi di evasione fiscale, poche centinaia di casi su 50.000 professionisti che esercitano tale attività - per quanto da condannare ed espressione di assenza delle  procedure di controllo - non giustificano campagne mediatiche di accuse generalizzate nei confronti dell'intera categoria.

La violazione delle regole non implica la abolizione delle regole stesse, così come il fatto che  tale fenomeno sia stato evidenziato con maggiore frequenza negli esercizi commerciali non induce nessuno a pensare di vietare l'attività commerciale.

L'Anaao Assomed si augura che sia giunta l'ora di confrontare proposte concrete che evitino un dibattito ideologico per permettere di dedicare le energie di istituzioni e professionisti ai problemi più urgenti del servizio sanitario nazionale.

06 aprile 2007
Contratto: un passo avanti, ma restano le motivazioni dello sciopero
6 aprile 2007

Oggi il Governo si è impegnato a stanziare, nella finanziaria 2008, risorse aggiuntive per il contratto dei dipendenti pubblici tali da consentire gli aumenti a decorrere dal 1° gennaio 2007. La legge finanziaria in vigore aveva differito gran parte degli aumenti contrattuali al 1° gennaio 2008. In questo senso il Governo ha fatto un passo indietro rispetto alla finanziaria, accogliendo parzialmente le rivendicazioni dei dipendenti pubblici.

E' stato inoltre sottoscritto il memorandum sul pubblico impiego con le correzioni apportate dalla conferenza Stato/Regioni e con un riconoscimento della specificità della dirigenza medica e veterinaria con apposite disposizioni in merito, migliorative rispetto al testo originale.

Il ministro Nicolais si è impegnato sin dalle “prossime ore” ad emanare la direttiva generale preliminare all'atto di indirizzo necessario per l'avvio del tavolo del rinnovo contrattuale.

Nell'incontro di oggi l'Anaao Assomed era presente come Cosmed a questo tavolo di concertazione nazionale insieme alle confederazioni generali. La nostra delegazione, pur sottoscrivendo il memorandum e il documento che vincola l'esecutivo per la prossima finanziaria, ha ribadito che la parziale apertura del Governo costituisce solo un primo passo in avanti, lasciando irrisolti numerosi problemi specifici che sono alla base della proclamazione dello sciopero del 4 maggio. In particolare la mancanza di certezze sulla percentuale di rivalutazione contrattuale, l'assenza di una direttiva certa (ed estesa al SSN e alla dirigenza) per la stabilizzazione del precariato, la mancanza di una calendarizzazione definita per i tavoli contrattuali, la definizione di un percorso utile a costruire una previdenza integrativa specifica per l'area medica veterinaria e sanitaria.

Rimaniamo inoltre in attesa di risposte da parte del Governo e del Ministro della salute sulle modalità di esercizio della libera professione intramuraria, elemento non secondario tra quelli indicati nelle motivazioni dello sciopero.

In attesa di ulteriori sviluppi resta confermato lo sciopero del 4 maggio 2007.

02 aprile 2007
Specializzandi: Anaao condivide i motivi dello sciopero
2 aprile 2007

La Segreteria Nazionale dell'Anaao Assomed esprime piena condivisione con le motivazioni che costringono i Medici Specializzandi a scioperare di nuovo da oggi al 5 aprile.

Ancora una volta colpisce il disinteresse dei Ministeri interessati e delle Regioni nei confronti di un patrimonio professionale messo a disposizione totale di una altra istituzione in barba a logica e leggi.

Diventa sempre più evidente che l'attuale sistema formativo medico post-lauream, che di fatto esclude le competenze e le prerogative del Servizio Sanitario, necessita di un profondo ripensamento. Così come è non serve né ai soggetti in formazione che vivono una condizione professionale, sociale ed economica inaccettabile, nè ai cittadini perché la relativa ristrettezza delle strutture formative non garantisce l'acquisizione delle indispensabili competenze ed esperienze professionali e nemmeno alle Regioni perché parcheggia preziose risorse professionali in circuiti formativi estranei alle esigenze del sistema sanitario.

Lo sciopero nazionale indetto per il 4 maggio dai Dirigenti del SSN sarà anche per questi motivi e questi Colleghi.

23 marzo 2007
La dirigenza del Ssn proclama una giornata di sciopero nazionale
Comunicato stampa intersindacale

 

Le Organizzazioni Sindacali della Dirigenza medica, veterinaria, sanitaria e amministrativa del Ssn hanno preso atto del fallimento delle procedure di conciliazione esperite il 22 marzo a seguito della proclamazione dello stato di agitazione.

In mancanza di fatti nuovi da parte di Governo e Regioni ed essendo risultato infruttuoso anche l'incontro odierno con il Ministro della salute, le organizzazioni sindacali PROCLAMANO UNA GIORNATA DI SCIOPERO NAZIONALE PER L'INTERA GIORNATA DI VENERDI 4 MAGGIO 2007 per rivendicare:

§  il rinnovo dei contratti di lavoro per le aree negoziali della Dirigenza del SSN scaduti ormai da 15 mesi e la predisposizione dell'atto di indirizzo da parte del comitato di settore propedeutico all'avvio della trattativa dei CCNL per il quadriennio 2006-2009.

      Nell'ambito dei tavoli negoziali andrà trovata adeguata soluzione anche al problema del precariato.

§  una soluzione condivisa per assicurare l'esercizio della LP intramoenia per i Dirigenti del SSN nell'approssimarsi della scadenza del 31 luglio fissata dal Decreto Bersani con il quale cessa la possibilità di esercitare la libera professione presso gli studi privati (la cosiddetta intramoenia allargata). La libera professione intramoenia rappresenta un diritto dei medici e dei dirigenti sanitari ed una opportunità per i cittadini nella scelta del medico. L'esercizio della libera professione intramoenia, regolamentata in modo appropriato secondo le norme legislative e contrattuali vigenti, non solo può evitare effetti negativi sulle liste d'attesa, ma al contrario può contribuire alla loro diminuzione. A tutt'oggi, nonostante i ripetuti impegni del Ministro della salute a voler garantire e valorizzare la LPI,  le Regioni e le aziende sanitarie e ospedaliere non risulta che abbiano provveduto alla istituzione di spazi distinti e separati all'interno delle strutture pubbliche. Di conseguenza, se non saranno presi adeguati provvedimenti, i medici, i veterinari e i dirigenti sanitari del SSN vedranno negato loro il diritto di esercitare la libera professione come previsto dal DLgs 229/99 e dalle norme contrattuali vigenti e ai cittadini sarà negata l'opportunità della scelta del medico. Perdurando tale situazione di grave carenza organizzativa, la scadenza del 31 luglio 2007 per l'esercizio della libera professione presso gli studi privati non può che determinare un inevitabile deterioramento dei rapporti sindacali di cui le istituzioni ed il Ministero della Salute portano la diretta responsabilità.

L'esercizio della LPI va regolata contestualmente all'esclusività di rapporto nell'ambito di un unico tavolo negoziale;

§  l'attivazione di un fondo di previdenza integrativa specifico per la dirigenza medica e sanitaria coerente con il Ccnl vigente.

 

ANAAO ASSOMED

ANPO

AUPI

CIMO-ASMD (UGL Medici – SNAMI Ospedalieri - Unione Medica)

CIVEMP (SIVEMP-SIMET)

CONFEDIR SANITA'

FEDERAZIONE CISL MEDICI

FEDERAZIONE MEDICI aderente UIL FPL (Federazione Medici UIL FPL - SMI - Nuova ASCOTI)

FESMED (ACOI-ANMCO-AOGOI-SUMI-SEDI-FEMEPA-ANMDO)

FP CGIL MEDICI

SIDIRSS

SDS SNABI

SINAFO

UMSPED (AAROI-AIPAC-SNR)

23 marzo 2007
Libera professione intramoenia: la proposta del MInistro va verificata
23 marzo 2007

“Pur riconoscendo la disponibilità a dialogare con i medici, dobbiamo registrare che la proposta avanzata oggi dal Ministro della salute alle organizzazioni sindacali sul tema della libera professione è formale e non ufficializzata da alcun atto scritto”.

Questo il commento del Segretario Nazionale Anaao Assomed, Carlo Lusenti, al termine dell'incontro dei medici, veterinari, sanitari e amministrativi con il Ministro Livia Turco.

“Non esprimiamo un giudizio sui contenuti di una proposta che necessita di una adeguata discussione in un tavolo tecnico per verificarne la reale percorribilità e per evitare che la materia diventi oggetto di un dibattito ideologico che precluderebbe la reale soluzione dei problemi.

Inoltre l'azione sindacale, culminata nella proclamazione dello sciopero, mira a sollecitare l'intervento del Governo su ulteriori aspetti critici: il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da 15 mesi, il problema del precariato, la previdenza integrativa”.

20 marzo 2007
Libera professione intramoenia: una discussione senza pre-giudizi
20 marzo 2007

La Segreteria Nazionale dell'Anaao Assomed giudica singolare che il Ministero della Salute si senta in dovere di dichiarare che "non ha alcuna intenzione di prorogare l'intramoenia allargata", cioè l'esercizio della libera professione dei medici del Ssn negli studi privati per mancanza di spazi nelle strutture pubbliche, "facendo slittare il termine del 31 luglio" previsto dal Decreto Bersani.

Evidentemente la lingua batte dove il dente duole non risultando, ad oggi, richieste di proroghe all'ultimatum del 31 luglio. E comunque il potere legislativo dovrebbe essere ancora  prerogativa del Parlamento e non del Governo.

E' la Commissione Sanità del Senato nel documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sull'intramoenia, a ritenere “poco realistico” il termine del 31 luglio, anche a fronte dello scarso interesse dimostrato da Regioni e Asl, in colpevole ritardo nella realizzazione degli spazi necessari. Un autorevole organismo parlamentare suggerisce, cioè, di prendere atto della realtà per costruire programmi di rientro in tempi realistici che tengano anche conto dei differenti standard presenti nelle singole Regioni.

Se si vuole trovare una soluzione condivisa occorre procedere con sano pragmatismo e grande cautela, senza paletti e pre-giudizi a partire dal quadro messo a fuoco dalla stessa Commissione e consapevoli che non è possibile stabilire nuove regole “fermo restando il diritto del medico di esercitare la libera professione e del paziente di ottenere queste prestazioni” a  prescindere dai soggetti interessati.

L' impegno con il quale il Ministero vuole “ammodernare” il sistema sanitario non può trovare nei Medici un facile capro espiatorio per le responsabilità di altri e tantomeno una riflessione sulle modalità di esercizio di un diritto riconosciuto può dare adito alla sua negazione per palese inesigibilità.

Calma e gesso: questo è quanto consigliamo al Ministero in attesa di essere messi a conoscenza delle sue intenzioni.

15 marzo 2007
Libera professione: apprezzamento per l'indagine del Senato
15 marzo 2007

La Segreteria Nazionale dell'Anaao Assomed esprime il proprio apprezzamento per il lavoro di indagine conoscitiva svolto dalla Commissione Sanità del Senato, presieduta dal Senatore Ignazio Marino, per fare il punto sulla situazione della attività libero professionale intramuraria nelle strutture sanitarie della Penisola.

L'indagine ha fotografato, grazie a questionari sottoposti ad Asl e Regioni e a 49 audizioni di addetti ai lavori, una situazione 'critica' nell'applicazione dell'istituto, fedelmente rispecchiata nel documento conclusivo, in alcuni punti anticipato alla stampa, di cui è relatore il Senatore dell'Ulivo Paolo Bodini.

Uno dei pregi non secondari di tale indagine è quello di avere autorevolmente, e con dovizia di dati, fatto piazza pulita di molti luoghi comuni a proposito di libera professione intramoenia.

Innanzitutto l'esistenza in molte Regioni di standard ben lontani da quelli previsti dalla legge, ma anche l'assenza di interferenza negativa con l'orario di servizio e con le liste di attesa, che riconoscono cause strutturali non riducibili all'esercizio da parte dei medici di una facoltà che risponde a previsioni contrattuali e legislative, e la inesistenza del disastro economico con eccessiva superficialità attribuito a tale attività. Ovviamente, non intendiamo nascondere le “ombre” evidenziate, in massima parte riconducibili a deficit organizzativi, e dei meccanismi di controllo, ed alla insufficiente capacità gestionale di chi ha tali responsabilità.

In particolare, degna di nota è la considerazione che il termine del 31 luglio 2007 fissato dal Ministro della Salute per cessare l'utilizzo degli studi privati, previsto dal legislatore come modalità organizzativa transitoria per garantire il diritto dei medici all'esercizio della libera professione, e quello dei pazienti di scegliersi uno specialista di fiducia, a fronte della inesistenza degli spazi separati e distinti voluti dalla legge, “appare poco realistico” anche perché le consistenti risorse stanziate continuano a rimanere inutilizzate.

L'Anaao Assomed attende ora la convocazione richiesta con urgenza, insieme con le altre organizzazioni sindacali della Dirigenza Medica, al Ministro della Salute per trovare una soluzione condivisa che non può non tenere conto dei risultati di una indagine svolta con rigore metodologico da una autorevole Commissione del Parlamento italiano.

13 marzo 2007
Medici, veterinari, sanitari e amministrativi proclamano lo stato di agitazione
13 marzo 2007 - Comunicato stampa intersindacale

Proclamazione dello stato di agitazione di tutta la dirigenza medica veterinaria, sanitaria e amministrativa; richiesta di incontro al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Ministri della salute e della funzione pubblica e al Presidente della Conferenza Stato Regioni; intenzione di giungere ad una giornata di sciopero nazionale da individuare nella prima data utile nel rispetto della normativa vigente, in caso di ulteriori assenze di soluzioni governative.

Questo il pacchetto di iniziative deciso dalle organizzazioni sindacali della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria e amministrativa che nella lettera indirizzata agli esponenti del Governo e delle Istituzioni hanno denunciato:

-  i gravissimi ritardi relativi al rinnovo dei contratti di lavoro per le aree negoziali della Dirigenza del SSN scaduti ormai da 14 mesi e la mancata predisposizione dell'atto di indirizzo da parte del comitato di settore propedeutico all'avvio della trattativa dei CCNL per il quadriennio 2006-2009.

-  il ritardo negli adempimenti per assicurare l'esercizio della LP intramoenia per i Dirigenti del SSN nell'approssimarsi della scadenza del 31 luglio fissata dal Decreto Bersani con il quale cessa la possibilità di esercitare la libera professione presso gli studi privati (la cosiddetta intramoenia allargata). La libera professione intramoenia rappresenta un diritto dei medici e dei dirigenti sanitari ed una opportunità per i cittadini nella scelta del medico. L'esercizio della libera professione intramoenia, regolamentata in modo appropriato secondo le norme legislative e contrattuali vigenti, non solo può evitare effetti negativi sulle liste d'attesa, ma al contrario può contribuire alla loro diminuzione. A tutt'oggi, nonostante i ripetuti impegni del Ministro della salute a voler garantire e valorizzare la LPI,  le Regioni e le aziende sanitarie e ospedaliere non risulta che abbiano provveduto alla istituzione di spazi distinti e separati all'interno delle strutture pubbliche. Di conseguenza, se non saranno presi adeguati provvedimenti, i medici, i veterinari e i dirigenti sanitari del SSN vedranno negato loro il diritto di esercitare la libera professione come previsto dal DLgs 229/99 e dalle norme contrattuali vigenti e ai cittadini sarà negata l'opportunità della scelta del medico. Perdurando tale situazione di grave carenza organizzativa, la scadenza  del 31 luglio 2007 per l'esercizio della libera professione presso gli studi privati non può che determinare un inevitabile deterioramento dei rapporti sindacali di cui le istituzioni ed il Ministero della Salute portano la diretta responsabilità.

L'esercizio della LPI va regolata contestualmente all'esclusività di rapporto nell'ambito di un unico tavolo negoziale;

-  la urgente necessità che nell'ipotesi di accordo per l'istituzione di un fondo nazionale di pensione per i lavoratori  del Servizio sanitario nazionale sia prevista l'attivazione di un fondo di previdenza integrativa specifico per la dirigenza medica coerente con il Ccnl vigente.

07 marzo 2007
Memorandum PI: preoccupa il futuro del contratto di lavoro
7 marzo 2007

“Prendiamo atto della disponibilità delle istituzioni che oggi hanno convocato l'Anaao Assomed e altre organizzazioni sindacali di categoria sul memorandum sul pubblico impiego, ma non possiamo dirci soddisfatti delle ancor troppo vaghe risposte che sono state fornite sul percorso da intraprendere per giungere alle soluzioni auspicate”.  

Questo il commento del Segretario Nazionale Anaao Assomed Carlo Lusenti al termine dell'incontro che si è svolto oggi presso la sede del Cinsedo alla presenza del Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni, Vasco Errani e del Presidente del Comitato di Settore per la sanità, Romano Colozzi.

“Una grave lacuna del memorandum – ha detto Lusenti - è quella di non aver previsto uno specifico progetto per la dirigenza del Servizio Sanitario Nazionale. E' pur vero che “i provvedimenti che interessano il personale del SSN saranno concordati con le Regioni” e che per la sanità “gli interventi attuativi dei principi del memorandum saranno oggetto di ulteriore specifico accordo con le Organizzazioni sindacali”, ma è altrettanto vero che un metodo che concerta i principi generali in sede ristretta mentre demanda alla trattativa specifica il compito di adattare decisioni già prese altrove, non giova alla realizzazione di un percorso condiviso né alla redazione di intese soddisfacenti sotto il profilo tecnico.

Infine – ha affermato Lusenti – “i contenuti e le procedure indicate nel memorandum pregiudicano gravemente l'avvio della trattativa per il rinnovo di un contratto di lavoro scaduto da oltre un anno perché viene stravolta l'attuale normativa contrattuale: le Regioni, che rappresentano peraltro i datori di lavoro di buona parte della P.A., vengono espropriate delle loro competenze; l'ARAN, che costituisce l'agente tecnico della contrattazione nel P.I., non viene nemmeno menzionata in quanto, nei fatti, il memorandum ed i successivi accordi previsti in sede extra ARAN surrogherebbero i compiti istituzionali del Comitato di settore anche attraverso l'istituzione di un “Gruppo di lavoro ristretto”, non meglio specificato, che dovrebbe di fatto sovrintendere alla predisposizione degli atti di indirizzo per i rinnovi dei contratti di lavoro”.

28 febbraio 2007
Sciopero specializzandi: il sostegno dell'Anaao Assomed
28 febbraio 2007

La Segreteria Nazionale dell'Anaao Assomed esprime sostegno e solidarietà ai Medici Specializzandi costretti a proclamare una giornata di sciopero nazionale il 2 marzo 2007.

Malgrado dichiarazioni interessate di parte universitaria, il decreto legislativo 368/99 continua a rimanere inapplicato, mentre latita, per motivi non chiari, anche la emissione del bando per l'accesso alle Scuole di Specializzazioni per l'anno accademico 2006/2007.

I Ministeri interessati, ed in particolare il Ministero della Salute e le Regioni, non possono perseverare in un silenzio assordante di fronte ad una situazione che penalizza gravemente i Medici di domani.

Appare ormai evidente la incongruità di  metodi e contenuti di un percorso formativo che, unico caso in Europa, è appaltato interamente ad istituzione diversa dal SSN, la quale, peraltro,  continua a gestirlo in maniera autoreferenziale senza tenere conto delle esigenze del sistema sanitario.

Oltre che emanare leggi che ricordino di applicare altre leggi, occorre mettere mano a un forte rinnovamento della formazione specialistica del medico, primario interesse di chi fornisce l'assistenza sanitaria pubblica, ripensando luoghi e metodi della didattica per recuperare il ruolo e la titolarità del SSN previsti già dal Decreto legislativo 502/92.

23 febbraio 2007
Medici: libera professione anche a Bolzano
23 febbraio 2007

Anche il personale sanitario della provincia di Bolzano può svolgere attività libero professionale extra-moenia.La Corte Costituzionale, riconoscendo la legittimità della battaglia intrapresa dall'Anaao Assomed, con la sentenza depositata oggi ha, infatti, dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 14, comma 1, lettera i) della Legge della Provincia Autonoma di Bolzano 10 agosto 1995 n. 1, censurando la norma, in quanto incompatibile con il sopravvenuto riconoscimento, da parte del legislatore statale, del diritto di opzione in favore di tutti i dirigenti sanitari. La Corte Costituzionale ha infatti ribadito che in materia di igiene e sanità, ivi compresa l'assistenza sanitaria ed ospedaliera, la Provincia Autonoma di Bolzano ha competenza concorrente, e quindi non primaria, nel rispetto dei principi fondamentali della legislazione statale."Si tratta di una grande vittoria dell'Anaao Assomed - ha commentato il Segretario Nazionale Carlo Lusenti - nei confronti di quei colleghi della provincia di Bolzano a cui è stato ingiustamente negato il diritto di scegliere liberamente se svolgere l'attività libero professionale. E' opportuno, a questo punto, che si giunga al più presto anche alla regolamentazione dell'attività libero professionale intramoenia per rafforzare e rendere competitivo il sistema".

15 febbraio 2007
Regione Toscana: due pesi e due misure
15 febbraio 2007

La Segreteria Nazionale dell'Anaao Assomed esprime adesione e sostegno alla protesta della Segreteria Aziendale della AOU di Siena e della Segreteria Regionale della Toscana contro l'accordo sulla retribuzione del personale medico universitario firmato dall' Assessore alla Salute della Regione Toscana con il Rettore della Università di Siena.

Appare grave che gli stessi Assessori che lamentano la scarsità delle risorse economiche disponibili per il SSR trovino il modo di corrispondere milioni di euro, al di fuori ogni principio di equità ed attraverso unilaterali interpretazioni di comodo delle leggi, a gruppi privilegiati ed ad invarianza di attività. Anche in tempi di tagli e ritagli strutturali l'Università è considerata variabile indipendente del sistema sanitario tanto da cedere senza resistenze al suo ostinato assalto alla diligenza in cerca di gratifiche economiche per il proprio personale.

Ancora più grave è che per raggiungere questo strabiliante obiettivo si taglino le indennità del personale del SSR, mettendo a rischio volume e qualità delle prestazioni erogate ai cittadini.

Per questa strada si alimenta la conflittualità all'interno delle aziende,con ovvie ripercussioni sui livelli assistenziali, si mette fine sul nascere al processo di integrazione e si innesca un effetto domino che coinvolgerà tutto il servizio sanitario regionale.

L'Anaao Assomed denuncia la penalizzazione economica per i Medici ospedalieri quale ulteriore segnale del tentativo di settori della politica regionale di sancire una loro subalternità professionale ed organizzativa, ed il carattere dirompente, anche sulla tenuta dei conti economici, che iniziative del genere rischiano di avere in tutte le Regioni, e sul prossimo tavolo contrattuale.

Nello stesso tempo la Segreteria Nazionale assicura ogni supporto ai propri organismi periferici in tutte le iniziative sindacali e legali che riterranno necessarie, certi di rispondere ai legittimi interessi della categoria ed anche a quelli dei cittadini, principali fruitori e finanziatori del servizio sanitario, elettori del Consiglio Regionale e non degli Organi Statutari Universitari.

02 febbraio 2007
Ddl rapporti Ssn-Università: ancora lontana la soluzione dei problemi

 

Eravamo stati facili profeti. Le intenzioni non sono state seguite da fatti coerenti.

L'Anaao Assomed, in attesa di leggere il testo del provvedimento per una valutazione puntuale, non ritiene il disegno di legge approvato oggi dal Consiglio dei ministri sui rapporti SSN-Università capace di per sé di far decollare il processo di integrazione previsto dalla normativa vigente, anche se omogeneizza il quadro esistente ricollocando più strettamente nel sistema sanitario i policlinici a gestione diretta.


Rimangono irrisolti i molteplici problemi legati alla convivenza di componenti mediche con diritti e doveri differenti.


Altro che “riforma ordinamentale di grande rilevanza istituzionale”! Legiferare ex novo per richiamare chi di dovere al rispetto di leggi esistenti da 7 anni è francamente curioso in uno stato di diritto.


Una più intensa e proficua collaborazione tra sistema universitario e sistema sanitario non nascerà certo per legge, ma solo rimuovendo quelle criticità che hanno fatto da ostacolo in questi anni sia sul versante assistenziale che su quello formativo.


E adesso cosa chiederà l'Università in cambio della benevolenza dimostrata al rispetto delle leggi, sia pure con colpevole ritardo? Non staremo certo a guardare inermi eventuali cedimenti del Governo sulla età di quiescenza e sull'incremento delle retribuzioni reclamato a gran voce per rendere visibile anche sul piano economico la penalizzazione dei medici ospedalieri.

La questione nazionale rappresentata dalla autoreferenzialità della Facoltà di Medicina e dalla sua invadenza all'interno del SSN e dai limiti degli attuali percorsi formativi è in fase di stallo.


Dopo avere ri-stabilito i diritti di proprietà, ci auguriamo che il Governo riesca a mettere mano ad un provvedimento che riconduca l'Università ai suoi fini istituzionali e recuperi ruolo e titolarità del SSN e dei suoi Dirigenti nel processo di formazione dei Medici.

30 gennaio 2007
Anaao solidale con gli specializzandi
30 gennaio 2007

L'Anaao Assomed esprime il proprio sostegno e solidarietà ai Medici Specializzandi nel denunciare lo stato di confusione esistente in merito al loro contratto di formazione-lavoro ed il ritardo ingiustificabile del bando di concorso 2006-07, che, peraltro, si annuncia fortemente ridotto nella disponibilità complessiva.

L'Anaao Assomed ritiene surreale una situazione in cui in uno Stato di diritto le leggi non vengono applicate nemmeno dalle istituzioni e si persiste nel giocare con il destino personale e professionale di migliaia di Medici in un vuoto di governo in cui l'Università continua a comportarsi come una variabile indipendente del sistema.
 
A distanza di 8 anni viene ancora negato ai giovani Medici il riconoscimento di diritti inerenti il proprio status di lavoratori in uno specifico schema contrattuale, alla cui definizione non possono rimanere estranee le OOSS della Dirigenza Medica, mentre rimangono indefinite financo le necessarie garanzie sulla efficacia dei percorsi formativi.


Questo stato di cose dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, la necessità che il Servizio Sanitario recuperi ruolo e titolarità della formazione post laurea nonchè una centralità nella programmazione del fabbisogno di professionisti per i prossimi anni, oggi affidata, di fatto in modo esclusivo, alle Università che si muovono su logiche interne espressione di un potere autoreferenziale che non tiene in alcun conto le esigenze del Paese.


L'Anaao Assomed sollecita anche, a sostegno delle legittime richieste dei Medici Specializzandi, l'intervento delle Regioni e degli Ordini professionali a tutela, nel rispetto delle specifiche competenze, di un patrimonio professionale da riportare all'interno di un percorso funzionale alla mission ed ai fini istituzionali del Servizio Sanitario.

11 gennaio 2007
Medici ospedalieri: basta speculazioni che discreditano
il Ssn e il nostro lavoro!
11 gennaio 2007 - Comunicato intersindacale

Il problema del degrado del Policlinico universitario Umberto I, così come denunciato dall'inchiesta giornalistica e poi, arbitrariamente, esteso all'intero SSN senza alcun dato e riscontro, ha il solo effetto di provocare un grave danno e discredito al sistema pubblico favorendo il distacco dei cittadini che, spaventati, sono spinti a rivolgersi altrove.

La responsabilità di quanto documentato al Policlinico universitario ha radici antiche che le OO.SS. mediche ospedaliere hanno più volte segnalato e vede nelle autorità politiche regionali e nelle gerarchie accademiche i colpevoli dei disastrosi effetti della mancanza di programmazione e di investimenti sbagliati.

Ci chiediamo, per esempio, dove sia finito l'ultimo finanziamento ad hoc, di 200 milioni di euro assegnato con la Finanziaria 2004 per il risanamento del Policlinico universitario Umberto I, che si aggiungono a 1500 miliardi di lire del 1998.

Le carenze strutturali, che pure esistono, nel SSN e che obbligano spesso il personale sanitario a lavorare in condizioni di sicurezza critiche e ad elevato rischio, sono la conseguenza di una politica ultraventennale di mancati investimenti; la scelta di questi ultimi anni di appaltare a ditte private, spesso in modo clientelare e senza controlli, progressivamente sempre più servizi si è dimostrata incapace di garantire la qualità delle prestazioni.

N
on a caso la maggior parte delle carenze strutturali ed il maggior ricorso a convenzioni con il privato si  registra nelle Regioni con il maggior deficit sanitario; a tal fine auspichiamo che il Governo affianchi da subito un'authority per la gestione dei finanziamenti ripartiti a queste Regioni.

Ben vengano, finalmente, i controlli dei NAS se questi serviranno a smascherare le vere responsabilità di quanti, politici ed amministratori, non hanno saputo affrontare e risolvere queste annose situazioni. I risultati delle ispezioni di questi giorni dimostrano che le irregolarità sono concentrate in cinque Regioni, e sono prevalentemente di ordine amministrativo, e lì dove pure rivestono una valenza penale, esse non hanno mai determinato danni ai pazienti, grazie all'abnegazione del personale sanitario.

I medici ed il personale sanitario non hanno nulla da temere perché sono essi stessi vittime di queste carenze strutturali che, per di più, non possono denunciare all'esterno in quanto sarebbero direttamente perseguibili.

Nonostante ciò, a parte l'OMS che inserisce il nostro SSN tra i primi tre al mondo, i cittadini continuano a mostrare grande fiducia nella professionalità dei medici ospedalieri italiani che, anche in situazioni strutturali e tecnologiche non sempre adeguate, forniscono annualmente 9 milioni di ricoveri, e un miliardo e 400mila prestazioni ambulatoriali specialistiche, rispondono a 13 milioni di accessi ai dipartimenti di emergenza e assicurano un milione e 800mila presenze di guardia 24 su 24.

I medici del SSN chiedono al Governo specifici investimenti, già dalla prossima legge finanziaria, finalizzati ad un piano di ammodernamento e riedificazione delle strutture ospedaliere non adeguate.

 

10 gennaio 2007
Intesa Mussi-Turco: le buone e le cattive intenzioni
10 gennaio 2007

L'Anaao Assomed saluta con soddisfazione la decisione dei ministri competenti di ri-mettere mano ai rapporti tra Ssn e Facoltà di medicina augurandosi, però, che alle parole seguano i fatti, e fatti coerenti con quanto la società civile giustamente "pretende" dal sistema integrato formazione medica-ricerca-assistenza sanitaria.

Non basta però richiamare la necessità di una piena applicazione del dlgs 517/99, che non ha certo risolto i molteplici problemi legati alla convivenza di componenti mediche con diritti e doveri differenti, per fare decollare un  processo di integrazione tra parti che si trovano a rispondere a logiche non sempre conciliabili.

Occorre porsi l'obiettivo del superamento delle criticità manifestatesi in questi anni, soprattutto nella versione “arlecchino” prodotta dalle singole regioni.

A partire da una presenza universitaria entro le strutture del SSN avvertita come minacciosa a causa della vaghezza dei limiti, spostati di volta in volta in sede di intesa regionale, fino alla pretesa che siano la provenienza istituzionale e  l'autoreferenzialità ad orientare il processo di organizzazione e di gestione delle  Aziende Integrate .

In questi anni si è configurata di fatto la subordinazione delle necessità assistenziali a quelle didattiche, vere o presunte, fermi restando per il SSN tutti gli obblighi connessi al finanziamento. Alla fine i ruoli istituzionali appaiono confusi e sovrapposti .

Le conflittualità esistenti sono difficilmente risolvibili in assenza di regole, e della volontà di farle rispettare, non solo nuove ma capaci di definire in maniera trasparente, cogente e condivisa, le condizioni di pari dignità per un processo di integrazione considerato da molte parti un valore aggiunto per le Aziende Sanitarie in grado di rendere i rapporti Università-SSN meno conflittuali e più rispettosi dei reciproci fini istituzionali.

Questo è quanto ci aspettiamo da un remodelling che non si limiti alla facciata o ai problemi di quel pozzo senza fondo diventato il policlinico di Roma!!

La formazione del medico e degli altri professionisti sanitari,  primario interesse di chi fornisce l'assistenza sanitaria pubblica, richiede certo il coinvolgimento del SSN e dei medici ospedalieri ma all'interno di un forte rinnovamento dei percorsi formativi. Il modello non può più essere quello tradizionale delle facoltà, insufficiente per logiche e dimensioni a far fronte alla continua espansione di una domanda a carattere eminentemente pratico. I futuri luoghi della didattica medica devono prendere in considerazione nuovi contenitori che abbiano come base metodologica e supporto organizzativo la Rete Formativa Regionale, presupposto per la realizzazione di quell'Ospedale d'Insegnamento, nucleo portante di una vera integrazione tra SSN e Università,che oggi rappresenta una realtà legislativa negata.

In questo quadro di buone intenzioni singolare è il riaffacciarsi di un vecchio demone  quale quello della esclusività di rapporto del  personale medico apicale. Come se esistesse una relazione causale tra un quadro normativo insufficiente, inapplicato e violentato e la attività libero professionale dei medici. Non si fa buona politica inseguendo emergenze vere o presunte o lasciando che siano le inchieste giornalistiche a dettare l'agenda governativa,e la sua scansione temporale.

I medici ospedalieri rimangono in fiduciosa attesa, ma non forniscono deleghe in bianco e non intendono avallare, al di fuori del necessario confronto, provvedimenti inerenti le modalità organizzative del loro lavoro magari inseriti alla chetichella in un qualunque contenitore legislativo.

05 gennaio 2007
Ospedali fatiscenti e infezioni: è sempre colpa dei medici?
5 gennaio 2007

“Dopo i 90 morti al giorno in ospedale per gli errori dei medici, poi ritrattati e smentiti anche dal ministero della salute, ora i 7000 morti all'anno perché medici e infermieri non si lavano le mani.

Usare dati eterogenei, presi da studi di dubbia credibilità, mescolare fonti nazionali e internazionali, relative a condizioni non confrontabili, sta diventando una moda. Tutto nella più completa superficialità e con indecente pressapochismo, tutto per sollevare scandalo e avere più visibilità, tutto senza la responsabilità di approfondire le cause, verificare le fonti e rispondere delle conseguenze che simili affermazioni determinano. Si potrebbe dire che ne ammazza più l'ospedale della peste manzoniana, e che i medici sono i nuovi untori di questa epidemia. 

Perché la causa dell'epidemia, vera o presunta, di infezioni ospedaliere è la poca attitudine dei medici ospedalieri a lavarsi le mani.

Ci vuole un bel coraggio, o una cattiva fede, per essere così miopi e parziali. 

Sono decenni che il più grande policlinico italiano gestito direttamente dall'università è fuori controllo, che riemerge come un fiume carsico nell'elenco dei problemi irrisolti, che richiede finanziamenti ad hoc e a fondo perduto nelle leggi finanziarie, che resiste a ogni tentativo (ricordate le polemiche del ministro Bindi ai tempi del Direttore Fatarella?) di riorganizzazione e riconversione,  che nomina e consuma Direttori generali strapagati che nulla risolvono, che costringe medici e pazienti a convivere con incuria, sporcizia, cattiva gestione, malaffare e baronie universitarie.

Di nuovo, che cosa appare e va denunciato? La scarsa pulizia dei medici ospedalieri, la negligenza nell'abbigliamento, i modi non sempre cortesi.

Sollevare problemi veri e indicare comodi capri espiatori può essere un modo comodo per fare inchieste di grido, ma non è un buon servizio per il Paese”.    

E veniamo all'altra novità: il Policlinico Umberto I di Roma è un inferno.

Fanno corsi di studio lunghi e complessi come in nessun altro Paese al mondo, i medici italiani, usano tecnologie moderne e raffinate, sono tra i primi trapiantatori d'organi del mondo, sostengono un servizio  sanitario giudicato dall'OCSE tra i migliori del pianeta, ma non si lavano, e da questo dipende la malattia e la morte di migliaia di ignari pazienti.

Conta qualcosa il grande numero di ospedali ultrasecolari, alloggiati in conventi o costruiti a padiglioni in stile umbertino? Ha qualche ruolo la diffusione di stanze a 4 e più letti senza servizi? Pesa la mancanza di percorsi separati tra degenti, visitatori, medici e transiti di servizio? E' di qualche rilievo la ventennale mancanza di finanziamenti per l'edilizia ospedaliera? E' significativo che i ricoveri riguardino sempre più pazienti molto anziani e con plurime patologie? Ci interessa verificare il modo in cui gli ospedali vengono amministrati da Direttori generali pagati centinaia di migliaia di  euro? Vogliamo fare qualche confronto con la miriade di strutture private accreditate senza alcuna verifica? Certo che no.

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