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Ill.mo On. Giorgio Napolitano
Presidente della Repubblica Italiana
Ill.mo Sen. Renato Schifani
Presidente del Senato della Repubblica
Ill.mo On. Gianfranco Fini
Presidente della Camera dei Deputati
Roma, 6 luglio 2010
Prot. n. 528/2010/Snrm
Le scriventi organizzazioni sindacali dei dirigenti medici, veterinari, sanitari e amministrativi del Ssn, si permettono di rivolgersi direttamente alle SSLL per esporre le loro preoccupazioni sulle gravissime ripercussioni che la manovra economica del Governo Nazionale, attualmente in discussione in Parlamento, esercita sul Servizio Sanitario Nazionale.
Le misure della manovra che creano maggiore danno al Servizio Sanitario del nostro Paese sono:
• il blocco del turnover del personale ed il blocco del rinnovo dei contratti del 50% per il personale precario, prevalentemente impegnato nelle attività legate all'Emergenza;
• la possibilità per i direttori delle Aziende sanitarie di non confermare l'incarico dirigenziale anche in presenza di una valutazione positiva relativa al merito, alla competenza professionale ed al raggiungimento degli obiettivi assegnati, aumentando la invadenza della politica nella sanità;
• le penalizzazioni economiche elevate, fino a 40.000 euro per i più giovani, che colpiscono in maniera iniqua e con modalità plurime i Dirigenti del Servizio Sanitario ai quali si impedisce di utilizzare fondi economici già finanziati dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e non dalla finanza pubblica;
• il taglio del 50% dei fondi destinati alla formazione, indispensabili per mantenere e migliorare i livelli conoscitivi necessari all'esercizio della professione medica;
• il peggioramento delle condizioni previdenziali di fine servizio a partire dal 2011.
Questi provvedimenti stanno generando un grave allarme tra i Medici e i dirigenti sanitari, veterinari ed amministrativi che già vivono una condizione di profondo disagio e demotivazione per le condizioni di lavoro, sempre più gravose e rischiose, e di mancata gratificazione professionale nelle quali operano da anni, inducendo coloro che hanno maturato i requisiti ad un ricorso anticipato al pensionamento.
Si sta, quindi, determinando una “fuga in massa” di professionisti dal Servizio Sanitario Nazionale, che si stima poter riguardare nei prossimi 4 anni oltre 30.000 unità di personale, con conseguente depauperamento di forze lavoro e professionalità elevate, non sostituibili a causa del blocco del turnover e delle carenze, anche quantitative, del sistema formativo.
Questo scenario sta per produrre un vero disastro per l'intero Servizio Sanitario del nostro Paese, specialmente nelle non poche Regioni sottoposte a piani di rientro, i cui effetti saranno gravissimi per i danni da negata assistenza sanitaria che subiranno soprattutto le fasce più deboli della popolazione dell'intero Paese.
Per queste ragioni le scriventi OOSS, che non mettono in discussione la necessità di dover concorrere al risanamento economico-finanziario del Paese, si rivolgono alle SSLL affinché, consapevoli dei gravi pericoli che sta correndo il nostro Servizio Sanitario Nazionale, possano manifestare al Governo le preoccupazioni qui rappresentate.
Nella viva speranza che le SSLL possano accogliere questa pressante invocazione, le scriventi OO.SS. porgono deferenti e cordiali saluti.
Costantino Troise ANAAO ASSOMED
Riccardo Cassi CIMO-ASMD
Vincenzo Carpino AAROI-EMAC
Massimo Cozza FP CGIL MEDICI
Aldo Grasselli FVM
Francesco Lucà FASSID
Carmine Gigli FESMED
Raffaele Perrone Donnorso ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI
Paolo Levoni SDS SNABI
Mario Sellini AUPI
Giangiuseppe Console SINAFO
Antonio Travia FEDIR SANITA'
Franco Socci SIDIRSS