Cassazione Lavoro - sentenza n. 17635/2019
Il tempo di vestizione/svestizione va retribuito come prestazione di lavoro

Per un infermiere indossare e togliersi la divisa di lavoro (camice, mascherina, protezioni ecc.) fa parte dell’orario di lavoro e come tale va retribuito.
È questa una diatriba che ormai va avanti da tempo e che tutti i tribunali coinvolti hanno riconosciuto ai professionisti, fino a essere inserita come parte integrante dell’ultimo contratto.

Cassazione Lavoro - ordinanza n. 16596/2019
Gli effetti dei pregiudizi alla professionalità da dequalificazione

L'assegnazione a mansioni inferiori rappresenta fatto potenzialmente idoneo a produrre una pluralità di conseguenze dannose, sia di natura patrimoniale che di natura non patrimoniale, non legate esclusivamente alla lesione dell'integrità psico-fisica.

Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ordinanza n. 11779/2019

Mancata emanazione dei provvediemnti necessari per attivare le progressioni verticali del Ccnl

Pur non avendo la L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 95 direttamente introdotto per le Regioni il previsto blocco delle assunzioni, tuttavia detta norma va letta in combinato con il comma 98 che ha stabilito i precisi limiti alle Regioni ed agli enti locali sul versante della spesa pubblica e sul rilevante aggregato costituito dalle spese del personale. La vigenza del "blocco delle assunzioni" è sufficiente ad escludere la configurabilità di una responsabilità extracontrattuale a carico dell'ente per il ritardo nell'espletamento dei concorsi.

Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ordinanza n. 11354/2019

In caso di cure all’estero per danni pregressi causati in Italia è tutto a carico della Asl 

In caso di cure all'estero dovute a danni causati in Italia, alla Asl di competenza dell'assistito per la Cassazione spetta il pagamento globale sia in termini di risarcimento del danno che degli oneri per le cure conseguenti, anche se effettuate fuori dall'Italia.

Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ordinanza n. 10719/2019

Il Servizio sanitario può erogare prestazioni solo se ci sono evidenze scientifiche

Il Servizio sanitario nazionale non paga per cure la cui efficacia non è dimostrabile in base a evidenze scientifiche. Lo ha ribadito ancora una volta la Cassazione nell’ordinanza 10719/2019 scrivendo così la parola fine nel contenzioso tra una Asl di Firenze e un cittadino che chiedeva l'erogazione gratuita di una terapia conosciuta come metodo Dikul che prevede una rieducazione motoria intensa, continuativa e personalizzata.

Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 9675/2019

La nullità del licenziamento non può essere fatta valere in corso di causa

L’eventuale nullità del licenziamento non può essere rilevata dal giudice, in quanto il principio di cui all’art. 1421 c.c., che va comunque coordinato con il principio della domanda, con quello della corri-spondenza tra chiesto e pronunciato e con quello della disponibilità delle prove, di cui all’art. 115 c.p.c., non può trovare applicazione quando la parte chieda la declaratoria di invalidità di un atto a sé pregiudizievole, dovendo la pronuncia del giudice rimanere circoscritta, in tale caso, alle ragioni di illegittimità ritualmente dedotte dalla parte stessa.

Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ordinanza n. 9268/2019

Effetti della gravidanza insorta durante il periodo di preavviso di licenziamento

La gravidanza sopravvenuta durante il periodo di preavviso non costituisce causa di nullità del licenziamento per violazione del predetto art. 54 d.lgs. n. 151/2001 ma determina la sospensione del periodo di preavviso e, dunque, posticipa gli effetti dello stesso e, cioè, la definitiva cessazione del rapporto di lavoro e di tutte le obbligazioni ad esso connesse. 

Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ordinanza n. 7465/2019

Blocco della perequazione automatica e trattamenti pensionistici integrativi

Nella controversia che ha dato origine alla pronuncia della Corte di cassazione n. 7465/2019, si discute sull'applicabilità ai trattamenti pensionistici integrativi (non obbligatori) dei meccanismi di aumento e di blocco della perequazione automatica. L'art. 59 della legge n. 449/1997 (quarto comma) ha esteso, a decorrere dall'1.01.1998, a tutte le prestazioni pensionistiche, ivi comprese quelle integrative, il meccanismo di perequazione di cui al d.lgs. n. 503 del 1992.

Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 6872/2019

Pensioni, blocco perequazione sull'importo effettivo del cumulo

L’adeguamento della pensione all’inflazione deve essere effettuato sull’importo effettivamente erogato, se più basso di quello nominale quale conseguenza del limite alla cumulabilità dei trattamenti ai superstiti. Così ha deciso la Corte di cassazione con la sentenza 6872/2019, che ha visto contrapposti un pensionato e l’Inps. La legge 247/2007 ha introdotto il blocco della perequazione nel 2008 per le pensioni di importo superiore a otto volte il trattamento minimo.

Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ordinanza n. 6337/2019

Mobilità volontaria - principi di diritto

Il passaggio volontario del dipendente da un'amministrazione a un'altra viene inquadrato nell'ambito dell'istituto della cessione del contratto, con la conseguenza che il complesso unitario di diritti ed obblighi derivanti dal contratto subisce una modificazione soggettiva, mentre rimangono immutati gli elementi oggettivi essenziali che lo connotano.

Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 5432/2019

Pubblico impiego privatizzato - pluralità di contratti a tempo determinato

In materia di pubblico impiego privatizzato, nell'ipotesi di abusiva di reiterazione di contratti a termine, la misura risarcitoria va interpretata in conformità al canone di effettività della tutela, senza che ne derivi una posizione di favore del lavoratore privato rispetto al dipendente pubblico.

Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ordinanza n. 4670/2019

Permessi L. 104: leciti i controlli con investigatori

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 4670 del 2019, ha affrontato il tema del licenziamento di un dipendente che invece di impiegare i permessi di cui alla legge 104, per assistere un familiare malato, li impiegava per svolgere attività personali, confermando così «come una simile condotta sia idonea a ledere definitivamente il vincolo fiduciario indispensabile alla prosecuzione del rapporto di lavoro». È stato ritenuto legittimo tale controllo durante i periodi di sospensione del rapporto al fine di consentire al datore di lavoro di prendere conoscenza di comportamenti del lavoratore che siano rilevanti sotto il profilo del corretto adempimento delle obbligazioni derivanti dal rapporto stesso, che permane nonostante la sospensione.

Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ordinanza n. 3901/2019

Il “tempo di vestizione” all’inizio e al termine del proprio turno di lavoro va sempre retribuito

La Cassazione ha ribadito la tesi già espressa in una precedente ordinanza del 2017, ribaltando la decisione della Corte d'Appello che non aveva riconosciuto a cinque infermieri il tempo di vestizione e di cambio turno come straordinario ai fini retributivi. Nel frattempo è entrato anche in vigore il nuovo contratto che prevede il tempo di vestizione retribuito, ma la Corte ha sottolineato che la decisione va al di là del “rapporto sinallagmatico”, trattandosi di obbligo imposto dalle “superiori esigenze di sicurezza e igiene, riguardanti sia la gestione del servizio pubblico, sia la stessa incolumità del personale addetto”.

Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 3469/2019

Mancati riposi settimanali, la responsabilità è del Direttore Generale dell'Azienda

Il Direttore Generale non soltanto riveste all'interno dell'Asl la qualifica apicale, ma, trattandosi di una pubblica amministrazione, è altresì il destinatario quale legale rappresentante dell'ente, della funzione di garanzia dell'osservanza e della corretta applicazione delle norme legali e contrattuali che disciplinano i rapporti di lavoro. La sua responsabilità non può ritenersi limitata, pertanto, a sovrintendere alla gestione complessiva dell'azienda.

Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ordinanza n. 992/2019

Contratti a termine reiterati alle dipendenze della Asl: danni presunti con valenza sanzionatoria

La Corte d'appello ha rilevato la carenza di specificità delle ragioni poste a fondamento dei primi tre contratti di somministrazione a termine in oggetto e la loro conseguente nullità, senza per questo estendere il proprio sindacato alle scelte tecniche, organizzative e produttive dell'utilizzatore.

Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 982/2019

Contributo di solidarietà: arriva l’ennesima bocciatura della Suprema Corte

Non rientra tra i poteri delle Casse previdenziali privatizzate, deliberare e di conseguenza, applicare tagli alle pensioni dei propri iscritti in quiescenza, a titolo di contributo di solidarietà. Con la pronuncia in commento, i Giudici di Piazza Cavour sono tornati ad occuparsi del contributo di solidarietà sulle pensioni erogate da Casse previdenziali privatizzate, ritenendolo illegittimo.

Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 604/2019

Può essere licenziato il medico che per dedicarsi alla politica trascura i suoi doveri di dipendente

Il medico che fa il politico ed è spesso assente, ma resta responsabile di un reparto, può essere licenziato perché la sua condotta crea al datore di lavoro problemi organizzativi e perdita d'immagine ed espone i pazienti a rischi.

Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ordinanza n. 276/2019

Fumo passivo: confermato risarcimento a noventenne che si era ammalato di tumore per aver lavorato in un ambiente saturo di fumo

Respirare fumo passivo per molti anni sul luogo di lavoro può causare un grave danno alla salute del lavoratore e in questo caso è causa di tumore faringeo e la Cassazione ha definitivamente condannato il datore di lavoro a risarcire il proprio dipendente che oggi è novantenne, ha avuto danni alle corde vocali, ha perso tutti i denti, fa fatica a ingerire cibi, ma soprattutto non è mai stato un fumatore.

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