29 dicembre 2011
PATTO PER LA SALUTE: I MEDICI CHIEDONO DI ESSERE COINVOLTI
Comunicato stampa Anaao Assomed del 29 dicembre 2011
27 dicembre 2011
ERRORI MEDICI: MALASANITA’ O MALAINFORMAZIONE?
Comunicato stampa Anaao Assomed del 27 dicembre 2011
23 dicembre 2011
LPI ALLARGATA: DOPO LA PROROGA CHIDIAMO SOLUZIONI STRUTTURALI
Comunicato Stampa Anaao Assomed del 23 dicembre 2011
21 dicembre 2011
PENSIONI. SINDACATI MEDICI: MISURE PENALIZZANO I GIOVANI
Comunicato intersindacale del 21 dicembre 2011
20 dicembre 2011
RIFORMA PENSIONI. MEDICI INDIGNATI: LO SCONTO E’ SOLO PER I LAVORATORI PRIVATI.
Comunicato stampa Anaao Assomed del 20 dicembre 2011
14 dicembre 2011
DDL ‘GOVERNO CLINICO’: TIMIDI PASSI AVANTI, MA IL TESTO RIMANE INADEGUATO
Comunicato intersindacale del 14 dicembre 2011
12 dicembre 2011
SINDACATI MEDICI: CHIUSURA SULLE PENSIONI PRIVATE INCOMPRENSIBILE
Comunicato intersindacale del 12 dicembre 2011
09 dicembre 2011
LPI ALLARGATA: CHIESTA PROROGA IN ATTESA DI SOLUZIONI STRUTTURALI
Comunicato intersindacale 9 dicembre 2011
07 dicembre 2011
L'ANAAO LANCIA L'ALLARME: CODICE ROSSO PER LA SANITA'
Comunicato stampa Anaao Assomed del 7 dicembre 2011
05 dicembre 2011
MANOVRA: INDEGNA LA STANGATA SULLE PENSIONI DI ANZIANITA’ PER MEDICI E DIRIGENTI DEL SSN
Comunicato stampa Anaao Assomed del 5 dicembre 2011
01 dicembre 2011
NO A ULTERIORI COLPI DI MANO SULLE PENSIONI
Comunicato stampa COSMED del 1 dicembre 2011
16 novembre 2011
SODDISFATTI PER MANTENIMENTO MINISTERO SALUTE E NOMINA BALDUZZI
Comunicato stampa Anaao del 16 novembre 2011
15 novembre 2011
COSMED: NON ABOLIRE IL MINISTERO DELLA SALUTE
Comunicato Stampa Cosmed del 15 novembre 2011
12 novembre 2011
UN GOVERNO NUOVO CHE SALVAGUARDI LA SANITA’
Comunicato Intersindacale - 12 novembre 2011
02 novembre 2011
DDL "GOVERNO CLINICO": UN TESTO INADEGUATO E DANNOSO
Comunicato stampa Intersindacale del 2 novembre 2011
27 ottobre 2011
LETTERA GOVERNO A UE: INTENTI VAGHI, MA CHIARA INTENZIONE DI COLPIRE IL SERVIZIO PUBBLICO
Comunicato stampa Anaao del 27 ottobre 2011
26 ottobre 2011
LEGGE STABILITA’: IL GOVERNO "AZZERA" I DIRITTI DEI MEDICI SPECIALIZZATI
Comunicato stampa Anaao del 26 ottobre 2011
25 ottobre 2011
MEDICI, VETERINARI E DIRIGENTI SANITARI PRONTI A REAGIRE CONTRO IL NUOVO ATTACCO ALLE PENSIONI
Comunicato stampa Cosmed del 25 ottobre 2011
25 ottobre 2011
MEDICI VETERINARI E DIRIGENTI SANITARI PRONTI A REAGIRE CONTRO IL NUOVO ATTACCO ALLE PENSIONI
Comunicato Cosmed del 25 ottobre 2011
15 ottobre 2011
DOPO I MEDICI IL GOVERNO ROTTAMA GLI OSPEDALI
Comunicato Anaao del 15 ottobre 2011
28 settembre 2011
GOVERNO CLINICO: UN TESTO ASCIUGATO MA ANCORA INSUFFICIENTE
Comunicato Anaao 28 settembre 2011

“Anche dopo l'ennesima riscrittura, i contenuti del testo del Ddl cosiddetto sul “governo clinico”, appaiono, quando non peggiorativi, insufficienti rispetto alla gravità e complessità del disagio che i medici vivono all'interno del sistema sanitario”. E' il commento del Segretario Nazionale Anaao Assomed Costantino Troise al nuovo testo del ddl in discussione presso la Commissione Affari Sociali della Camera.

Dopo le numerose penalizzazioni inflitte dalle manovre economiche 2010-2011 ai medici ed agli altri Dirigenti del SSN, era lecito attendersi il riconoscimento del ruolo centrale ed esclusivo della professione nelle sue funzioni di garanzia del cittadino. Un riconoscimento oltre modo necessario di fronte all'affermarsi di una cultura aziendalista che tende a marginalizzare il ruolo e le funzioni dei professionisti del SSN, tutto sacrificando sull'altare del pareggio di bilancio.

L'obiettivo della sostenibilità, non solo economica, di un sistema sanitario equo, accessibile ed efficace esige un sostanziale cambiamento di rotta per ridefinire ruolo e responsabilità del medico, il cui compito fondamentale è governare le cure e ridisegnare l'integrazione delle competenze e dei poteri nelle aziende sanitarie. Questa era la sfida ed il ddl doveva esser lo strumento del cambiamento.

Il testo in esame, invece, si limita a ribadire norme di funzionalità delle aziende sanitarie, sfiorando soltanto il nocciolo dei problemi che ne sono all'origine. Ancora una volta modifica l'età di quiescenza contribuendo, dopo avere rifiutato di anticipare l'età di ingresso nel sistema, all'invecchiamento della categoria. Ma soprattutto non individua procedure di selezione e verifica delle carriere meno discrezionali ed autoritarie, valorizzando i titoli e l'esperienza professionale ai fini del conferimento e rinnovo degli incarichi. Infine viene meno l'intento, manifestato nelle precedenti edizioni del ddl, di un riordino della libera professione dei medici, lasciando in tal modo aperta la strada alla ennesima proroga della libera professione intramoenia allargata.

L'Anaao Assomed chiede uno sforzo congiunto di rivisitazione del testo in linea con le attuali esigenze delle categorie professionali che il 13 ottobre renderanno visibile il proprio disagio ed il proprio malessere nella manifestazione nazionale che si svolgerà a Roma
 

20 settembre 2011
ANAAO: una occasione da non sprecare per cambiare il sistema formativo dei medici
Comunicato Anaao 20 settembre 2011

La modifica di un sistema formativo medico post laurea da tempo insufficiente, per quantità e qualità, rispetto alle esigenze di un moderno sistema sanitario, proposta dal Ministro della salute Ferruccio Fazio è una occasione da valutare favorevolmente. E' il commento del Segretario Nazionale dell'Anaao Assomed, Costantino Troise.
 
Una eccessiva durata  (11-12 anni), che ritarda l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro ad una età in cui in Europa i loro coetanei raggiungono elevati livelli di carriera e la carenza di attività formativa sul campo caratterizzano in Italia la formazione medica post laurea. Con la conseguenza, come denunciano gli stessi specializzandi, di consegnare, tardi, al sistema sanitario un “prodotto grezzo”, cui per altri 5 anni non è possibile conferire incarichi di alta specializzazione o gestionali.

E' un segno dei tempi che chi da anni usa i medici specializzandi come forza lavoro, occulta ed a basso costo, per produrre i volumi di attività che giustificano la esistenza delle strutture universitarie, oggi gridi allo “sfruttamento” da parte degli ospedali.

L'obiettivo non deve, certo, essere assicurare mansioni subalterne al servizio sanitario quanto creare le condizioni per un graduale e reale processo di acquisizione “sul campo” di autonomia professionale dei Medici, anticipandone l'ingresso nel mondo del lavoro con vantaggi previdenziali, assistenziali e professionali, e recuperare al sistema sanitario un ruolo formativo che integri e non sostituisca quello universitario, senza pregiudicare la possibilità di inserimento di personale attualmente precario evitando fenomeni di dumping sul costo.

In un mondo che cambia la sfida è per tutti e la conservazione non salva né gli ospedali né le facoltà. Il cambiamento non solo è necessario, ma anche urgente e continuare a rifiutarlo vuol dire aggravare una malattia che rischia di essere mortale sia per il sistema formativo che quello assistenziale.
 

15 settembre 2011
MEDICICI, VETERINARI E DIRIGENTI DEL SSN BOCCIANO LA MANOVRA E CONFERMANO LA PROTESTA
Comunicato Intersindacale 15 settembre 2011

Il mondo dei professionisti della sanità italiana conferma in maniera unitaria e compatta il suo giudizio fortemente negativo sulla manovra economica approvata in via definitiva dalla Camera. Anche i Deputati, dopo i Senatori, si sono dimostrati sordi alle proteste ed alle richieste della sanità pubblica, forse per carenza di conoscenza perché più abituati a frequentare la sanità privata.

Pur consapevoli del difficile quadro internazionale in cui la manovra è stata varata, non possiamo accettare in silenzio inique e pesanti penalizzazioni che, sommate a quelle del 2010 e 2011, fanno dei  medici, veterinari e dirigenti del Servizio sanitario nazionale le categorie chiamate a pagare il prezzo più alto , in termini retributivi, previdenziali, normativi e professionali.

A cominciare dal rivolgimento delle regole Irpef per cui il contributo di solidarietà è chiesto ai soli dipendenti pubblici, in spregio di ogni principio costituzionale di eguaglianza dei cittadini davanti al fisco ed al carattere progressivo della imposizione. Cui aggiungere punizioni specifiche quali:
• il prolungamento a 5 anni del blocco dei contratti di lavoro e delle convenzioni, con conseguente perdita del 20% del potere di acquisto dei loro stipendi,
• lo scippo per 2 anni del TFR, che è salario differito, in gran parte autofinanziato,
• la minaccia di una mobilità selvaggia e di una ulteriore precarizzazione degli incarichi di lavoro,
• la proroga della facoltà delle amministrazioni di pensionamento coatto, a prescindere dalla età anagrafica, spesso inferiore a 60 anni.

I nostri continui appelli all'equità dei provvedimenti e all'attenzione al valore del nostro lavoro ed alle finalità del sistema in cui operiamo sono caduti nel vuoto ed ora ci ritroviamo a fare i conti con misure che mettono a rischio anche la tenuta del sistema sanitario. Ripetere che non si è intervenuti sulla sanità significa dimenticare la sottrazione di 8 miliardi di euro e non comprendere che colpire i professionisti, che la salute garantiscono ogni giorno, significa contribuire a minare l'intero sistema, la sua credibilità e la sua sostenibilità.

Non possiamo che confermare le ragioni di una protesta che ci porterà alla manifestazione di Roma il 13 ottobre per scongiurare ulteriori attacchi alla professione e reclamare l'attenzione che il settore merita a difesa di un sistema salute che garantisca in maniera adeguata la tutela dei cittadini e la dignità professionale degli operatori.

ANAAO ASSOMED - CIMO-ASMD – AAROI-EMAC – FP CGIL MEDICI – FVM – FASSID – CISL MEDICI - FESMED – ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI - UIL FPL FEDERAZIONE MEDICI – SDS SNABI – AUPI – FP CGIL SPTA - SINAFO – FEDIR SANITA' – SIDIRSS – FIMMG – SUMAI – SNAMI – INTESA SINDACALE - SMI - FIMP – CIMOP – UGL MEDICI

09 settembre 2011
Salviamo il Sistema
Comunicato Anaao 9 settembre 2011

Impossibile dare torto al Ministro della Salute, Ferruccio Fazio ed al Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani quando, dopo le manovre economiche 2010 e 2011, lanciano l'allarme per la sostenibilità del sistema sanitario che rischia anche di perdere le sue caratteristiche di” pubblico” e “nazionale”. E' il commento del Segretario Nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise, alle dichiarazioni rilasciate oggi a Chianciano.

Malgrado una spesa nettamente inferiore alla media OCSE, e risultati di gran lunga superiori, la sanità pubblica è entrata in una fase recessiva di definanziamento e progressivo impoverimento di risorse tecnologiche e professionali, avviata ad un ruolo residuale, povera per i poveri.
Le disparità tra Regioni, ormai eclatanti, sono destinate a crescere, a carico non solo dei modelli organizzativi, ma della possibilità di garantire i LEA in maniera uniforme, non risparmiando nemmeno il livello di sicurezza delle cure, come i dati dimostrano. Il diritto alla salute non è più un diritto di cittadinanza, ma una condizione legata alle caratteristiche dei territori in cui capita di vivere.

Un tassello importante di questo progressivo smantellamento di un valore fondamentale di una comunità è l'attacco portato alle categorie professionali che operano all'interno del settore, penalizzate dal Governo in maniera spropositata, e con modalità plurime, fino a capovolgere per loro le regole IRPEF, ampliare la invadenza pervasiva della politica nelle loro carriere, negare il valore di merito, competenze, risultati.

Chi ha a cuore la sanità pubblica intervenga prima che sia troppo tardi per garantirne la sostenibilità, anche utilizzando i proventi di altre entrate, quali le accise sul fumo, per abolire tickets iniqui e generalizzati, e fermare l'accanimento sui suoi professionisti.
Efficienza ed efficacia in sanità non sono possibili con medici frustrati e arroccati nella medicina difensiva. È in gioco la esigibilità dell'unico diritto che la Costituzione definisce fondamentale, insieme con la dignità professionale di chi, tutti i giorni e tutte le notti, in condizioni sempre più gravose e rischiose, è chiamato a tutelarlo.

Anche per questo le organizzazioni sindacali dei professionisti, dipendenti e convenzionati del SSN, continuano a mantenere lo stato di agitazione a sostegno delle ragioni della loro protesta contro i contenuti delle manovra economiche.
 

08 settembre 2011
Medici, veterinari, dirigenti del SSN bocciano la manovra e si mobilitano per fermare i continui attacchi ai professionisti della sanità
Comunicato Intersindacale 8 settembre 2011

I Medici dipendenti, convenzionati con il Ssn e della ospedalità privata, i veterinari, i dirigenti sanitari ed amministrativi dipendenti, bocciano la manovra economica approvata ieri dal Senato e danno vita ad una mobilitazione in difesa dei diritti delle categorie e delle condizioni di lavoro dei professionisti della sanità aperta da una manifestazione a Roma il 13 ottobre.

Le categorie professionali della sanità sono state colpite con le ultime manovre economiche sia come pubblici dipendenti attraverso il congelamento del contratto e delle convenzioni per 5 anni, con una consistente perdita economica aggravata, per i medici convenzionati, dal mancato riconoscimento delle spese di produzione, sia come dirigenti, sottoposti ad una addizionale irpef, bollata come folle ed eliminata per i dirigenti del settore autonomo e privato, sia, infine, come professionisti, con incarichi di lavoro sempre più precarizzati e discrezionali, a prescindere da competenze, meriti e risultati, ed esposti alla invadenza pervasiva della politica.

Quasi leggi speciali, per loro sono anche previsti:
• il congelamento del TFR per 2 anni, una appropriazione indebita di salario differito largamente autofinanziato;
• una mobilità selvaggia,senza regole, discrezionale fino all'arbitrio;
• pensionamento a 65 anni per le donne, malgrado esse siano sottoposte a stressanti turni notturni e festivi, che si aggiungono ai compiti di cura.

Si tratta di inique discriminazioni contro il pubblico impiego, di cui fanno parte i Dirigenti Medici e i dirigenti del SSN, all'interno di una politica recessiva per la sanità italiana, definanziata ed impoverita dal punto di vista economico e di risorse professionali, destinata ad un ruolo povero per i poveri.

Anche dopo l'approvazione della manovra economica le organizzazioni sindacali mantengono lo stato di agitazione a sostegno di una piattaforma di obiettivi a difesa della dignità e del valore delle professioni quali:
la discussione sul loro ruolo all'interno del sistema; nuove modalità di definizione dei rapporti convenzionali; la definizione dei livelli essenziali organizzativi; la lotta all'abuso di contratti precari; la difesa dell'incremento del contenzioso con i pazienti.

A sostegno di tale piattaforma che si farà anche carico di propose sul finanziamento e l'organizzazione del sistema sanitario, le organizzazioni sindacali destinano un pacchetto di iniziative che non escludono azioni di scioperi.

I Medici dipendenti, convenzionati con il Ssn e della ospedalità privata, i veterinari, i dirigenti sanitari ed amministrativi dipendenti vogliono tornare ad essere protagonisti della sanità italiana e non pecore da tosare o macchine banali.

 

05 settembre 2011
MANOVRA BIS AL SENATO. Anaao boccia il testo della commissione bilancio e mantiene lo stato di agitazione
Comunicato Anaao 5 settembre 2011

L'Anaao Assomed boccia il testo della manovra economica licenziato per l'Aula dalla Commissione Bilancio del Senato per la inaccettabile penalizzazione, con plurime modalità, del lavoro e del ruolo dei Medici e dirigenti sanitari dipendenti del SSN e la sostanziale iniquità nella ripartizione dei sacrifici necessari al risanamento dei conti .
E' questo il parere di Costantino Troise, Segretario Nazionale dell'Associazione.

Fallito, per ora, il golpe sui periodi di riscatto, sostituito da insulti senza pudore contro coloro che hanno osato protestare, rimangono sul tappeto altre misure.
A cominciare dal contributo di solidarietà, o per meglio dire l'addizionale IRPEF, per i redditi superiori a 90.000 e 150.000 euro annui, chiesto ai soli dipendenti pubblici in spregio di ogni principio di eguaglianza dei cittadini davanti al fisco, chiamato a riscuotere in base non alla entità del reddito, ma alla natura giuridica del rapporto di lavoro che lo ha prodotto. Nessuno riesce a spiegare perché un provvedimento bollato come “folle” ed eliminato per i lavoratori privati ed autonomi diventi cosa buona e giusta se applicato ai dirigenti pubblici.

I Medici e i Dirigenti sanitari dipendenti del SSN sono, evidentemente, figli di un dio minore per i quali si prevede anche:
• il prolungamento del blocco dei contratti di lavoro, nazionali ed aziendali, fino a 5 anni, con conseguente perdita del 20% del potere di acquisto dei loro stipendi
• lo scippo per 2 anni del TFR che è salario differito, in gran parte autofinanziato,
• la minaccia di una mobilità selvaggia e di una ulteriore precarizzazione degli incarichi di lavoro.
• la proroga della facoltà delle amministrazioni di pensionamento coatto, a prescindere dalla età, con 40 anni di contributi comprensivi, in questo caso, dei periodi riscattati.

Misure gravi che medici, veterinari, dirigenti sanitari ed amministrativi chiedono di modificare sottoscrivendo l'appello online promosso dalle organizzazioni sindacali. Misure che inducono l'Anaao Assomed a mantenere lo stato di agitazione della categoria rimettendo all'intesa con le altre sigle la scelta di ulteriori modalità di protesta.
 

31 agosto 2011
MANOVRA BIS: Ritirata la norma truffa ma permangono disposizioni vessatorie
Comunicato Anaao 31 agosto 2011

Il Governo si appresta a ritirare dalla manovra in discussione al Senato la norma –truffa  sul riscatto degli anni di laurea e di specializzazione. Si tratta di un evidente successo dell'azione di tutte le organizzazioni sindacali della Dirigenza medica e sanitaria – commenta il Segretario Nazionale dell'Anaao Assomed, Costantino Troise - che da subito hanno sottolineato i caratteri di "estemporaneità " e di incostituzionalità del provvedimento, così evidenti da renderne difficile la sostenibilita' giuridica e politica. Bene. La cancellazione della proposta indecente lascia, però, sul terreno un bene prezioso quale la credibilità dello Stato e di quelli che “le pensioni non si toccano”.

Rimangono in piedi per il pubblico impiego, e in particolare per i medici, altri problemi a partire dal  prelievo forzoso del 5% per i redditi superiori a 90.000 € e del 10% per quelli superiori a 150.000 €. I liberisti "a giorni alterni " hanno ammainato le loro bandiere dopo che dal provvedimento e' stato esentato tutto il settore privato che rappresenta appena un terzo della platea interessata . Nessun cuore gronda più sangue e nessuna lacrima viene ancora versata e chi reputava fino ad ieri “folle” la nuova aliquota fiscale si riferiva evidentemente non al provvedimento in sé ma alla sua estensione al di fuori del recinto delle pecore pubbliche. Anche in questo caso l'incostituzionalità del provvedimento e' inconfutabile venendo meno ad elementari principi di equità ed uguaglianza dei cittadini di fronte al fisco. 

E rimangono sul tappeto altre norme vessatorie, quasi leggi speciali, per il solo pubblico impiego su tredicesima, tfr, mobilità selvaggia, precarietà degli incarichi senza contare un blocco contrattuale di 5 anni che causerà la perdita del 20% del potere di acquisto delle  retribuzioni.

L'ANAAO ASSOMED esprime la propria totale contrarietà al cosiddetto "contributo di solidarietà" pagato dai soli dirigenti pubblici ed alle leggi speciali per i medici dipendenti e conferma lo stato di agitazione pronta a tutte le iniziative di protesta, nessuna esclusa, che si rendessero necessarie per modificare  una manovra iniqua e sbagliata.
 

24 agosto 2011
Anaao contro spot TV su errori medici: spudorata operazione di marketing
Comunicato Anaao 24 agosto 2011

In questi giorni è tornato ad impazzare sulle reti televisive nazionali un vecchio spot che veicola il messaggio di novelli cavalieri pronti a difendere i cittadini contro la malasanità promettendo, se non giustizia, allettanti risarcimenti economici.

Una pubblicità per gruppi di professionisti che, forse, mirano, più che altro, ad un risarcimento in proprio alle delusioni di una carriera oggi costretta, non di rado, a indurre domanda pur di sopravvivere ed una provocazione per tutti i medici, coinvolti in vaghe ed indefinite responsabilità professionali.

Il fatto che si tratti di una spudorata operazione di marketing non annulla la pericolosità di una subliminare induzione al contenzioso, sempre e comunque, anche a distanza di molti anni dai fatti, né la cattiva luce che si proietta su tutto il sistema sanitario pubblico.

Un sistema sanitario che, alle prese con un progressivo impoverimento di risorse professionali ed economiche, riesce ancora a garantire l'erogazione di prestazioni adeguate alla domanda, da un punto di vista quantitativo e qualitativo, solo grazie alla abnegazione di chi continua ad impegnarsi nella tutela del diritto alla salute dei cittadini in condizioni sempre più gravose e rischiose.

L'Anaao Assomed ha sottoposto tale episodio agli ordini professionali coinvolti affinchè ne valutino la coerenza con i principi deontologici e nel contempo ha proceduto ad una denuncia al garante delle telecomunicazioni e ad una segnalazione al Comitato di Controllo dello IAP (Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria) per eventuali violazioni del codice di autodisciplina delle comunicazioni commerciali.
 

22 agosto 2011
MANOVRA BIS: no all'ingiustizia e all'accanimento verso i dipendenti pubblici
Comunicato Anaao 22 agosto 2011

L'Anaao Assomed giudica negativamente la manovra bis che il Parlamento si appresta ad esaminare per la portata delle nuove misure a carico del pubblico impiego, tra cui i Medici e i dirigenti sanitari dipendenti del SSN, e la sostanziale iniquità nella ripartizione dei sacrifici necessari.
E' questo il parere di Costantino Troise, Segretario Nazionale dell'Associazione.

Lo scalpore oggi sollevato dal contributo di solidarietà, o per meglio dire l'addizionale IRPEF, per i redditi superiori a 90.000 e 150.000 euro annui, non deve fare dimenticare che la nuova aliquota fiscale è già stata disposta nel 2010, a valenza 2011, per i dipendenti pubblici. Ma allora nessun cuore ha grondato sangue e nessuna lacrima è stata versata pur rappresentando essi circa i due terzi della platea interessata.

La estensione del provvedimento a tutti gli altri redditi ha, giustamente, fatto montare una indignazione diffusa che preme sul governo per la retromarcia.
Ben venga ma, sia chiaro, che essa deve valere per tutti non essendo i Medici e i Dirigenti sanitari dipendenti del SSN cittadini di serie B!

Per i quali, tra l'altro, si prevede anche:
• una perdita del 20% del potere di acquisto dei loro stipendi conseguente al blocco dei contratti di lavoro, nazionali ed aziendali, lungo 5 anni,
• lo scippo per 2 anni del TFR che è salario, in gran parte autofinanziato, sia pure differito,
• la minaccia trasversale di un sequestro anche della tredicesima.

Misure gravi, ennesima espressione di una volontà punitiva di un pubblico impiego che, numeroso quanto quello tedesco, vede crescere la retribuzione in misura maggiore del privato solo laddove gli stipendi dipendono direttamente da decisioni governative.

Lo status di dipendente pubblico sembra diventato un reato per il quale non finisce mai la pena da scontare per la colpa di pagare le tasse prima ancora di ricevere lo stipendio
 

04 agosto 2011
Meglio tassare la salute che ciò che produce malattie
Comunicato stamapa Anaao 4agosto 2011

Il Governo ha rinviato a futura memoria la giusta proposta proveniente da autorevoli Ministri e dalla sua stessa maggioranza di una tassa sul fumo in sostituzione dell'inasprimento del ticket sulle prestazioni sanitarie.

In sostanza, preferisce aumentare gli elementi di iniquità sociale taglieggiando la esigibilità di un diritto costituzionalmente garantito, quale il diritto alla salute, piuttosto che intervenire su stili di vita che producono morti, malattie e costi sanitari esorbitanti. Meglio trasferire i costi della sanità su tutti i cittadini tassando di 10 euro ogni richiesta di prestazione che chiedere una compartecipazione di 34 euro l'anno(!!) solo a chi una parte non marginale di tali costi produce. Se “non ci sono le condizioni per intervenire” in questa materia si trovano sempre i momenti e le condizioni per tagliare la Sanità e mettere le mani in tasca dei Medici e dei cittadini.

Le Regioni con le spalle al muro studiano non solo le modalità di modulazione della nuova tas-sa, ma anche discutibili provvedimenti di estensione a tutte le attività sanitarie con il rischio di imitare il Governo andando a tosare i soli noti e cioè i Medici dipendenti.

Un Paese civile dovrebbe essere sempre in grado di darsi una scala di priorità, ma aumentano le preoccupazioni per il futuro se nel nostro Paese la sanità viene dopo il monopolio e la salute dopo il fumo, con i Medici dipendenti del SSN nel ruolo di bersagli preferiti di chiunque voglia fare cassa.

 

28 luglio 2011
Bene la riduzione del percorso formativo in medicina, ma ora miglioriamo la qualità
Comunicato stampa Anaao - 28 luglio 2011
21 luglio 2011
Comunicato finale degli STATI GENERALI
Comunicato intersindacale - 21 luglio 2011
21 luglio 2011
Manovra: positivo l'incontro con le Regioni. Concordata l'attivazione di tavoli tecnici.
comunicato Anaao - 21 luglio 2011
15 luglio 2011
Approvata una manovra iniqua per il Ssn, ma la partita non è conclusa
comunicato Anaao - 14 luglio 2011
13 luglio 2011
Manovra: Stati Generali della sanità il 21 luglio a Roma
Comunicato stampa intersindacale - 13 luglio 2011
07 luglio 2011
Brunetta dà i numeri ma non dice quanto i medici perderanno tra il 2010 e il 2014
comunicato stampa Anaao - 7 luglio 2011
05 luglio 2011
Manovra: sindacati della dirigenza del Ssn proclamano lo stato di agitazione e manifestazione entro luglio
Comunicato stampa intersindacale 5 luglio 2011
01 luglio 2011
Anaao boccia una manovra che penalizza il servizio sanitario nazionale
comunicato stampa - 1 luglio

ANAAO BOCCIA UNA MANOVRA CHE PENALIZZA IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

La manovra economica varata ieri dal Governo è, nei suoi capisaldi, un film già visto.
Questo il commento del Segretario Nazionale dell'Associazione, Costantino Troise, che rileva come per il Governo il risanamento dell'economia italiana passi, ancora una volta, solo per le tasche dei dipendenti pubblici ed il taglio dei servizi. 

Lo scorso anno – afferma Troise - abbiamo scioperato per chiedere una maggiore attenzione alla sanità. E oggi, evaporati i tagli dei costi della politica ed esonerato il settore privato, a rimettere in ordine i conti pubblici, e con effetto immediato, sono chiamati i soliti noti, enti locali e dipendenti pubblici, con medici e dirigenti sanitari del SSN particolarmente tartassati.

A dispetto delle affermazioni del Ministro Brunetta, il congelamento dei contratti e dei livelli retributivi riduce il potere d'acquisto delle retribuzioni dei Medici pubblici almeno del 20%, senza contare le ripercussioni previdenziali, mentre un esasperato blocco del turn over, divenuto negli anni un cappio al collo del sistema sanitario, peggiora le condizioni del loro lavoro.

Il blocco contrattuale di 5 anni, accompagnato dalla previsione della indennità di vacanza contrattuale per il periodo 2015-2017, recita un requiem per il contratto nazionale di lavoro mentre il tetto ai livelli retributivi segnala che per i pubblici dipendenti il guadagno è reato.

Se sono state esonerate dal blocco del turnover alcune categorie è perché le comunità non possono essere private di chi interviene in caso di incendi o di atti criminali. Ma possono essere lasciate senza Pronto Soccorso e senza organici medici adeguati? La sicurezza dei cittadini non riguarda la loro salute?
Una bomba ad orologeria fatta di ulteriori strette sul costo del personale, sugli organici e sugli standard organizzativi, oltre che di tickets e tetti, minaccia il Servizio sanitario che rischia di essere ridotto dalle due manovre, e dalla fuga dei medici e sanitari pubblici, ad un sistema povero per i poveri. Il che è fortemente miope perché non investire nella sanità delegittimando i medici pubblici significa indebolire i diritti, e la salute dei cittadini con costi maggiori.

Nessuna manovra correttiva può essere considerata equa se salvaguarda rendite e privilegi per penalizzare il lavoro, tantomeno quello dei medici del SSN chiamati a tutelare, in condizioni sempre più gravose e rischiose, un bene prezioso e costituzionalmente garantito quale la salute dei cittadini.

L'ANAAO ASSOMED – conclude Troise - si attiverà, insieme alle altre organizzazioni sindacali di categoria per cercare di correggere i passaggi più pericolosi della manovra economica 2011-2014.

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leggi la rassegna stampa 

28 giugno 2011
Manovra economica: i medici contro il blocco turn over
comunicato stampa - 28 giugno

MANOVRA ECONOMICA: I MEDICI CONTRO IL BLOCCO TURN OVER

“Per il Governo il concetto di sicurezza evidentemente non riguarda le cure sanitarie”. Lo dichiara il Segretario Nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise, commentando le anticipazioni fornite dalle agenzie di stampa sui contenuti della manovra economica.
Il prosieguo del blocco del turnover per la pubblica amministrazione esclude il personale chiamato a svolgere compiti fondamentali, quali la difesa dalla criminalità, gli interventi in caso di incendi e catastrofi (polizia e vigili del fuoco), ed il controllo degli obblighi fiscal”. Ma non (il Governo ne è consapevole?) quello deputato a garantire a cittadini ed operatori la sicurezza delle cure, il cui calo è causa di costosissime procedure di medicina difensiva e infiniti contenziosi legali tra pazienti e strutture sanitarie.

Oggi la sicurezza in ambito sanitario è messa a dura prova dall'impoverimento degli organici, frutto della espulsione dal sistema di migliaia di medici provocata dalla manovra economica 2010, e del blocco del turnover, specie nelle Regioni del sud, causa dell'abuso di contratti atipici e del dilagare del precariato medico.

E' grave continuare una politica di asfissia del pubblico impiego, che evidentemente ha ancora molto da farsi perdonare. Ma ancora più grave non prevedere deroghe per un sistema sanitario, che pure Tremonti ha giudicato tra i migliori del mondo, almeno per i medici addetti alla emergenza ed urgenza, come anche il Ministro della Salute ha chiesto.

Mentre il Pronto Soccorso in tutta Italia è preso d'assalto come i forni manzoniani e peggiorano le condizioni ed i tempi di assistenza, come pure il Senato ha documentato, non è ammissibile il disinteresse del Governo verso i livelli di tutela della salute, individuale e collettiva, e le condizioni di lavoro, ormai al di là dei limiti di sopportazione, dei medici e dirigenti sanitari del SSN. Ma nessuna riforma del sistema è possibile senza organici adeguati.

I medici italiani chiedono che la sanità non venga derubricata dalla agenda politica e la vita dei cittadini considerata meno del loro portafoglio e della loro dichiarazione dei redditi.

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27 giugno 2011
Manovra economica: stato di agitazione contro tagli a sanità e medici
comunicato stampa - 27 giugno

MANOVRA ECONOMICA: STATO DI AGITAZIONE CONTRO TAGLI A SANITA' E MEDICI

L'Anaao Assomed, viste le anticipazioni della manovra economica che il Governo si appresta a varare, proporrà a tutte le sigle sindacali della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria e amministrativa riunite a Roma il prossimo 5 luglio la proclamazione dello stato di agitazione per respingere l'ennesima minaccia alla sopravvivenza del Servizio sanitario nazionale e pubblico ed al lavoro dei suoi Dirigenti che garantisce il diritto alla salute dei cittadini. Lo dichiara il Segretario Nazionale dell'Associazione, Costantino Troise.

Con cronometrica puntualità, infatti, il Governo torna a prendere di mira la categoria. Non soddisfatto di avere, solo un anno fa, congelato le retribuzioni, bloccato il contratto per un triennio, prosciugato i fondi contrattuali, peggiorato i requisiti previdenziali, procurando complessivamente un crollo del potere di acquisto delle retribuzioni di circa il 20%, intenderebbe prolungare il blocco contrattuale e retributivo fino al 2014 e tagliare le retribuzioni superiori a 50.000 euro. Una tassa occulta imposta a tutti i medici e ai dirigenti del SSN, che del pubblico impiego costituiscono la categoria più numerosa, con “tagli lineari” che colpiscono alla cieca, interessati solo alla cassa e non alla equità e persino alla efficienza, senza rispetto per quantità, qualità e importanza sociale del lavoro svolto.

Un film già visto che carica sui soliti noti, e solo su di loro, il risanamento dei conti pubblici. Mentre l'eternizzato blocco del turn over costringerà a riposi sempre più corti, a più' straordinari e meno ferie, rubando ogni speranza a 8mila medici precari di lungo corso.

Con una spesa sanitaria inferiore alla media Ocse, il Governo usa la crisi economica per minare alle fondamenta la Sanità riducendo lo spazio del pubblico a favore del privato. Un effetto tsunami colpirà la sfera delle tutele, con la facile previsione che se oggi solo 8 Regioni sono in grado di assicurare i Livelli Essenziali di Assistenza, domani più nessuna sarà in grado di erogare le prestazioni sanitarie necessarie a garantire il diritto alla salute dei cittadini. Che pagheranno tutto e pagheranno caro.

Medici e dirigenti sanitari del SSN non accettano il ruolo di “bancomat” di una politica strabica, che ignorando rendite e posizioni di privilegio, e continuando a rinviare la riduzione dei suoi costi ad un secondo tempo, mortifica quelle categorie che con il loro lavoro, strumentalmente denigrato, assicurano la sopravvivenza del Welfare e la tutela del bene più prezioso per i cittadini.

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24 giugno 2011
Certificati online: una pratica chiusa per il Ministero, un problema appena aperto per ospedali e PS
comunicato stampa - 24 giugno

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CERTIFICATI ON LINE:
UNA PRATICA CHIUSA PER IL MINISTERO, UN PROBLEMA APPENA APERTO PER OSPEDALI E PS


Il Ministero della Funzione Pubblica, con la proroga al 13 settembre del sistema di trasmissione telematica dei certificati, ha dichiarato conclusa la “pratica” certificazione on line.

Ma l'Anaao Assomed non condivide questo entusiasmo. “Potrà essere conclusa per la commissione di controllo, per l'INPS, per il Ministero della Funzione Pubblica, in considerazione del raggiungimento (finalmente!) di un buon livello di affidabilità strettamente tecnica, ha dichiarato Costantino Troise, Segretario Nazionale dell'Anaao Assomed. Ma non per i medici che operano in ospedale laddove sono ancora rilevanti le carenze strutturali e scarsa la implementazione del sistema, in particolare nell'area dei Pronto Soccorso.
Ove accorrono i cittadini che devono, entro le 24 ore dall'inizio della malattia, trasmettere al proprio datore di lavoro la certificazione, specie nei periodi di chiusura degli studi dei propri Medici di Medicina Generale.

Queste difficoltà – prosegue Troise - ancora tutte da risolvere erano state ampiamente previste dall'Anaao Assomed quando lanciavamo gli allarmi sulle pesanti ricadute che la certificazione on line avrebbe avuto sulle già critiche condizioni di lavoro dei Pronto Soccorso. Avevamo anche anticipato come non era sufficiente il riconoscimento delle carenze strutturali degli Ospedali per la non applicabilità delle sanzioni nei confronti dei medici. L'impatto negativo e l'aumento di lavoro per gli operatori è ora tangibile con la conseguente distrazione dai compiti assistenziali.

Le Regioni – conclude Troise - non possono più sottrarsi dall'obbligo di informare i cittadini che le strutture ospedaliere ed i Pronto Soccorso possono non essere attrezzati per fornire questo tipo di servizio, sottraendo i medici dall'obbligo di dichiarare, ogni volta che sono costretti ad emettere certificati cartacei, la impossibilità tecnica della trasmissione on line, allo stesso tempo dichiarandone la non perseguibilità.

23 giugno 2011
Retribuzioni dei dipendenti pubblici: informazioni incomplete e sbagliate pretesto per giustificare nuove stangate!
comunicato stampa - 23 giugno

RETRIBUZIONI DEI DIPENDENTI PUBBLICI: INFORMAZIONI INCOMPLETE E SBAGLIATE PRETESTO PER GIUSTIFICARE NUOVE STANGATE!

“In prossimità della nuova manovra economica è ripartita la campagna mediatica tesa a identificare i dipen-denti pubblici come soggetti privilegiati, e quindi da colpire, fondata su dati incompleti e sbagliati”.
Questo il commento dell'Anaao Assomed ai dati divulgati sulle retribuzioni nel Pubblico Impiego.

L'indice ISTAT delle retribuzioni orarie comunicato il 27 maggio scorso indica un aumento tendenziale delle retribuzioni nella pubblica amministrazione inferiore a quello di tutti gli altri comparti. In particolare Servizio sanitario nazionale, Scuola e Ministeri hanno avuto nell'ultimo anno con lo 0,3% l'incremento più basso.
Quando all'andamento delle retribuzioni negli ultimi anni le pubblicazioni dell'ARAN chiariscono il loro reale andamento a partire dal 2005:
­ le retribuzioni contrattuali del settore privato sono aumentate del 16%;
­ le retribuzioni contrattuali della pubblica amministrazione sono aumentate del 15%;
­ le retribuzioni contrattuali della dirigenza pubblica contrattualizzata sono aumentate del 14%;
­ le retribuzioni contrattuali della dirigenza pubblica non contrattualizzata sono aumentate del 16%
I maggiori aumenti si registrano nel settore non contrattualizzato per dirette iniziative del governo a vantag-gio delle categorie speciali.

Del tutto fuorvianti sono, quindi, i dati pubblicati che evidentemente non tengono conto degli arretrati contrattuali stante il cronico ritardo con cui vengono sottoscritti i contratti di lavoro della pubblica amministrazione.
Capziosa appare anche l'affermazione di un minor impegno orario del dipendente pubblico visto che della pubblica amministrazione fanno parte i dipendenti e i dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale che notoria-mente svolgono orari di lavoro di almeno 38 ore, spesso con migliaia di ore in più lavorate e non retribuite.

Infine, ricordiamo che in questi anni i dipendenti pubblici hanno subito numerosi “provvedimenti speciali”, ovvero penalizzazioni riservate solo a loro e non ai dipendenti del settore privato:
• blocco contrattuale fino a tutto il 2013;
• soppressione delle risorse aggiuntive contrattuali;
• prelievo supplementare del 5% sopra i 90.000 euro lordi di reddito e del 10% sopra i 130.000;
• penalizzazioni economiche in caso di malattia;
• differimento della pensione di vecchiaia delle donne a 65 anni;
• rateizzazione in tre anni della liquidazione;
• assenza di incentivi per raggiungimento risultato e straordinari;
• blocco del turnover con aumento dei carichi di lavoro.

Per quanto i pubblici dipendenti costituiscano il capro espiatorio ideale, l'Anaao Assomed ritiene che deve cessare una campagna di disinformazione e di denigrazione di questi lavoratori, in Italia in numero ridotto rispetto alla media europea, che assolvono compiti fondamentali per i servizi pubblici ed il cittadino, compresa la tutela di un bene prezioso come la salute.

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21 giugno 2011
Università: bene le intenzioni di Fazio
21 giugno

L'Anaao Assomed concorda con le proposte del Ministro della salute, Ferruccio Fazio, per dare soluzione alla grave carenza di medici prevista per i prossimi anni. Contrattualizzare gli ultimi anni di formazione vuol dire anticipare l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro con benefici previdenziali, normativi e professionali.

Giusta anche la ricerca di una governance comune tra ospedale ed università a partire però da regole condivise che valorizzino il ruolo formativo dei Medici e Dirigenti sanitari del Ssn difendendone spazi e carriere. Alle parole devono però seguire fatti capaci di rispondere alle attese della società nei confronti del sistema integrato didattica-ricerca-assistenza.

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16 giugno 2011
Blocco turnover: dichiarazioni Anaao Assomed
16 giugno

L'Anaao Assomed sostiene la richiesta del Ministro della Salute di prevedere una deroga ad un blocco indiscriminato del turn over medico vigente, latente o manifesto in quasi tutte le Regioni.
 
Una deroga è necessaria almeno per i settori chiamati a rispondere in prima linea ad una domanda crescente e sempre più complessa.
 
In caso contrario è a rischio la tenuta di pezzi importanti del sistema sanitario senza i quali nemmeno la seconda linea può reggere. Il settore dell'emergenza è essenziale per la credibilità del sistema, quello sul quale il Ssn e professionisti mettono la faccia.

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16 giugno 2011
Precari: l’Italia peggiore che fa buona la sanità
16 giugno

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Il precariato rappresenta ad oggi il male peggiore per il “sistema lavoro” del nostro Paese. Ma non sono certo i precari i responsabili di questo degrado, bensì le condizioni di incertezza, instabilità e talvolta di abusi in cui sono costretti a lavorare. Una flessibilità disordinata ha reso i giovani vittime del massimo di arbitrarietà riducendo il perimetro delle garanzie.

E' questo il commento del Segretario Nazionale dell'Anaao Assomed in risposta alle dichiarazioni sui precari del Ministro Renato Brunetta.

Nel mondo della sanità, prosegue Troise, i precari sono professionisti con anni di esperienza che svolgono i propri compiti con estrema dedizione e professionalità senza godere spesso dei diritti fondamentali di un lavoratore quali la malattia, le ferie, la maternità.

Nonostante la mancanza di progettualità professionale e personale, sono impegnati nei punti cardine dell'assistenza sanitaria, rappresentando una garanzia di continuità e qualità di cure per i cittadini.

Occorre un maggiore rispetto nei confronti del loro lavoro soprattutto da parte di chi rappresenta le istituzioni, perché il vero male per il Paese è, conclude Troise, il blocco del turn over imposto dalle leggi e l'impossibilità di dare a questi colleghi di alto profilo e di spesso di decennale esperienza il ruolo che spetta loro nel Servizio sanitario nazionale.

15 giugno 2011
Manovra economica 2011: no ad ulteriori penalizzazioni per i medici e per il Ssn
15 giugno

MANOVRA ECONOMICA 2011: NO AD ULTERIORI PENALIZZAZIONI PER I MEDICI E PER IL SSN

La manovra economica allo studio del Governo, stando alle anticipazioni riportate dalla stampa e alle dichiarazioni dei ministri interessati, penalizzerebbe fino all'accanimento i medici e i sanitari dipendenti del SSN prevedendo un ulteriore blocco dei contratti per il biennio 2013/2014. E mentre i contratti sono bloccati per 5 anni, l'inflazione, che ha ripreso a correre, falcidia il potere d'acquisto delle categorie che subiscono la restrizione.

Lo sostiene l'Anaao Assomed che nella sua analisi va anche oltre. Mettendo insieme le penalizzazioni a carico della categoria e cioè blocco contrattuale, congelamento degli stipendi, prelievo forzoso, scippo dell'esclusività di rapporto e della RIA (retribuzione individuale di anzianità), si può ipotizzare una perdita secca del potere d'acquisto dei medici e sanitari dipendenti del SSN tra il 15 e il 20% entro il 2014!! Questa volta non ci mettono le mani in tasca solo perché ci riducono in mutande!!

Se c'è l'esigenza di rimettere in ordine i conti pubblici – dichiara il Segretario Nazionale dell'Associazione Costantino Troise - non possono essere sempre i soliti noti, e con molteplici modalità, a pagare. Ancora una volta il pubblico impiego viene additato come causa del dissesto dei conti e poi usato come un bancomat dello Stato.

Ma nessuna manovra correttiva può essere considerata equa se salvaguarda rendite finanziarie, evasione fiscale e privilegi per penalizzare il lavoro, tantomeno quello dei medici e sanitari del SSN chiamati a tutelare, in condizioni sempre più gravose e rischiose, un bene costituzionalmente garantito quale il diritto alla salute dei cittadini. La parcella della cattiva gestione della politica viene messa in conto a chi è impegnato per servizi migliori e meno costosi.

Tale pesantissima, iniqua ed ingiustificata penalizzazione, conclude Troise, insieme all'esodo pensionistico dei medici e sanitari pubblici, porterà il Servizio sanitario nazionale ad un “impoverimento” complessivo, dalle ricadute imprevedibili e pericolose per la sua stessa tenuta.
Ma non è escluso che anche questo rientri tra gli obiettivi di tutti coloro che non perdono occasione per declamare la necessità di un secondo pilastro sanitario, quello privato.

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10 giugno 2011
Enpam: L'Ente convoca i sindacati
10 giugno - comunicato intersindacale

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Le organizzazioni sindacali della dirigenza medica sono state convocate dall'Enpam venerdì 17 giugno per “illustrare la situazione generale della Fondazione”.

Questo atto risponde alle preoccupazioni espresse dai sindacati per il susseguirsi di notizie sullo stato dell'Ente di previdenza arrivate al punto di annunciare, in maniera falsa e tendenziosa, un suo imminente commissariamento. A tal proposito le organizzazioni sindacali accolgono con soddisfazione la smentita del Ministero del lavoro.

L'incontro costituirà occasione per le OOSS di confrontare le reciproche posizioni sullo stato dei Fondi previdenziali e ribadire la richiesta di essere coinvolti nel percorso di modifica dello Statuto e dei regolamenti.

ANAAO ASSOMED - CIMO-ASMD - AAROI-EMAC - FP CGIL MEDICI - FASSID - SMI

04 maggio 2011
Riorganizzazione Emergenza: ridurre codici bianchi e adeguare organici
4 maggio - comunicato intersindacale

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RIORGANIZZAZIONE EMERGENZA:
RIDURRE I CODICI BIANCHI E ADEGUARE GLI ORGANICI

Le Organizzazioni Sindacali della dirigenza medica e della medicina convenzionata hanno condiviso le linee di intervento esposte dal Ministro della Salute Ferruccio Fazio nell'incontro che si è svolto oggi in merito alla riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza.

In modo particolare è stato condiviso l'obiettivo di ridurre l'afflusso dei codici bianchi e verdi attraverso una maggiore integrazione tra ospedale e territorio, ma anche la necessità di lavorare in un'ottica di sistema.

Il vero problema dei Pronto soccorso oggi è l'eccesso di domanda di ricovero soprattutto nell'area medica per cause epidemiologiche e demografiche cui si è accompagnata negli anni una progressiva riduzione del numero dei posti letto per acuti e di personale dedicato, specie nelle Regioni soggette ai piani di rientro.

Le Organizzazioni Sindacali hanno sottolineato al Ministro la necessità di risposte urgenti soprattutto in merito al problema degli organici, procedendo anche a rivedere le linee guida che governano il sistema dagli anni '90.

ANAAO ASSOMED - FIMMG - CIMO-ASMD - AAROI-EMAC - FP CGIL MEDICI - CISL MEDICI - FASSID - FESMED - ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI - UIL FPL FEDERAZIONE MEDICI - SMI - SUMAI - SNAMI - FIMP

03 maggio 2011
Riorganizzazione dell'emergenza: obiettivi realistici
3 maggio

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L'Anaao Assomed, alla vigilia dell'incontro di domani promosso dal Ministro della Salute per discutere una nuova riorganizzazione del sistema dell'emergenza, giudica favorevolmente l'attenzione nei confronti di questo settore strategico del sistema sanitario italiano.

Le azioni di riorganizzazione non possono, però, limitarsi alla riduzione dell'affluenza dei codici bianchi e verdi poiché le attuali difficoltà dei Pronto Soccorso riconoscono origini multifattoriali per cui le soluzioni debbono tenere conto di questa complessità e non di un unico tassello, pur importante, rappresentato dai codici minori.

L'Anaao Assomed, da tempo impegnata nell'approfondimento delle problematiche legate a questo settore, proporrà al Ministro specifiche linee di intervento volte a: garantire adeguati standard strutturali ed organizzativi di tutti i punti della rete dell'emergenza; implementare gli investimenti tecnologici; potenziare l'assistenza territoriale con la conseguente riorganizzazione degli ospedali per acuti; definire una adeguata e coerente programmazione delle dotazioni organiche, anche in deroga ai piani di rientro, e della formazione del personale.

Sono questi per l'Anaao Assomed i pilastri su cui costruire una moderna ed efficace rete dell'emergenza-urgenza in grado di supportare l'erogazione dei Lea e garantire la sicurezza dei cittadini e degli operatori.

03 maggio 2011
Emergenza medici Lombardia: necessario cambiare il sistema formativo
3 maggio
30 aprile 2011
Anaao su caso Sposini
30 aprile
28 aprile 2011
Ticket: la verifica delle esenzioni spetta alle Asl
28 aprile

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L'Anaao Assomed ribadisce la sua contrarietà alla norma che attribuisce al medico il compito di accertare l'esenzione dal ticket per reddito.

L'applicazione del decreto ministeriale del 2009 che prevede questo obbligo comporta un notevole danno per il lavoro del medico che si vede sottrarre tempo prezioso per l'assistenza ai pazienti e patisce anche l'inadeguatezza dei sistemi regionali ai quali il medico si deve rivolgere per il necessario supporto per l'espletamento on-line della pratica.

A farne le spese sono ancora una volta i cittadini che si trovano coinvolti in un sistema ampiamente insufficiente a garantire le prestazioni necessarie.

L'Anaao Assomed, condividendo peraltro quanto affermato dalla Fimmg, protesta con forza contro una norma che stravolge le competenze professionali del medico attri-buendogli mansioni amministrative a cui le Asl dovrebbero rispondere.

20 aprile 2011
Carenza medici in Lombardia: una risposta sbagliata ad un problema giusto
20 aprile

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L'Anaao Assomed per prima ha sollevato il problema della prossima carenza di medici, frutto della gobba demografica e del peggioramento delle condizioni economiche e di lavoro, e del suo impatto negativo sulla tenuta del sistema sanitario. E da tempo ha denunciato l'insufficienza quantitativa e qualitativa  di un modello formativo ancorato alle logiche delle Facoltà di Medicina che, in spregio di leggi e necessità di sistema, di fatto esclude il Ssn e le competenze dei suoi professionisti.

Occorre anticipare l'incontro tra il mondo della formazione e quello del lavoro, oggi  estranei l'uno all'altro, animati da conflittualità latente o manifesta e contenziosi infiniti, consentendo ai giovani medici di raggiungere il massimo della tutela previdenziale ed al sistema sanitario di utilizzare le le energie più giovani.

Aumentare il numero degli studenti iscritti al corso di laurea, come è allo studio in Lombardia, non risolve,  però,  il problema se è vero, come è vero, che la strozzatura è data dalla previsione del titolo di specializzazione come requisito d'accesso al sistema. Inoltre richiede di farsi carico dell'aumento delle necessità didattiche coinvolgendo il Ssn anche nella formazione pre laurea.

La soluzione vera è la trasformazione del contratto di formazione lavoro in contratto a tempo determinato con oneri previdenziali ed accessori a carico delle Regioni e l'inserimento dei giovani a pieno titolo nella rete formativa regionale.
Recuperare il ruolo professionalizzante degli ospedali rappresenta la strada maestra per garantire insieme il futuro dei giovani e quello dei sistemi sanitari.

07 aprile 2011
Ticket: la verifica delle esenzioni non è compito del medico
7 aprile

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LA VERIFICA DELLE ESENZIONI NON E' COMPITO DEL MEDICO

Lo afferma il Segretario Nazionale Anaao Assomed Costantino Troise a seguito delle decisioni di alcune Regioni in attuazione del decreto ministeriale dell'11 dicembre 2009 che riguarda le esenzioni del ticket per reddito.

“Ancora una volta i medici italiani sono costretti a ricordare che sui doveri di cura, come ricordato di recente dalla Corte di Cassazione, non possono esserci interferenze di ordine amministrativo e burocratico. Dopo la vicenda delle certificazioni online, tutt'altro che risolta, bisogna ora far fronte ad un altro onere assolutamente improprio che l'Anaao Assomed respinge al mittente”.

L'Associazione, pur riconoscendo la gravità dell'evasione, chiede che le operazioni di verifica siano di competenza del personale amministrativo della ASL che ha accesso al sistema Tessera Sanitaria e non certo del medico deputato ad eseguire la prestazione sanitaria.

In tal modo, nel rispetto dei compiti istituzionali delle singole categorie di operatori, si evita di utilizzare risorse ad elevato tasso di professionalità per compiti che non richiedono competenze sanitarie.

06 aprile 2011
Certificati online: non era solo una questione di sanzioni
6 aprile

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Quanto paventato dall'ANAAO ASSOMED riguardo alle conseguenze dell'introduzione “forzata” della trasmissione telematica dei certificati di malattia, si sta palesando in tutta la sua gravità nei Pronto Soccorso degli ospedali italiani.

Le recenti prese di posizioni di molti direttori generali e di Regioni del nord Italia, proprio dove secondo la commissione tecnica la procedura avrebbe dovuto aver raggiunto elevati livelli di funzionalità, fanno riflettere sull'effettivo stato delle cose.

E' diventato palese che il sistema informatico non è in grado di sopportare l'enorme flusso di dati, tanto che vengono segnalati quotidianamente gravi disservizi ed impossibilità di utilizzare il sistema dagli ospedali di tutto il Paese. Allo stesso tempo sta aumentando la “pressione” sui Pronto Soccorso a fini puramente amministrativi con allungamento dei tempi di attesa ed aumento dei contenziosi con i cittadini.

Non giovano i toni trionfalistici dei messaggi inviati dal Ministro della Funzione Pubblica e soprattutto dall'ultima circolare (n. 4-2011) che induce gli utenti a “pretendere” l'invio telematico malgrado i Pronto Soccorso non siano, nella stragrande maggioranza, ancora in grado di assicurare tale servizio o possano cimentarsi solo distogliendo molto tempo all'attività assistenziale.
In condizioni di cronico congestionamento delle strutture, con tempi d'attesa sempre più lunghi, carenze di organico che costringono a turni massacranti, locali trasformati in corsie con barelle al posto dei letti, i medici di PS devono oggi far fronte anche alle richieste, peraltro legittime, di ottenere l'invio telematico delle certificazioni. Tutto ciò a scapito dei bisogni sanitari degli utenti.

L'ANAAO ASSOMED ha più volte sostenuto che, nel rispetto del codice deontologico, le certificazioni non devono determinare alcuna ricaduta negativa sui livelli assistenziali e che occorre ripensare ruoli e compiti del Pronto Soccorso individuando strategie alternative fino alle autocertificazioni per malattie di breve durata.

I fatti dimostrano che non si tratta solo di difendere i medici dalla minaccia, peraltro inconsistente per riconoscimento delle stesse Regioni, di sanzioni, quanto di affrontare le ripercussioni sui tempi di cura ed assistenza in condizioni di emergenza e urgenza che il nuovo sistema comporta.
Purtroppo il Ministro Brunetta ha pensato che “stemperare” i toni sulle sanzioni fosse l'unico obiettivo delle nostre motivate proteste a fronte di una marcia a tappe forzate per la certificazione on line.

Tocca adesso alle Regioni intervenire per evitare che la rete deputata ad assistere i cittadini in condizioni di urgenza clinica non rimanga travolta da una anomala onda amministrativa con un rapporto costi-benefici negativo per cittadini ed operatori.

01 aprile 2011
Scuole specializzazione: Anaao soddisfatta per avvio iter concorsuale
1 aprile

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In data odierna il Miur ha pubblicato, seppur con ingiustificabile ritardo, il bando per il concorso di accesso alle scuole di specializzazione di area sanitaria per l'anno accade-mico 2010/2011.

Permane tuttavia uno stato di allerta tra i giovani medici tanto che Federspecializzandi ha chiesto un incontro con i Ministri dell'Istruzione e della Salute.

L'Anaao Assomed, al fine di evitare il ripetersi di tali ritardi in futuro, auspica una seria programmazione delle attività nonché la costituzione di un tavolo tecnico atto ad una rivisitazione globale della 368/99.
 

15 marzo 2011
Lavori usuranti: in dlgs non riconosciuta specificità medici
15 marzo

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Il Dlgs. sui lavori usuranti, domani in Commissione Lavoro del Senato, pur riconoscendo il lavoro notturno di tutti i dipendenti medici compresi (sia pur nei limiti di 78 notti/anno), non prevede alcun specifico riconoscimento per i medici come categoria.

Restano esclusi dai benefici anche i medici e chirurghi d'urgenza, anestesisti e rianimatori, a suo tempo inseriti tra le categorie esposte a lavoro usurante dal Dlgs. 273/93 e successivamente non tradotta in provvedimenti attuativi.

L'Anaao Assomed protesta per questa esclusione che non tiene conto dell'attività usurante dei medici e chirurghi d'urgenza, pronto soccorso e rianimazione, nonché del rischio derivato dall'esposizione agli agenti chimici, fisici, biologici e radianti di numerose discipline mediche.

Si impedisce in tal modo il turnover accelerato in discipline che richiedono pensionamento anticipato anche per garantire la sicurezza delle cure rese all'utenza.

L'Anaao Assomed invita il Parlamento a non sottovalutare il problema e a modificare il disposto legislativo, e in ogni caso non mancherà di riproporre la questione in futuro nell'interesse della categoria e dei cittadini.

14 marzo 2011
Bilanci sanitari: medici preoccupati per la tenuta del sistema
14 marzo

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L'allarme lanciato dai Governatori delle Regioni costrette dal Governo a provvedere alla copertura finanziaria degli ammortamenti non sterilizzati non può non preoccuparci, ha commentato il Segretario Nazionale dell'Anaao Assomed, Costantino Troise.

Questo provvedimento potrebbe obbligare tutte le Regioni, anche quelle con disavanzi contenuti o in pareggio di bilancio, ai piani di rientro, anticamera del commissariamento. Dopo la stangata che si è abbattuta sulle Regioni con la manovra economica del luglio 2010, con questo atto di fatto si punta a commissariare l'intero Servizio sanitario nazionale costretto a politiche non certo neutrali rispetto alla quantità e qualità delle prestazioni erogate.

L'Anaao Assomed non può restare indifferente ad un susseguirsi di provvedimenti che colpendo i medici e le strutture del Servizio sanitario nazionale configurano un disegno che mira a negare il ruolo dei primi e a portare alla rottamazione il secondo, limitando il diritto alla salute di tutti i cittadini.

10 marzo 2011
Bene l'aumento dei pediatri, ma il problema è il sistema formativo dei medici
10 marzo

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Il problema della carenza prossima di medici, che l'Anaao Assomed insieme a tutte le sigle sindacali di categoria aveva posto tra i motivi dello sciopero del 19 luglio dello scorso anno contro la legge 122, è tornato alla ribalta della cronaca.

Bene l'aumento dei posti di specializzazione nelle scuole di Pediatria annunciato dal ministro Fazio anche se non risolve il problema delle mancate assunzioni, che aumentano la precarietà fino ad oltre 40 anni di età e mettono a rischio il sistema dell'emergenza nell'età evolutiva, soprattutto in assenza di integrazione ospedale territorio, e della fuga dalla pediatria ospedaliera a quella convenzionata, dettata da maggiori vantaggi economici e minori disagi di un lavoro sempre più rischioso in strutture spesso obsolete.

La questione ovviamente non riguarda solo i pediatri e non può essere affrontata solo aumentando il numero di alcuni specialisti. La soluzione non può essere che anticipare l'incontro tra sistema formativo e sistema assistenziale cui fornire la quantità e qualità di medici necessarie alla sua missione. Pena l'aumento notevole del rischio di errori medici e conflittualità locali.

Il servizio sanitario non può aspettare 11 anni per avere un pediatra o un chirurgo o un internista, peraltro in formato grezzo, in condizioni subalterne ad un mondo accademico autoreferenziale che si considera variabile indipendente del sistema.

09 marzo 2011
Accordo su tempi lavoro: una intesa positiva se estesa al Ssn
9 marzo

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L'Anaao Assomed valuta positivamente l'intesa sulla conciliazione dei tempi di lavoro e cura familiare raggiunta tra il Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi e le confederazioni sindacali augurandosi che all'accordo facciano seguito reali provvedimenti a favore delle lavoratrici madri ed auspicando che esso non escluda il settore pubblico.

In Sanità è evidente un conflitto, latente o manifesto, tra sistema dei diritti ed organiz-zazione del lavoro, favorito da politiche governative, ed aziendali, che negano di fatto il part-time e la sostituzione delle gravidanze al di là delle enunciazioni di principio sulla flessibilità e sul valore sociale della maternità.

Confidiamo, pertanto, di non trovarci di fronte alla ennesima mera iniziativa di faccia-ta, indirizzata a recuperare consensi dopo continui e reiterati tentativi da parte del Go-verno di ridimensionare il ruolo dei lavoratori e delle istituzioni che li rappresentano  e di negare le differenze di genere.

Per i Medici tale intesa, se e quando estesa al SSN, può rappresentare uno strumento utile a contrastare l'attuale fuga in quiescenza e la carenza che si evidenzierà nei pros-simi anni considerando anche la crescente femminilizzazione della professione cui oc-corre rispondere con modifiche organizzative che garantiscano maggiore flessibilità nella gestione del tempo di lavoro senza perdere diritti acquisiti.

24 febbraio 2011
Certificati online: Anaao soddisfatta per circolare Brunetta
24 febbraio

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L'Anaao Assomed esprime soddisfazione per i contenuti della circolare con la quale il Ministro Brunetta fornisce ulteriori indicazioni sul sistema di certificazione online. 

La circolare – spiega il Segretario Nazionale Costantino Troise - è frutto di un lavoro tecnico che le Organizzazioni sindacali hanno accettato di condividere con il Ministro della Innovazione, ma anche con il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, dopo che la richiesta preliminare di modificare la legge 150/2009, soprattutto per quanto riguarda le inique sanzioni nei confronti dei medici, non ha superato l'obiezione dei tempi tecnici necessari, stante anche il quadro di incertezza politico-istituzionale.

Di fatto l'impianto sanzionatorio viene allineato allo stato di funzionamento del sistema, le cui criticità sono segnalate dai tavoli tecnici. Inoltre si riconosce alle Regioni la possibilità di individuare modalità organizzative delle procedure certificatorie atte a preservare le strutture sanitarie da un utilizzo inappropriato o da interferenze negative con le attività clinico-assistenziali. Per i pronto soccorso, accogliendo una nostra precisa richiesta, si rinvia alle singole aziende l'organizzazione delle procedure in virtù della estrema criticità della situazione attuale.

Ora – conclude Troise – sgombrato il campo da minacce, tanto pesanti quanto inapplicabili, riconosciuta la necessità di una gradualità di tempi applicativi e disponibilità di supporti amministrativi e informatici, è possibile continuare a perseguire le modifiche legislative necessarie a consentire ai medici di dedicarsi con serenità alla tutela della salute dei cittadini.

22 febbraio 2011
Malasanità: Anaao su dichiarazioni Errani
22 febbraio

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L'Anaao Assomed concorda pienamente con le dichiarazioni del Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni Vasco Errani, riportate dalle agenzie di stampa a commento, seppur tardivo, del rapporto della Commissione Parlamentare di inchiesta sugli errori sanitari presentata a ottobre dello scorso anno.

E' indubbio che la diffusione di dati su presunti casi di errore medico, non sufficientemente supportati da una condivisa metodologia di analisi, contribuisce a minare il rapporto di fiducia tra medici e cittadini, il che dovrebbe preoccupare tutti coloro che hanno a cuore il servizio sanitario pubblico.
Non si può, tuttavia, dimenticare come il clima denunciato trovi terreno fertile nelle criticità strutturali di un sistema sanitario che sembra lasciato alla deriva di un peggioramento progressivo.
Alle ristrettezze economiche e agli insufficienti investimenti tecnologici si sommano i vuoti di risorse umane spinte, anche dalla mancata tutela nei confronti di acritici attacchi mediatici, fuori dal sistema perché considerate il maggior costo da tagliare.

Ci auguriamo che le Regioni, titolari della gestione diretta della tutela della salute, vogliano adoperarsi per garantire nelle aziende sanitarie condizioni di effettiva riduzione del rischio clinico, per cittadini ed operatori, nonché rispettose del lavoro medico anche respingendo l'attribuzione impropria di competenze amministrative che lo Stato continua a trasferire sui Medici distraendoli dall'attività di assistenza e cura cui primariamente sono chiamati.

le dichiarazioni di Errani

la replica di Orlando

16 febbraio 2011
Milleproroghe: occasione mancata per la sanità
16 febbraio

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Ancora una volta la sanità esce sconfitta da una provvedimento di legge. Il testo del cosiddetto decreto milleproroghe che oggi ha ottenuto il voto di fiducia al Senato sa-rebbe stato – secondo il Segretario Nazionale dell'Anaao Assomed Costantino Troise – un ottimo strumento per affrontare alcune emergenze che il nostro sistema sanitario pone quotidianamente come sfida. Ed invece siamo di fronte ad un testo che continua a offrire regali alla politica, disinteressandosi di migliorare i sistemi di tutela dei cittadini primo tra tutti quello della salute.

Come associazione di categoria abbiamo inviato nei mesi scorsi a tutti i senatori alcu-ne proposte emendative orientate a garantire un'adeguata dotazione organica di specialità quali la medicina d'urgenza e pronto soccorso colpita dal blocco del turn over e a sanare gli effetti negativi di precedenti interventi legislativi (su tutti le certificazioni online) sulla professione e sull'organizzazione del Ssn.

Ci auguriamo che i tempi di conversione in legge del decreto consentano alla Camera di tenere nella giusta considerazione le nostre proposte al fine di migliorare le condi-zioni di lavoro dei medici italiani e la qualità dell'assistenza resa ai cittadini.

11 febbraio 2011
Certificati online: interlocutorio l'incontro con Brunetta
11 febbraio - comunicato intersindacale

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Nonostante la dichiarata volontà del Ministro Brunetta di ristabilire un clima di collaborazione con la categoria medica, le organizzazioni sindacali rappresentative dei medici italiani, ritengono che l'incontro di questa mattina, sulle criticità emerse dal sistema di certificazioni online indipendenti dalla volontà dei medici, sia stato sostanzialmente interlocutorio e non abbia portato alla soluzione dei numerosi problemi esistenti.

Le organizzazioni sindacali si riservano di esprimere il loro giudizio solo nel prossimo incontro con il Ministro Brunetta, che sarà successivo alla definizione condivisa della nuova circolare e all'annunciato incontro del ministro con le Regioni.

Le organizzazioni sindacali:
ANAAO ASSOMED
FIMMG
CIMO-ASMD
AAROI-EMAC
FP CGIL MEDICI
FVM
CISL MEDICI
FASSID
FESMED
UIL FPL FEDERAZIONE MEDICI
INTESA SINDACALE (CISL MEDICI – CGIL MEDICI – SIMET - SUMAI)
SMI
SUMAI

09 febbraio 2011
Certificati online: situazione esplosiva nei pronto soccorso
9 febbraio

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Dichiarazione del Segretario Nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise

In attesa dell'incontro con il Ministro Brunetta in programma venerdi 11 febbraio, l'Anaao Assomed continua a registrare la protesta e lo sconcerto dei medici di Pronto Soccorso su quello che viene previsto come un onere aggiuntivo al loro già pesante ca-rico di lavoro capace di fare traboccare un vaso già colmo di criticità.

Anche in condizioni tecniche ottimali, e questo è il caso meno frequente nel Paese, la procedura richiede 5-10 minuti a certificato, tempo che, moltiplicato per il numero di pazienti in età lavorativa che accedono nelle 24 ore, ricadrebbe tutto sui tempi d'attesa per la visita medica, già fonte di conflitto quotidiano e di aumento del rischio clinico per cittadini ed operatori.

La situazione può essere definita esplosiva: al sovraffollamento, al taglio di posti letto, alle carenze di personale che costringono a turni ripetuti e prolungati, alle cattive con-dizioni logistiche in cui si è costretti ad operare, si va aggiungendo l'indifferenza delle istituzioni su quanto, un provvedimento come questo, possa incidere sulla funzionalità di un servizio essenziale come quello dell'emergenza. La certificazione di malattia nel Pronto Soccorso, in assenza di limitazioni, favorisce un uso opportunistico della strut-tura alimentando in maniera inappropriata, di una quota non inferiore al 20%, il numero di accessi, già oggi pari a 40 milioni all'anno, e determinando un ulteriore peggioramento di una situazione già al limite della sostenibilità.

Per il sistema sanitario perdere la prima linea significa mettere in pericolo anche le retrovie producendo una falla enorme nei meccanismi di tutela della salute dei cittadini.

07 febbraio 2011
Pronto Soccorso: emergenza nel sistema di emergenza
7 febbraio

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Ancora una volta la cronaca registra i gravi problemi del Pronto Soccorso, in particolare le lunghissime attese cui sono sottoposti i pazienti per avere la disponibilità di un posto letto.
Il Pronto Soccorso si è ormai trasformato da luogo per la gestione delle emergenze, la stabilizzazione ed il ricovero, in luogo di degenza, in condizioni per lo più precarie. Ogni giorno a Roma circa 500 pazienti rimangono 24 o più ore sulle lettighe, sulle poltrone o sulla scrivania in attesa di un vero posto.

Le cause concentrano tutte le criticità del sistema sanitario: gravi carenze di organico (nascoste in parte con assunzioni  temporanee o ricorrendo ad “agenzie private”), taglio di posti letto, specie nelle Regioni sottoposte a piani di rientro, mancanza di alternative sul territorio, aumento delle richieste dei cittadini. Il Pronto Soccorso è diventato il servizio sanitario dove si litiga di più, dove fioccano le denunce e più lunghe sono le attese ad alimentare una rabbia che dilaga.

Se in questo scenario si cala oggi l'obbligo di certificare l'assenza dal lavoro anche per malattie di lieve entità da parte della unica struttura pubblica aperta 24h su 24 e di inviare il tutto esclusivamente per via telematica, pena gravi sanzioni per il medico inadempiente, il collasso dell'organizzazione e della sicurezza delle cure è assicurato.

Il Governo non ha a cuore le strutture di Pronto Soccorso che, in tutto il Paese, giorno e notte, assicurano, con grande sacrificio degli operatori, il massimo sforzo per tutelare la salute dei cittadini che in numero superiore a 40 milioni ogni anno ivi chiedono aiuto.

L'Anaao Assomed è contraria a caricare di compiti amministrativi, con ulteriore incremento di lavoro, un settore già oltre le soglie di sostenibilità, ed addita alla opinione pubblica le condizioni logistiche e di lavoro come prima causa di “errori” e  vera emergenza da affrontare. 

03 febbraio 2011
Certificati online: più che le sanzioni, preoccupano i disagi
3 febbraio

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L'Anaao Assomed attende che il Ministro Brunetta tenga fede all'intenzione annunciata di confrontarsi con le Organizzazioni Sindacali mediche sulle gravi problematiche connesse alla precipitosa introduzione dell'obbligo di trasmissione telematica delle certificazioni di malattia.

Il Ministro fino ad oggi, di fronte alle proteste più che giustificate, visti i pessimi risultati dei primi giorni di operatività del sistema telematico (significativo il blocco del sistema già al primo giorno) pare voglia gettare acqua sul fuoco “rassicurando” i medici sul regime sanzionatorio applicabile solo per colpa esplicita e “dolo”.

Ma ciò non è sufficiente a nascondere ai cittadini il timore dei medici che, di fronte all'insistenza del Ministro di voler far girare la macchina a tutti i costi, saranno i primi a pagare per l'allungamento delle attese per visite e prestazioni, considerato il tempo che ogni medico dovrà dedicare alle procedure di inoltro dei certificati “esclusivamente” per via telematica, sottraendolo ai compiti assistenziali.

I medici non ostacolano certo il miglioramento dei servizi ma, pur abituati a gestire la tecnolo-gia,rilevano come un sistema di tali proporzioni, con situazioni estremamente variabili (dall'ambulatorio al Pronto Soccorso) abbia necessità di un ulteriore periodo di verifica, collaudo, adattamento alle varie realtà.

Per questo, di fronte ad ulteriori dilazioni ad un incontro, saremmo costretti a chiamare ad a-zioni di protesta l'intera categoria.

02 febbraio 2011
Certificati online: bene il progetto, ma i problemi restano
2 febbraio

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Dichiarazioni del Segretario Nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise

Le idee del Ministro Brunetta sono a volte buone e, quando sono tali, meritano la massima attenzione di coloro che vogliono contribuire a liberare risorse economiche bloccate in atti inutili e, soprattutto anacronistici, tenendo conto della tecnologia di cui disponiamo.

Purtroppo però il Ministro della Funzione Pubblica parte dal presupposto che una buona idea, una volta partorita, si realizzi per conto suo senza necessitare di alcun “investimento” in termini economici e culturali e di alcuna gradualità di realizzazione in un paese lungo e stretto come l'Italia.

Eppure la clamorosa defezione di Pietro Micheli dalla CIVIT doveva aiutarlo a capire che il cambiamento è sì necessario, ma va gestito con attenzione se si vuole evitare che, lungi dal portare vantaggi, induca danno, se manca “l'intensità di energie politiche e risorse economiche che la sfida richiede”. E' quello che le organizzazioni sindacali dei medici, convenzionati e dipendenti, hanno provato a dire senza essere stati ascoltati a conferma della scarsa stima che il Ministro ha per le forze sindacali.

Eppure la nostra posizione è chiara: proprio perché vogliamo che la pubblica amministrazione cresca e si adegui costantemente a quello che la tecnologia mette a disposizione, non possiamo accettare gli ultimatum, le imposizioni irragionevoli, le carenze tecniche e strutturali, la negazione di veri e propri effetti collaterali che ostacolano la realizzazione di un cambiamento da noi ritenuto utile.

Però non si può negare la realtà. Il sistema non è a regime.
Non solo perché i quasi 4 milioni di documenti inviati, sui 50 stimati dal Ministro, per il 50% provengono da 3 Regioni, e manca all'appello tutto, o quasi, il Meridione.
Non solo perché continuano a mancare i supporti informatici ed amministrativi necessari in troppi punti della rete assistenziale, ma anche perché sono emersi veri e propri effetti collaterali che stanno portando al collasso il sistema delle emergenze ed urgenze. A scapito dell'appropriatezza, valore essenziale della sanità moderna, e senza illusioni sullo snellimento e la velocizzazione delle procedure che, anzi, rischiano di allungare le attese.

Ancora una volta chiediamo al Ministro ed a tutto il Governo di favorire una crescita razionale e non demagogica senza considerare le rappresentanze sociali, mosche fastidiose da scacciare con un gesto, mentre procede sulla luminosa strada del progresso.

31 gennaio 2011
Certificati online: no a sanzioni punitive. No al collasso del Pronto soccorso
31 gennaio

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Dichiarazione del Segretario Nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise

La trasmissione telematica dei certificati di malattia non può dirsi ancora un sistema a regime, come già emerso in sede di commissione tecnica, specie per quanto riguarda gli ospedali pub-blici, per i quali le stesse circolari ministeriali chiariscono che, sino a quando non saranno decise le misure ad hoc da seguire …, per i certificati di ricovero, di dimissione e di Pronto Soccorso, i medici continueranno ad elaborare certificati in forma cartacea.

Ma reale è il pericolo di un collasso del sistema emergenze-urgenze, anche per un sostanziale disinteresse delle Aziende sanitarie. Infatti il tempo che deve dedicare il medico a tale compito improprio, sotto minaccia di pesanti sanzioni, anche calcolando solo 5 minuti per operazione, allunga i tempi delle procedure già stressate dalla epidemia influenzale e dalla carenza di personale, e quindi delle attese dei pazienti, in condizioni logistiche spesso inadeguate, specie nei giorni festivi e prefestivi. La prima linea del sistema sanitario viene trasformata in sede chiamata a soddisfare un bisogno puramente amministrativo dei cittadini, aumentando il livello di inappropriatezza dell'utilizzo del servizio e favorendone un uso opportunistico.

Appare chiaro che laddove Regioni e aziende sanitarie non abbiano ancora garantito i necessari supporti logistici ed amministrativi, non potrà essere elevata alcuna contestazione di responsabilità nei confronti dei singoli medici dipendenti. Ma, nell'attesa, è necessario prorogare l'entrata in vigore di inique sanzioni anche come segnale di distensione verso una categoria provata dalla crescita esponenziale della domanda contemporanea al calo drastico delle risorse professionali disponibili.

L'ANAAO ASSOMED valuterà, comunque, tutte le iniziative necessarie per evitare abusi e vessazioni e difendere i medici che dovessero incorrere in provvedimenti ingiustamente punitivi.

31 gennaio 2011
Certificati online: Anaao risponde a Brunetta
31 gennaio

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L'apprezzamento del Ministro Brunetta “per l'impegno, l'abnegazione e l'atteggiamento costruttivo” dimostrati dai medici italiani in questi mesi relativamente alla procedura di trasmissione online dei certificati di malattia dei dipendenti pubblici e privati è un passo avanti rispetto agli epiteti di alcuni mesi or sono.

Ma non può bastare per mistificare la realtà.

Il sistema non è a regime. Non solo perché quasi 4 milioni di documenti inviati non devono fare dimenticare che è superiore a 50 milioni il numero di certificati di malattia che ogni anno i lavoratori dipendenti (pubblici e privati) inviano ai propri datori di lavoro, non solo perché continuano a mancare i supporti informatici ed amministrativi necessari, non solo perché l'invio avviene con notevoli differenze in un Paese che pure si appresta a festeggiare i 150 anni di unità, ma anche perché sono emersi veri e propri effetti collaterali che stanno portando al collasso il sistema delle emergenze ed urgenze. Favorendone l'uso opportunistico a scapito dell'appropriatezza, valore essenziale della sanità moderna, senza illusioni sullo snellimento e la velocizzazione delle procedure che, anzi, rischiano di allungarsi a scapito delle attese.

Appare stridere con questa realtà l'ostinazione, degna di miglior causa, con la quale il Ministro continua a rifiutare un incontro con tutte le diverse parti coinvolte in questo processo e l'arroganza nel non prendere atto della inapplicabilità di una norma che pretende di mantenere in piedi un impianto sanzionatorio in un contesto dove palesi sono i fattori ostativi.

L'Anaao Assomed denuncia questo ennesimo segnale di indifferenza e di vessazione del Governo e del suo Ministro nei confronti della fatica e dell'abnegazione con le quali i medici dipendenti continuano a tutelare, ogni giorno e ogni notte, un bene costituzionalmente garantito e si riserva di proclamare lo stato di agitazione a sostegno della dignità, dell'autonomia e della responsabilità professionale della categoria.

27 gennaio 2011
Incontro con Ministro Fazio: soddisfano risposte su LPI
27 gennaio

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“Siamo soddisfatti delle assicurazioni che il Ministro della salute Ferruccio Fazio ci ha dato questa mattina sui tempi e i modi per prorogare l'esercizio dell'attività libero professionale intramoenia allargata o in sede di conversione del decreto milleproroghe o con un apposito Dpcm emanato entro il prossimo 31 marzo”.

Questo il commento del Segretario Nazionale dell'Anaao Assomed, Costantino Troise al termine dell'incontro con i sindacati della dirigenza medica del Ssn.

“Inoltre Fazio - prosegue Troise - ha ribadito la sua volontà di mantenere la promessa fatta ai medici qualche mese fa di prorogare la LPI allargata al 31 dicembre del 2012 in attesa di una soluzione legislativa che eviti il ricorso ad oltranza al sistema delle proroghe.

Più in salita la strada per trovare soluzioni ai problemi posti rispetto alle certificazioni online anche se il Ministro ha dichiarato la sua disponibilità a farsi portavoce delle criticità esposte.

“Purtroppo – afferma Troise - si sta sottovalutando il fatto che l'obbligo della trasmissione telematica dei certificati di malattia si sta configurando come un problema di sanità pubblica perché soprattutto i pronto soccorso, già al collasso per croniche carenze, non sono in grado di sostenere il peso di ulteriori carichi burocratici, specie in periodi epidemici. Senza contare il rischio che malati, portatori di virus, costretti a soggiornare a lungo in ambienti affollati da una popolazione fragile si trasformino in untori, loro malgrado.

Occorrono - conclude Troise - soluzioni condivise per prorogare l'esordio del regime sanzionatorio e trasmettere serenità alla categoria già sottoposta a dura prova dalla crescita esponenziale della domanda sanitaria. Per queste problematiche i sindacati chiederanno anche un incontro al Ministro Brunetta”.

25 gennaio 2011
No allo stravolgimento del sistema di valutazione dei dirigenti dipendenti del Ssn
25 gennaio - comunicato intersindacale

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I dati della sperimentazione del sistema di valutazione dei dirigenti del Ssn voluta dalla riforma Brunetta, recentemente ufficializzati, hanno dimostrato l'impossibilità di applicare una metodologia eccessivamente rigida e burocratica alle sofisticate e specifiche professionalità presenti in un mondo, come quello della sanità, troppo complesso ed articolato per essere costretto nella semplicistica formuletta del 25-50-25 del Ministro Brunetta.

“Siamo costretti ad affidare le nostre critiche ad un comunicato – denunciano i sindacati della dirigenza del SSN – dal momento che il Dipartimento per la Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio ed il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali hanno organizzato un convegno insieme ad Agenas, Fiaso e Formez al quale hanno pensato bene di non invitare le organizzazioni sindacali direttamente coinvolte in questo processo, bensì la Fnomceo che, è bene ricordare, non svolge funzioni di supplenza.

Non possiamo evitare di stigmatizzare la pervicacia con cui il Governo e le altre istituzioni coinvolte continuano ad escludere i legittimi rappresentanti dei Dirigenti del SSN da un confronto su una materia, concernente la disciplina del rapporto di lavoro, in merito alla quale la dirigenza del SSN ha adottato, fin dal 1996, in recepimento della legislazione di riferimento, regole originali e all'avanguardia per la pubblica amministrazione, peraltro largamente eluse dalle Aziende Sanitarie.

Auspichiamo che le Regioni, sempre attente a difendere le loro prerogative costituzionali, ma finora silenziose e passive di fronte a evidenti “invasioni di campo” che pretendono di dettare le regole di un gioco che pure si vuole federativo, sappiano contrastare con la loro indipendente legislazione un modello non adatto alla dirigenza del servizio sanitario.

Nel caso le Aziende sanitarie, nonostante i nostri richiami alla legislazione speciale e ai contratti ancora vigenti, dovessero procedere in maniera acritica, eserciteremo tutte le iniziative sindacali e giudiziarie al fine di salvaguardare i diritti delle categorie professionali del servizio sanitario”.

ANAAO ASSOMED - CIMO-ASMD - AAROI-EMAC - FP CGIL MEDICI - FVM -
CISL MEDICI - FASSID - FESMED - ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI -
UIL FPL FEDERAZIONE MEDICI - SDS SNABI - AUPI - SINAFO - FEDIR SANITA' - SIDIRSS

21 gennaio 2011
No al tentativo di impoverire i Dirigenti ed il SSN.
21 gennaio - comunicato intersindacale

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Le Organizzazioni Sindacali della dirigenza medica, sanitaria, veterinaria ed amministrativa del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) denunciano il tentativo in atto di tagliare ulteriormente le loro retribuzioni ed amplificare, se possibile, le plurime vessazioni economiche e professionali previste nei loro confronti dalla manovra economica voluta dal Governo il 30 luglio 2010.

Oramai appare chiara la volontà di realizzare un progressivo impoverimento delle categorie della dirigenza del SSN ed attivare un combinato disposto di minore-retribuzione/maggiore-disagio, che non potrà non avere conseguenze sulla quantità e qualità delle prestazioni assistenziali erogate agli utenti e sulla tenuta stessa del sistema.

Frustrazione e demotivazione, conseguenti alla riduzione ai minimi storici del trattamento economico, spingeranno un numero crescente di medici ed altri dirigenti, sempre meno tutelati dal contratto modificato “ope legis”, ad abbandonare il servizio, ingrossando la gobba pensionistica e preparando la rottamazione del sistema sanitario impoverito di preziose risorse umane e professionali, non surrogabili nell'immediato per le insufficienze delle politiche formative, a vantaggio del privato e con maggiori costi per lo Stato e i cittadini.

L'attacco frontale ai due fondamentali strumenti che dall''800 regolano i rapporti tra datori di lavoro e lavoratori, CCNL e sindacato, viene portato avanti da più parti, centrali e periferiche, con l'obiettivo di introdurre libertà gestionali, fino all'arbitrio, e mettere sotto torchio categorie professionali cui è affidata la tutela di un diritto fondamentale, alle quali si prospetta solo l'appiattimento economico.

L'ultimo provvedimento “brunettiano” approvato oggi dal Consiglio dei Ministri tende a riportare indietro di un secolo le relazioni sindacali per eliminare l'idea stessa di una forma associativa a salvaguardia delle condizioni di lavoro, spogliando di ruolo e di strumenti il sindacato attraverso la modifica non negoziale dei contratti di lavoro in spregio delle leggi dello Stato.

Sappiano però gli apprendisti stregoni, che stanno recitando il requiem per il sistema sanitario pubblico e nazionale. Ma è forse proprio questo l'obiettivo malcelato dietro alla volontà di trasformare gli ospedali e i servizi territoriali in caserme ed i sindacati in silenti spettatori.

ANAAO ASSOMED - CIMO-ASMD - AAROI-EMAC - FP CGIL MEDICI – FVM - CISL MEDICI - FASSID – FESMED - ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI - FEDERAZIONE UIL FPL - SDS SNABI – AUPI – SINAFO – FEDIR SANITA' – SIDIRSS

13 gennaio 2011
Certificati on line: necessaria una proroga
13 gennaio

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La “Trasmissione telematica dei certificati di malattia”, nonostante gli sforzi e le promesse non può dirsi ancora un sistema “a regime”, considerato che anche le Regioni che vantavano il numero più elevato di trasmissione di certificati, stanno incontrando difficoltà.

L'Anaao Assomed nel ribadire che l'espansione ed implementazione dei sistemi di informatizza-zione in ambito sanitario sono un processo non solo necessario ma auspicabile, ritiene inam-missibile mantenere la scadenza del 31 gennaio per l'avvio delle sanzioni ai medici inadempienti.

In particolare per le strutture ospedaliere, e soprattutto per i Pronto Soccorso, tale procedura è ben lungi dall'essere operativa a causa di carenze strutturali non imputabili certo agli operatori sanitari.

Il tempo che deve dedicare il medico per ottemperare a questo ulteriore onere amministrativo, sotto minaccia di pesanti sanzioni, non farebbe che allungare ulteriormente i tempi delle procedure, già stressate in questi giorni dall'epidemia influenzale.

L'Anaao Assomed ribadisce che tale processo, oltre che per l'obbligo di specifica responsabilità, anche per i necessari investimenti economici, debba in primo luogo coinvolgere le Regioni e le dirigenze delle Aziende/AUSL Sanitarie e che laddove Regioni e aziende sanitarie non abbiano ancora garantito i necessari supporti logistici, e soprattutto di organico, non potrà essere elevata alcuna contestazione di responsabilità nei confronti dei singoli medici dipendenti.

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