19 dicembre 2012
AZIENDA OSPEDALIERA SAN FILIPPO NERI (ROMA): NO A POLITICA DI TAGLI OPPORTUNISTICI
Comunicato stampa sottoscritto dal Segretario Nazionale Anaao Assomed, dal Segretario Regione Lazio, dal Segretario AO San FIlippo Neri - 19 dicembre

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Il taglio di 120 posti letto del San Filippo Neri e la scomparsa di Unità Operative Complesse d'alta specialità (Neurochirurgia, Cardiochirurgia, etc.) previsto nel provvedimento di spending review della Regione Lazio, rappresenta un caso emblematico del rapporto tra Policlinici universitari e rete ospedaliera pubblica.

L'Università continua ad essere una variabile indipendente del sistema sanitario italiano: 43 Facoltà di Medicina, 30.000 posti letto a gestione diretta universitaria, con un rapporto di 1 a 3 primari/posti letto sono come numeri virtuali mai realmente considerati in una politica di programmazione dell'offerta sanitaria e di razionalizzazione della spesa.

A Roma Nord insistono ben due Policlinici universitari a distanza di pochi km che contribuiscono con i loro 2.300 posti letto in modo determinante ad un numero complessivo di molto superiore al 3,7/1000 presentato dalla Spending Review.

Eppure, al momento di intervenire per riequilibrare l'offerta di posti letto i Policlinici Universitari, non sono presi in considerazione e si tagliano i posti letto e le alte specialità del San Filippo Neri, l'ospedale pubblico della stessa zona che anche di fronte a parametri positivi per costo/efficacia, funge da vittima sacrificale predestinata.

L'Anaao Assomed dice NO ad una politica di tagli lineari strabica ed opportunistica che mai come nel caso del San Filippo Neri dimostra di colpire contro gli interessi generali della cittadinanza e dei lavoratori, salvaguardando riserve e posizioni di privilegio anacronistiche e costose.

Costantino Troise - Segretario Nazionale Anaao Assomed
Donato Antonellis - Segretario Anaao Assomed Regione Lazio
Dario Romano Ferrante - Segretario Anaao Assomed Azienda Ospedaliera San Filippo Neri

19 dicembre 2012
AZIENDA OSPEDALIERA SAN FILIPPO NERI (ROMA): NO A POLITICA DI TAGLI OPPORTUNISTICI
Comunicato stampa sottoscritto dal Segretario Nazionale Anaao Assomed, dal Segretario Regione Lazio, dal Segretario AO San FIlippo Neri - 19 dicembre

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Il taglio di 120 posti letto del San Filippo Neri e la scomparsa di Unità Operative Complesse d'alta specialità (Neurochirurgia, Cardiochirurgia, etc.) previsto nel provvedimento di spending review della Regione Lazio, rappresenta un caso emblematico del rapporto tra Policlinici universitari e rete ospedaliera pubblica.

L'Università continua ad essere una variabile indipendente del sistema sanitario italiano: 43 Facoltà di Medicina, 30.000 posti letto a gestione diretta universitaria, con un rapporto di 1 a 3 primari/posti letto sono come numeri virtuali mai realmente considerati in una politica di programmazione dell'offerta sanitaria e di razionalizzazione della spesa.

A Roma Nord insistono ben due Policlinici universitari a distanza di pochi km che contribuiscono con i loro 2.300 posti letto in modo determinante ad un numero complessivo di molto superiore al 3,7/1000 presentato dalla Spending Review.

Eppure, al momento di intervenire per riequilibrare l'offerta di posti letto i Policlinici Universitari, non sono presi in considerazione e si tagliano i posti letto e le alte specialità del San Filippo Neri, l'ospedale pubblico della stessa zona che anche di fronte a parametri positivi per costo/efficacia, funge da vittima sacrificale predestinata.

L'Anaao Assomed dice NO ad una politica di tagli lineari strabica ed opportunistica che mai come nel caso del San Filippo Neri dimostra di colpire contro gli interessi generali della cittadinanza e dei lavoratori, salvaguardando riserve e posizioni di privilegio anacronistiche e costose.

Costantino Troise - Segretario Nazionale Anaao Assomed
Donato Antonellis - Segretario Anaao Assomed Regione Lazio
Dario Romano Ferrante - Segretario Anaao Assomed Azienda Ospedaliera San Filippo Neri

18 dicembre 2012
PRECARIATO: BENE LE PROROGA, ORA IL TAVOLO PER L’ACCORDO QUADRO
Comunicato stampa Anaao Assomed - 18 dicembre

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L'Anaao Assomed accoglie con soddisfazione l'emendamento del Governo alla Legge di Stabilità fatto proprio dal Parlamento che consente a tutte le Amministrazioni pubbliche di prorogare i contratti a tempo determinato e atipici in essere al 30 novembre 2012, anche che si protraggono da più di 36 mesi, fino al prossimo 31 luglio 2013.

In realtà già il decreto “Balduzzi” aveva previsto la facoltà di proroga di questi contratti senza limiti temporali per tutti i dipendenti del comparto sanitario, compresi i dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale.

L'Anaao Assomed ha già inviato a tutti i Direttori generali una nota invitandoli al sollecito rinnovo dei contratti e ricordando che il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza costituisce elemento preminente rispetto alle esigenze di natura finanziaria e che il rinnovo di questi contratti è condizione necessaria per impedire il collasso del servizio pubblico nella capacità di rispondere alle emergenze in un periodo di massima affluenza.

Rilevante è anche la previsione di una riserva di posti pari al 40% nei concorsi che saranno banditi per coloro che hanno svolto almeno tre anni di servizio presso l'amministrazione.

Restiamo in attesa dell'apertura del tavolo per un accordo quadro – dichiara il segretario Nazionale Costantino Troise - che regoli con norme contrattuali l'utilizzo del tempo determinato nelle strutture sanitarie ponendo fine a discriminazioni sul piano economico e professionale non più accettabili ed invitiamo tutti i precari a far sentire la propria voce nella certezza che solo con iniziative comuni sarà possibile la risoluzione di un problema da troppo tempo dimenticato e sottovalutato.

13 dicembre 2012
SPENDING REVIEW: INDAGINE FIASO CONFERMA PREVISIONI ANAAO: A RISCHIO I SERVIZI PER I CITTADINI
Comunicato stampa Anaao Assomed - 13 dicembre

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I dati dell'indagine della Fiaso presentati oggi a Roma secondo la quale gli effetti della spending review porteranno ad un taglio dei servizi nel 95% dei casi, confermano le pessime previsioni che l'Anaao Assomed aveva da subito denunciato. I numeri parlano chiaro: gli obiettivi di riduzione della spesa previsti dalla legge non possono essere realizzati senza toccare beni e servizi dai quali dipende la salute dei cittadini.

L'ipocrisia dell'invarianza dei servizi con cui la spending era stata presentata si è rivelata un flop ed ha aperto la strada ad un salasso del finanziamento della sanità pubblica di circa 35 miliardi. Un'operazione politica e non contabile che colpirà direttamente quantità e qualità dei servizi ai cittadini e condizioni di lavoro di medici con l'evidente fine di impoverire e delegittimare la sanità pubblica per aprire la strada ad un cambio di sistema dagli esiti incerti.

Tagli lineari e chiusura degli ospedali non sono la medicina giusta per i mali della sanità che rimangono intatti e che possono diventare il veleno che porta a sicura morte il paziente. 

L'Anaao Assomed chiederà al nuovo Governo interventi concreti e mirati per salvare il Ssn, la esigibilità del diritto alla salute, la professionalità di chi è chiamato a garantirle.

05 dicembre 2012
PRECARI: SE NON SI PROROGANO I CONTRATTI, SANITA’ A RISCHIO IN ALCUNE REGIONI
Comunicato stampa Anaao Assomed - 5 dicembre

Se non verranno immediatamente prorogati i contratti a tempo determinato flessibili o atipici che riguardano decina di migliaia addetti del Servizio Sanitario nazionale, si rischia il collasso di molte strutture in occasione delle prossime festività. Si rischia una pericolosa coincidenza di carenza di organici specie nel settore dell'emergenza urgenza che si sovrappone ad un periodo di abituale iperafflusso nelle strutture ospedaliere per malattie stagionali e per l'attività ridotta della medicina di base legata alle numerose giornate festive e prefestive.

Le Regioni e le Aziende sanitarie che con il decreto Balduzzi hanno tutti gli strumenti normativi per prorogare i contratti dei precari e non devono esitare ulteriormente a deliberare questa proroga per mantenere i livelli essenziali di assistenza ed evitare il collasso delle strutture.
L'Anaao Assomed si impegna ad utilizzare i veicoli legislativi disponibili per una soluzione immediata al problema.

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03 dicembre 2012
SOS PER GLI OSPEDALI PUBBLICI DEL LAZIO
Comunicato stampa Anaao Assomed - 3 dicembre

Le preoccupazioni espresse nei giorni scorsi dall'Anaao Assomed insieme ad altre sigle sindacali dei Medici e dirigenti sanitari degli ospedali pubblici e privati del Lazio, non possono essere liquidate con una alzata di spalle, nemmeno da un Commissario governativo che, dopo i tagli della Giunta Polverini, vuole procedere alla chiusura di alcuni ospedali pubblici senza alcuna motivazione.

Chiudere importanti ospedali pubblici di Roma come l'Azienda San Filippo Neri, fornita di alte specialità al servizio dei cittadini, vuol dire portare il sistema sanitario al collasso con la soppressione di posti letto e di interi reparti, pronto soccorso presi di assalto, liste di attesa in crescita, abuso del precariato, carichi di lavoro spropositati con centinaia di migliaia di ore lavorate dai medici non retribuite né recuperabili. Si taglia tutto quello che costa, compresi i diritti dei cittadini e del lavoro.

I medici ospedalieri sono stanchi di mettere la loro faccia davanti al disagio dei malati ed alle critiche per un sistema destinato a soccombere se invece di usare il bisturi per tagliare sprechi e programmare servizi efficienti, si utilizza l'ascia che abbatte allo steso modo rami secchi e strutture di eccellenza. La cura destinata alla sanità laziale procede tra annunci ed indiscrezioni, al di fuori delle relazioni sindacali, con forzature inaccettabili sia nel metodo che nel merito, lasciando porte spalancate alla fuga in altre Regioni, dominata dalla ossessione del controllo dei costi, che lascerà  una sanità sfinita, demotivata ed impoverita dal punto di vista economico, professionale e tecnologico.

Facciamo appello a tutti i cittadini, al Ministro della Salute ed alla forze politiche per un impegno forte che recuperi il senso di una idea condivisa di società che non rinunci a garantire i livelli essenziali di assistenza e valorizzi le competenze professionali. 

Risanare i conti è importante, ma non si può uccidere il servizio sanitario facendone pagare le conseguenze ai cittadini ed ai professionisti.

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27 novembre 2012
DICHIARAZIONI DI MONTI SUL SSN: NOI NON CI STIAMO!
Comunicato stampa intersindacale - 27 novembre

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Le parole del premier Monti sono di fatto una dichiarazione di 'default' del sistema sanitario pubblico ed universalistico come quello italiano. Per la prima volta viene esplicitato in maniera non equivoca il problema della sostenibilità del nostro Ssn, minacciato da politiche cieche e lineari messe in campo dagli ultimi governi, e dalle Regioni, corresponsabili nel dissesto. E' il commento delle organizzazioni sindacali dei medici dipendenti e convenzionati, veterinari, dirigenti sanitari, tecnici, professionali ed amministrativi del SSN e della Ospedalità privata accreditata, precari e medici in formazione.

Nessuna sorpresa per chi, come noi, già il 27 ottobre aveva lanciato l'allarme rosso per la sanità pubblica con una grande manifestazione, ignorata da gran parte della stampa. Abbiamo da tempo chiaro , e denunciato a più riprese, il rischio di tracollo del sistema del welfare, con la sanita nel ruolo di capro espiatorio, laboratorio ove si sperimentano ricette privatistiche e si collaudano soluzioni tecnocratiche di uscita dalla crisi. La sanita è, infatti, diventata il bersaglio preferito di tutte le manovre economiche malgrado una spesa per cittadino inferiore del 40% a quella dei nostri vicini europei, con risultati di salute largamente migliori. Nessun sistema alternativo al nostro è in grado di dare di più a costi minori. Se, complessivamente, abbiamo tagliato sulla sanità più della Grecia, della Spagna, dell'Irlanda, nessuna meraviglia se è a rischio la tenuta del SSN. Altro che invarianza di servizi!

Un progressivo processo di asfissia sta facendo perdere al servizio sanitario pezzi di equità ed universalismo avviandolo  sulla strada che lo porterà a diventare un sistema povero per i poveri . L'onere economico di pezzi crescenti di assistenza in molte Regioni è già stato trasferito alle tasche dei cittadini che sempre più si vedranno spinti a spostare il rischio su polizze assicurative.
Da tempo dati di fatto, movimenti carsici e messaggi politici, più o meno espliciti, convergono verso lo smantellamento del sistema universalistico e molti parlano ed operano per costruire, sull'abbandono della solidarietà fiscale, la sanita per i ricchi. Siamo di fronte ad una operazione politica malamente travestita da operazione contabile con l'alibi della neutralità tecnica, una ghiotta occasione per quanti si oppongono allo stato sociale, alimentata da de finanziamento, conflitti istituzionali e fallimenti federalistici, frustrazione e penalizzazione dei professionisti.
Ma non è in gioco solo il destino della sanità pubblica. Si tratta anche della stessa idea di società, di comunità, di coesione sociale, di esigibilità di un diritto alla salute che è uno e indivisibile e non può essere declinato in base al CAP, o peggio al censo.

Ripetiamo al presidente Monti quanto dichiarato a Roma il 27 ottobre: noi non ci stiamo ad assistere impotenti ad una morte annunciata per il diritto alla salute dei cittadini ed il diritto a curare in autonomia e responsabilità dei medici e dei dirigenti sanitari. Chi si schiererà con noi?

19 novembre 2012
ALLARME ROSSO PER LA SANITA': ANCHE I GIORNALI SE NE ACCORGONO
Comunicato stampa Anaao Assomed - 19 novembre

La rassegna stampa di oggi sembra un campo di battaglia con descrizioni di crollo dell'assistenza sanitaria che unificano l'Italia dalle Alpi alla Sicilia. Finalmente i mass media sembrano accorgersi di quanto fosse fondato l'allarme rosso lanciato dalla grande manifestazione di medici e cittadini del 27 ottobre scorso, che pure alcuni di loro hanno fatto finta di non vedere.

Le scelte sbagliate e pericolose dei Governi succedutisi negli ultimi due anni hanno inciso sulla sanità in modo cieco e lineare fino ad entrare in rotta di collisione con le finalità proprie del sistema e produrre l'arretramento del diritto di ciascuna persona ad essere curato secondo necessità e di ciascun medico a curare in autonomia e responsabilità.

Definanziamento di 30 miliardi, taglio di risorse professionali e strutturali quali Medici e posti letto, conflitti istituzionali, cattiva politica e pessima amministrazione, peggioramento delle condizioni di lavoro del personale (le famose risorse umane!), costituiscono una miscela esplosiva che sta affondando un sistema sanitario che, dati OECD alla mano, coniuga ottimi risultati di salute con i più bassi livelli di spesa pro capite dell'Europa occidentale. Un sistema sanitario che dovrebbe essere motivo di orgoglio ed invece è oggetto di molti pregiudizi e di un attacco strumentale. Il nuovo miracolo Italiano rischia di crollare sotto i colpi di un'operazione contabile che nasconde un'operazione politica che mira ad una sanità (de)privata, malgrado nessun sistema sanitario diverso da quello pubblico e nazionale possa garantire risultati migliori a costi più bassi, a dispetto di ogni ingegneria organizzativa.

La verità rappresentata dalla grande manifestazione dei medici del 27 ottobre trova nuovi  argomenti. E se qualcuno insiste a dire che le manovre economiche tagliano gli sprechi, occorre dedurne che la sanità pubblica è uno spreco.

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08 novembre 2012
STANDARD OSPEDALIERI: NUOVO ATTACCO AL DIRITTO ALLA SALUTE
Comunicato stampa Anaao Assomed - 8 novembre

Dichiarazione del Segretario Nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise

Il regolamento sulla definizione degli standard qualitativi, tecnologici e quantitativi della assistenza ospedaliera che il Ministro della Salute, senza preoccuparsi di assicurare una informazione o un confronto con le organizzazioni sindacali della Dirigenza ospedaliera, ha inviato alla Conferenza Stato-Regioni rappresenta un mix, nemmeno equilibrato, tra libro dei sogni ed attacco alla esigibilità del diritto alla salute.

Il nuovo parametro di 3,7 per mille abitanti fissato per la determinazione dei posti letto, comprensivo non solo di quelli per acuti, ma anche di quelli nelle residenze socio sanitarie, ci relega tra gli ultimi posti in Europa e suona una campana a morte per le liste di attesa e per il ruolo dei Pronto soccorso destinati a trasformarsi in reparti di ricovero inappropriati, insicuri e, non di rado, non dignitosi. Posti letto sostituiti da posti barella, come già accade, o posti-scrivania, come già è accaduto. E tutto questo per un risparmio a regime che la relazione tecnica della spending review quantifica in 50 milioni di euro, che qualcuno si illude possano essere utilizzati, ed essere sufficienti, per potenziare la assistenza territoriale.

E si rassegni anche chi pensa che da questa operazione possa scaturire una razionalizzazione del numero di strutture complesse attraverso l'eliminazione di reparti doppione che sopravvivono al di sotto di ogni standard, compresi quelli di decenza. L'operazione di taglio dei primariati ospedalieri è stata da tempo avviata dalle Regioni ed oggi i veri baroni della medicina non tremano, essendo stati esentati dal Ministro, e dalle Regioni, dal rispondere agli obblighi di programmazione in termini di riduzione di posti letto e strutture complesse: la sanità universitaria come ultima variabile indipendente, per gentile concessione di Ministri e Governatori, del sistema sanitario ed economico!

L'operazione posti letto servirà a rideterminare al ribasso le dotazioni organiche da subito, con buona pace di giovani e precari di lungo corso, mentre la parte innovativa relativa alla determinazione di standard di prestazioni, in termini di esiti favorevoli delle cure e riduzione del rischio clinico, è rinviata a data da destinarsi e, c'è da scommettere, destinata a molte eccezioni.

Non razionalizzazione, ma razionamento del diritto alla cura, per di più di incerta applicazione visto che le Regioni continueranno a regolarsi in base a scelte locali, come testimonia il fatto che qualcuna sta già procedendo ai tagli non in base a standard, ma a motivazioni geopolitiche. Non garanzia, ma nuovo attacco al diritto a curare.

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lo schema di regolamento

il comunicato del Ministero della Salute contenente i numeri dei posti letto prima e dopo la spending review, divisi per Regione

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26 ottobre 2012
DOMANI 27 OTTOBRE MEDICI E CITTADINI IN PIAZZA CONTRO I TAGLI ALLA SANITA’ DEL GOVERNO
Comunicato stampa Anaao Assomed - 26 ottobre

Arriveranno con pullman e treni speciali da tutta Italia. E, secondo le previsioni della vigilia, saranno in migliaia. Medici e operatori della sanità pubblica e privata che sfileranno domani mattina per le vie della Capitale contro i nuovi tagli alla sanità decisi dal Governo e per la difesa della sanità pubblica italiana. 

L'appuntamento è alle 11 in Piazza della Repubblica, da dove partirà il corteo che raggiungerà il Colosseo. La manifestazione, promossa da 24 sigle sindacali Organizzazioni Sindacali dei medici dipendenti e convenzionati, veterinari, dirigenti sanitari, tecnici, professionali ed amministrativi del SSN e della Ospedalità privata accreditata, precari e medici in formazione, si concluderà all'Arco di Costantino dove alle 13.30 circa sono previsti gli interventi conclusivi affidati ad un rappresentante dei medici e ad uno dei cittadini.

Alla manifestazione parteciperanno anche delegazioni di numerose associazioni di cittadini, da Federconsumatori a Cittadinanzattiva. Hanno aderito anche i pensionati della Cgil e poi numerosi esponenti di tutte le forze politiche. Dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani, che invierà una delegazione ufficiale del Partito, al presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato del Pdl Antonio Tomassini.

Tra i sostenitori anche gli ex ministri della Salute Livia Turco (Pd) e Girolamo Sirchia (Pdl) e poi il capogruppo dell'Idv in Commissione Affari Sociali della Camera Antonio Palagiano, il segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero e la segreteria nazionale di Sinistra e Libertà.
Significativa anche l'adesione dei 340 mila infermieri italiani che non scenderanno in piazza, ma dai quali è pervenuta l'adesione ufficiale alla manifestazione e ai suoi obbiettivi. Presenti invece con una propria delegazione gli esponenti della Federazione nazionale degli Ordini di medici che hanno invitato a scendere in Piazza tutti i camici bianchi eletti in Parlamento.

24 ottobre 2012
VERSO UN’ALTRA FIDUCIA SUL DECRETO SANITA’: UN GRAVE ERRORE
Comunicato stampa Anaao Assomed - 24 ottobre

24 ottobre 2012

E' grave per la Sanità ed il senso civico del Paese che il Governo dei tecnici impedisca ad un ramo del Parlamento di esprimersi in merito al DL del Ministro della Salute approvato, con voto di fiducia, dalla Camera.

Dopo avere permesso la cura dimagrante che la Commissione Bilancio della Camera ha imposto, con argomentazioni spesso speciose e non dimostrate, al testo approvato dalla Commissione Affari Sociali, ora si chiede un'altra fiducia per non correre il rischio che il Senato emendi e migliori la legge. Ormai il bicameralismo perfetto è solo una ipotesi di scuola e le soluzioni tecnocratiche impongono la linea a colpi di fiducia prevaricando le prerogative parlamentari.

La sanità è nei programmi del Governo solo come fattore di spesa, da tagliare prima e più degli altri, un capro espiatorio della crisi, un laboratorio dove si sperimentano ricette di privatizzazione.
Il diritto forte di cui parla la Costituzione, che è diritto alla cura dei cittadini e diritto a curare dei medici, non figura nei suoi programmi nemmeno per errore.

Difendere il patrimonio del SSN, in evidente e progressivo abbandono, toccherà a tutti coloro che il 27 ottobre, condividendo il dettato dell'articolo 32 della nostra Costituzione, manifesteranno la volontà di opporsi a chi nell'abbandono delle cure vede l'unica fonte di risparmio e continua a legiferare frantumando la coesione sociale del Paese e restringendo il perimetro delle tutele.

Toccherà alla piazza del 27 ottobre lanciare l'allarme rosso per la sanità pubblica e provare, insieme con quanti ne hanno a cuore le sorti, a “salvare il soldato Ssn”.

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17 ottobre 2012
DECRETO SANITA’: NO A MISTIFICAZIONI RAGIONIERISTICHE
Comunicato stampa Anaao Assomed - 17 ottobre

 

Un tormentone senza fine tra continui colpi di scena sta portando il decreto sanità al voto di fiducia.
Con motivazioni assolutamente speciose ed affermazioni non dimostrate, la Commissione Bilancio della Camera ha di nuovo mutilato il testo approvato dalla Commissione Affari Sociali, costretta praticamente a ri-scrivere sotto dettatura.

Nel mirino sono finiti aspetti di rilievo per il sistema sanitario e le sue categorie professionali:
- il tentativo di equiparare l'età di quiescenza della dirigenza medica e sanitaria del SSN, ma anche dei ricercatori universitari, a quella dei professori ordinari;
- la volontà di estendere alla sanità quanto già previsto per i dipendenti statali in tema di pensionamento;
- la creazione di unità di gestione del rischio clinico per frenare l'incremento delle polizze assicurative e lo stesso obbligo per le aziende sanitare a garantire copertura assicurativa ai propri dipendenti;
- lo sblocco del turnover nelle Regioni in piano di rientro, condannando estese fasce di cittadini a non potere esigere il diritto ai Livelli Essenziali di Assistenza.
- Infine, ciliegina sulla torta, è tornata la precarietà degli incarichi professionali per i medici, che rischiano di rimanere in balia della invadenza amministrativa e politica. Ci chiediamo quale interesse possa avere la Commissione Bilancio verso una norma, riesumata da un comma di una leggina dell'ex ministro Brunetta, che nulla ha a che fare con aumento di costi per la finanza pubblica.

La vendetta consumata da lobbies nostalgiche di “brunettismo” è un fatto grave.
La sanità, i cittadini ed i medici non possono essere ostaggio di gruppi di potere e di mistificazioni ragionieristiche che la Commissione Affari Sociali della Camera non è riuscita ad arginare, subendo impropri condizionamenti del suo ruolo attraverso una vera e propria invasione di campo.

Facciamo appello al Ministro della salute perché voglia recuperare, in un maxiemendamento, almeno alcuni di questi aspetti, ma intanto continuiamo a mobilitare la categoria per portare in piazza a Roma il 27 ottobre anche la nostra rabbia.

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15 ottobre 2012
DECRETO SANITA’: LA NORMA SUL PENSIONAMENTO NON CREA PRIVILEGI, MA SANA UN’INGIUSTIZIA
Comunicato stampa Anaao Assomed - 15 ottobre

Apprendiamo con stupore – commenta il Segretario Nazionale dell'Anaao Assomed, Costantino Troise - che l'emendamento approvato nel decreto sanità che consente ai dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale il pensionamento con le regole precedenti alla riforma “Fornero”, ha creato “turbamenti” e “ripensamenti” in alcune forze politiche ed esponenti del governo.

In realtà, la norma applica semplicemente al SSN quanto già previsto e approvato, dal medesimo Governo e Parlamento, lo scorso 7 agosto con l'articolo 2 della “spending review” per i dipendenti dello Stato (ministeri, enti pubblici non economici).
Escludere il SSN vuol dire perpetuare l'ennesima discriminazione nei confronti dei suoi dipendenti.

Quanto alle lezioni di equità, ricordiamo che i dipendenti pubblici accedono alla pensione, in molti casi, in età successiva ai dipendenti privati (per effetti dell'articolo 15 bis della riforma) e, in particolare, le donne del settore pubblico accedono al pensionamento successivamente alle corrispondenti lavoratrici del settore privato. Dopo aver assistito a leggi che, indifferenti alla diversa fatica richiesta da differenti lavori, hanno sancito che una impiegata di una banca o di una assicurazione possa andare in pensione prima di una donna medico o di un'infermiera, sottoposte a duri turni di lavoro anche notturni e festivi, non vorremo assistere ad analoga discriminazione all'interno del pubblico impiego.

Non si può penalizzare un ambito lavorativo che richiede un turnover perlomeno non inferiore a settori impiegatizi ed amministrativi, anche per garantire la sicurezza delle cure cui cittadini e magistrati sono sempre più attenti.

La norma in discussione va confermata proprio per una questione di equità, se non si vuole certificare che Governo e Parlamento non hanno recepito, tra l'altro, le recenti sentenze della Corte Costituzionale a proposito del divieto di irragionevoli discriminazioni tra i cittadini.

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la rassegna delle agenzie e stampa online

11 ottobre 2012
LEGGE DI STABILITA’: CALA LA NOTTE SULLA SANITA’ PUBBLICA
Comunicato stampa Anaao Assomed - 11 ottobre

La manovra di stabilità continua a penalizzare Medici e Dirigenti sanitari dipendenti del SSN e ad  impoverire il Servizio sanitario mettendone a rischio, in tutte le Regioni, la sostenibilità economica.

L'incremento del definanziamento, salito a quasi 25 miliardi di euro, in perfetta continuità con il governo precedente, fa calare la notte sulla sanità pubblica, alla quale è evidentemente dedicata la operazione cieli bui. Occorre cominciare a dire con chiarezza quello che rischiamo: il tracollo del sistema di welfare, con la sanità nel ruolo di capro espiatorio, laboratorio dove si sperimentano ricette privatistiche e si collauda la soluzione tecnocratica della crisi.

Il blocco contrattuale prorogato a 5 anni ed il prolungato taglio delle retribuzioni dei soli dipendenti pubblici, malgrado il sospetto di incostituzionalità, falcidiano il potere di acquisto con perdite valutabili nell'ordine di decine di migliaia di euro, maggiori per i giovani, e danni sul piano previdenziale. Colpevoli di pagare le tasse prima ancora di incassare la retribuzione, i medici ed i dirigenti sanitari dipendenti sono chiamati a pagare da soli, insieme con i cittadini, i costi economici, umani e professionali della ristrutturazione della sanità al tempo della grande crisi. Ma nessuno può sopportare una cura dimagrante di durata quinquennale.

Intanto, il decreto sanità  supera l'esame della Commissione Affari sociali della Camera avendo mitigato, tra emendamenti, maxiemendamenti e subemendamenti, l'attacco al sistema di valutazione professionale ed alla specificità della dirigenza medica, nonchè ad altri istituti contrattuali, compresa la libera professione intramoenia, sottratta alle norme pattizie per rimanere prigioniera di pregiudizi. Persiste il tentativo di smantellare o condizionare, con la invadenza della legge, accordi di lavoro liberamente sottoscritti, alla faccia di chi ne aveva voluto la privatizzazione, delegittimando le organizzazioni sindacali, residuato di archeologia industriale, ostacolo alle magnifiche e progressive sorti della managerialità aziendalista.  

Medici, dirigenti sanitari e cittadini daranno con la manifestazione nazionale del 27 OTTOBRE a Roma una prima risposta a chi continua a legiferare per privatizzare un valore fondamentale per un paese moderno, frantumandone la coesione sociale e restringendo il perimetro delle tutele, senza nemmeno il fastidio di dichiarare una volontà politica in tal senso misurandone  democraticamente il consenso. E' ora che i numeri non occupino l'intero spazio mentale e in scena facciano irruzione i diritti e il valore del lavoro professionale.

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09 ottobre 2012
LEGGE FINANZIARIA: GIU’ LE MANI DALLA SANITA’. MANIFESTAZIONE A ROMA IL 27 OTTOBRE.
Comunicato stampa intersindacale - 9 ottobre 2012

Il Governo ancora una volta, in assoluta coerenza con la politica degli ultimi anni, torna a colpire la sanità limitando ulteriormente il sistema delle tutele dei cittadini.

Questo il commento delle Organizzazioni sindacali dei medici dipendenti e convenzionati, veterinari, dirigenti sanitari, tecnici, professionali ed amministrativi del SSN e della Ospedalità privata accreditata, precari e medici in formazione alle notizie anticipate della stampa sui contenuti della legge di stabilità che sarà esaminata nel pomeriggio dal Consiglio dei Ministri.

Il ventilato ulteriore taglio di 1,5 miliardi a beni e servizi oltre che dimostrare come i tecnici non riescano ad avere altri orizzonti strategici (o forse non vogliono) rafforzerà il processo di indebolimento e frammentazione del SSN ed aprirà nuovi voragini assistenziali nel sistema sanitario.

L'ipotesi poi di abolire l'indennità di vacanza contrattuale e di estendere anche al 2014 il blocco contrattuale colpisce i soliti noti, quei dipendenti pubblici che fino ad oggi sono stati utilizzati come un bancomat per il prelievo di denaro dalle loro retribuzioni e come cittadini di serie B per i ripetuti interventi che hanno colpito il loro lavoro  ed i loro diritti.

I continui tagli al finanziamento della sanità pubblica, già da sempre sotto la media degli altri Paesi europei, sommati alla progressiva riduzione del finanziamento del fondo delle politiche sociali e all'azzeramento del fondo della non autosufficienza (a fronte di 3 milioni di non autosufficienti censiti) hanno progressivamente ristretto la sfera delle tutele rendendo sempre più fragile ed incerto il diritto alla salute e rischiano di negare alla sanità pubblica anche il suo ruolo umanitario di ammortizzatore sociale.

I professionisti della sanità non si stancheranno mai di denunciare gli effetti devastanti di una politica economica miope che continua a colpire la sanità ed i cittadini e risponderanno a questi attacchi con una grande manifestazione di piazza il 27 ottobre a Roma per rilanciare con forza il DIRITTO ALLA CURA, IL DIRITTO A CURARE.

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09 ottobre 2012
LEGGE FINANZIARIA: GIU’ LE MANI DALLA SANITA’. MANIFESTAZIONE A ROMA IL 27 OTTOBRE.
Comunicato stampa intersindacale - 9 ottobre 2012

Il Governo ancora una volta, in assoluta coerenza con la politica degli ultimi anni, torna a colpire la sanità limitando ulteriormente il sistema delle tutele dei cittadini.

Questo il commento delle Organizzazioni sindacali dei medici dipendenti e convenzionati, veterinari, dirigenti sanitari, tecnici, professionali ed amministrativi del SSN e della Ospedalità privata accreditata, precari e medici in formazione alle notizie anticipate della stampa sui contenuti della legge di stabilità che sarà esaminata nel pomeriggio dal Consiglio dei Ministri.

Il ventilato ulteriore taglio di 1,5 miliardi a beni e servizi oltre che dimostrare come i tecnici non riescano ad avere altri orizzonti strategici (o forse non vogliono) rafforzerà il processo di indebolimento e frammentazione del SSN ed aprirà nuovi voragini assistenziali nel sistema sanitario.

L'ipotesi poi di abolire l'indennità di vacanza contrattuale e di estendere anche al 2014 il blocco contrattuale colpisce i soliti noti, quei dipendenti pubblici che fino ad oggi sono stati utilizzati come un bancomat per il prelievo di denaro dalle loro retribuzioni e come cittadini di serie B per i ripetuti interventi che hanno colpito il loro lavoro  ed i loro diritti.

I continui tagli al finanziamento della sanità pubblica, già da sempre sotto la media degli altri Paesi europei, sommati alla progressiva riduzione del finanziamento del fondo delle politiche sociali e all'azzeramento del fondo della non autosufficienza (a fronte di 3 milioni di non autosufficienti censiti) hanno progressivamente ristretto la sfera delle tutele rendendo sempre più fragile ed incerto il diritto alla salute e rischiano di negare alla sanità pubblica anche il suo ruolo umanitario di ammortizzatore sociale.

I professionisti della sanità non si stancheranno mai di denunciare gli effetti devastanti di una politica economica miope che continua a colpire la sanità ed i cittadini e risponderanno a questi attacchi con una grande manifestazione di piazza il 27 ottobre a Roma per rilanciare con forza il DIRITTO ALLA CURA, IL DIRITTO A CURARE.

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09 ottobre 2012
LEGGE FINANZIARIA: GIU’ LE MANI DALLA SANITA’. MANIFESTAZIONE A ROMA IL 27 OTTOBRE.
Comunicato stampa intersindacale - 9 ottobre 2012

Il Governo ancora una volta, in assoluta coerenza con la politica degli ultimi anni, torna a colpire la sanità limitando ulteriormente il sistema delle tutele dei cittadini.

Questo il commento delle Organizzazioni sindacali dei medici dipendenti e convenzionati, veterinari, dirigenti sanitari, tecnici, professionali ed amministrativi del SSN e della Ospedalità privata accreditata, precari e medici in formazione alle notizie anticipate della stampa sui contenuti della legge di stabilità che sarà esaminata nel pomeriggio dal Consiglio dei Ministri.

Il ventilato ulteriore taglio di 1,5 miliardi a beni e servizi oltre che dimostrare come i tecnici non riescano ad avere altri orizzonti strategici (o forse non vogliono) rafforzerà il processo di indebolimento e frammentazione del SSN ed aprirà nuovi voragini assistenziali nel sistema sanitario.

L'ipotesi poi di abolire l'indennità di vacanza contrattuale e di estendere anche al 2014 il blocco contrattuale colpisce i soliti noti, quei dipendenti pubblici che fino ad oggi sono stati utilizzati come un bancomat per il prelievo di denaro dalle loro retribuzioni e come cittadini di serie B per i ripetuti interventi che hanno colpito il loro lavoro  ed i loro diritti.

I continui tagli al finanziamento della sanità pubblica, già da sempre sotto la media degli altri Paesi europei, sommati alla progressiva riduzione del finanziamento del fondo delle politiche sociali e all'azzeramento del fondo della non autosufficienza (a fronte di 3 milioni di non autosufficienti censiti) hanno progressivamente ristretto la sfera delle tutele rendendo sempre più fragile ed incerto il diritto alla salute e rischiano di negare alla sanità pubblica anche il suo ruolo umanitario di ammortizzatore sociale.

I professionisti della sanità non si stancheranno mai di denunciare gli effetti devastanti di una politica economica miope che continua a colpire la sanità ed i cittadini e risponderanno a questi attacchi con una grande manifestazione di piazza il 27 ottobre a Roma per rilanciare con forza il DIRITTO ALLA CURA, IL DIRITTO A CURARE.

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09 ottobre 2012
LEGGE FINANZIARIA: GIU’ LE MANI DALLA SANITA’. MANIFESTAZIONE A ROMA IL 27 OTTOBRE.
Comunicato stampa intersindacale - 9 ottobre 2012

Il Governo ancora una volta, in assoluta coerenza con la politica degli ultimi anni, torna a colpire la sanità limitando ulteriormente il sistema delle tutele dei cittadini.

Questo il commento delle Organizzazioni sindacali dei medici dipendenti e convenzionati, veterinari, dirigenti sanitari, tecnici, professionali ed amministrativi del SSN e della Ospedalità privata accreditata, precari e medici in formazione alle notizie anticipate della stampa sui contenuti della legge di stabilità che sarà esaminata nel pomeriggio dal Consiglio dei Ministri.

Il ventilato ulteriore taglio di 1,5 miliardi a beni e servizi oltre che dimostrare come i tecnici non riescano ad avere altri orizzonti strategici (o forse non vogliono) rafforzerà il processo di indebolimento e frammentazione del SSN ed aprirà nuovi voragini assistenziali nel sistema sanitario.

L'ipotesi poi di abolire l'indennità di vacanza contrattuale e di estendere anche al 2014 il blocco contrattuale colpisce i soliti noti, quei dipendenti pubblici che fino ad oggi sono stati utilizzati come un bancomat per il prelievo di denaro dalle loro retribuzioni e come cittadini di serie B per i ripetuti interventi che hanno colpito il loro lavoro  ed i loro diritti.

I continui tagli al finanziamento della sanità pubblica, già da sempre sotto la media degli altri Paesi europei, sommati alla progressiva riduzione del finanziamento del fondo delle politiche sociali e all'azzeramento del fondo della non autosufficienza (a fronte di 3 milioni di non autosufficienti censiti) hanno progressivamente ristretto la sfera delle tutele rendendo sempre più fragile ed incerto il diritto alla salute e rischiano di negare alla sanità pubblica anche il suo ruolo umanitario di ammortizzatore sociale.

I professionisti della sanità non si stancheranno mai di denunciare gli effetti devastanti di una politica economica miope che continua a colpire la sanità ed i cittadini e risponderanno a questi attacchi con una grande manifestazione di piazza il 27 ottobre a Roma per rilanciare con forza il DIRITTO ALLA CURA, IL DIRITTO A CURARE.

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09 ottobre 2012
LEGGE FINANZIARIA: GIU’ LE MANI DALLA SANITA’. MANIFESTAZIONE A ROMA IL 27 OTTOBRE.
Comunicato stampa intersindacale - 9 ottobre 2012

Il Governo ancora una volta, in assoluta coerenza con la politica degli ultimi anni, torna a colpire la sanità limitando ulteriormente il sistema delle tutele dei cittadini.

Questo il commento delle Organizzazioni sindacali dei medici dipendenti e convenzionati, veterinari, dirigenti sanitari, tecnici, professionali ed amministrativi del SSN e della Ospedalità privata accreditata, precari e medici in formazione alle notizie anticipate della stampa sui contenuti della legge di stabilità che sarà esaminata nel pomeriggio dal Consiglio dei Ministri.

Il ventilato ulteriore taglio di 1,5 miliardi a beni e servizi oltre che dimostrare come i tecnici non riescano ad avere altri orizzonti strategici (o forse non vogliono) rafforzerà il processo di indebolimento e frammentazione del SSN ed aprirà nuovi voragini assistenziali nel sistema sanitario.

L'ipotesi poi di abolire l'indennità di vacanza contrattuale e di estendere anche al 2014 il blocco contrattuale colpisce i soliti noti, quei dipendenti pubblici che fino ad oggi sono stati utilizzati come un bancomat per il prelievo di denaro dalle loro retribuzioni e come cittadini di serie B per i ripetuti interventi che hanno colpito il loro lavoro  ed i loro diritti.

I continui tagli al finanziamento della sanità pubblica, già da sempre sotto la media degli altri Paesi europei, sommati alla progressiva riduzione del finanziamento del fondo delle politiche sociali e all'azzeramento del fondo della non autosufficienza (a fronte di 3 milioni di non autosufficienti censiti) hanno progressivamente ristretto la sfera delle tutele rendendo sempre più fragile ed incerto il diritto alla salute e rischiano di negare alla sanità pubblica anche il suo ruolo umanitario di ammortizzatore sociale.

I professionisti della sanità non si stancheranno mai di denunciare gli effetti devastanti di una politica economica miope che continua a colpire la sanità ed i cittadini e risponderanno a questi attacchi con una grande manifestazione di piazza il 27 ottobre a Roma per rilanciare con forza il DIRITTO ALLA CURA, IL DIRITTO A CURARE.

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24 settembre 2012
Decreto sanità: Anaao Assomed proclama lo stato di agitazione
Comunicato stampa Anaao Assomed - 24 settembre

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la rassegna della stampa online e delle agenzie

Il Consiglio Nazionale dell''Anaao Assomed, dopo aver analizzato i contenuti del decreto sanità, ha proclamato lo stato di agitazione a difesa della specificità della Dirigenza Medica e sanitaria e per contrastare il processo di mutilazione di norme contrattuali per via legislativa che mira ad una assoluta deregulation della forza lavoro professionale.

L'Associazione, alla vigilia dell'esame parlamentare del decreto legge, denuncia gli aspetti più allarmanti contenuti nel testo e chiede alle Commissioni di introdurre modifiche senza le quali si produrrebbe:
1) una disarticolazione del sistema della valutazione professionale, il cui appiattimento sul modello della pubblica amministrazione cancella elementi specifici della Dirigenza Medica e sanitaria all'interno del Pubblico impiego, a garanzia di quella autonomia che la Corte di Cassazione esige a tutela dei cittadini, lasciando le loro carriere in balia della politica;
2) uno stravolgimento delle norme che regolano la mobilità che trasforma i medici e sanitari in “pacchi postali” a disposizione delle Regioni, senza alcuna certezza di coerenza con la disciplina, di salvaguardia dell'incarico professionale e del trattamento economico;
3) una morte annunciata della libera professione intramoenia, caricata di oneri burocratici ed economici che avranno come unico risultato quello di spingere i medici fuori del regime esclusivo.

Il sistema sanitario  – prosegue l'Anaao Assomed  – è stato messo in ginocchio dagli effetti che le manovre economiche degli ultimi anni hanno prodotto sugli assetti organizzativi e funzionali della sanità pubblica. Tagli lineari per complessivi 24 miliardi di euro nel quadriennio 2012-2015 del Fondo Sanitario Nazionale ridurranno progressivamente l'esigibilità da parte dei cittadini del diritto alla salute. E renderanno insostenibili le condizioni di lavoro dei medici e sanitari del SSN, già duramente colpite dal perdurante blocco del turnover, dal taglio delle strutture complesse e semplici, dalla scomparsa di 20.000 posti letti, dall'abuso di contratti precari e dal ritardo di programmazione e riorganizzazione della rete territoriale ed ospedaliera con pesanti ricadute sulla qualità e sicurezza del sistema. La mancanza di un contratto di lavoro è già penalizzante sul piano professionale ed economico. Lo svuotamento del contratto in vigore è inaccettabile.

Per l'insieme di queste ragioni l'Anaao Assomed si impegna per la MANIFESTAZIONE NAZIONALE del 27 OTTOBRE a Roma, pronta ad ogni altra iniziativa per difendere i Medici e dirigenti sanitari del SSN.

06 settembre 2012
NOVITA' E CONTRADDIZIONI DEL DECRETO BALDUZZI.
Comunicato stampa Anaao Assomed del 6 settembre 2012
05 settembre 2012
DECRETO BALDUZZI: NO A ULTERIORE PEGGIORAMENTO DELLE CONDIZIONI PROFESSIONALI
Comunicato stampa Anaao Assomed del 5 settembre 2012
03 settembre 2012
DECRETO BALDUZZI: SI A MIGLIORAMENTI, NO ALLO STRAVOLGIMENTO
Comunicato stampa Anaao Assomed del 3 settembre 2012
31 agosto 2012
“DECRETO BALDUZZI”: CANCELLARE LE NORME SU MOBILITA’ E PREPENSIONAMENTO.
Comunicato stampa Anaao Assomed del 31 agosto 2012
08 agosto 2012
LA SPENDING REVIEW E’ LEGGE: GRAVE COLPO AL SISTEMA SANITARIO PUBBLICO
Comunicato stampa Anaao Assomed del 8 agosto 2012
30 luglio 2012
SPENDING REVIEW E MALASANITA': CURIOSA COINCIDENZA.
Comunicato Anaao Assomed del 30 luglio 2012
26 luglio 2012
ANAAO SU SPENDING REVIEW: "AVEVAMO RAGIONE"
Comunicato stampa Anaao Assomed del 26 luglio 2012
16 luglio 2012
COSMED: TAGLIARE I VERI SPRECHI E I VERI PRIVILEGI PER SALVARE LA SANITA’ E LO STATO SOCIALE
Comunicato stampa Cosmed del 16 luglio 2012
06 luglio 2012
SI SCRIVE SPENDING REVIEW SI LEGGE TAGLI LINEARI
Comunicato stampa Anaao Assomed del 6 luglio 2012
05 luglio 2012
SPENDING REVIEW: RIPRENDE INESORABILE IL TIRO AL BERSAGLIO SUI DIPENDENTI PUBBLICI.
Comunicato stampa Cosmed del 5 luglio 2012
04 luglio 2012
SPENDING REVIEW: NO ALLA FINE DELLA SANITA' PUBBLICA.
Comunicato stampa Anaao Assomed del 4 luglio 2012
02 luglio 2012
LA PROROGA LPI ALLARGATA NON BASTA: SERVONO SEGNALI POSITIVI PER IL SSN
Comunicato stampa Intersindacale del 2 luglio 2012
26 giugno 2012
DECRETO SANITA’: UN PROVVEDIMENTO URGENTE E NECESSARIO
comunicato stampa Anaao Assomed del 26 giugno 2012
25 giugno 2012
ADESSO BASTA: SE SALTA IL DECRETO SANITÀ’ SARÀ’ SCIOPERO.
Comunicato stampa Intersindacale del 25 giugno 2012
22 giugno 2012
SPENDING REVIEW: LA COSMED CONTRO L'ATTACCO AL PUBBLICO IMPIEGO
Comunicato stampa Cosmed del 22 giugno 2012
08 giugno 2012
28 GIUGNO: “SANITA’ DAY” IN DIFESA DELLA SANITA’ PUBBLICA
COMUNICATO STAMPA INTERSINDACALE DEL 8 GIUGNO 2012
25 maggio 2012
ANAAO ASSOMED CONFERMA LO STATO DI AGITAZIONE IN DIFESA DELLA SANITA’ PUBBLICA.
Comunicato stampa Anaao del 25 maggio 2012
16 maggio 2012
PUBBLICO IMPIEGO: SIGLATO FORMALMENTE L’ACCORDO. IL GOVERNO NON CEDA ALLE PRESSIONI DI CHI DIFENDE UN MODELLO FALLIMENTARE.
Comunicato stampa COMSED del 16 maggio 2012
14 maggio 2012
STATO DI AGITAZIONE CONTRO LA MORTE ANNUNCIATA DELLA SANITA PUBBLICA
Comunicato stampa Anaao Assomed del 14 maggio 2012
09 maggio 2012
DDL GOVERNO CLINICO: NO A CONFLITTI TRA ISTITUZIONI
Comunicato stampa Intersindacale del 9 maggio 2012
20 aprile 2012
ANAAO: POSITIVA AUTOSOSPENSIONE DEL PRESIDENTE DELL'ENPAM
Comunicato stampa Anaao Assomed del 20 aprile 2012
16 aprile 2012
ACCORDO MINISTERO-REGIONI SU PROFESSIONE INFERMIERISTICA: NO DELL’ANAAO ASSOMED AD INVASIONI DI CAMPO
Comunicato stampa Anaao Assomed del 16 aprile 2012
11 aprile 2012
TASSAZIONE BORSE DI STUDIO: ANCORA CASSA CON I SOLITI NOTI
Comunicato stampa Anaao Assomed del 11 aprile 2012
19 marzo 2012
AL VIA LA CAMPAGNA CONTRO IL PEGGIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI LAVORO
Comunicato Stampa Intersindacale del 19 marzo 2012
16 marzo 2012
DDL 'GOVERNO CLINICO': FINALMENTE PASSI IN AVANTI
Comunicato stampa Intersindacale del 16 marzo 2012
15 marzo 2012
LE
ORGANIZZAZIONI
SINDACALI CHIEDONO CAMBIAMENTI IMMEDIATI PER UNA VERA RIFORMA DELL’ENPAM
Comunicato stampa Intersindacale del 15 marzo 2012
15 marzo 2012
ANAAO SU DATI RICERCA CENSIS
Comunicato stampa Anaao Assomed del 15 marzo 2012
08 marzo 2012
8 MARZO: ANAAO LANCIA CAMPAGNA PER MIGLIORARE LE CONDIZIONI DI LAVORO
Comunicato stampa Anaao Assomed del 8 marzo 2012
07 marzo 2012
LPI: ESIGERE I DIRITTI, APPLICARE LE REGOLE
Comunicato stampa Anaao Assomed del 7 marzo 2012
24 febbraio 2012
UMBERTO I: LA VERA SPRECOPOLI
Comunicato stampa Anaao Assomed del 24 febbraio 2012
22 febbraio 2012
PAGANO SEMPRE E SOLO I MEDICI
Comunicato stampa Anaao Assomed del 22 febbraio 2012
20 febbraio 2012
FARE PRESTO E SUL SERIO
Comunicato stampa Anaao Assomed del 20 febbraio 2012
19 febbraio 2012
STOP PROROGHE: CHIEDIAMO GARANZIE PER ESERCIZIO INTRAMOENIA NEGLI OSPEDALI
Comunicato stampa Anaao Assomed del 19 febbraio 2012
13 febbraio 2012
ANAAO SU PARTI CESAREI: SUBITO LEGGE SU RESPONSABILITA' PROFESSIONALE
Comunicato Anaao del 13 febbraio 2012
07 febbraio 2012
COSMED CONTRO LA CANCELLAZIONE DELL’EQUO INDENNIZZO E CAUSA DI SERVIZIO
Comunicato stampa COSMED del 7 febbraio 2012
30 gennaio 2012
SANITA' IN STATO DI AGITAZIONE
COMUNICATO STAMPA INTERSINDACALE del 30 gennaio 2012
25 gennaio 2012
MIGLIORI CONDIZIONI DI LAVORO IN SANITA’ E EQUITA’ PER LE REGOLE PENSIONISTICHE
Comunicato stampa Anaao del 25 gennaio 2012
20 gennaio 2012
LPI ALLARGATA: PROROGHE A SINGHIOZZO
Comunicato stampa Anaao Assomed del 20 gennaio 2012
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