Corte Costituzionale - sentenza n. 295/2009

Farmacisti più tutelati sui prezzi

È incostituzionale vietare ai tre attori della filiera del farmaco (farmacisti, aziende e grossisti) di accordarsi sulle quote di spettanza previste per legge del prezzo dei medicinali di fascia A, quelli a totale carico del servizio sanitario nazionale. L'alt è arrivato alla Puglia dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 295/2009. Che contiene altri due stop: alla modifica dei criteri per aprire nuove farmacie e all'aumento dell'età pensionabile per i direttori degli ospedali. Il governo ha sollevato dubbi sulla legittimità degli articoli 8, 14 e 17 della legge pugliese 19/2008. E i giudici gli hanno dato ragione.

Corte Costituzionale - sentenza n. 293/2009

Stabilizzazione del personale precario del Servizio sanitario della Regione veneto

Va ritenuta l'illegittimità costituzionale degli artt. 1 e 4, commi 1, 2 e 4 della L.R. n. 3/2008, regione Veneto (“Interpretazione autentica dell'art. 2 della L.R. 16 agosto 2007, n. 22) con riferimento agli artt. 3, 51, comma 1, 97 e 117, comma 2, Cost., in quanto le disposizioni legislative censurate prevedono ipotesi di accesso ai pubblici impieghi che derogano palesemente al principio costituzionale del concorso pubblico, in mancanza, tra l'altro, di peculiari e straordinarie esigenze o ragioni di interesse pubblico in grado di giustificarle.

Corte Costituzionale - ordinanza n. 258/2009

Dalla Consulta via libera all'Irap

Irap fuori pericolo, salvata dal decreto anticrisi dell'anno passato. Sconti a parte, infatti, il tributo non potrà essere dedotto dalle imposte sui redditi.
È la Corte costituzionale (ordinanza n. 258 del 30 luglio 2009) a firmare, questa volta, il lasciapassare dell'imposta più contestata da aziende e professionisti e che frutta all'erario 40 miliardi di euro all'anno.
E oltre il danno anche la beffa. Il Collegio di Palazzo della Consulta non entra nel merito e bolla la questione, sollevata da alcune commissioni tributarie, come manifestamente inammissibile, anche alla luce delle modifiche normative.

Corte Costituzionale - sentenza n. 236/2009

Reintegrati gli universitari fuori ruolo

Mantenimento in servizio attivo dei professori ordinari, dopo il compimento dei 70 anni di età, e dei professori associati, dopo il compimento dei 68 anni di età, senza eccezioni: la Corte Costituzionale, con la sentenza 236/2009 del 16 luglio, depositata il 24 luglio, si è pronunciata in merito dichiarando: "l'illegittimità costituzionale dell'art. 2, comma 434, della legge 244/2007 – legge finanziaria 2008, nella parte in cui si applica ai professori universitari per i quali sia stato disposto il collocamento fuori ruolo con formale provvedimento amministrativo e che hanno iniziato il corso del relativo periodo."
In sintesi il provvedimento dell'abolizione del fuori ruolo, sancito dalla legge n. 244/2007, è stato giudicato illegittimo, dalla Corte Costituzionale, SOLAMENTE per i professori universitari che a quella data (dicembre 2007) erano già stati collocati fuori ruolo. Questo significa, quindi, che l'abolizione del fuori ruolo è da considerarsi LEGITTIMO per tutti i professori ordinari che hanno compiuto, compiono e compiranno i 70 anni dopo il dicembre 2007.

Corte Costituzionale - sentenza n. 215/2009

Per la stabilizzazione dei precari è necessario il concorso

Sulla stabilizzazione dei medici precari nel servizio sanitario pubblico non possono decidere le Regioni attraverso una norma di legge: è necessario il regolare concorso. Bocciata la norma della Campania sulla stabilizzazione dei dirigenti del SSR.

Corte Costituzionale - sentenza n. 216/2009

IRAP: no della Consulta alle norme regionali di modifica "sostanziale"

È costituzionalmente illegittima la legge regionale che contenga disposizioni di carattere sostanziale inerenti l'IRAP. A ribadirlo è la corte costituzionale, con la sentenza n. 216 del 14 luglio 2009, con la quale viene accolto il ricorso, promosso dall'amministrazione statale, sulla questione di legittimità costituzionale dell'art. 2 della legge della Regione Piemonte 23 maggio 2008, n. 12 (Legge finanziaria per l'anno 2008).
Dalla potestà legislativa esclusiva dello Stato consegue che la disciplina, anche di dettaglio, dell'Irap è riservata alla legge statale e che l'intervento del legislatore regionale è ammesso solo nei termini stabiliti dallo Stato (sentenza n. 396 del 2003). Il d.lgs. 446/1997 (Istituzione dell'imposta regionale sulle attività produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dell'Irpef e istituzione di una addizionale regionale a tale imposta, nonché riordino della disciplina dei tributi locali), consente alla legge regionale di intervenire su alcuni aspetti sostanziali e procedurali della sua disciplina, ma non di modificarne la base imponibile."

Corte Costituzionale - sentenza n. 151/2009

Procreazione assistita: decide il medico sugli embrioni

La legge sulla procreazione assistita è in parte contro la Costituzione. Sono «illegittime» le norme sulla restrizione del numero degli embrioni e il fatto che non si preveda che il trasferimento debba essere effettuato senza pregiudizio della salute della donna. La parziale bocciatura della legge 40 arriva dalla Consulta che ha infatti dichiarato l'illegittimità della restrizione a tre del numero di embrioni che è possibile impiantare nell'utero delle pazienti che si sottopongono alle procedure di procreazione medicalmente assistita.

Corte Costituzionale - sentenza n. 99/2009

Finanziaria 2008: eccessivi i vincoli al budget regionale

È costituzionalmente illegittimo il comma 280, lett. a), dell'art. 2 della L. 244/2007 – legge finanziaria 2008, laddove impone che il maggiore importo di cui all'art. 1, comma 796, lett. n), L. 296/2006  – legge finanziaria 2007 - sia vincolato per 100 milioni di euro al potenziamento delle unità di risveglio dal coma; per 7 milioni di euro al potenziamento e alla creazione di unità di terapia intensiva neonatale; per 3 milioni di euro all'acquisto di nuove metodiche analitiche, «basate sulla spettrometria di “massa tandem”, per effettuare screening neonatali allargati, per patologie metaboliche ereditarie, per la cui terapia esistono evidenze scientifiche efficaci». Tale disposizione, infatti, imponendo nuovi e puntuali vincoli di destinazione delle somme stanziate in un ambito materiale di potestà legislativa concorrente, si pone in contrasto con gli artt. 117 Cost., comma 3, e 119 Cost., comma 3.

Corte Costituzionale - sentenza n. 19/2009

Congedo al figlio convivente di persona in situzione di disabilità grave

La Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità, a norma dell'art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo ivi previsto il figlio convivente, in assenza di altri soggetti idonei a prendersi cura della persona in situazione di disabilità grave.

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