18 settembre 2018

UN DECRETO DIGNITÀ PER I MEDICI E I DIRIGENTI SANITARI! Comunicato stampa Anaao Assomed

A quando un decreto dignità per il lavoro ed il ruolo dei medici e dei dirigenti sanitari che tengono in piedi quello che resta del Servizio Sanitario Nazionale?
A quando un tweet che annunci un cambiamento che invochiamo da troppo tempo?
A quando un intervento necessario quanto urgente per il presente ed il futuro della sanità pubblica?

Le condizioni di lavoro negli ospedali - denuncia l'Anaao Assomed - vanno peggiorando senza freni. Medici e dirigenti sanitari si ritrovano nella morsa della desertificazione delle dotazioni organiche e della crescita di una domanda di salute che non ammette attese o incertezze, che non possano essere risolte da Google.
Alle prese con una burocrazia asfissiante, turni massacranti che non conoscono riposo, ogni anno almeno 15 milioni di ore di lavoro eccedenti il dovuto contrattuale, tutti i week end passati a coprire reperibilità e turni di guardia, estenuanti trattative per conquistare le ferie, aggressioni verbali e fisiche, una crescita esponenziale del rischio clinico e medico-legale, a fronte di retribuzioni inchiodate al 2010 e di progressioni di carriera rarefatte ed invase dalla politica, sono protagonisti, a partire dal ricco Veneto, di un esodo di massa verso settori più remunerativi che consentono anche una migliore qualità della vita. Una fuga che amplifica gli effetti della gobba previdenziale, che collocherà in quiescenza 35.000 medici nei prossimi 5 anni, al netto degli effetti del cambio della normativa annunciato, rendendo ancora piu insopportabile il carico di lavoro di chi rimane ed incerto il futuro del SSN.
Un’attesa frenetica del “fine pena” pervade, dal Nord al Sud, una popolazione professionale invecchiata, frustrata e arrabbiata, la cui uscita determinerà impoverimento del sistema sanitario anche in competenze professionali e sicurezza delle cure, mentre i giovani non sono più attratti dal lavoro negli ospedali.

Una situazione da saldi di fine stagione con il “fuori tutto” sostituito dal “fuori tutti”, figlia del definanziamento decennale del FSN, della svalorizzazione del suo capitale umano, del disinteresse di chi gestisce nei confronti di chi produce e ci mette la faccia. Mentre da più pulpiti si chiede di abolire il numero chiuso a Medicina, tra due anni per 15.000 medici, laureati e abilitati ma esclusi dal completamento del percorso formativo per la insufficienza dei posti, ci sarà solo la scelta tra sottoccupazione, dominata da un caporalato spregiudicato che paga al massimo ribasso il loro lavoro, ed emigrazione, che regala ad altri Paesi il frutto dell’investimento formativo pagato dai cittadini italiani.

Dove sono le condizioni di dignità professionale nei nostri ospedali? Dov'è l'umanizzazione delle cure? Dov'è lo spazio per il tempo di relazione con il paziente che è tempo di cura?

Il collasso della dignità di una professione si accompagna al collasso di un diritto costituzionale dei cittadini: diritto alle cure e diritto a curare, con dignità ed autonomia, sono intrinsecamente legati. O insieme sopravvivono o insieme moriranno.

A quando un decreto dignità per il lavoro ed il ruolo dei medici e dei dirigenti sanitari che tengono in piedi quello che resta del Servizio Sanitario Nazionale?
A quando un tweet che annunci un cambiamento che invochiamo da troppo tempo?
A quando un intervento necessario quanto urgente per il presente ed il futuro della sanità pubblica?

 

17 settembre 2018

SOS PEDIATRI OSPEDALIERI: un settore in via d'estinzione.

La Commissione Pediatria Nazionale dell’Anaao Assomed lancia l’allarme: forte preoccupazione per l’evoluzione del settore i cui indicatori di salute rischiano di peggiorare.

leggi il documento a cura di Fulvio Esposito, Emilio Capra, Giovanni Ciccarone, Flavio Civitelli, Bruno Gianoglio, Maurizio Paparo, Carla Parisi, Salvatore Tripodi

07 settembre 2018

MEDICINA: VIA IL NUMERO CHIUSO...PER LE SPECIALIZZAZIONI - Comunicato stampa Anaao Assomed

“Occorre immaginare soluzioni eccezionali per l’attuale carenza di specialisti, quali l’ammissione, opportunamente incentivata, alle selezioni concorsuali degli specializzandi dell'ultimo anno. Ma soprattutto serve, per rispondere ad una emergenza nazionale, un cambiamento radicale del sistema formativo, che preveda un percorso lineare dalla immatricolazione alla specializzazione ed al lavoro, sul modello europeo. Ed un miglioramento concreto delle condizioni di lavoro, compresi i livelli retributivi e quelli di sicurezza, per evitare la fuga dagli ospedali di medici già occupati. Insomma, se un numero chiuso deve saltare è quello dell'accesso alla formazione specialistica”. 

La proposta del Presidente della Conferenza dei Rettori di aumentare del 50% il numero degli accessi alle Facoltà di Medicina, accompagnata ovviamente da una quantificazione degli introiti delle tasse per le Università, è francamente inaccettabile, soprattutto a fronte del collo di bottiglia che chiude l'accesso dei laureati alla specializzazione, commenta il Segretario Nazionale dell’Anaao Assomed, Carlo Palermo.
 
“La motivazione è ovviamente la solita: la carenza del numero dei medici per la sanità italiana.
Innanzitutto facciamo chiarezza. In ITALIA non mancano i medici, in quanto laureati in Medicina e Chirurgia, ma i medici specialisti, cioè forniti del titolo necessario per l'accesso al mondo del lavoro . Tanto è vero che nell'imbuto formativo sono rimasti intrappolati quest'anno 9.000 medici, laureati e abilitati, ma impossibilitati a lavorare nel Servizio Sanitario Nazionale ed anche nel settore privato. In bilico tra sottooccupazione ed emigrazione. Novemila giovani medici destinati a raddoppiare nei prossimi 5 anni, visto l'accesso alla laurea di altri 10.000 medici, vincitori non di un concorso, ma di un ricorso al TAR tra il 2013 e 2015”.
 
“Occorre immaginare – propone Palermo - soluzioni eccezionali per l’attuale carenza di specialisti, quali l’ammissione, opportunamente incentivata, alle selezioni concorsuali degli specializzandi dell'ultimo anno.
Ma soprattutto serve, per rispondere ad una emergenza nazionale, un cambiamento radicale del sistema formativo, che preveda un percorso lineare dalla immatricolazione alla specializzazione ed al lavoro, sul modello europeo. 
Ed un miglioramento concreto delle condizioni di lavoro, compresi i livelli retributivi e quelli di sicurezza, per evitare la fuga dagli ospedali di medici già occupati. Insomma, se un numero chiuso deve saltare è quello dell'accesso alla formazione specialistica”. 
 
“Allargare l'ingresso alla Facoltà di Medicina mantenendo stretto il collo di bottiglia dell'accesso alle specializzazioni – conclude Palermo - rischia invece di seppellire definitivamente il Servizio Sanitario Nazionale sotto il paradosso di una pletora di medici, destinati alla precarietà se non alla disoccupazione o all’emigrazione, che convive con una carenza di specialisti per il Servizio Sanitario Nazionale. Non sarebbe nemmeno demagogia, ma tafazzismo”.

30 agosto 2018

Carenza specialisti: le proposte dell’Anaao interessano il Ministero - Comunicato stampa

Si sono svolte al Ministero della salute le audizioni dei sindacati sul tema della carenza dei medici specialisti. L'Anaao Assomed ha ribadito le soluzioni da tempo prospettate sia per il breve che per il lungo periodo.

Aumento di posti nelle scuole di specialità di almeno 2000 unità, possibilità di assunzione dei medici in formazione nell’ultimo anno di scuola con contratto a tempo determinato da trasformare in tempo indeterminato al momento dell’acquisizione del titolo, con funzioni adeguate al livello di competenze e autonomie raggiunte e tutoraggio garantito dal direttore della struttura di destinazione per il completamento del percorso formativo. E ancora attivazione del teaching hospital, nuova programmazione del fabbisogno di medici correlata non solo agli aspetti quantitativi ma anche qualitativi, suddivisa per specialità e per Regioni.

Sono queste le principali richieste dell’Anaao Assomed ribadite questa mattina da Pierino di Silverio (Responsabile Nazionale Anaao Assomed Settore Anaao Giovani) nel corso dell’incontro che si è svolto al Ministero della salute e convocato per cercare soluzioni al grave problema della carenza dei medici che l’Italia sta affrontando negli ultimi anni.

I rappresentati del Ministero presenti all’incontro hanno manifestato interesse per le proposte che l’Anaao Assomed avanza oramai dal 2011 e sottopone alla pubblica opinione e ai ministeri competenti al fine di migliorare l’offerta formativa per i medici italiani.

L’Anaao Assomed esprime soddisfazione per la sensibilità dimostrata dal Ministero e per l’apertura verso la risoluzione delle problematiche correlate alla formazione specialistica e vigilerà sui provvedimenti che il Governo intenderà adottare.

24 agosto 2018

Carenza specialisti: bene l'iniziativa del Ministro Grillo, ma serve provvedimento urgente per la fase di emergenza.
Comunicato stampa Anaao Assomed

La posizione del sindacato sulla ricognizione avviata dal Ministero della salute sulle carenze di medici specialisti nelle aziende sanitarie

09 agosto 2018

Aggressioni agli operatori sanitari: bene inasprire le pene ma non basta. Comunicato stampa Anaao Assomed

Le aggressioni verbali e fisiche a medici ed infermieri accompagnano la cronaca degli ultimi mesi come uno stillicidio, testimonianza della rottura del patto di fiducia tra cittadini ed operatori sanitari, assunti a capro espiatorio di tutte le inefficienze e le disorganizzazioni indotte sulla sanità pubblica dai governi nazionali e regionali.
Nella recente indagine dell’Anaao Assomed, ben il 65% dei responder ha dichiarato di aver ricevuto aggressioni verbali o fisiche e tale percentuale sale all’80% per i medici che lavorano nel settore dell’Emergenza/Urgenza.

L’approvazione in Consiglio dei Ministri di un Ddl di iniziativa governativa, che va ad aggiungersi a quelli già presentati per iniziativa parlamentare, con la istituzione di un Osservatorio nazionale e l’inasprimento delle pene per chi aggredisce un operatore sanitario riconosciuto  pubblico ufficiale è certamente una prima risposta all’escalation di violenza cui abbiamo assistito in questi  mesi. C’è da chiedersi, però, - commenta il Segretario Nazionale Carlo Palermo - se sia sufficiente lavorare sul versante della deterrenza giuridica senza una forte campagna di comunicazione che porti i cittadini a riconoscere ai professionisti della sanità il ruolo civile e sociale che svolgono.

leggi il comunicato in formato pdf

05 agosto 2018

SONDAGGIO ANAAO ASSOMED SULLE AGGRESSIONI AI SANITARI: ALLARME ROSSO PER I MEDICI DI PRONTO SOCCORSO E PSICHIATRI. IL 66% HA SUBITO AGGRESSIONI VERBALI O FISICHE: UN VERO BOLLETTINO DI GUERRA.

Il 65% circa dei partecipanti alla survey ha risposto di essere stato vittima di aggressioni, di questi il 66,19% riferisce aggressioni verbali mentre il 33,81% aggressioni fisiche. Una ulteriore analisi regionale evidenzia che la percentuale di aggressioni sia fisiche che verbali si incrementa al 72,1% nel Sud e nelle Isole. Dato ancora più allarmante per i Medici che lavorano in Pronto Soccorso e 118 dove le stesse percentuali salgono all’80,2%. Indagine a cura di Elisabetta Lombardo (Segretaria Anaao Azienda Policlinico Catania). I dati sono stati elaborati da: Andrea Rossi (Vice Segretario Anaao Veneto) e Matteo D’Arienzo (Anaao Giovani)

02 agosto 2018

PRONTO SOCCORSO: non basta scandalizzarsi se la Costituzione ha perduto la salute. Comunicato stampa Anaao Assomed

La radiografia della situazione diventa operazione inutile se non accompagnata dall’individuazione dei rimedi. La condizione in cui versano le strutture sanitarie dell’urgenza clinica deve diventare una priorità in politiche sanitarie che non possono abdicare ad un ruolo nazionale scaricando problemi e soluzioni sui gruppi dirigenti locali. Anche perché le immagini trasmesse dai media e le notizie riportate dai giornali sono la chiara dimostrazione di cosa abbiano prodotto i tagli lineari operati in questi anni ai posti letto, sostituiti da più moderni posti barella, quando non da sedie e scrivanie, ed al personale, precarizzato oltre ogni decenza e lasciato esposto ad aggressioni verbali e fisiche.

La recente inchiesta di Repubblica sullo stato dei Pronto soccorso fotografa una sanità italiana insolitamente omogenea dalle Alpi alla Sicilia, accomunata da uno stato di sofferenza che si ripercuote sui diritti dei cittadini e sulle condizioni di lavoro dei medici.

Da Bologna a Napoli, da Genova a Palermo, da Milano a Roma i problemi denunciati sono gli stessi: ore di attesa, di un posto letto o di una visita medica, sproporzione tra numero e complessità di accessi e disponibilità di strutture e personale, ambienti sovraffollati, inappropriati   insicuri e, non di rado, indecenti, dove i diritti costituzionali sono tenuti fuori dalla porta.
La carenza di medici, di letti e di spazi trasforma il sistema delle emergenze-urgenze, ogni estate ed ogni inverno, in un luogo di trincea descritto con dovizia di particolari in paginate di giornali e spazi mediatici. Che si consumano, però, nello spazio di un mattino, senza suscitare né particolari indignazioni, come i cartoni al posto del gesso, né un cinguettio di attenzione da parte della Politica.

Non basterà continuare ad incolpare gli immigrati o l’eccesso di casi poco gravi, o l’ondata di calore estivo e l’epidemia di influenza invernale, per sollevare i pronto soccorso dai livelli non europei in cui sono precipitati. Occorrono soluzioni strutturali che restituiscano risorse non solo economiche, ma logistiche e professionali, medici specialisti e non generici tappabuchi, per rispondere alle domande dei cittadini in momenti critici delle loro esistenze in maniera degna di una sanità moderna.

La radiografia della situazione diventa operazione inutile se non accompagnata dall’individuazione dei rimedi. La condizione in cui versano le strutture sanitarie deputate al trattamento dell’urgenza clinica deve diventare una priorità in politiche sanitarie che non possono abdicare ad un ruolo nazionale scaricando problemi e soluzioni sui gruppi dirigenti locali. Anche perché le immagini trasmesse dai media e le notizie riportate dai giornali sono la chiara dimostrazione di cosa abbiano prodotto i tagli lineari operati in questi anni ai posti letto, sostituiti da più moderni posti barella, quando non da sedie e scrivanie, ed al  personale, precarizzato oltre ogni decenza e lasciato esposto ad aggressioni verbali e fisiche.

Medici ed infermieri, insieme ai cittadini, sono diventati innocenti spettatori, pur su fronti contrapposti, dello scempio quotidiano di un diritto costituzionale. Abbandonati da chi dovrebbe assicurare la necessaria ed urgente inversione di rotta e si limita a scandalizzarsi con sospetta ripetitività.

 

31 luglio 2018

Calabria: l'arte di arrangiarsi nel non luogo della sanità pubblica. Comunicato stampa Anaao Assomed

Tutta la sanità meridionale è al collasso e non si vedono segnali di inversione di rotta. Un governo del cambiamento non può non partire dal primo cambiamento richiesto dai cittadini e dai professionisti della sanità del sud, recuperare la cittadinanza italiana di fronte alla esigibilità di un diritto fondamentale e condizioni di lavoro all'altezza della missione dei medici.

“Credevamo di avere visto tutto”. Dopo il caso di Nola del soccorso pronto, ma prestato sul pavimento, dopo i pensionati medici al posto dei giovani medici, dopo le false partite Iva al posto dei dirigenti medici, ecco in Calabria il caso degli “incartonati al posto degli ingessati”.
Il “grande” ospedale “metropolitano” di Reggio Calabria utilizza cartoni per trattare lesioni ossee al posto di più moderni dispositivi medici o del più tradizionale gesso. Come un ospedale da campo in tempo di guerra. Il risparmio elevato a sistema, l’arte di arrangiarsi a pratica terapeutica.
 
“La Calabria – commenta il Segretario Nazionale Anaao Assomed, Carlo Palermo - è diventata il simbolo di un’altra Italia e, nello stesso tempo, lo specchio di quello che sarà tutta la sanità pubblica italiana se non si arresta il piano inclinato su cui è da tempo avviata. La desertificazione ospedaliera, i tagli al personale, la limitazione degli acquisti dei beni necessari per le cure, operati con il miraggio dell’equilibrio dei bilanci, hanno prodotto danni immensi alla tutela della salute dei cittadini ed alle condizioni di lavoro dei medici, danni non ancora emersi del tutto. La Calabria è così diventata un non luogo della sanità pubblica, creato dalla ricerca spasmodica della sicurezza dei conti che ha preso il posto della sicurezza delle cure, dalla supremazia dei numeri che ha occupato lo spazio dei diritti, dall’incapacità delle politiche regionali di assicurare l’eguaglianza dei cittadini di fronte alla costituzione.
 
Ma è tutta la sanità meridionale al collasso, con la Puglia che grida vittoria per una striminzita sufficienza raggiunta nell’erogazione dei Lea, la Campania che si accontenta del lento avvicinarsi ad un tale traguardo, della Basilicata con un presidente agli arresti domiciliari con l’accusa di invadenza pervasiva nella gestione della sanità. E non si vedono segnali di inversione di rotta, se anche il riparto del FSN 2018 si avvia a seguire i soliti iniqui canoni e le nuove autonomie regionali a geometria variabile produrranno una nuova accelerazione verso l’istituzionalizzazione di due Paesi diversi, per i quali non esiste più una stessa ricetta salvifica.
 
Ha ragione il ministro della salute, sarà un triste anniversario per un sistema sanitario che si avvia a perdere, forse definitivamente, il suo carattere nazionale avviato a trasformare le differenze in diseguaglianze con la rottura della coesione sociale.
 
Un governo del cambiamento non può non partire dal primo cambiamento richiesto dai cittadini e dai professionisti della sanità del sud, recuperare la cittadinanza italiana di fronte alla esigibilità di un diritto fondamentale e condizioni di lavoro alla altezza della funzione sociale svolta. Se non ora, quando?”

 

25 luglio 2018

Regioni e carenza di specialisti. Anaao: no a soluzioni sbagliate.

Due canali di accesso al lavoro, uno con il requisito del titolo specialistico ed uno low cost con la sola laurea, costituiscono una soluzione apparentemente semplice, ma sbagliata, a problemi complessi, alla base della carenza di specialisti. Gli effetti più rilevanti, sarebbero la rarefazione dei concorsi della dirigenza medica e sanitaria, il rallentamento dei processi di stabilizzazione del personale precario, la convivenza negli stessi spazi fisici, e magari a fare lo stesso lavoro, di status giuridici ed economici differenti. Ulteriori segnali del malessere profondo in cui sta precipitando l'intera sanità pubblica.

il comunicato stampa in formato pdf

L’accesso al lavoro medico nel SSN con la sola laurea, ri-proposto dalle Regioni davanti alla Commissione Sanità del Senato, non può che essere a tempo determinato ed a scopo formativo, aggiuntivo, quindi, delle dotazioni organiche correnti, e con condizioni di lavoro, compresi livelli retributivi e job description, definite nel CCNL della dirigenza medica. Solo così – sostiene l’Anaao Assomed - potrebbe dispiegare il suo effetto positivo di aumentare il numero dei contratti di formazione specialistica, prima e parziale risposta al dramma dell’imbuto formativo.

Le Regioni, corresponsabili per acquiescenza al monopolio dell’Università ed al definanziamento degli ultimi Governi, del flop della programmazione del fabbisogno di specialisti che oggi mette a rischio la sostenibilità del SSN, mirano all’azzeramento del capitale formativo dei medici, funzionale alla ulteriore riduzione del costo del lavoro dipendente, già precipitato al 29,7% della spesa totale. Consentire l’accesso al SSN dei laureati in medicina e chirurgia, a tempo indeterminato e ad invarianza del costo complessivo della dotazione organica, significherebbe, infatti, procedere lungo la progressiva svalutazione del lavoro professionale, fingendo equivalenza, di competenze e conoscenze, ma non di stipendio, tra chi comincia e chi finisce l’attività lavorativa. Dotazioni organiche riempite con laureati assunti al massimo ribasso per imprecisate “funzioni di supporto”, finirebbero con il trasformarsi in contenitori di tuttologi privi di identità giuridica, chiamati in primis a tappare i buchi delle organizzazioni.

Due canali di accesso al lavoro, uno con il requisito del titolo specialistico e uno low cost con la sola laurea, costituiscono, in assenza di percorsi condivisi, una soluzione apparentemente semplice, ma sbagliata, a problemi complessi, come quelli che sono alla base della attuale carenza di specialisti. Gli effetti più rilevanti, voluti o meno, sarebbero la rarefazione dei concorsi della dirigenza medica e sanitaria, il rallentamento dei processi di stabilizzazione del personale precario, la convivenza negli stessi spazi fisici, e magari a fare lo stesso lavoro, di status giuridici ed economici differenti. Ulteriori segnali del malessere profondo in cui sta precipitando l'intera sanità pubblica.

Un’ipotesi da rigettare, anche perchè incapace, per la sfasatura temporale ed il gap professionale tra laureato neoassunto e specialista in quiescenza dopo 40 anni di attività professionale, di fornire soluzione al problema per il quale sarebbe nata, cioè l’odierna e drammatica carenza di specialisti. Per la quale, una via percorribile in tempi brevi è l’ammissione, in via straordinaria e provvisoria, degli iscritti all’ultimo anno del corso di specializzazione ai concorsi, se disertati da candidati in possesso del requisito richiesto, come alcune Regioni hanno fatto in passato e si apprestano a fare oggi.

Mentre il Ministro della Salute annuncia una riforma in grado di allineare numero di laureati e numero di accessi alla formazione post laurea – conclude l’Anaao - sarebbe paradossale avviare una controriforma su iniziativa delle Regioni. Proprio quando lo stallo, a causa di nodi economici non ancora sciolti, del rinnovo del CCNL della Dirigenza medica e sanitaria dopo 9 anni di blocco denuncia una pericolosa linea di frattura tra i professionisti ed i loro datori di lavoro.

25 luglio 2018

AUDIZIONE GRILLO. Anaao: bene il progetto, ma deve coinvolgere i medici e dirigenti sanitari

L’Anaao Assomed ha apprezzato l’intervento del Ministro della Salute, Giulia Grillo, che oggi presso le Commissioni riunite Affari Sociali e Sanità di Camera e Senato ha illustrato le linee di indirizzo del suo dicastero e rinnova la disponibilità a contribuire ad un progetto di cambiamento che rimetta al centro dell’agenda politica la sanità pubblica, il diritto alla salute dei cittadini, il valore del lavoro di tutte le professionalità coinvolte, a partire dai medici e dirigenti sanitari.

il testo dell'audizione

L’Anaao Assomed ha apprezzato l’intervento del Ministro della Salute, Giulia Grillo, che oggi presso le Commissioni riunite Affari Sociali e Sanità di Camera e Senato ha illustrato le linee di indirizzo del suo dicastero.

Un progetto, anche se ancora solo sulla carta, sincrono con quello da sempre auspicato dall’Associazione per risollevare le sorti del Servizio sanitario nazionale e delle professioni che in esso operano.
Dall’accento posto sul finanziamento Ssn di cui si riconosce lo stato di crisi e la necessità di intervenire con adeguate risorse, anche attraverso la lotta agli sprechi e alle inefficienze, alla riforma della formazione post laurea, una vera emergenza nazionale, ormai insufficiente per quantità e qualità a rispondere alle necessità di una sanità moderna,. Per finire con il problema delle liste d’attesa per la cui soluzione il Ministro appare consapevole dei vantaggi derivanti dall’utilizzo della informatizzazione per rendere più trasparente il sistema.
 
In attesa di conoscere nel dettaglio e in concreto quali siano gli strumenti che il Ministro intende adottare per affrontare le criticità del sistema, compreso lo stallo di un Ccnl in attesa di rinnovo da 9 anni, e di poter verificare nella prossima legge di bilancio la coerenza con le linee programmatiche esposte, l’Anaao Assomed rinnova la propria disponibilità a contribuire ad un progetto di cambiamento che rimetta al centro dell’agenda politica la sanità pubblica, il diritto alla salute dei cittadini, il valore del lavoro di tutte le professionalità coinvolte, a partire dai medici e dirigenti sanitari.

 

 

23 luglio 2018

Anaao su ddl Grillo contro le aggressioni: si faccia il prima possibile

Il ministro della salute Grillo, dopo l'ennesima violenza ai danni di un medico, ha annunciato la presentazione di un disegno di legge per inasprire le pene.

L’Anaao Assomed plaude all’iniziativa del ministro della salute di presentare un disegno di legge contro le aggressioni al personale sanitario, iniziativa che va nella direzione più volte auspicata dall’Associazione.

Ci auguriamo che i tempi di approvazione del ddl siano il più rapidi possibili perché i dati allarmanti e gli episodi ormai quotidiani non possono essere più tollerati da chi ogni giorno e ogni notte opera per garantite la salute della popolazione.

06 luglio 2018

COLLEGARE UN CAMICE BIANCO ALLA CORRUZIONE IN SANITÀ È INACCETTABILE E PROFONDAMENTE INGIUSTO

Chiamare in causa i Medici con il sofisticato gioco delle immagini utilizzate nel post è anche peggio per i riflessi negativi che può suscitare nella categoria.

30 giugno 2018

CARLO PALERMO E' IL NUOVO SEGRETARIO ANAAO ASSOMED

Il 24° Congresso che si è concluso oggi a Roma ha eletto la nuova squadra Nazionale che resterà in carica fino al 2022.

Carlo Palermo è il nuovo Segretario Nazionale eletto dal 24° Congresso che si è concluso oggi a Roma. Ri-marrà in carica fino al 2022.

66 anni, calabrese di origine, ma Toscano di adozione è Direttore del Dipartimento di Medicina Interna e Specialistica della USL Toscana Sud-Est.

“Il cambio della guardia ai vertici dell’Associazione – assicura Palermo - non modificherà la linea e la strategia politico-sindacale che ha visto da sempre l’Anaao Assomed impegnata nella difesa del Servizio Sanitario pubblico e dei diritti dei medici dipendenti, valori oggi seriamente messi in discussione dalle conseguenze di decenni di tagli e penalizzazioni”.

Il suo programma è racchiuso in alcune parole d’ordine in cui si concentra l’attività futura dell’Associazione: contratto subito, valorizzazione del lavoro dei medici e dirigenti sanitari con particolare attenzione alle politiche di genere, giovani, lotta al precariato, cambio di paradigma del sistema formativo.

E’ un progetto ambizioso – sottolinea il neo Segretario Nazionale Anaao – che però non ci scoraggia e che speriamo di poter sottoporre in tempi brevi all’attenzione del Ministro della salute che ci auguriamo voglia rispondere ai richiami delle professioni e dei cittadini ad una maggiore attenzione allo spazio dei diritti che non possono essere cancellati dalle ragioni dell’economia, vere o presunte.

Ripartiremo dal lavoro e dai diritti – conclude Palermo - per reclamare un diverso valore, anche salariale, come contropartita di un cambiamento, diverse collocazioni giuridiche e diversi modelli organizzativi che riportino i medici e i dirigenti sanitari, e non chi governa il sistema, a decidere sulle necessità del malato.

IL NUOVO ESECUTIVO NAZIONALE
Carlo Palermo Segretario Nazionale
Giorgio Cavallero Vice Segretario Nazionale Vicario
Bruno Zuccarelli Vice Segretario Nazionale
Domenico Iscaro Responsabile Dipartimento Amministrativo
Gabriele Gallone Responsabile Dipartimento Organizzativo
Alberto Spanò Rappresentante Settore Dirigenza Sanitaria
Pierino Di Silverio Rappresentante Settore Anaao Giovani

Componenti
Aurigemma Claudio
Florianello Fabio
Gianfelice Filippo
Lombardo Elisabetta
Parmeggiani Anita
Tomezzoli Anna

Costantino Troise Presidente Nazionale
Nocera Cosimo Vice Presidente Nazionale

26 giugno 2018

24° Congresso Nazionale Anaao Assomed: sostenibilità e capitale umano del Ssn. Comunicato stampa Anaao Assomed

Si apre domani a Roma il Congresso dell'Associazione alla presenza di 300 delegati. Quattro giorni di dibattito per affrontare e proporre soluzioni agli aspetti più critici della professione e del mondo del lavoro, alle prese con un burnout sempre più invalidante, l’invadenza della politica e delle logiche economicistiche, la carenza di specialisti, il loro invecchiamento progressivo, il proliferare di fondi sostitutivi sostenuti dalla fiscalità generale. Insieme con il tema della difesa di un SSN universalistico ed equo e di un rilancio, anche ai fini contrattuali, del valore del lavoro professionale.

01 giugno 2018

Buon lavoro al nuovo Ministro della salute. Comunicato Anaao Assomed e rassegna stampa

Al nuovo Ministro della Salute ed al Governo del cambiamento chiediamo di rilanciare il ruolo del Ssn, preservarne l’universalismo e la sicurezza delle cure, arrestare la crescita delle diseguaglianze restituendo unitarietà ad una sanità a pezzi ed ad un diritto alla salute che è uno ed indivisibile.

Auguri non rituali di buon lavoro al nuovo Ministro della Salute, on. Giulia Grillo.
Perché di lavoro, e di lavoro buono, hanno bisogno la sanità italiana, i cittadini, il personale. Che, Medici in primis, ed il nuovo Ministro ne è perfettamente consapevole, rappresentano “la prima vittima sacrificale della contrazione delle risorse che ha colpito la sanità ed ha tutto il diritto di essere ascoltato e di essere trattato bene per la grande missione che svolge". Medici con l’età media più alta al mondo, anziani e demotivati, senza giovani pronti al ricambio, anzi senza ricambio per il gigantesco fallimento del sistema di formazione post laurea.
 
La sanità pubblica costituisce la più grande infrastruttura sociale e professionale del Paese, chiamata a tutelare un bene prezioso e costituzionalmente protetto che può contribuire al cambiamento dell’Italia, rappresentando anche un formidabile volano per l’economia, visto che la filiera della salute vale 11 punti di PIL a fronte di un costo inferiore a 7.  
Un sistema complesso che, dopo anni di definanziamento, è in involuzione recessiva, espulso dal radar della politica e dall’agenda dei Governi, se non come puro costo da abbattere, condannato a non reggere le sfide epocali che abbiamo di fronte (declino demografico, aumento delle malattie croniche e della non autosufficienza, accesso ai nuovi e costosi farmaci e dispositivi medici, crescita delle diseguaglianze con frattura netta tra Nord e Sud, tra aree interne e fasce costiere, carenza strutturale di medici).
 
Se il sistema sanitario ancora regge e se il fondamentale diritto alla salute è ancora esigibile senza carta di credito, è solo perché chi è rimasto in corsia continua a dar prova di grande senso del dovere, tutti i giorni e tutte le notti, facendo fronte con risorse taglieggiate ad una domanda di salute crescente e complessa, esposto alla delegittimazione sociale ed alla aggressione verbale e fisica. In attesa ancora, soli nel mondo  della sanità e del pubblico impiego, di un rinnovo del CCNL dopo 9 anni di un blocco lineare che ne ha peggiorato le condizioni di lavoro e falcidiato le retribuzioni.
Con i giovani medici sospesi tra sotto-occupazione precaria ed emigrazione, sestuplicata negli ultimi 5 anni. Un regalo da 150.000 euro, il costo di una Ferrari, di investimento formativo che facciamo ai Paesi vicini per ognuno di loro.   
 
Al nuovo Ministro della Salute ed al Governo del cambiamento chiediamo di rilanciare il ruolo del Ssn, preservarne l’universalismo e la sicurezza delle cure, arrestare la crescita delle diseguaglianze restituendo unitarietà ad una sanità a pezzi ed ad un diritto alla salute che è uno ed indivisibile. Il che richiede di rafforzare il finanziamento della sanità pubblica, che non è un pozzo senza fondo, ma il secondo miracolo economico italiano grazie al migliore rapporto in Europa tra costi e risultati, anche a fronte della espansione dei fondi cosiddetti integrativi, ma anche di ri-capitalizzare il lavoro che ne è valore fondante, e sostenere le professionalità per cambiare i modelli organizzativi, garantire l'appropriatezza delle prestazioni, ridurre gli eventi avversi, migliorare gli esiti delle cure, controllare i costi.
 
Il Ministro cominci a dare ascolto a chi reclama semplicemente il diritto a curare con la dignità, l’autonomia e la responsabilità che derivano dal duplice ruolo di garanzia esercitato nei confronti dei cittadini e dello Stato. 

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31 maggio 2018

TEMPARI: sentenza Tar Lazio è svolta giuridica fondamentale. Comunicato Anaao Assomed e rassegna stampa

Il medico non è un esecutore che opera a comando ed il paziente non è solo una cartella clinica. Senza un patto con i professionisti non si riducono ne liste di attesa né costi. Prima la politica se ne rende conto, meglio è per tutti. Il testo della sentenza.

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La sentenza del Tar del Lazio che affida al medico specialista l’autonomia e la responsabilità in merito alla durata delle visite e delle prestazioni diagnostiche strumentali, rappresenta una svolta giuridica fondamentale. Si pongono, finalmente, limiti anche giuridici ad una concezione “industriale” del rapporto medico/paziente così cara a molti settori del management delle aziende sanitarie del nostro Paese.

Già la recente Legge 219/2017 aveva statuito che “il tempo della comunicazione tra il medico e il paziente costituisce tempo di cura”, riconoscendo e aggiungendo gli elementi relazionali come parte inalienabile del rapporto medico/paziente, che in tutta evidenza non può sopportare forzature e invasioni di campo da parte del “terzo pagante” né banali processi di semplificazione.

L’illuminante sentenza del Tar del Lazio ribadisce ulteriormente, sulla scia di precedente giurisprudenza della Corte Costituzionale e della Suprema Corte di Cassazione, l’autonomia e la responsabilità del medico nella relazione di cura, così piena di risvolti deontologici, etici e professionali, affermando che anche i tempi di esecuzione debbono essere coerenti con gli standard qualitativi individuati dallo Stato con il decreto Lea. Ne deriva anche l’impossibile standardizzazione in termini di durata e di contenuti delle singole prestazioni sanitarie la cui appropriatezza non può che essere garantita dal valore professionale degli operatori.

Il medico non è un esecutore che opera a comando ed il paziente non è solo una cartella clinica. Senza un patto con i professionisti non si riducono ne liste di attesa né costi. Prima la politica se ne rende conto, meglio è per tutti.

16 maggio 2018

ANAAO SCRIVE AL GOVERNO CHE VERRA'. Lettera aperta dei Medici e dei Dirigenti sanitari al Presidente del Consiglio che non c’è e al Governo che verrà

“Al Governo del cambiamento chiediamo di rilanciare il ruolo del Ssn”. "Chiediamo di preservarne l’universalismo e la sicurezza delle cure, arrestare la crescita delle diseguaglianze ricostruendo una sanità a pezzi. Il che certo richiede di rafforzare il finanziamento della sanità pubblica. Ma anche ri-capitalizzare il lavoro che ne è valore fondante, e sostenere le professionalità".

Illustre Presidente del Consiglio, illustri Ministri,

un tema centrale con il quale qualsiasi governo si deve confrontare, è lo stato del Ssn e dell’infrastruttura sociale e professionale, di cui sono parte importante i Medici ed i Dirigenti sanitari, deputata a garantire l’esigibilità del diritto alla salute dei cittadini. Di fronte alle sfide epocali che stiamo vivendo (aumento dell’anzianità della popolazione, delle malattie croniche e della non autosufficienza, bassa natalità, accesso ai nuovi e costosi farmaci e dispositivi medici, crescita delle diseguaglianze con frattura netta tra Nord e Sud, tra aree interne e fasce costiere) la Sanità pubblica è in involuzione recessiva, espulsa dal radar della politica e dall’agenda dei Governi, se non come puro costo da abbattere, lusso che non ci potremmo permettere. Le Aziende sanitarie, esposte alla invadenza pervasiva della politica, si illudono di risparmiare tagliando i diritti dei cittadini e quelli dei professionisti, tagliando dove è più facile non dove è più utile.

Dopo 40 anni dalla sua istituzione, il Ssn versa in pessima salute, e la prognosi rimane riservata.Una strategia complessiva di ridimensionamento dell’intervento pubblico, e del ruolo e del numero dei Medici, produce un peggioramento senza precedenti delle loro condizioni di lavoro, fino a spingerli alla fuga dagli ospedali, e rende sempre più difficile ed ineguale l’accesso dei cittadini ai servizi. Il diritto alla salute, riconosciuto come fondamentale dalla Costituzione, viene declinato in 21 modi diversi e nelle Regioni del mezzogiorno i cittadini presentano minore aspettativa di vita e maggiore mortalità evitabile rispetto a quelli che vivono nel Centro-Nord del Paese. Ma coesione sociale e salute dei cittadini non possono dipendere dal luogo in cui ci si trova a vivere e dalle condizioni di lavoro degli operatori.

Noi Medici rappresentiamo il capitale umano in Sanità, la risorsa più preziosa e non sostituibile nella sua relazione di cura con il paziente. Un capitale che, però, va sempre più depauperandosi, da un punto di vista quantitativo e qualitativo, fino ad essere appena sufficiente a mantenere le attività di base e le (continue) emergenze. Se il sistema sanitario ancora regge, dopo che ne sono usciti, non sostituiti, migliaia tra Medici e dirigenti sanitari, e se il fondamentale diritto alla salute è ancora esigibile senza carta di credito, è solo perché chi è rimasto in corsia continua a dar prova di grande senso del dovere. Medici e dirigenti sanitari in prima linea, tutti i giorni e tutte le notti, fanno fronte con risorse taglieggiate ad una domanda di salute crescente e complessa, esposti alla delegittimazione sociale ed a rischi, anche di aggressione fisica, sempre meno sostenibili. Malgrado stipendi inchiodati al valore nominale del 2010, grazie al blocco dei contratti di lavoro che perdura, solo per noi, da 9 anni. Dopo le “cure” degli ultimi governi il capitale umano nel Sistema Sanitario oggi vale quanto le azioni della Lehman Brothers dopo il 15 settembre 2008.

Non si salvano da questa deriva neppure le “risorse fresche”. La formazione medica è assurta a vera emergenza nazionale, per quantità e qualità, ed i giovani medici rimangono per anni in uno stato di sotto-occupazione o di precariato, professionale ed esistenziale, una condizione di disagio nel presente e di incertezza sul futuro che li spinge a cambiare Paese. Un regalo da 150.000 euro di investimento formativo ai Paesi vicini per ogni medico che lascia (solitamente per sempre) il suolo natìo. Una fuga sestuplicata negli ultimi 5 anni. Si sta diffondendo, specie al Sud, una assistenza precaria in una sanità provvisoria, garantita da giovani che rischiano la perdita di tutti gli entusiasmi.

La sanità può contribuire a cambiare l’Italia, rappresentando anche un formidabile volano per l’economia, visto che la filiera della salute vale 11 punti di PIL. A condizione di restituire valore al lavoro sempre più gravoso e rischioso, di chi, come noi, tiene aperti i cancelli della “fabbrica” tutti i giorni e tutte le notti dell’anno. Facendo la differenza tra la vita e la morte, la salute e la malattia grazie alle conoscenze e alle competenze acquisite in un percorso formativo di lunghezza e complessità senza pari.

Al Governo del cambiamento chiediamo di rilanciare il ruolo del Ssn, una preziosa infrastruttura sociale, civile e professionale del nostro Paese, preservarne l’universalismo e la sicurezza delle cure, arrestare la crescita delle diseguaglianze ricostruendo una sanità a pezzi. Il che certo richiede di rafforzare il finanziamento della sanità pubblica, che non è un pozzo senza fondo ma il secondo miracolo economico italiano grazie al migliore rapporto in Europa tra costi e risultati, ma anche ri-capitalizzare il lavoro che ne è valore fondante, e sostenere le professionalità per cambiare i modelli organizzativi, garantire l'appropriatezza delle prestazioni, ridurre gli eventi avversi, migliorare gli esiti delle cure, controllare i costi.

Per un nuovo Patto con le professioni della sanità, si cominci a dare ascolto a chi, come i Medici ed i Dirigenti sanitari del SSN, reclama semplicemente il diritto a curare con la dignità, l’autonomia e la responsabilità che derivano dal ruolo di garanzia esercitato nei confronti delle persone che si rivolgono a loro in momenti delicati della esistenza.

Costantino Troise
Segretario Nazionale Anaao Assomed (Associazione Medici Dirigenti)

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02 maggio 2018

CCNL: riconoscere la specificità della dirigenza medica e sanitaria. Comunicato Anaao Assomed e rassegna stampa

Trattativa in stallo sul capitolo delle relazioni sindacali: dopo tre incontri le distanze sui nodi fondamentali rimangono quasi inalterate.

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Il confronto tecnico in sede ARAN sul rinnovo del Contratto di lavoro della dirigenza medica e sanitaria procede a rilento, malgrado la nomina da parte della conferenza delle Regioni del nuovo Presidente del Comitato di Settore. In particolare, sul capitolo delle “Relazioni Sindacali al livello periferico”, dopo tre incontri, le distanze sui nodi fondamentali (certezza attuativa, strumenti e ambiti di partecipazione sindacale, maggioranza sindacale minima necessaria per firmare gli accordi, ruolo delle Regioni) rimangono quasi inalterate.

La rigidità della Parte Pubblica, malgrado le Organizzazioni Sindacali abbiano presentato all’unanimità proposte rispettose dei principi legislativi di riferimento, motivato le loro richieste e manifestato la disponibilità a soluzioni condivise, nasce verosimilmente da motivazioni che prescindono dagli aspetti tecnici.

Fondamentalmente si intenderebbe applicare alla dirigenza del ruolo sanitario un modello di relazioni sindacali di tipo burocratico–amministrativo, già utilizzato negli altri contratti del Pubblico Impiego, basato sul lavoro prevalentemente di tipo individuale, su una logica gerarchica di tipo essenzialmente dirigistica e su una architettura di carriera di tipo verticistico. Diverso dal modello cui si ispira la dirigenza del SSN tecnico–professionale, basato sul lavoro in concorso di più professionisti, sul coinvolgimento dell’equipe nel processo decisionale, su un ruolo direzionale tendente più al coordinamento, sul rispetto della autonomia clinica e della responsabilità nei confronti del paziente. In sostanza, la condizione di “dirigenza speciale”, sancita dall’articolo 15 del Decreto legislativo 502/92 e sue successive variazioni, rispettosa delle peculiarità del lavoro professionale clinico all’interno del SSN. È evidente che il modello di relazioni sindacali in questo caso non può essere una fotocopia degli altri Comparti e Aree Dirigenziali della pubblica amministrazione, ma deve essere rapportato alle diverse peculiarità di questa dirigenza ed alla sua diversa mission di garantire il diritto alla salute dei cittadini tutelato dalla costituzione.

Per di più, le Regioni vorrebbero esercitare un ruolo nelle relazioni sindacali al livello periferico, che la legge non prevede, mediante un “condizionamento” di fatto delle contrattazioni integrative aziendali, in modo unilaterale ed a scapito delle Organizzazioni Sindacali di categoria, che fino ad ora ha consentito la manomissione dei contratti nazionali a livello aziendale, minandone la certezza e la correttezza in fase di attuazione.

Se Regioni ed ARAN continuassero, fin dal prossimo incontro, su questa linea non saremmo più di fronte ad una semplice divergenza tecnica–normativa, ma ad un grave atto politico di negazione della specificità legislativa e professionale della dirigenza del ruolo professionale e di “limitazione” del ruolo e della rappresentatività delle Organizzazioni Sindacali che la rappresentano. Una prova ulteriore della volontà politica di non fare questo contratto. Una miopia politica che danneggia cittadini e medici e che non rimarrà senza risposta.

30 aprile 2018

1 MAGGIO: difendiamo il lavoro e i diritti dei medici e dirigenti sanitari. Comunicato Anaao Assomed e rassegna stampa

Il lavoro in sanità deve diventare, nella considerazione della politica, un valore da sostenere e difendere, l’unico in grado di mantenere e migliorare le condizioni di salute dei cittadini italiani.

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La festa dei lavoratori che si celebra domani in tutto il mondo, cade in un periodo di assoluta incertezza politica, di tagli reiterati e di profonda crisi del Ssn, in cui proprio il lavoro e i diritti correlati sono il bersaglio principale di quanti mirano alla sua implosione.

Quest’anno – dichiara il Segretario Nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise – la ricorrenza coincide con una trattativa per il rinnovo del contratto di lavoro di migliaia di medici e dirigenti sanitari che non decolla, dopo 8 anni di blocco e troppi mesi di stallo dovuti all’assurda pretesa di volere attribuire un incremento economico più basso di quello riconosciuto ad altri settori del pubblico impiego e della sanità.

Le conseguenze di questo vuoto di regole e di riconoscimenti sono davanti agli occhi di tutti. Registriamo ogni giorno numerose denunce da parte dei colleghi delle insostenibili condizioni di lavoro, il cui inarrestabile peggioramento alimenta la fuga dei medici dagli ospedali ed inquina la relazione di cura con il paziente fino a determinare episodi crescenti di aggressività verbale e fisica, quali quelli che si registrano ogni giorno in tutte le aree del Paese.

Il disagio professionale non può trovare soluzione in assenza di uno strumento contrattuale che consenta di recuperare ruolo e dignità del lavoro che svolgiamo a garanzia di un diritto costituzionale. La sostenibilità del sistema sanitario pubblico è sotto scacco anche per il diffuso burnout del personale, la carenza di specialisti, le allettanti sirene del settore privato, l’invecchiamento progressivo della popolazione professionale, il proliferare di fondi sostitutivi sostenuti dalla fiscalità generale.

Senza contare  le migliaia di medici e dirigenti sanitari, giovani e meno giovani, che ancora vivono la quotidiana precarietà del proprio lavoro, senza garanzie, senza tutele, senza certezze per il futuro. Con loro, migliaia di colleghe donne che in troppi casi alla precarietà sommano pregiudizi e penalizzazioni intollerabili.

 Il lavoro in sanità deve diventare, nella considerazione della politica, un valore da sostenere e difendere, l’unico in grado di mantenere e migliorare le condizioni di salute dei cittadini italiani.

24 aprile 2018

FONDO SUPERTICKET: l'Anaao chiede una ripartizione più equa tra Nord e Sud - Comunicato Anaao Assomed e rassegna stampa

Siamo preoccupati per le modalità di ripartizione, in tutta evidenza a favore delle Regioni del Nord, del fondo sanitario di 60 milioni di € per il 2018-2020, previsto nell’ultima Legge di Bilancio per ridurre il peso del super ticket, avanzate in una bozza di decreto. Chiediamo con forza che il decreto sia modificato introducendo tra i criteri di riparto il livello di accessibilità ai servizi, il tasso di rinuncia alle cure, il livello di ricchezza pro capite, il livello di disoccupazione, l'aspettativa di vita, valutati nelle singole Regioni.

30 marzo 2018

Cumulo: si parte per medici (Enpam) ingegneri e architetti (Inarcassa). Grande soddisfazione della COSMED

Questa Confederazione che, insieme con le organizzazioni sindacali aderenti, ha proposto e sostenuto questa battaglia di civiltà ed equità non può che essere soddisfatta della definitiva applicazione della legge, che valorizza anche la funzione delle Casse professionali che da ora concorrono appieno al raggiungimento della pensione.

29 marzo 2018

RINNOVO CONTRATTO: un macigno sulla trattativa. Comunicato Intersindacale e rassegna stampa

Il parere negativo della Ragioneria Generale dello Stato sull’inserimento dell’esclusività di rapporto nella massa salariale dei dirigenti medici, veterinari e sanitari proietta una luce sinistra sul rinnovo del contratto di lavoro della categoria. I partiti che si apprestano a formare un nuovo Governo devono urgentemente intestarsi un problema che si trascina da 10 anni, da cui dipende il destino stesso della sanità pubblica e delle professioni dirigenziali nel suo contesto, cercando una soluzione soddisfacente, rispettosa del diritto alla cura dei cittadini e di chi lavora con alto senso di responsabilità per una sanità pubblica, equa ed accessibile anche in futuro.

19 marzo 2018

Incredibile stallo per l’applicazione del cumulo: questione di 65 euro. Comunicato stampa COSMED

L'appello della COSMED: le Istituzioni intervengano per la credibilità del sistema previdenziale: futili motivi non possono negare un diritto a migliaia di contribuenti.

09 marzo 2018

Contratto: il Governo c'è, ci dia subito risposte! Comunicato stampa Intersindacale

Se l’Aran non avrà precise indicazioni in merito all’inserimento nel computo complessivo della massa salariale della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria del valore della indennità di esclusività di rapporto col Ssn, i nostri stipendi sarebbero rivalutati solo del 2,9% determinando una palese ed inaccettabile sperequazione tra professionisti che operano per lo stesso datore di lavoro. Alimentando quella frustrazione dei dipendenti pubblici e la frattura con le istituzioni che si è riversata nel voto del 4 marzo.

08 marzo 2018

8 MARZO: è necessario un cambio di rotta anche in Sanità - Comunicato stampa Anaao Assomed

Oggi la sanità è donna, grazie ad una crescita, numerica e professionale, costante al punto da divenire già maggioranza tra i nuovi medici. Questo fenomeno tarda però ad entrare nelle proposte strategiche delle organizzazioni, comprese quelle sindacali, fino a rappresentarne una parte essenziale e costitutiva per dare anche una compiuta visione di genere ad esigenze e legittimi interessi di categorie professionali in rapida mutazione.

02 marzo 2018

SERVE LA VOLONTA' POLITICA - Comunicato stampa Intersindacale sull'incontro Aran-Sindacati del 1 marzo 2018

Le Organizzazioni Sindacali si aspettano, visto l’impegno assunto dall’Aran nel corso dell'incontro, una risposta risolutiva e affermativa al prossimo appuntamento. Questa resta la condizione per entrare nel vivo del confronto sulle tematiche contrattuali a partire da quelle di interesse generale.
Mantengono, comunque, lo stato di agitazione riservandosi iniziative di mobilitazione e protesta a fronte di decisioni discriminatorie e penalizzanti per le categorie professionali che rappresentano.

01 marzo 2018

AUTONOMIA REGIONI: un attacco alla Costituzione e all'universalismo del Ssn - Comunicato stampa Anaao Assomed

La mano libera concessa in sanità balcanizza ulteriormente per via pattizia, l’unico diritto che la Costituzione definisce fondamentale. Addirittura in istituti propri del contratto di lavoro dei dipendenti che ci ostiniamo a volere collettivo e nazionale perché rappresenta, insieme al loro stato giuridico del personale ed ai Lea, uno dei pochi elementi verticali capaci di conferire unitarietà ad un sistema come quello sanitario già troppo frammentato.

26 febbraio 2018

CONTRATTO: ORA TOCCA A NOI! Comunicato stampa Intersindacale

Uno sforzo collettivo tra Regioni e Ministri competenti, per quanto impegnati in campagna elettorale, che non può non partire dal riconoscimento di un incremento economico per l'area dirigenziale del SSN in misura analoga, in percentuale, a quanto riconosciuto alle altre categorie di lavoratori del Pubblico Impiego in tutti i contratti finora sottoscritti. Incremento che, se fino ad oggi è stato del 3,48%, non può essere da giovedì 2,94% per noi, e solo per noi.

22 febbraio 2018

L'indennità di esclusività di rapporto è massa salariale! Comunicato stampa Intersindacale

I medici, i veterinari e i dirigenti sanitari chiedono chiarezza sulla massa salariale sulla quale si applicano gli aumenti previsti dalle norme finanziarie, il famoso 3,48%, per tutti i comparti del pubblico impiego. La dignità professionale è strettamente legata alla dignità stipendiale complessiva ed alla assenza di ogni discriminazione. Dopo 9 anni: non ci provate!

20 febbraio 2018

***CCNL 2016-2018: DOPO L’INCONTRO ALL’ARAN, MEDICI E DIRIGENTI SANITARI SOSPENDONO LO SCIOPERO DEL 23 FEBBRAIO***

Il calendario dei prossimi incontri, ravvicinati nel tempo a partire dalla convocazione per il prossimo 1 marzo, e la dichiarata disponibilità dell’Aran a proseguire un percorso da condividere, ci inducono a raffreddare per il momento la vertenza con la sospensione dello sciopero del 23 febbraio. I sindacati confermano lo stato di agitazione riservandosi, già a seguito dell’incontro del 1 marzo, di fissare una nuova data nel caso in cui tempi e contenuti della trattativa fossero insoddisfacenti.

16 febbraio 2018

CCNL 2016-2018: DOPO LE PAROLE ASPETTIAMO I FATTI PER FERMARE LA PROTESTA. CONFERMATO LO SCIOPERO DEL 23 FEBBRAIO

Positiva la volontà espressa dalle Regioni di procedere con rapidità alla conclusione del rinnovo del Ccnl anche per la dirigenza medica, veterinaria e sanitaria. In questa ottica auspichiamo che la convocazione Aran del 20 febbraio prossimo segni la svolta attesa da mesi, se non da anni, traducendo le parole in fatti in tempi ravvicinati.

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ANAAO ASSOMED – CIMO – AAROI-EMAC – FVM Federazione Veterinari e Medici – FASSID (AIPAC-AUPI-SIMET-SINAFO-SNR) – CISL MEDICI – FESMED – ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI

12 febbraio 2018

CUMULO E APE: basta ritardi. Governo ed enti devono accelerare. Lo stallo genera danni inaccettabili. Comunicato stampa COSMED

Le pensioni stanno diventando un oggetto misterioso per la maggioranza dei cittadini che versano, puntualmente e ogni mese, più di un terzo delle loro risorse contrattuali (nel caso dei dipendenti), senza ricevere nemmeno un estratto conto e una minima assistenza. Mancano perfino comunicati stampa da parte di molte delle Istituzioni preposte con impegni precisi e calendari certi. Vengono, così, al pettine le politiche di taglio dei servizi pubblici fondamentali.

09 febbraio 2018

CONTRATTO: ORA TOCCA ALL’ARAN. Comunicato stampa Anaao Assomed

Non è stato semplice, in un Paese in cui i diritti del lavoro si sono eclissati insieme a quello alla salute. Ci sono voluti fiumi di parole, assemblee, sit-in, scioperi semplicemente per raggiungere la linea di partenza. A questo punto, però, le responsabilità sono chiare e la nostra pazienza è ormai esaurita.

09 febbraio 2018

CERTIFICAZIONI. Il Ministero della salute chiarisce: l'Inail deve pagare i medici.

Il parere espresso dal Ministero della Salute, in tema di certificazione INAIL, sembra finalmente porre fine ad una lunga querelle che ha visto protagoniste Anaao Assomed e Cimo a difesa dei diritti dei medici di Pronto Soccorso in tema di certificazioni INAIL e del rispetto degli accordi contrattuali. Anaao Assomed e CIMO  vigileranno affinché siano recuperate le somme indebitamente trattenute per evitare un inutile contenzioso i cui costi aggiuntivi potranno essere oggetto di segnalazione alla Corte dei Conti. Il testo del parere del Ministero.

05 febbraio 2018

CERTIFICAZIONI INAIL: i medici vogliono chiarezza sui pagamenti. Comunicato stampa Anaao Assomed-Cimo

In una lettera inviata al Direttore Generale Inail e al Ministro della salute, le due sigle sindacali chiedono un incontro per garantire il rispetto della dignità del lavoro dei medici e degli obblighi contrattuali sottoscritti.

31 gennaio 2018

CONTRATTO: SENZA CONVOCAZIONE
SARÀ SCIOPERO NAZIONALE IL 23 FEBBRAIO

L'intersindacale alza i toni della protesta con altre iniziative: richiesta di incontro urgente al Ministro Funzione pubblica; denuncia alle Procure della Repubblica per omissione di atti di ufficio rispetto alla sentenza della Corte Costituzionale del luglio 2015 che ha stabilito lo sblocco dei contratti; presidio all'Aran il 15 febbraio; assemblee il 22 febbraio in tutte le Aziende Sanitarie.

La decisione di spostare la data dello sciopero dal 8 e 9 al 23 febbraio è stata dettata solo dal senso di responsabilità che ci lega soprattutto ai nostri pazienti ai quali non vogliamo procurare ulteriori disagi. Non è più possibile continuare a negare a migliaia di professionisti in barba alla Costituzione il diritto a contrattare le condizioni che regolano il proprio lavoro.

leggi il comunicato
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31 gennaio 2018

Arresto del consiglio della Turkish Medical Association: rilasciare subito i medici

In una lettera trasmessa al Ministro degli Interni della Turchia, al Governatore di Ankara, all'Ambasciatore turco in Italia le organizzazioni sindacali Anaao Assomed, Aaroi-Emac e Snr, aderenti alla FEMS (Federazione dei medici europei), hanno espresso preoccupazione per l'arresto e la strategia in atto chiedendo il rilascio dei leader dei medici dell'Associazione medica turca (TMA) e di porre immediatamente fine a tutti gli atti di molestie e intimidazioni, anche a livello giudiziario, ai danni dei colleghi turchi.

29 gennaio 2018

ELEZIONI 2018: la sanità esplulsa dalle liste. Comunicato stampa Anaao Assomed

La decisione del Partito Democratico di lasciare fuori il proprio responsabile del Dipartimento Sanità, che da mesi sta coordinando i lavori per la stesura del programma per le elezioni, è stupefacente. Delle due l’una: o non interessa la materia, ed allora il programma è solo uno specchietto per le allodole, o non si ha fiducia in chi è stato chiamato a prepararla, ed allora non si vede perché affidargli l’incarico solo pochi mesi fa.

26 gennaio 2018

Medici e dirigenti: aprire subito le trattative per il CCNL. Comunicato stampa intersindacale

22 gennaio 2018

CCNL della dirigenza sanitaria: chi l'ha visto? Comunicato stampa Anaao Assomed

Sono mesi che l'atto di indirizzo necessario per aprire le trattative per il rinnovo del Ccnl viaggia da un ministero all'altro, dal Comitato di Settore all'Aran, bloccato dalla burocrazia. Sbloccare questo stallo evidentemente non interessa chi non vuole vedere che le intollerabili condizioni di lavoro della dirigenza medica e sanitaria ormai costituiscono un fattore limitante lo stesso accesso alle cure dei cittadini, come dimostra la crescita dei tempi di attesa ed il tilt delle strutture di Pronto Soccorso.

19 gennaio 2018

I contratti sono fermi da quasi 10 anni, ma oggi è partita la stagione contrattuale 2019-21. Perfezione formale e scandalo sostanziale. Comunicato stampa Cosmed

11 gennaio 2018

SENZA CONTRATTO LA PROTESTA DEI MEDICI E DIRIGENTI SANITARI CONTINUA! Comunicato Intersindacale e citazioni sulla stampa

Le organizzazioni sindacali chiamano i medici e i dirigenti sanitari a inasprire la protesta con ulteriori azioni fino ad organizzare manifestazione in tutte le Regioni e aziende sanitarie in mancanza di concreti segnali che sblocchino un insostenibile stallo.

09 gennaio 2018

PRONTO SOCCORSI IN TILT per le scelte scellerate in sanità! Comunicato Anaao Assomed e le citazioni sulla stampa

Governi e Regioni non possono dimenticare le scelte scellerate fatte di intesa negli anni scorsi. Dal 2010 ad oggi circa 50 mila operatori sanitari pensionati non sono stati sostituiti ed almeno 10 mila sono medici. 70.000 posti letto sono stati tagliati, in assenza di una contestuale riforma delle cure primarie, per introdurre più moderni posti barella, quando non sedie o scrivanie, in attesa del cartello “solo posti in piedi”. Dall’addio al posto fisso alla fine del “letto fisso”. E migliaia di giovani medici, che mettono la loro faccia davanti alle attese dei cittadini, sono stati dimenticati nel precariato di lungo corso.

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