Ill.mo On. Gianfranco Fini
Presidente della Camera dei Deputati
Ill.mo Presidente,
le scriventi organizzazioni sindacali dei dirigenti medici, veterinari, sanitari e amministrativi del Ssn, desiderano esporre le loro preoccupazioni, in parte già illustrate al Capo della Sua Segreteria, il dott. Alberto Solia, nel corso dell'incontro avvenuto il 19 luglio, sulle gravissime ripercussioni che la manovra economica, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, esercita sul Servizio Sanitario Nazionale.
Preoccupazioni alle quali il Senato ha ritenuto non dare risposta soddisfacente tanto da portare le categorie ad effettuare, loro malgrado, una giornata di sciopero nazionale lo scorso 19 luglio.
Le misure della manovra che critichiamo riguardano:
• il blocco (ad oggi incerto) del turnover del personale ed il licenziamento (certo) del 50% dei precari, prevalentemente impegnati nelle attività di Pronto Soccorso e nelle altre linee di attività dei servizi sanitari ospedalieri e territoriali. Risultato previsto la riduzione quantitativa e qualitativa delle prestazioni erogate con aumento esponenziale dei tempi di attesa dei cittadini. Il diritto alla salute si trasforma da diritto di cittadinanza in diritto legato alle condizioni economiche ed al luogo in cui si vive;
• la possibilità per i direttori delle Aziende sanitarie di non confermare gli incarichi dirigenziali anche in presenza di una valutazione positiva, effettuata da un organismo terzo, relativa al merito, alla competenza professionale ed al raggiungimento degli obiettivi assegnati, aumentando la discrezionalità fino all'arbitrio dei Direttori Generali nonché la invadenza e la pervasività dei partiti nella sanità;
• le penalizzazioni economiche elevate, fino a 40.000 euro per i più giovani nei 4 anni di blocco contrattuale, che colpiscono in maniera iniqua e con modalità plurime i Dirigenti del Servizio Sanitario ai quali si impedisce di utilizzare meccanismi contrattuali, anche per retribuire turni di lavoro e straordinario, finanziati dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e non dalla finanza pubblica;
• la riduzione del 50% dei fondi destinati alla formazione, indispensabile per mantenere e migliorare i livelli conoscitivi necessari all'esercizio della professione medica anche nell'ottica di garantire la massima sicurezza delle cure;
• il taglio dei trasferimenti alle Regioni con riduzione dei servizi sociali a forte componente sanitaria(disabilità, non autosufficienza, assistenza domiciliare, ecc.) e trasformazione dei presidi sanitari in ammortizzatori per una domanda che è essenzialmente di assistenza alla persona.
Si acuisce il profondo disagio nel quale operano da anni i medici e i dirigenti sanitari, veterinari ed amministrativi per condizioni di lavoro, sempre più gravose e rischiose, e mancata gratificazione professionale, favorendo il ricorso al pensionamento anticipato.
Si sta determinando una “fuga in massa” di professionisti dal Servizio Sanitario Nazionale, che si stima poter riguardare nei prossimi 4 anni oltre 30.000 unità di personale, con conseguente depauperamento di forze lavoro e professionalità elevate, non sostituibili a causa delle limitazioni del turnover e delle carenze, anche quantitative, del sistema formativo.
Questo scenario sta per cambiare pelle all'intero Servizio Sanitario del nostro Paese, specialmente nelle non poche Regioni sottoposte a piani di rientro, con effetti che rischiano di tradursi in negata assistenza soprattutto per le fasce più deboli della popolazione.
Per queste ragioni le scriventi Organizzazioni Sindacali, che non mettono in discussione la necessità di dover concorrere al risanamento economico-finanziario del Paese, chiedono alla S.V. di farsi interprete presso il Governo delle preoccupazioni qui rappresentate.
Distinti saluti.
ANAAO ASSOMED
CIMO-ASMD
AAROI-EMAC
FP CGIL MEDICI
FVM
FASSID
FESMED
ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI
SDS SNABI
AUPI
SINAFO
FEDIR SANITA'
SIDIRSS
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