Corte Costituzionale - sentenza n. 268/2017

Il danno da vaccinazione va risarcito anche se questa non è obbligatoria, purché si dimostri il nesso di casualità

La Corte costituzionale, con sentenza n. 268, ha dichiarato costituzionalmente illegittima la legge n. 210 del 1992 nella parte in cui non prevede il diritto a un indennizzo in favore di chiunque abbia subito una permanente menomazione dell’integrità psico-fisica a seguito della vaccinazione contro il virus influenzale, purché sia provato il nesso di causalità tra l’una e l’altra.

Corte Costituzionale - sentenza n. 234/2017

Limiti di spesa del personale delle Aziende sanitarie regionali

Previsione che le Aziende sanitarie regionali possono essere considerate adempienti rispetto al limite di spesa posto per il personale a tempo determinato o utilizzato con convenzioni o con contratti di collaborazione coordinata e continuativa dall'art. 9, comma 28, del D.L. 78/2010, qualora risulti rispettato il vincolo di spesa del personale stabilito dall'art. 1, comma 565, lett. a), della L. 296/2006 e dall'art. 17, commi 3 e 3-bis, del D.L. 98/2011 e s.m.i..

Corte Costituzionale - sentenza n. 190/2017

Consulta boccia legge Calabria

La legge era stata impugnata dal Governo. Tra le norme cassate dalla Corte quella sull'istituzione dei servizi delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, riabilitative, tecnico sanitarie, tecniche della prevenzione e delle professioni sociali.

Corte Costituzionale - sentenza n. 169/2017

Consulta: respinto il ricorso del Veneto, ma la Corte mette nuovi paletti interpretativi

La sentenza stigmatizza la situazione attuale, che non consente tuttora l’integrale applicazione degli strumenti di finanziamento delle funzioni regionali previste dall’art. 119 della Costituzione e rivolge un invito sia allo Stato che alla Regione a distinguere la spesa per i Lea dalle altre componenti della spesa sanitaria.

Corte Costituzionale - sentenza n. 153/2017

Detassazione premi: legittima l'esclusione del pubblico impiego

La Consulta ha affermato che l'esclusione del pubblico impiego dalla normativa sulla detassazione dei premi di risultato premi non è incostituzionale. Nella sentenza n. 153 del 27 giugno 2017, la Corte Costituzionale infatti considera che l’art. 2 del D.L. n. 93/2008, dell’art. 53, comma 1, del D.L. n. 78/2010 e dell’art. 26, comma 1, del D.L. n. 98/2011, rientrano nel potere discrezionale del Legislatore, che è censurabile solo per palese arbitrarietà o irrazionalità. In questo caso invece la decisione del legislatore è fondata e comprensibile.

Corte Costituzionale - sentenza n. 124/2017

I professionisti pensionati possono rimanere nei Consigli degli Ordini e nei Cda delle Casse (pubbliche amministrazioni) ma solo a titolo gratuito e per la durata di un anno

Nel settore pubblico - ricorda la Consulta - non è precluso al legislatore dettare un limite massimo alle retribuzioni e al cumulo tra retribuzioni e pensioni, a condizione che la scelta, volta a bilanciare i diversi valori coinvolti, non sia manifestamente irragionevole».

Corte Costituzionale - sentenza n. 113/2017

Pubblico impiego: assunzioni esclusivamente per pubblico concorso

Con questa sentenza la Corte ribadisce la necessità che le assunzioni nel pubblico impiego avvengano nel rispetto del principio costituzionale del pubblico concorso ex art. 97 comma 4 Cost.. Nello specifico i Giudici dichiarano la illegittimità costituzionale dell’art. 31 della legge n. 8/2016 della regione Sicilia, che prevede l’attribuzione di incarichi dirigenziali a due società a partecipazione pubblica poste in liquidazione, equiparandoli di fatto ai dirigenti di ruolo dell’amministrazione regionale.

Corte Costituzionale - sentenza n. 110/2017

Pubblico impiego: assunzioni esclusivamente per pubblico concorso

La Corte, dichiarando la illegittimità costituzionale dell’art. 53 commi 4, 5, e 6 della legge n. 1/2016 (legge di stabilità regionale 2016) della Regione Puglia, ricorda che, in base al principio costituzionale sancito dall’art. 97 comma 4 della Costituzione, le assunzioni nel pubblico impiego avvengono tramite pubblico concorso. I giudici ricordano altresì che tale principio può essere derogato solo in specifici casi molto limitati, e tra essi non rientrano quelli indicati dalla Regione Puglia a sostegno della legittimità delle norme impugnate.

Corte Costituzionale: la regione non può decidere su orari di riposo e assunzioni extra

Sono incostituzionali le leggi regionali in contrasto con la normativa nazionale sull'orario di lavoro del personale sanitario e sull'acquisizione di personale sanitario a tempo determinato. La Corte Costituzionale con la sentenza n. 72/2017 boccia le norme della Regione Basilicata. Il testo della sentenza.

Corte Costituzionale - sentenza n. 72/2017

La regione non può decidere su orari di riposo e assunzioni extra

Sono incostituzionali le leggi regionali in contrasto con la normativa nazionale sull'orario di lavoro del personale sanitario e sull'acquisizione di personale sanitario a tempo determinato. La Corte Costituzionale con la sentenza n. 72/2017 boccia le norme della Regione Basilicata.

Corte Costituzionale - sentenza n. 14/2017

Molise. Consulta dichiara illegittima legge regionale su proroga contratti a tempo determinato

La Corte costituzionale dà ragione al Governo che aveva impugnato la legge in quanto la norma regionale si poneva in contrasto con il blocco del turn-over imposto dal Piano di rientro e come interferisse con le attribuzioni commissariali in materia di razionalizzazione e contenimento della spesa del personale. Per i giudici l'interferenza tra la legge regionale e compiti del commissario per ridurre spese "è evidente".

Corte Costituzionale - sentenza n. 7/2017

Corte Costituzionale: i risparmi restano alle Casse professionali

"La scelta di privilegiare, attraverso il prelievo, esigenze del bilancio statale rispetto alla garanzia, per gli iscritti alla CNPADC, di vedere impiegato il risparmio di spesa corrente per le prestazioni previdenziali non è conforme né al canone della ragionevolezza, né alla tutela dei diritti degli iscritti, né al buon andamento della gestione amministrativa della medesima". Così i giudici hanno accolto il ricorso della Cassa nazionale dei Commercialisti.

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