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Ccnl 2016/2018 e contrattazione decentrata: per la DS è strategico il ruolo Anaao 

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La piena e corretta applicazione del CCNL 2016/18 a tutti i destinatari è ancora un obiettivo da conseguire.

Questa constatazione, a più di un anno dall’entrata in vigore, desta notevoli preoccupazioni per i ritardi patologici accumulati dalla maggior parte delle aziende sanitarie e ambientali. Un ritardo che non è ascrivibile soltanto al Covid-19 ma verosimilmente anche ad altri fattori legati alla discutibile gestione amministrativa delle aziende stesse.

Le diverse scadenze temporali chiaramente indicate dal CCNL sono state per lo più ignorate, la corresponsione degli incrementi e delle nuove voci previste dal contratto ritardata, i confronti previsti sui trasferimenti economici rinviati o, come nelle ARPA, distorti malamente, la graduazione degli incarichi con le innovazioni significative introdotte dal testo sottoscritto quasi mai attuata, con qualche grave equivoco di lettura in taluni casi, una serie di altri aspetti relativi alla costituzione di tavoli ed organismi previsti dalla normativa stessa non affrontati.

Ad una valutazione generale dell’andamento parrebbe che la corretta analisi delle disposizioni e l'immediata applicazione, per un contratto atteso da oltre dieci anni, sia stata quasi consapevolmente rinviata da parte di coloro che avevano l’onere, oltre che la funzione, di garantire l’applicazione precisa delle norme.

Effetto della pausa poliennale che ha abbassato il livello di competenza degli attori della contrattazione? Abbiamo visto un po’ di tutto e siamo dovuti intervenire come sindacato in diverse situazioni che hanno destato anche sorpresa per la chiarezza della disposizione contrattuale e la carenza di buona fede di alcuni lettori.

Una situazione che denota quindi certamente un andamento spesso patologico e l’assoluta necessità da parte del sindacato di svolgere un ruolo reale di spinta e di sostegno, ma anche di attento monitoraggio e controllo, per la conclusione il più possibile corretta della trattativa decentrata.

Per la Dirigenza sanitaria, alle prese con il primo contratto unico dei sanitari medici insieme a tutti gli altri, un compito che per certi aspetti è stato ed è ancor più complesso. Ci riferiamo al corretto calcolo delle risorse dei fondi in uscita dalla precedente area III, da versare nei nuovi fondi unici dei sanitari, alla graduazione unica degli incarichi dirigenziali prevista dal nuovo accordo, etc.

Su questi aspetti l’azione dell’Anaao Assomed, ed al suo interno del Settore Dirigenza Sanitaria, è costante per garantire il pieno rispetto delle previsioni contrattuali.

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